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ZODIAC |
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di David Fincher
“Zodiac” è il “filmone” che aspettavamo da tempo di vedere, il ritorno dietro la macchina da presa di un regista che ha saputo farci dono di un paio perle che rimarranno nell’immaginario cinematografico di ognuno di noi. Ma “Zodiac”, come molti “filmoni” di un certo spessore, ha anche i suoi lati negativi che possono causare in qualche spettatore più di uno sbadiglio.
La vera storia del serial killer che terrorizzò gli Stati Uniti a cavallo tra la fine degli anni ’60 ed i ’70, è meticolosamente narrata attraverso gli occhi di un eterogeneo team di investigatori, dal giornalista cocainomane ed alcolizzato al vignettista “boyscout” dello stesso giornale fino ad un cocciuto poliziotto che ha l’incedere di un Tenente Colombo (e ha pure i suoi impermeabili, ma più puliti..!) ed alcuni suoi colleghi. Questa coralità d’insieme consente una buona varietà di sguardi su un’unica idea fissa: catturare un assassino che è diventato un mito grazie ai media che hanno concesso una grande eco alle sue orribili imprese ed alle sue promesse di morte.
Fincher sembra quasi immedesimarsi nei protagonisti della storia e fa sua la loro ossessione, cercando di essere il più minuzioso possibile senza esagerare in scene troppo eccessive e, quindi, evitando facili spettacolarizzazioni.
DA TENERE: La cura maniacale nel ricostruire gli anni ’70 è veramente entusiasmante: dalla fotografia alle scenografie, dai costumi fino alle pettinature alla “Starsky e Hutch”. Ma la parte del leone lo fa l’intero cast, veramente da applausi a scena aperta, convincente dal primo attore (un sempre più maturo e credibile Jake Gyllenhaal) fino all’ultimo dei comprimari (vedrete quanti volti noti ritroverete sullo schermo). David Fincher riesce nella improba impresa di armonizzare una non facile sceneggiatura, pur nella sua linearità temporale, con le esigenze dello spettacolo per il grande pubblico e ce la fa quasi fino in fondo.
DA BUTTARE: Il minutaggio è sicuramente eccessivo (158 minuti), ma è pur vero che in un racconto fatto di scrupolosi dettagli basterebbe togliere anche solo un mattoncino per far cadere il castello su sé stesso. Il problema, semmai, lo si sarebbe dovuto affrontare in fase di sceneggiatura, però è lampante che l’autore non volesse ripetersi con un altro thriller ad alta tensione alla “Se7en” e per questo motivo ha optato per un approccio più “realistico” ed investigativo, con la conseguenza che chi si aspettava di saltare sulla sedia facilmente su questa si appisolerà.
CURIOSITA’: Chloë Sevigny è davvero convincente nella parte della brava ragazza, ma lo è stata ancora di più in una scena molto vista di un film che nessuno ha praticamente visto. Se non sapete di che parlo cliccate a questo LINK http://213.215.144.81/dagosex/articoli/15/dagosex_15737.html e, se proprio volete vederla “recitare”, scaricate il filmato non censurato a quest’altro LINK http://213.215.144.81/dagosex/videos/the-brown-bunny.zip .
CONSIDERAZIONE FINALE: “Zodiac” è un film di indagini, con moltissimi dialoghi, una profusione di nomi di sospettati, di vicini di casa di sospettati, di amici di sospettati, di parenti di sospettati, di colleghi di sospettati e di qualsiasi altro soggetto vi venga in mente di anteporre alla parola “sospettati”. Lo so, descritto così chiunque se ne terrebbe alla larga, ma sbaglierebbe alla grande perché è una pellicola assolutamente da vedere, magari stringendo un po’ i denti per quella mezz’ora di troppo.
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pubblicato il 02 Marzo 2001 Copyright 2001-2006 © Raccontare.com
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