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La notte di San Lorenzo

 

 

Io credo che La notte di San Lorenzo sia la più bella delle opere dei fratelli Taviani che pur ce ne hanno già date di gran classe, e una delle più commoventi. Il mio entusiasmo per questo film deriva dalla sapienza artistica, nutrita da un fortissimo sentimento del­l'umano, con cui i Taviani racchiudono in un'ora e quaranta­cinque minuti il tragico e il tenero di uno di quei momenti fatali della nostra storia che la memoria popolare trasfigura in leg­genda. Il film s'intitola e si ispira a fatti veri: a una notte dell'agosto 1944 in cui, con l'arrivo degli americani, si sciolse per la gente toscana di San Miniato (Pisa) il nodo terribile della guerra. Fu l'ora della festa, ma la vigilia era stata sanguinosa, e destinata a fissarsi per sempre nel ricordo dei protagonisti. Soprattutto della piccola Cecilia, che oggi è cresciuta, è madre a sua volta, e in un'altra notte di San Lorenzo, dinanzi alla finestra spalancata su Firenze, racconta al suo bimbo, quasi fosse una fiaba, quegli antichi fatti di vita e di morte.

La cittadina di San Miniato, ribattezzata San Martino, mi­nata dai tedeschi, sta per saltare in aria. Fidando nel vescovo, che ha dato ascolto al consiglio dei nazisti e dei repubblichini, una parte della popolazione è uscita dalle cantine e si è riu­nita a pregare nel Duomo. Un altro gruppo, guidato dal fattore Galvano, si è invece messo in cammino attraverso i campi, per andare incontro ai liberatori che sono vicini. Il Duomo viene bom­bardato dai tedeschi che avevano organizzato l'eccidio. Il gruppo sfuggito alla strage non si arrestano. I più giovani si uniscono alla banda e prendono un nome di battaglia, le donne si scambiano confidenze. Nascosti in una casa di contadini, i fug­giaschi sentono sempre più prossima l'ora del ritorno a San Martino. Galvano e Concetta si dicono quanto per quarant'anni si sono tenuti nascosto, e si stringono teneramente in un abbraccio d'amore. Piove e c'è il sole: quando tutti ripartono, ormai liberi dall'incubo, Galvano è l'unico a non avere più fretta. Ha il cuore gonfio, e molti pensieri.

Questo dice La notte di San Lorenzo, ma con una pienezza poetica che nessuna parola può esprimere. Ogni frammento della storia è infatti così carico di dolore, di stupore, di bene e di male, da contenere il seme stesso del cosmo. Recitato in gran parte da attori non professionisti, fotografato da Franco Di Giacomo e musicato da Nicola Piovani (con l'offertorio di Verdi e i Tannhauser nei momenti più alti), il film è girato quasi tutto in esterni, a ridosso di una natura e di case coloniche che testimoniano la purezza della civiltà contadina. L'immagine dell'uomo che esce dalla Notte di San Lorenzo è infatti un'immagine angosciosa, divisa fra l'orrore e la dolcezza. I Taviani la colgono con una fantasia severa, nell'attimo del vero, e le tessono intorno quasi una fiaba per ricordarcene la grandezza e le miserie. L'opera ha un filo ideologico che la lega alle altre dei Taviani ‑ l'elogio di chi affronta con coraggio l'ignoto, fidando in se stesso anziché nella protezione dei. Fascisti, tedeschi, preti e partigiani, e il loro correre e sparpagliarsi, e il loro pian­gere e uccidersi, sono forme di un universo perenne che si realizza nelle emozioni dell'uomo molto al di là della lotta sociale e delle ragioni storiche. Il tutto detto col massimo della semplicità, punteggiato di filastrocche infantili, e un'asciut­tezza di stile che è forse il dono grande del film. I Taviani parlano della Notte di San Lorenzo come d'un film sulla speranza, venuto dopo i dubbi del Prato. Rispettiamo il loro ottimismo. Anche chi teme che il mondo in quaran­t'anni non sia affatto cambiato, vivendo ancora venti di guerra, sa bene cosa chiedere alle stelle cadenti: che il cinema tocchi dovunque queste vette supreme portandoci altresì un messaggio di pace e di speranza. Un film che vale la pena rivedere per chi riuscisse a trovarlo in cassetta o DVD.

Nelle sale non lo troverete più, forse entro breve sarà possibile visionarlo in video cassetta, film premiato e multi criticato, anzi addirittura snobbato nelle sale cinematografiche, ma io lo credo un film estremamente crudo, reale e veritiero nella sua denuncia.


         

Nelle immagini potete vedere (partendo da sinistra): I registi; scena tratta dal film; scena tratta dal film.

LA NOTTE DI SAN LORENZO

Di Fratelli Taviani

Italia, 1982; dur.: 106'

A cura di Nicola Vassallo

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pubblicato il 02 Marzo 2001

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