![]() |
Oggi è |
| Home | |
|
| |
|
LA CENA PER FARLI CONOSCERE |
|||||||||||||||||||||||
|
Pupi Avati fa da sempre un cinema molto “sussurrato”, discreto e in punta di piedi, così personale da essere riconoscibile tra mille. “La cena per farli conoscere” è l’ennesimo capitolo di questo suo modo di intendere la settima arte: la sceneggiatura, scritta dallo stesso regista, ondeggia tra una drammaticità che non osa mai “affondare” nel melò (come un Almodovar, ad esempio) ed un gusto per l’ironia che ha in Diego Abatantuono il suo perfetto tramite. Questa volta, però, non c’è un tavolo da poker e dei compagni con i quali lasciarsi andare ad amare riflessioni sulla vita e l’amicizia, bensì tre giovani, bellissime donne (alle quali se ne aggiungerà una quarta) combattute dai sentimenti che provano nei confronti di un padre da sempre assente. L’esile trama è quasi un pretesto per tratteggiare, ma non approfondire, dei caratteri molto diversi che si confrontano con ciò che la vita ha dato loro. DA TENERE: Capeggiato da un magistrale Abatantuono, tenuto a freno dalla sapiente scrittura e regia di Avati, il quartetto di eterogenee attrici rende credibile ogni battuta del copione, senza mai dare la sensazione che qualcosa possa stonare. DA BUTTARE: Leggevo da qualche parte che il film lascerebbe un po’ a desiderare dal punto di vista tecnico, in particolar modo dal missaggio della pista audio; in effetti lo stacco tra presa diretta e doppiaggio in post produzione si avverte, ma solo quando in scena è presente, (s)fortunatamente per pochi minuti, Marica Pellegrinelli. CONSIDERAZIONE FINALE: Un buon film italiano dove tutti sembrano bisbigliare, perciò ben lontano dalle tanto famose urla mucciniane (che, comunque, non disprezzo affatto); per alcuni questo sarà un pregio, per altri una mancanza di coraggio nello sporcarsi le mani con sentimenti sanguigni, forti, ma resta comunque il fatto che “La cena per farli conoscere” conferma per l’ennesima volta che Pupi Avati è un Signor Autore.
|
|||||||||||||||||||||||
|
|
| Home |
|
pubblicato il 02 Marzo 2001 Copyright 2001-2006 © Raccontare.com
|