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IL MISTERO DELLE PAGINE PERDUTE |
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di Jon Turteltaub
Negli anni ’80 c’erano i filmetti su Allan Quatermain, con l’imbalsamato Richard Chamberlain, che cercavano inutilmente di arraffare i tesori rimasti (leggasi “incassi”) delle pellicole di Indiana Jones, mentre oggi c’è il sempre più spettrale e tricologico Nicolas Cage con le avventure dello storico cacciatore di cultura e onore (ok, sempre d’oro però) Ben Gates.
E’ vero, queste sono produzioni mastodontiche degne certamente di uno Spielberg (solo a livello produttivo, non sto bestemmiando! D’altronde dietro c’è Jerry Bruckheimer, uno che i soldi spesi li vuole far vedere tutti), mentre le pellicole su Quatermain erano molto più artigianali, da B-movie; però il risultato non cambia: le emozioni latitano e tutto è molto meccanico, esattamente come quando il protagonista tira un cassetto, gira una leva, schiaccia un pulsante e... appare il tesoro. Gli incassi si possono fare anche così, certo, ma è questa la differenza tra un semplice regista di blockbuster e Spielberg: lui sa trasmettere la propria passione, l’entusiasmo, è capace di emozionare il pubblico senza dover schiacciare troppi pulsanti o tirare tante leve. Terminato “Il mistero delle pagine perdute”, invece, che cosa vi resta impresso nella memoria? Ecco, appunto.
DA TENERE: Il film è un’innocua produzione Disney e, se avete una famiglia da portare al cinema, è sempre meglio delle minchiatone natalizie del nostro cinema italiano.
DA BUTTARE: Sia chiaro: il capitolo precedente, “Il mistero dei templari”, mi aveva divertito e come divertissement da domenica pomeriggio ci stava tutto, solo che questo freddo seguito ha tutte le carenze proprie di un capitolo secondo: una sceneggiatura affatto brillante e scioccamente contorta in certi dialoghi solo per far sentire ignorante lo spettatore privo di una laurea in Storia Americana, una struttura narrativa prevedibile e ripetitiva, degli interpreti mediocri (suvvia, ma qualcuno mi potrebbe dire come mai esiste un Nicolas Cage? A parte una manciata di film nel quale ha dato il meglio di sé, pare che in America ci sia solo lui come attore! Ma quanti film interpreta all’anno???) mescolati ad altri di ottima caratura che si sono presi una remunerativa vacanza (Ed Harris, Harvey Keitel, Helen Mirren). Assistere alla visione de “Il mistero delle pagine perdute” mi ha ricordato un po’ quando andai a vedere “Il gioiello del Nilo”, l’inutile seguito de “All’inseguimento della pietra verde” con Michael Douglas e Kathleen Turner; la sensazione di osservare qualcosa di sin troppo studiato a tavolino è stata la medesima.
CONSIDERAZIONE FINALE: Se non avete visto il primo capitolo magari vi divertirete, altrimenti aspettate fiduciosi il prossimo vero film d’avventura: il quarto capitolo di Indiana Jones, ovviamente!
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pubblicato il 02 Marzo 2001 Copyright 2001-2006 © Raccontare.com
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