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Il Sogno
Era
un bel terreno quello che aveva intorno, un bello spazio ampio,
verde con tanti fiori, da cui si vedeva anche il mare.
Continua ad andare li ogni volta che poteva, perché le piaceva
tanto e quando c’era continuava a dirsi che un giorno sarebbe
stato suo… sarebbe riuscita ad averlo e a costruirci qualcosa
di altrettanto bello da dividere con chi avrebbe capito ed
apprezzato tutto quello che c’era li.
Anni
passati ad andare e venire da quello splendido posto, che
rimaneva tale anche quando c’era tempesta, che era sempre li
come il punto fermo della sua vita a cui fare riferimento tutte
le volte che era felice o tutte le volte che si sentiva triste.
Costruire un mondo non era facile e non aveva mai pensato che lo
fosse, ma non immaginava quanti anni le ci sarebbero voluti per
crearne uno.
Non
un mondo perfetto, ma solo il “suo” mondo…. Una parte di
universo in cui stare bene, in cui fare ritorno ogni volta che
si allontanava, in cui trovare tutte le persone che amava e in
cui avrebbe portato tutte le altre che avrebbe amato.
Un
sogno, praticamente un sogno gigantesco che le aveva riempito la
vita.
A
poco a poco portò li tutto quello che gli era caro, tutto
quello che di buono ricordava di avere e a cui teneva.
Cominciò a scavare tanto, in modo che ci fossero fondamenta
solide su cui poi basare tutto il resto, e in queste fondamenta
c’era tutto il suo amore, la sua gioia, la sua voglia di vivere
e di dare e di stare in compagnia.
Col
tempo pian piano riuscì a costruire una stanza, non grande ma
giusta per lei… dove c’era una finestra sul mare ed un camino
che dava tanto calore.
Prese
l’abitudine di portare li le persone che amava, proprio come
accadeva nel suo sogno, ed era sempre tanto contenta quando
guardandole vedeva che vi stavano bene e che non volevano andar
via. Fu così che pian piano quell’unica stanza fu ingrandita ed
a quella vi si aggiunsero altre stanze, non molte per la verità,
ma sufficienti a fare di quella costruzione una casa.
Come
sempre succede nella vita ogni tanto capita che perdiamo
qualcuno di importante, ma in quella casa anche se non vi era
più fisicamente la persona persa rimaneva sempre il suo calore
la sua essenza a farle compagnia, insomma li veniva comunque
conservato tutto quello che di buono e di bello c’era o c’era
stato nella sua vita.
Poi
venne il tempo in cui le porte furono aperte e si fece una gran
festa.
Era
un occasione speciale, aveva deciso di far entrare una persona
importante e aveva anche deciso di dividere la sua casa così
com’era con lui e con quelli che amava.
Ora
era tutto perfetto e lo divenne ancora di più quando arrivarono
i suoi figli, in quel momento divenne completa, ma non per
questo la chiuse… anzi forse a pensarci bene fu proprio in quel
momento che la aprì veramente al resto del mondo.
A
questo punto come in tutte le storie che si rispettino c’è un
“però accadde” e come al solito arrivano i tempi bui…. Le nuvole
diventano nere e a volte anche la terra comincia a tremare.
Ci
furono battaglie e piccole scaramucce, ci furono attacchi e
difese strenui , ma nonostante questo accadde quello che doveva
accadere.
Fu un
terremoto tremendo di quelli che si vedevano solo nei
vecchissimi film degli anni ’80, non ci furono avvertimenti
premonitori di tanta distruzione, ma quello che accadde forse
non poteva essere evitato … forse….
Il
posto che aveva scelto per scavare le sue fondamenta, per quanto
profondo e solido pensava di averle fatte, venne completamente
squarciato e inghiottito ….. non ne rimase più nulla.
A
guardare le immagini di questo brutto film si vedeva solo una
scena, sempre la stessa, lei che era fuori e che seduta su una
pietra guardava senza vedere veramente tutto il vuoto che un
tempo aveva contenuto il suo mondo.
Non
c’era più terra su cui camminare, non c’erano più pareti a cui
appoggiarsi , non c’era più fuoco che potesse riscaldare e tutto
quello che aveva portato li al sicuro era perso, sprofondato
chissà dove insieme alle sue fondamenta tanto perfette e solide
e alla sua costruzione tanto luminosa e bella.
Quello che rimaneva era qualche piccola pietra qua e la ed una
assenza completa di erba li dove una volta ce n’era stata tanta.
Guardava, ma non vedeva…
Vedeva, ma non voleva guardare….
Pensava, ma non riusciva ad immaginare più nulla…
Il
suo sogno era andato in frantumi con un semplice boato a stento
sentito solo da lei, tutti gli altri erano li, ma non avevano
sentito niente e non si accorgevano di niente, perché fra le
tante prove fatte la sua olografia continuava a resistere e a
dare l’illusione a tutti che il mondo esisteva ancora.
Non
importava in quale dimensione, non importava se vero o
immaginario…. Tanto comunque era nato come un sogno e un sogno
non è reale per cui quando finisce non sparisce mai del tutto
perché mai del tutto è esistito veramente.
Passò
molto tempo prima che si alzasse, ando’ alla tastiera e scrisse
quel codice di 6 cifre che conosceva così bene, lasciò
l’olografia accesa in ripetizione ciclo continuo e la guardò
ancora, poi si girò aprì il portello ed uscì dal “settore sogno”
e si diresse come al solito alla sua stazione di lavoro, un po
più triste, un po più sola, ma con già in mente il prossimo
sogno da realizzare … perché nonostante tutto sognare non costa
niente.
Infinito tempo zero………………..
In
uno spazio infinito anche miliardi di stelle sembrano poche, in
un tempo infinito anche miliardi di anni sono un battito di
ciglia.
In
questo perdersi degli elementi scoprì una magia.
Le
venne incontro e l’abbracciò e finalmente lei la riconobbe
……dopo miliardi di anni che l’aspettava……. Dopo miliardi di
stelle che visitava, fu come per caso o per fortuna che si fermò
in quell’abbraccio e non si sciolse più.
Ora
che le parole non servivano e che i sogni non dovevano essere
programmati, ogni singolo istante era vissuto e dava vita, ogni
singola azione era eterna e dava gioia, persino la distanza
infinita era annullata da due menti in contatto.
Ora e
solo ora il Sogno era quello che doveva essere.
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La lunga estate calda
Il sole…sempre e solo
il sole… era la prima cosa che Diana vedeva quando si svegliava
e l’ultima che intravedeva dall’oblò quando si addormentava!!!
Non ne poteva più e
con lei tutti gli altri della spedizione, erano tutti
estremamente stanchi, oramai abituati geneticamente e vivere
nella penombra artificiale che li aveva tenuti in vita fino a
qualche anno fa e che speravano continuasse a tenere vivi gli
altri rimasti.
Tutto era cominciato
nell’estate del 2003, quando persino i media non ebbero più il
coraggio di tener nascosta l’evidenza dei fatti.
In quell’anno nei
comunicati e nei programmi aggiornativi della rete e delle
telecomunicazioni in generale quello di cui si parlava più
spesso non erano i fatti politici o di cronaca, ma erano i morti
per il grande caldo incombente e l’aumento della temperatura
climatica e marina.
Sua nonna Lorys le
raccontava che fu un estate tremenda in Italia, temperature da
record ovunque anche negli altri pesi europei, che stavano
decisamente prendendo sempre più il clima subtropicale che
quello mie e costante proprio del mediterraneo. Vero era che
anche negli anni precedenti c’era stato caldo, vero era che
dell’amento della temperatura terrestre se ne parlava da molti
anni, ma una cosa del genere non l’avevano mai avuta. Caldo
aggiunto a tassi di umidità che in alcune zone raggiungevano
l’80% …. Una cosa insopportabile per chi era cresciuto come lei
in un clima del tutto diverso.
Quello era solo
l’inizio e forse qualcuno lo sapeva, ma non tutti ci fecero
caso…. Non tutti, ma la nonna e le sue amiche si!
I contatti in rete di
Lorys erano fissi e nel periodo fra il maggio e il novembre del
2003 praticamente non mancava giorno che ci fossero lamentele ed
aggiornamenti sulle temperature e sui gradi di umidità
sopportati. Anche quando alcune della redazione di cui faceva
parte la nonna la raggiunsero sull’isola la situazione non era
migliorata e pensare che si era già quasi alla fine di agosto…
un periodo in cui di solito il clima cominciava a cambiare e
lasciava spazio ai primi freschi … mentre sopportavano
temperature intorno ai 40° e i siti meteo non davano speranze di
miglioramenti della situazione.
Sull’isola quell’anno
si riunì parte della redazione: arrivo’ Rosverr dalla costiera,
shu ma’ dall’Emilia, Grillettina dal Piemonte (detta San Michele
da Bistefani)… insomma c’erano quasi tutte e quelle che
mancavano all’appello perché non avevano avuto modo di
raggiungerle si tenevano in contatto costante con loro e
seguivano il tutto …. Specialmente Sbaciuck da Brescia.
Durante la settimana
in cui furono insieme ci furono due annunci sconvolgenti il
primo della NASA che annunciava l’istituzione di una nuova
organizzazione atta a progettare e costruire nel più breve tempo
possibile una navetta spola e due navi madre per una spedizione
straordinaria, il secondo era un comunicato della neonata
Organizzazione di Ricerca Ambientale che annunciava una
progressiva riduzione dei ghiacciai polari e una previsione di
aumento della temperatura della crosta terreste entro il 2050
fino ad arrivare ai 50° c e la conseguente riduzione dello
strato di ozono del 60%…..praticamente valori invivibili per
qualsiasi essere vivente a parte alcune piante ed insetti che
già avevano preso a modificare il loro bagaglio genetico.
Diana ricordava i
racconti della nonna come se fossero favole, perché lei glieli
aveva passati così, ma queste favole poi presero presto le
sembianze di incubi quando cominciò a studiare e quindi a
conoscere la situazione reale, visto il suo grado sociale.
Gli anni che
seguirono furono pieni di trasformazioni sia politiche che
scientifiche, ci fu una unificazione mondiale della ricerca e
della progettazione con fondi comuni e forse per la prima volta
dalla comparsa dell’uomo, ci fu un vero e proprio scambio di
conoscenza senza limiti.
Troppo tardi, tutto
troppo tardi. Erano decenni che c’erano tutti gli avvertimenti
possibili sia da parte degli scienziati che da parte dei
semplici ecologisti e nonostante qualche miglioramento delle
condizioni ecologiche generali orami il danno era fatto, troppo
sottile lo strato di ozono, troppe emissioni dannose da parte
delle industrie, troppi scempi a danno della flora
mondiale….troppo tutto perché il nostro pianeta potesse
resistere e non ribellarsi in modo violento.
I risultati furono
catastrofici e le previsioni lo erano ancora di più. Ci fu un
cambiamento di clima nelle zone nordiche del pineta che
cominciarono ad essere sempre più simili alle zone equatoriali
con innalzamenti della temperatura e con cicloni e temporali
elettrici e inondazioni. In Italia il paese di origine di Diana
nel 2050 molti dei paesi limitrofi al Po furono spazzati
completamente dall’innalzamento del livello del fiume che non
riusciva a riversare in mare le sue acque per l’innalzamento del
livello del mare, ci furono alluvioni disastrose, zone
costiere completamente distrutte, Venezia …. Nonostante il
sistema di dighe e di protezioni per regolare il livello del
mare nei canali , fu completamente sommersa…. E come lei molti
altri paesi e nazioni come l’Olanda.
Le parti del pianeta
che non annegarono….bruciarono!
Si arrivò poi
all’impossibilità di vivere all’esterno per gli esseri umani e
vennero costruite calotte protettive al posto della protezione
di ozono che non era più sufficiente, nelle calotte si viveva in
penombra e si usava un sistema di raffreddamento ad acqua nelle
zone dove era possibile, per ridurre almeno ad una media di 30°c
all’interno. Le coltivazioni erano ridotte al minimo così come
gli allevamenti, insomma a dispetto di una grandissima
evoluzione medica che si sviluppò per contrastare le numerose
e varie epidemie, sempre più aggressive e completamente
sconosciute, la popolazione mondiale si era riunita in tre
calotte generali e contava meno di due miliardi di persone.
Il progetto della
NASA andò avanti vennero identificati alcuni pianeti che
potevano ospitare l’uomo e il suo bagaglio di vita aggiuntiva e
ne vennero scelti due …. Due non per dividersi ma per avere più
possibilità di sopravvivenza…. Due per cercare di trovare almeno
un posto dove riuscire a sopravvivere e a dare un futuro a chi
si ritrovava con una eredità troppo pesante da sostenere.
La W.R.A trovò il
posto, selezionò le persone da mandare in avanscoperta, fornì
tutti i possibili aiuti tecnici e materiali ai prescelti perché
avessero qualche possibilità di affrontare un viaggio di
duecento anni , loro e la loro genia, e potessero poi tornare
indietro e recuperare chi era riuscito a resistere
all’ebollizione della Terra.
Le scelte furono
fatte in base alla preparazione tecnica specifica di ogni
soggetto senza tenere conto dei rapporti familiari esistenti, si
stabilì un limite di nascite pro capite e una data di partenza
stabilita per la procreazione possibile di ogni soggetto in
modo da non avere un esubero di presenza umana all’interno
delle due navi base e della navetta spola che spostava
costantemente i rifornimenti prodotti nelle due navi e che erano
differenziati fra loro, più che altro per dare un legame
indissolubile fra le due navi…. Se se ne allontanava una o se ne
perdeva una o se ci fosse stato un ammutinamento su una nave,
nessuna delle due sarebbe sopravissuta senza l’altra.
Diana era su Nave
Terra….era il posto in cui era destinata la produzione di
cereali e di bestiame, anche se era tutto ridotto al quasi
classico allevamento da aia. Oltre a questo producevano tramite
trasformazioni chimiche di riciclaggio sia parte del
“carburante” per le navi che i minerali che servivano ad
entrambe.
La parte dei
laboratori di ricerca in Nave Terra si occupava soprattutto
delle malattie e della ricerca genetica e della sua conseguente
modificazione sia su piante che su animali, sugli uomini no….
Erano stati dati limiti precisi e imposizioni mentali ancor più
profonde perché non ci fossero tentativi di modificazioni
genetiche sugli esseri umani, era addirittura vietata anche la
semplice applicazione estetica … su Nave Terra si nasceva e si
moriva come destino voleva e come medicina poteva favorire, ma
non c’erano possibilità di prolungamenti artificiali della vita
ne facilitazioni di sorta.
Su Nave Mare invece
si producevano altri metalli, c’era la ricerca industriale e
comunicativa e si producevano pesci…. Si proprio pesci….frutti
di mare (alcuni venivano usati anche come depuratori) e pochi
tipi di anfibi. Ovviamente non mancava tutta la flora terrestre
e marina che si era potuta riprodurre in loco.
Diana era li da
quando era nata, ed ora aspettava un bimbo dal suo compagno, ne
poteva avere due per il suo grado sociale e per l’incarico che
ricopriva il suo compagno nel settore di ricerca, era fortunata
o almeno era considerata tale dalle altre donne perché erano in
poche che avevano il permesso di avere due bambini.
Lei non era contenta,
non avrebbe voluto avere un bimbo ora, ma era il suo turno e
sarebbe stato assurdo rifiutare senza avere un motivo medico a
cui appigliarsi , ma non voleva…. Aveva paura, era terrorizzata
perché il viaggio era ancora molto lungo, la situazione era tesa
e come se non bastasse erano nati negli ultimi sei anni dei
bimbi “strani”, non deformi o malati ma con delle attitudini
nuove e lei aveva paura che toccasse anche al suo bambino una
sorte simile e non voleva.
Ogni notte sognava e
quando sognava vedeva quel poco che ricordava della terra e di
sua nonna e dei suoi racconti che aveva sentito e risentito
tanto da impararli a memoria perché per fortuna l’olografia
esisteva e funzionava alla grande.
In questi sogni c’era
sempre il mare, degli scogli, due persone che parlano e che si
raccontavano qualcosa di serio e di importante …. Come se
stessero organizzando il futuro.
Lei si svegliava
sempre nello stesso punto…. Ogni volta che si avvicinava ad una
delle due persone che vedeva e cercava di chiedere cosa sarebbe
stato del suo piccolo.
Non c’era stata
mortalità infantile in nessuna delle due Navi e questo era stato
un miracolo perché era stata prevista e le previsioni non erano
state generose e questa era un’altra cosa che preoccupava Diana…
il fatto che potesse cominciare tutto dal suo piccolo.
Vero che in fondo
aveva esattamente le stesse paure che avevano tutte le mamme in
attesa, ma lei non lo sapeva e tremava e poi c’era quel bimbo,
Jhona, che l’aspettava sempre quando lei rientrava in stanza e
che la guardava e che le sorrideva e che le diceva ogni volta :
“ vedrai Diana, tutto andrà bene e noi ci riusciremo… ci siamo
quasi…. Sarà magnifico…. E tu sarai quella che da la vita alla
nuova gente!”
Nonostante le paure
di Diana il giorno del parto arrivò e nacque Sirio, non aveva
niente di strano… non era telepatico, non aveva un dna
sconosciuto, non aveva nessun udito o vista particolare era
decisamente normale a parte ….. a parte una serie di nei ed una
piccola voglia rotonda al centro della schiena, ma quello non
era considerato da nessuno nemmeno come un difetto.
Il tempo passò….
Venne il periodo in cui per Diana si prevedeva una nuova
gravidanza, esattamente dopo 3 anni dalla nascita di Sirio e
questa volta per lei fu tutto semplice, sereno e soprattutto
senza sogni, e perfino la compagnia di Jhona ora veniva presa
come un gesto di buon auspicio da parte sua.
Tutto andava per il
meglio e Diana partorì Melony, una bellissima bimba perfetta
anche lei senza nessuna delle particolarità dei bimbi che
nascevano oramai costantemente su Nave Terra e Nave Mare… anche
lei aveva una serie di nei sulla schiena con una voglia rotonda
spostata leggermente sulla sinistra dei nei.
Il sesto compleanno
di Sirio coincideva con il suo ingresso alla scuola, il suo
ingresso a scuola durò esattamente una settimana giusto il tempo
di fare conoscenza con tutti i maestri di primo livello e poi
passo al secondo e poi dopo una settimana al terzo e poi
direttamente al decimo, dopo di che si riunì il Consiglio e
venne presa unanimemente una decisione impensabile: Sirio venne
spostato al centro ricerca tecnica e matematica di Nave Mare.
Nessuno fin’ora era
stato spostato da una Nave all’altra, ma in questo caso con le
attitudini straordinarie in matematica, fisica , astronomia e
qualsiasi altra materia scientifica venisse studiata in Nave
Mare che Sirio aveva, lo spostamento fu considerata l’unica
eventualità possibile da attuare, anche perché non era mai
capitato che un membro di una nave non avesse spontaneamente
dimostrato delle attitudini proprie dell’ambiente in cui viveva.
Diana fece infinite
proteste inutili, ma non riuscì a farsi spostare insieme a Sirio
e dovette cedere perché non aveva modo di contrastare il
Consiglio ed aveva Melony che era troppo piccola per poter
essere lasciata sola.
Passarono tre anni,
lunghissimi, dolorosissimi per Diana e il suo compagno…. Solo
Melony rimaneva tranquilla anche se molto spesso era assente
mentalmente.
Quando Melony fece il
suo ingresso al primo livello scolastico fece esattamente la
stessa trafila di Sirio solo che le sue attitudini erano mediche
oltre che astronomiche e quindi il Consiglio decise di non
spostare Melony definitivamente su Nave Mare, ma di farle fare
dei periodi anche li per il perfezionamento in determinate
materie tecniche e farle seguire tutti i corsi in quelle
mediche.
Passarono gli anni,
Jhona divenne responsabile per il Consiglio della organizzazione
per lo sbarco e per l’analisi del target prefisso. In parole
povere era quello che doveva decidere se e dove far sbarcare gli
uomini e le donne che vivevano sia su Nave Terra che su Nave
Mare.
Sirio divenne capo
dello staff tecnico di Nave Mare e oramai faceva, la spola come
sua sorella Melony che era diventata il capo dello staff medico
di Nave Terra, fra le due navi.
E poi venne il giorno
in cui fu convocato il Consiglio e fu convocato da quello che
era stato il primo bimbo nato con facoltà telepatiche delle due
Navi: Bradd.
La convocazione
avvenne di ufficio, Bradd ne aveva il potere perché la sua
famiglia faceva parte del Consiglio da sempre.
Ordine del giorno…..
sconosciuto.
L’atmosfera era tesa,
gli anziani erano scandalizzati dal comportamento di Bradd, ma
si riunirono ugualmente ed aspettavano con ansia l’esito di
quella seduta…. In fondo si poteva dire che in entrambe le Navi
non volava una mosca sia materialmente che in senso figurato.
Il discorso di Bradd
fu breve e non lasciò spazio a commenti…. Solo a volti e menti
confuse e timorose.
“Le cose cambiano,
gli eventi modificano i piani fatti, le modifiche devono essere
seguite ed il fato non si può cambiare o evitare quando di mezzo
c’è la sopravvivenza di una razza, si può solo seguire la strada
segnata e sperare che tutto sia fatto per il bene e non per il
male” queste furono le parole di Bradd il resto lo dissero Sirio
e Melony, anzi più che dirlo lo mostrarono…togliendosi le maglie
e mostrando le loro schiene e poi facendo vedere un’olografia
costruita su una nuova mappa planetaria , di un sistema solare
attiguo (se attiguo si poteva definire un sistema solare che si
sarebbe raggiunto dopo altri 80 anni di viaggio invece dei
rimanenti 15 previsti) dove veniva riprodotto esattamente lo
schema dei loro nei e delle loro voglie che erano
rispettivamente stelle e pianeti prescelti per la sosta della
razza umana.
Perfetti nella loro
specie, con un ecosistema invidiabile, con una atmosfera
compatibile all’80% e con una stabilità sismica ottimale, ma
soprattutto distanti solo un mese di viaggio l’uno dall’altro…
praticamente due pianeti gemelli che avevano subito la stessa
sorte ed avevano avuto la stessa evoluzione e che nel computo
infinito delle probabilità statistiche avevano affermato la loro
esistenza in un modo estremamente originale …. Prendendo come
spunto una serie di nei e due semplicissime e comunissime voglie
di caffè.
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Vite da
vivere
“Un giorno
incontrai una persona saggia che diventò mia amica.
Mi insegnò tanto
sulla vita, ma la cosa che apprezzai di più fu l’imparare la sua
idea della continuazione dell’energia vitale.
Ogni essere
vivente ne ha una, anche la più insignificante ameba a guardarla
bene ha una piccola scintilla vitale di energia in se, e quel
briciolo di luce le permette di compiere il suo ciclo e di
cominciarne uno nuovo.
Non ci sono
confusioni in questo campo, non c’è imbastardimento fra le varie
energie, ognuno ha la sua e la continua in eterno e nella
continuazione porta con se sempre qualcosa e se di volta in
volta riesce a riconoscere il bagaglio precedente la sua
continuazione sarà sicuramente migliore.
C’è
necessariamente bisogno di un involucro protettivo ed
esplicativo per l’energia vitale altrimenti rimane pura e
semplice scintilla e non migliora e non peggiora ed ovviamente
non ci può essere immobilità nell’energia.
La prima forma di
energia arrivò come un’invasione di coscienza comune che stanca
di vagare e di essere sola e stabile si fermò qui e si guardò
intorno valutando le possibilità di trasformazione del pianeta
le considerò accettabili e si scisse in miliardi di piccole
scintille ognuna con una sua ragione di essere, ognuna con un
suo scopo preciso da raggiungere in un lunghissimo percorso che
alla fine le avrebbe riunite tutte di nuovo … pronte per un
nuovo viaggio da affrontare come coscienza collettiva per
evolversi ancora e ricominciare il percorso di nuovo.
In fondo non c’è
differenza fra le nostre piccole energie vitali e l’uno di
coscienza collettiva.
Anch’esso ha un
suo ciclo da compiere, anch’esso come tanti altri uno ha la sua
evoluzione da portare a termine e anch’esso si chiede da dove
nasce e come noi non ha trovato ancora la risposta.
Ora noi siamo in
viaggio, un lungo viaggio che dura una vita e poi un’altra ed
un’altra ancora fino a quando ci uniremo. Ognuno di noi ha dei
ricordi, ma non tutti li sanno ascoltare e con l’avvento della
scrittura e della tecnologia la facoltà di tramandare i ricordi
e la conoscenza da un passaggio ad un altro di energia vitale è
venuta meno nella maggioranza della nostra specie. Non in tutti
però!
Quello che conta è
la consapevolezza prima di tutto di non essere dei … siamo solo
piccoli pezzi di un grande unico ed è solo per il grande unico e
la sua attuazione che andiamo avanti.
Quello che importa
è cercare di migliorare in ogni passaggio e di usare quel poco
che si è imparato nel precedente per non rifare gli stessi
errori.
Quello che è
meraviglioso e incomparabilmente soddisfacente è il riconoscere
i compagni di viaggio precedenti e affiancarli di nuovo,
riscoprendo man mano quelle qualità e tutto l’affetto che ci
aveva legato in passato….. è questo il vero miracolo! Il senso
di completezza che da il ritrovare un amico, un amore, un
maestro che ci ha accompagnato nel viaggio precedente è
impagabile ed è sicuramente il modo migliore per finire il
ciclo.
Tutto ha uno
scopo, forse tutto è predefinito anche se a mio avviso in ogni
percorso c’è un apporto nostro che modifica , anche se
leggermente, la strada tracciata.
Non tutto è bene,
ammesso che poi si riesca ad identificare cosa sia bene e cosa
sia il suo contrario.
Non è necessario
considerare eliminabile un ciclo solo perché appartiene al
contrario di quello che è comunemente considerato bene.
Questa
considerazione muta da periodo a periodo, da cultura a cultura e
da necessità a necessità per cui deve essere solo considerato
come un elemento del tutto che esplica la sua funzione per il
completamento finale.
Io sono arrivato
al decimo ciclo ricordato, ma so che ne ho un numero enorme
dietro di me ed altrettanti ancora da compiere e so anche che
vi rincontrerò di nuovo nei prossimi cicli, perché è inevitabile
che la diffusione della conoscenza sia contornata da incredulità
e censura.
E’ sempre stato
così e non cambierà per molto tempo ancora, anche se già ora si
trova qualcuno disposto a guardare e ad ascoltare e per fortuna
poi ci sono sempre quelli che ricordano anche per conto loro!”
Tutto fu messo a
verbale, come al solito e tutto fu registrato in video. Questa
era la terza deposizione del paziente e fu archiviata
immediatamente insieme alle altre e inserita subito nel database
dell’ospedale ed anche ,cosa mantenuta segreta ameno agli
operatori dell’ospedale, nel database della O.C.V. cioè nella
Organizzazione Cicli Vitali un ente che era stato creato anni
addietro da varie nazioni che erano preoccupate del diffondersi
della malattia.
I luminari
intervenuti in quel consulto si guardarono fra loro, alcuni non
alzarono mai lo sguardo sul paziente n° 2527896 …. Non era
necessario che ci fosse una conoscenza personale per giudicare
lo stato di salute mentale di un paziente e quindi solo pochi e
i più giovani dottori in genere si curavano di approfondire
tanto la conoscenza con i pazienti, quelli con più esperienza
sapevano bene che era inutile ai fini della decisione.
Furono tutti concordi
nel ritenere che il paziente in oggetto non aveva migliorato di
molto il suo stato mentale nemmeno dopo le più moderne cure
provate su di lui.
Il suo stato era
fermo ad uno stadio di acquiescenza e non dava segni di
cambiamenti.
C’ero altri pazienti
in altre parti del mondo che avevano lo stesso tipo di disturbo
che affliggeva il loro malato, e tutti più o meno cercavano in
vari modi di diffondere lo stesso pensiero, facendolo passare
per una conoscenza ancestrale più che per una religione o cose
affini.
In fondo non erano
pericolosi, ma potevano diventarlo se avessero trovato seguaci
…. Ovviamente persone psico-labili, facilmente influenzabili dai
racconti fantastici di questi malati, ma al momento non erano
pericolosi, non dovevano essere eliminati al massimo dovevano
essere studiati in modo da saperne sempre di più sulle loro
convinzioni e sulle loro astruse teorie.
Alla fine del
consulto fu deciso che il paziente n° 2527896 non sarebbe stato
dimesso e che avrebbe seguito ancora un ciclo di terapie
intensive per poi essere esaminato dopo nove mesi da quella
data.
Il pianeta era
tranquillo, tutto andava come doveva andare e tutto avrebbe
avuto il suo corso naturale ancora una volta, fino al
raggiungimento della conclusione del ciclo vitale.
L’entità pensò che
era stato fortunato che i suoi singoli erano composti in società
così complesse e chiuse che non lasciavano spazio a nuove teorie
se non dopo secoli dalla loro affermazione, si… era stato
davvero fortunato che non si lasciassero influenzare da quelle
scintille coscienti e dispettose che cercavano in tutti i modi
di affermare e rendere manifesta la loro missione al solo scopo
di godere di un ciclo di celebrità anche a costo di rovinare
tutto l’andamento dell’intero.
E fu con calma e con
pigrizia che l’entità si rimise a poltrire in attesa di nuovi
eventi che lo svegliassero dal suo letargo.
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