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MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO |
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di Daniele Luchetti
Che sollievo, ma questa è una bella commedia drammatica di come non se ne facevano da tempo! Ed io che pensavo di andare a vedere “solamente” un film drammatico e politicizzato...
Il regista-sceneggiatore Luchetti ha sempre avuto, sin dai tempi de “Il Portaborse”, l’approccio ideale nel raccontare le storie: riuscire a dire cose importanti, serie, però con il sorriso sulle labbra non è una cosa da poco e, di certo, è una qualità difficilmente riscontrabile nel nostro cinema. Qualche decina di anni fa, invece, era una consuetudine: basti pensare alle cosiddette grandi “commedie all’italiana”.
Aiutato da un grandissimo cast (tutti perfetti, da un irresistibile Elio Germano al fascinoso Riccardo Scamarcio, senza dimenticare il giovane Vittorio Emanuele Propizio e la splendida -da colpo di fulmine!- Diane Fleri), il regista mescola abilmente impegno politico con critica sociale e forti sentimenti, sbandando un po’ giusto sul finire della seconda parte.
DA TENERE: Sicuramente la ritmatissima sceneggiatura a firma dello stesso Luchetti con Sandro Petraglia e Stefano Rulli (responsabili questi ultimi anche de “La meglio gioventù” e “Romanzo criminale”), ma anche l’intero gruppo di eccellenti attori che la asseconda apparentemente senza fatica alcuna. Non lo dico troppo forte per pura scaramanzia, ma forse in Italia è la volta buona per ricominciare a scrivere decorosamente dei copioni per volti nuovi...
DA BUTTARE: Come dicevo più sopra, in chiusura del secondo tempo la storia si fa un po’ frettolosa e didascalica, ma è un peccato da poco che non vi toglierà il sorriso all’uscita dalla sala.
CONSIDERAZIONE FINALE: “Mio fratello è figlio unico” è la dimostrazione di come in Italia si possano realizzare ottimi prodotti in perfetto equilibrio tra intrattenimento e film impegnati. Insomma, potreste anche ritrovarvi in mezzo tra il classico spettatore da “Natale a New York” e quello da “L’ora di religione”. E, nel caso vi sentiste troppo in imbarazzo in tale situazione, prendete spunto dalla mossa del vecchio Schwarzi di “Commando”: utilizzando entrambe le braccia in simultanea, gomitata nello sterno, nocche sul naso e... buona visione!
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pubblicato il 02 Marzo 2001 Copyright 2001-2006 © Raccontare.com
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