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BREACH - L’INFILTRATO

 

di Billy Ray


 

“Chi fa la spia non è figlio di Maria, non è figlio di Gesù e quando muore va laggiù”. Forse lo “spione più spione” della storia degli Stati Uniti, pur essendo un bigotto cattolico (ma pornografo!), non conosceva questo versetto tratto dal “Vangelo secondo gli amici che ti menano ancora di più se vai a dire a mamma che sei stato picchiato”...

 

Scordatevi i film d’azione, le sparatorie, i rocamboleschi inseguimenti in auto: qui si parla di storia vera e, per giunta, piuttosto recente. Era l’anno 2001 quando Robert Hanssen venne arrestato e condannato all’ergastolo per spionaggio (non vi rovino nulla, il regista sceglie di dircelo subito -ricordo che negli USA la faccenda fece un gran scalpore, anche se poi passò in secondo piano a seguito della grande tragedia avvenuta nello stesso anno- e tutta la pellicola è un lungo flashback) grazie alla collaborazione di un giovane aspirante agente dell’F.B.I., Eric O’Neill. Come spesso accade, la realtà riesce a superare la fantasia ed il film avvince, pur nel suo ritmo che definire “placido” sarebbe riduttivo; ossessione religiosa, redenzione e perversione, certo, ma sono i duelli verbali, gli sguardi ingannevoli, dei due protagonisti il vero fulcro, l’anima di “Breach - L’infiltrato”.

 

Si respira una piacevole aria di lavoro autoriale-ma-senza-tirarsela, lontano dai prodotti modaioli che un certo cinema americano ci ha abituato a vedere. Anche per questo motivo il film non incasserà un euro che sia uno, soffocato com’è da pirati e ragni colorati attaccati agli schermi e sicuramente non intenzionati a mollarli (date un po’ un’occhiata alla programmazione cinematografica della vostra città se avete qualche dubbio...).

 

DA TENERE:

Billy Ray, sceneggiatore e regista, ha una certa predilezione per le storie di bugiardi realmente esistiti; così è stato con il suo precedente film di debutto (“L’inventore di favole”) e la stessa cosa dicasi per “Breach - L’infiltrato”. Considerando le sue capacità ed il fatto che di bugiardi è pieno il mondo, a questo punto confidiamo in una sua lunga e fulgida filmografia monotematica...

 

DA BUTTARE:

In realtà è difficile buttare a tutti i costi qualcosa in una pellicola che non ha ambizioni troppo alte né tantomeno alcuna voglia di aggredire il botteghino; i due protagonisti sono perfetti (Chris Cooper è fantastico e Ryan Phillippe cerca di tenergli testa come può), il resto del cast è pieno di volti noti (“hey, ma hai visto quello chi è???”), la narrazione è fluida... Va bene, diciamo che un “pelino” di ritmo in più non gli avrebbe guastato, ma proprio perché c’è da scrivere questo paragrafetto...

 

CONSIDERAZIONE FINALE:

Se non ne potete più delle due pellicole che hanno monopolizzato i cinema in questo periodo (o se già le avete viste come il sottoscritto) e se i racconti veri di spie vi intrigano, “Breach - L’infiltrato” potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa. Ecco, non fate l’errore di considerarlo una sorta di “The Good Shepherd - L’ombra del potere”, perché non ne ha l’opulenza ed il respiro epico: questo è film più... “da camera”, anche se piena di microspie. 

  BenSG
www.delikatessen.splinder.com


 

Titolo originale: 

BREACH

Nazione:  USA
Anno:  2007
Genere:  Drammatico, Thriller
Durata:   111'
Regia:  Billy Ray
Sito ufficiale:   

 
Cast: 

Chris Cooper, Ryan Phillippe, Laura Linney, Caroline Dhavernas, Gary Cole, Kathleen Quinlan, Dennis Haysbert, Bruce Davison

Produzione:  Double Agent Productions Inc., Universal Pictures, Sidney Kimmel Entertainment, Intermedia, Outlaw Pictures
Distribuzione:  Mikado

 

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pubblicato il 02 Marzo 2001

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