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VERO COME LA FINZIONE |
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Un tardo pomeriggio di lunedì, un biglietto omaggio per un ingresso al cinema, una sala con solo il sottoscritto come unico spettatore; “certo -direte voi- e magari ti sei pure visto un bel film!”. Incredibile a dirsi, ma è andata proprio così.
“Vero come la finzione” sembrerebbe il classico titolo da pellicola indipendente alla “Thumbsucker”, ma almeno in questa occasione un’idea di cinema c’è ed è sfruttata come si deve. Il cast, probabilmente ben consapevole che sceneggiature così non ce ne sono poi tante in giro, asseconda con devozione e passione il solitamente poco personale regista (“Monster’s Ball” e “Neverland - Un sogno per la vita”) in una commedia romantica, drammatica e surreale al tempo stesso; persino Will Ferrell, con la sua catatonicità, è perfetto per la parte (e, a questo proposito, smentirei quell’amico che mi ha detto: “Ah, vai a vedere quel film interpretato da Will Ferrell insieme a dei bravi attori!”).
DA TENERE: L’inizio è bellissimo e lascia subito ben sperare; fortunatamente la sceneggiatura del giovane (classe 1975) Zach Helm, qui al suo debutto cinematografico, non delude le aspettative e non fa rimpiangere proprio nulla.
DA BUTTARE: Una certa aria da “film da Sundance” ce l’ha, questo lo devo ammettere: alcune cose, come la narrazione pacata, sono proprio tipiche del filmetto indipendente che vuole per forza sembrare fico, ma alla fine i pregi fanno passare in secondo piano queste irritanti sciocchezzuole.
CONSIDERAZIONE FINALE: Come non sorridere quando il protagonista si fionda in un cinema a vedere “Il senso della vita” dei grandissimi Monty Python? Ma sono anche altre cose, come la bellissima colonna sonora, la dolcezza nello descrivere certe situazioni, che fanno di questo film un appuntamento da non perdere. Un’ultima cosa: ovunque leggerete che la sceneggiatura sembra scritta con lo stile di quel pazzoide di Charlie Kaufman (“Essere John Malkovich”, “Se mi lasci ti cancello”); ebbene, prima di lui sarebbe giusto menzionare un altrettanto fuso di testa, ovvero il buon Marcello Gori, il quale, col bellissimo cortometraggio “Direttive dall’alto”, nel lontano 1997 vinse un sacco di premi in vari concorsi per videomaker. Per la vostra gioia lo potrete ammirare, in una versione recentemente rieditato, direttamente a questo link: http://dailymotion.alice.it/delikatessen/video/x154ed_direttive-dallalto Buona visione!
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pubblicato il 02 Marzo 2001 Copyright 2001-2006 © Raccontare.com
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