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di Alfonso Cuarón
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Bello, sporco, pessimista, disperato, fiducioso,
ironico... Potrei
continuare ad elencare pregi e virtù di questo film per
ore (ebbene sì, ho
un "Dizionario dei sinonimi e dei contrari"..!), ma
servirebbe a poco: vi
basti sapere che è un film da vedere, malgrado pro (molti)
e contro (pochi).
Punto.
Lo so, mi sono dato la classica zappa sui piedi ed ora
dovrò motivare questi
"pro" e, soprattutto, questi "contro"...
Alla prima categoria appartiene sicuramente una messa in
scena di altissimo
livello, e non sto parlando solo di scenografie (per altro
sempre credibili
e, purtroppo, non troppo di fantasia...) o di prove
attoriali (Clive Owen è
bravissimo, ma Michael Caine in versione hippy è
impareggiabile); no sto
parlando proprio di regia, dell'approccio che il
poliedrico Cuarón ha avuto
nei confronti di una storia che sarebbe stato facile
girare come tante
altre. Non fatevi ingannare dalla sciatteria delle riprese
perché, in
realtà, non è come sembra e di sciatto non c'è proprio
nulla; io stesso,
all'inizio
del film, ho strabuzzato gli occhi temendo in un tardo
epigono del tanto
detestato, da me, Dogma. Invece la "camera a spalla"
questa volta non
infastidisce e, anzi, riesce nella non facile impresa di
catapultare lo
spettatore dentro lo schermo; due scene su tutte (le
noterete facilmente),
girate come un unico piano sequenza che ha
dell'incredibile per quante cose
il regista riesca ad infilarci con apparente semplicità.
Lo stile, a prima
vista sciatto, è qualcosa di voluto e studiato per rendere
credibile
un'atmosfera
che di sano ha ben poco.
Alla seconda categoria, invece, fa parte un'irritante
profusione di notizie
che servirebbero a far capire allo spettatore medio che il
futuro non sarà
tanto roseo.
Essere didascalici non paga quasi mai (e per questo il mio
personalissimo
parere sul film non è da strappo di capelli, ma solo da
semplice entusiasta
per un buon ritorno ad un genere trattato finalmente con
un po' di
intelligenza), infatti alle volte mi sembrava di vedere il
"Sapore di mare"
dei Vanzina, con i personaggini che, per farci capire che
il film era
ambientato negli anni '60, non facevano altro che citare
lo "scandaloso
costo della benzina" o roba del genere; mezzucci che
Cuarón avrebbe potuto
tranquillamente far risparmiare allo
scrittore-sceneggiatore P.D. James.
Ecco, un po' più di misura sarebbe stata utile per non
appesantire una
pellicola già abbastanza carica di simbologie e
parallelismi vari (che vi
risparmio per non rovinarvi il gusto della visione).
DA TENERE:
Non sono ancora riuscito ad inquadrare bene il regista
Alfonso Cuarón, anche
perché di suo ho visto giusto le due pellicole precedenti
che lo hanno reso
"famoso": "Y tu mamá también", viaggio iniziatico
sentimental-sessuale di
due ragazzi, e il più noto "Harry Potter e il prigioniero
di Azkaban", terzo
cupo episodio del maghetto inglese. Ad ogni modo la sua
sicurezza nel
narrare è lodevole e, sebbene il suo approccio sia di
volta in volta
differente, è sicuramente un autore da tenere d'occhio.
DA BUTTARE:
Certi passaggi musicali rimarcano in modo del tutto
superfluo cose che le
immagini stanno già comunicando, causando una fastidiosa
ridondanza ciclica
(???).
CONSIDERAZIONE FINALE:
Assolutamente da vedere, questo è certo. Non ci metterei
la mano sul fuoco,
ma anche in coppia potrebbe funzionare senza temere
rappresaglie
ricattatorie post visione (del tipo "Ora che mi hai
portato a vedere questa
schifezza dovrai venire con me a tutte le fiere del
patchwork e del tempo
libero...").
BenSG
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Titolo
originale: |
I figli degli uomini |
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Nazione: |
USA
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Anno: |
2006 |
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Genere: |
Drammatico-Thriller |
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Durata: |
114' |
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Regia: |
Alfonso
Cuarón |
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Sito
ufficiale: |
www.childrenofmen.net |
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Cast: |
Clive
Owen
Julianne
Moore
Michael Caine
Chiwetel Ejiofor
Charlie Hunnam
Claire-Hope Ashitey
Ilario Bisi-Pedro
Lucy Briers
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Produzione: |
Universal
Pictures, Strike Entertainment, Beacon Communications
LLC, Hit & Run Productions, Quietus Productions Ltd |
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Distribuzione: |
UIP |
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