Fondazione e terra

 

-Perchè l'ho fatto?- chiese Golan Trevize.

Non era una domanda nuova. Da quando era arrivato su Gaia, se l'era rivolta spesso. Si svegliava da un sonno profondo nella piacevole frescura della notte, e si accorgeva che la domanda gli echeggiava silenziosa nella mente, come un lieve martellio: "Perchè l'ho fatto? Perchè l'ho fatto?"

Adesso, comunque, per la prima volta, riuscì a chiederlo a Dom, l'anziano di Gaia.

Dom era consapevole della tensione di Trevize perchè era in grado di percepire la struttura mentale del Consigliere. Non reagì a quella percezione, comunque, Gaia non doveva toccare in alcun modo la mente di Trevize, e il modo migliore per restare immune alla tensione era ignorare scrupolosamente ciò che percepiva.

-Hai avuto ragione, decidendo così.- Dom era seduto, e i suoi vecchi occhi infossati guardavano dal basso con grande serietà l'uomo della Fondazione, che era in piedi.

-Tu dici che ho ragione- disse  Trevize spazientito.

-Io/noi/Gaia sappiamo che hai ragione. E' per questo che ti riteniamo prezioso. Hai la capacità di prendere la decisione giusta partendo da dati incompleti, e hai preso la giusta decisione. Hai scelto Gaia! Hai rifiutato sia l'anarchia di un Impero Galattico edificato sulla tecnologia della Prima Fondazione, sia l'anarchia di un Imparo Galattico edificato sulla mentalica della Seconda Fondazione. Hai deciso che nessuno dei due avrebbe potuto mantenersi stabile a lungo. Dunque hai scelto Gaia.

-Si- disse Trevize. -Esattamente! Ho scelto Gaia, un superorganismo; un intero pianeta con una mente e una personalità in comune, che obbliga a ricorrere a un pronome inventato "Io/noi/Gaia" per esprimere l'inesprimibile. - Prese a passeggiare per la stanza irrequieto. -E alla fine diventerà Galaxia, un super-superorganismo che abbraccerà tuti gli sciami stellari della Via Lattea.

 

Isaac Asimov