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REIGN OVER ME |
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di Mike Binder
Strano come certi film meritevoli di attenzione passino del tutto inosservati, mentre per altri ben più trascurabili si sprechino inutili camionate di parole.
Ciò che più mi sorprende, infatti, è che una pellicola con questo cast e con credenziali piuttosto notevoli (pure su IMDb ottiene un voto di 7,9 su 10) sia rimasta nelle nostre sale una sola settimana, senza lasciare il tempo agli spettatori di fare un po’ di sano passaparola, un po’ come quando uscì il poi pluripremiato “Crash”. Eppure i cosiddetti “ingredienti giusti” c’erano tutti: una storia di amicizia, una straziante tragedia personale da elaborare, la ricerca di sé stessi e la voglia di tornare a respirare, dialoghi banali e mai banali allo stesso tempo (come nella vita, no?), qualche bella e sana risata liberatoria, un attore solitamente dedito alla commedia(ccia) che solo raramente (“Ubriaco d’amore”) dimostra di essere in grado di fare dell’altro, ecc. ecc. (e qui aggiungeteci voi ciò che volete dopo che avrete visto il film).
“Reign over me” è un vero gioiellino di lievità, sia di scrittura che d’interpretazione e di regia. Le lacrime ad un certo punto vi sgorgheranno, ma verranno subito addolcite da un sorriso, come se il regista/sceneggiatore Mike Binder ci tenesse a sottolineare la propria onestà d’intenti, senza voler percorrere facili scorciatoie ricattatorie.
DA TENERE: A parte la dovuta “standing ovation” quando appare in scena un burbero Donald Sutherland, è proprio la capacità dell’autore (occhio che è pure un attore: interpreta il commercialista Sugarman) nel trattare temi così delicati senza sbracare che colpisce; eppure di trappole ce ne sarebbero state, perciò un plauso per averle sapientemente evitate una ad una. E, visto che non ne parlo mai, un’ulteriore lode anche all’ottima colonna sonora.
DA BUTTARE: Pur avendo terminato la visione del non brevissimo (124 minuti) e velocissimo film all’incirca alle due del mattino, non mi è mai calata la palpebra. Ammetto, però, che ultimamente ho qualche problema d’insonnia e che su quattro spettatori solo in due abbiamo stoicamente retto sino alla fine...
CONSIDERAZIONE FINALE: “Reign over me” è, pur con i suoi difettucci, una pellicola che andrebbe subito recuperata, specialmente se amate quei sani e robusti film drammatici, intimisti e con una vena d’ironia che non guasta mai come digestivo per mitigare i drammi della vita (eh???).
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pubblicato il 02 Marzo 2001 Copyright 2001-2006 © Raccontare.com
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