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FIGLIO DELLA SCHIERA
Prima Puntata
La carne e la
pietra
Le vibrisse fremettero di
avidità e lo stomaco iniziò a brontolare di
aspettativa. Era la prima volta che gli capitava, e
non poteva evitarlo. Le massicce forbici dal manico
sagomato a sella, adatte a incastrarsi nella mano
dalle quattro lunghe dita non opponibili, avevano
appena iniziato a tagliare la carne biancastra del
cadavere. Un sofisticato strumento semiautomatico con
un complicato sistema di leve incrociate, bastava il
mignolo a sfiorare un bottone posto sul palmo, la lama
inferiore scattava rapidissima a incontrare quella
superiore, e... zac! Ossa e fasce muscolari si
spezzavano e cedevano, i segreti del corpo si
mostravano in tutta la loro semplice funzionalità.
Ah, se solo il lavoro fosse già finito! Il più grande
desiderio di Fjjk figlio di Okjieko, anatomista capo
di Bavel, era affondare le zanne in quel ben degli Dei
così tenero e indifeso. Così diverso rispetto agli
altri due cadaveri che aveva sezionato nel presente
ciclo, quello del Quarzo azzurro.
Si scosse dalla sua frenesia,
rivolgendo una preghiera ai Creatori nominati invano,
si nettò il muso con il dorso della mano libera, un
gesto curiosamente simile a quello che avrebbe fatto
la creatura distesa sotto di lui fino a... Diciamo
cinque lekhter prima? Hmm, non di più. Non era
ancora subentrata, infatti, la caratteristica
rigidità.... Fjjk continuò a tagliare completando
l'incisione dell’addome e salendo fin quasi allo
sterno. Quindi due diramazioni verso le spalle. Finito
che ebbe, divaricò lo squarcio con due leve idrauliche
ed esaminò con occhi febbrili i sanguinolenti organi
interni. Fece appello a tutte le sue riserve di
razionalità per evitare di tuffare il muso tra polmoni
e stomaco per andare ad azzannare il fegato ricco di
ferro, e proseguì faticosamente l'esame.
Femmina, dunque, sì, circa sei
lespam di altezza, il triplo della sua statura,
ovviamente in stazione eretta. Spalle curve, hgh,
gemette Fjjk tirando la parte superiore del corpo
verso di sé in una presa incerta. Quella pelle era
così viscida e le sue mani così deboli! Avessi i
pollici, potrei almeno afferrarla per le spalle!
Uno sguardo al muso, orridamente piatto, appena un
accenno di prognatismo, un trascurabile naso voltato
all'insù e dalle ampie narici. Gli occhi, ormai fissi,
vicini tra loro, dotati di palpebra e membrana
nittitante. Un’occhiata dietro la schiena. Scoliosi,
pensò Fjjk digrignando i denti, i rilievi delle
vertebre sotto la pelle pallida disegnavano una
marcata curva, come del resto accadeva con la maggior
parte di quelli della specie della morta. Mollò di
colpo, con sollievo, il peso del busto, e il cadavere
ricadde sulla piastra, un tonfo molle che esaltò la
fame di Fjjk.
Padre mio, avrebbe fatto lo
stesso effetto anche a te? Beh, continuiamo con le
caratteristiche più significative, pensò Fjjk
cercando di ingannare l’orologio dentro il suo
stomaco… La tasca marsupiale. Qui i piccoli entravano
poco dopo il parto e vi crescevano fino al sesto mese.
Poi, già alti quasi come un Figlio, ne uscivano per
reggersi su gambe ricurve, con cosce affusolate,
ginocchia e polpacci invece massicci. Camminavano su
mani inferiori a cinque dita, nessun pollice
opponibile qui. E giusto sotto il marsupio e poco
sopra i glabri genitali un altro taglio netto,
perfettamente orizzontale, e assolutamente non
naturale. Una ferita corta e profonda, Inferta da...
Fjjk lanciò uno sguardo al reperto sigillato nella
sacca di polimetal a prova di strappo. Conteneva un
pugnale di forma arcaica, sormontato da un’impugnatura
tanto semplice quanto inutilizzabile da ogni Figlio
senza pollici. Ecco com’era morta. Come l’avevano
uccisa, cioè.
Esame concluso, si disse Fjjk,
che però ne sapeva quanto prima. Perché qualcuno
avrebbe dovuto prendersi la briga di pugnalare una
schiava? Era la prima cosa che si era chiesto quando
la Sicurezza aveva scaricato quel corpo nel suo
laboratorio. E si era risposto con logica inesorabile.
Punto primo, e qui la sua fame parlava chiaro: le
carni di marsupiale potevano, su richiesta, essere
destinate quando si voleva all’alimentazione dei
Figli. Punto secondo. Se, Hassa non volesse, un Figlio
avesse provato comunque a trafiggere la povera
marsupiale, quel pugnale gli sarebbe sfuggito
ridicolmente di mano non appena la punta avesse
incontrato la pelle rugosa e robusta del ventre della
schiava, quasi rimbalzandoci sopra. E quell'arma non
sembrava nemmeno particolarmente affilata... Così Fjjk
aveva escluso la propria specie dal novero dei
sospetti, e contemporaneamente aveva cominciato a
sudare freddo. Chi aveva ucciso la schiava doveva
per forza avere le sue stesse, strane zampe
superiori dal pollice opponibile. Le girò e le rigirò
pensoso tra le sue. Si poteva dunque definire delitto
un caso del genere? Eticamente no, ma tecnicamente
sì. Fjjk mugolò perplesso tra sé fissando il
pollice semirigido del cadavere. L'etica ha poco a
che fare con il lavoro di un anatomista a Bavel,
si disse, e quindi, con un morso distratto, staccò un
pezzetto dell'inquietante dito dalla mano livida della
morta, assaporandone il gusto dolciastro.
Non poté fare a meno di sentirsi
colpevole. Ma che brutta giornata, grugnì tra sé
Fjjk. Si avvicinò a un pannello, vi poggiò sopra il
proprio palmo, e il campo di forza polarizzato davanti
a lui si dissolse, aprendo il suo laboratorio su
un’aula ad anfiteatro che si andava riempiendo di
giovani Proli. La sua classe di anatomia! L’umore
migliorò immediatamente.
- Prendete posto, in fretta,
gioie della vostra Famiglia! - disse premuroso. - Tu
lassù, Prole indecisa, vuoi dunque unirti a noi? Sì?
Ma che onore! Aspettavamo solo te! Bene… Ora…
Sibili soffocati di
pannelli in chiusura contro pannelli, Fjjk sbuffò e
riprese il filo del suo discorso.
- Ora…Quante volte potremo dire,
onorati Figli, - iniziò a declamare rivolto alla sua
classe. - che questa specie è grottescamente inferiore
alla nostra? Guardate bene il corpo sulla piastra
davanti a voi.
Un improvviso, eccitato brusio.
Non accadeva tutti i giorni di assistere all'autopsia
di una specie commestibile e i giovani Figli sentivano
troppo bene, come Fjjk del resto, la fragranza della
carne tagliata e degli organi esposti. Il richiamo di
Seff l'oscuro… O il Serpente, dal nome di
quell'animale mitico che, secondo la leggenda, nel
remoto passato predava gli antenati dei Figli. Sarebbe
stato così…bello e primordiale cedere alle sue
lusinghe e avventarsi tutti insieme sul corpo che
giaceva sulla piastra, disputarsi ringhianti i pezzi
smembrati e… NO! Fjjk si riscosse, asciugò la saliva
che inumidiva le labbra e alzò la voce di un tono.
- At-ten-zio-ne! - sillabò
riguadagnando all’istante interesse e disciplina.
- Smettetela di pensare al
pranzo e guardate bene questo corpo! - disse Fjjk. -
Struttura troppo massiccia, disposizione degli organi
interni dispendiosa. Un individuo simile ha bisogno di
grandi quantità di calorie per nutrirsi, e tende a
stancarsi troppo. E tuttavia…
- Tuttavia, onorato
scienziato? - azzardò uno studente dalla prima fila
dell’aula di anatomia.
-…Tuttavia, Figlio, da
cicli ormai la Schiera può permettersi di allevare e
nutrire questi … marsupiali come creature asservite.
Sono vegetariani, in tutto e per tutto legati a noi,
svolgono lavori di fatica, se vogliamo possiamo
trasformarli in nutrimento... Finitela di agitarvi,
insomma! Allora, dove eravamo? Sì, dunque... Queste
creature sono per noi la forza lavoro perfetta! Sta al
volere di Homm stabilire se, prima o poi, a questi
esseri sarà concesso il bene dell'elevazione. Per ora,
servono la Schiera.
- Ma questo lo sappiamo da
sempre, stimato anatomista!
- La… hgh - lezione di
oggi, - ringhiò impaziente Fjjk. - è in realtà
un’occasione per studiare una caratteristica unica di
questa specie di dentepiatto. Scommetto che nessuno di
voi ci ha mai fatto caso...
Fjjk afferrò la mano della
morta e l’alzò mostrandola all’intero uditorio, una
dozzina di Figli dal manto ancora bruno-rossiccio.
Qualche macchia grigia di maturità affiorava qua e là
sui fianchi degli individui che lo scienziato sapeva
essere più svegli. Sospirò tra sé pensando quanto in
fondo fosse comodo capire da un primo sguardo chi
poteva seguirlo meglio. O tendergli qualche tranello.
- Osservate, Figli cari, questo
… dito… ehm…
- Quale dito, Fjjk? - risposero,
perplesse, alcune Proli.
Lo scienziato si accorse con
stizza di avere sollevato la mano dal pollice
sbocconcellato, la mollò e afferrò all’istante
l’altra.
- Questo. Vedete? Può essere
piegato e condotto a coprire gli altri quattro, così,
grazie a questa ammirevole articolazione - Fjjk girò
con fatica il pollice ormai quasi rigido verso il
palmo della mano. - La cosa strana…
- Cosa c’è di strano? -
interruppe il Figlio di nome Geidr. Brutto cliente
questo qui...
- Onesto Geidr, gioia della tua
Famiglia… - brontolò Fjjk con falsa amabilità.
Quest’impudente Prole si ritiene già un apprendista...
Mettiamolo al suo posto! - La cosa strana è
che questa mano è … megacicli avanti a quella che il
potente Homm ha voluto concedere alla Schiera, e
tuttavia le creature che ne sono dotate non possono a
rigore dirsi senzienti.
- Che rapporto c’è tra quel tipo
di mano e l’essere senzienti?
Gli occhi dell’uditorio si
alternavano tra Fjjk e Geidr, e lo scienziato decise
la mossa ad effetto. Aprì le due ante di un grosso
armadio situato alle spalle della piastra, e, agitando
una mano, fece scattare la fotocellula di due potenti
fari per illuminarne il contenuto. Era uno spezzone di
roccia appiattito da un lato. Sopra di esso i due
fasci luminosi evidenziavano il contorno di uno
scheletro contorto in una posa di morte. I resti della
creatura, perfettamente conservati nella
pietrificazione, erano rattrappiti in un trionfo di
arti lunghi e potenti disposti attorno a una specie di
lungo bastone. Evidentemente un manufatto, con una
canna che era stata metallica e dotata di quello che
sembrava un meccanismo di innesco. Un’arma da fuoco,
insomma. Attorno al calcio erano ancora avviluppate in
una presa che nessuno avrebbe potuto più sciogliere le
ossa fossilizzate di una mano molto simile a quella
della schiava uccisa.
- Quello che vedete è quanto
resta di una creatura vissuta…? Fra i cinquecento
kilocicli e un megaciclo addietro. L’arma è stata
realizzata per quanto riguarda il suo supporto in una
fibra vegetale sconosciuta e, nella parte meccanica,
in una qualità di metallo estremamente resistente
all’ossidazione. Questo spiega perché il meccanismo di
scoppio ci sia arrivato pressoché intatto. Ma
osservate con attenzione la mano che lo stringe. O che
lo impugna, dovremmo dire.
Fjjk accese un ingranditore da
tavolo, e l’immagine fu proiettata, trenta volte più
dettagliata, sulla parete di fronte.
- E questa, - riprese Fjjk
indicando i dettagli con una lunga bacchetta tenuta
tra indice e medio. - è la mano di una creatura
senziente ed evoluta, in grado di manipolare oggetti e
dunque di modificare l’ambiente secondo le proprie
necessità. Non solo, amati Figli. Quella creatura è
morta imbracciando un tipo di arma dal medesimo
principio rispetto ad altre che la Schiera stessa ha
usato in tempi remoti, prima dell’Unificazione…
Non appena pronunciata la parola
tabù, Fjjk tirò fuori istintivamente il lobo terminale
della coda, lo posò sulle due mani e iniziò, insieme
agli studenti di anatomia, la salmodia della Schiera
Unica. Terminata la prima sura rituale, tutti
tornarono alla lezione.
- Certo, i nostri antenati
disponevano di armi con il calcio. Ma vedete? - e da
un cassetto cavò fuori un modello antico di pistola a
proiettili. - Avevano un supporto che si incastrava
così, si infilava su due dita e poi si poggiava sulla
palma, visto che i nostri antenati non le potevano
impugnare. - Ora, la domanda. - Fjjk riprese
enfaticamente in mano la bacchetta. - Per quale
ragione Homm ha concesso agli schiavi marsupiali mani
da creatura evoluta, mentre la superiore Schiera si è
unificata anche senza pollice opponibile? Avete visto
la somiglianza tra la creatura fossile e i marsupiali.
Ma tra le due razze c’è un abisso evolutivo.
- Onorato maestro, - riprese
Geidr, una punta di provocazione nella voce acuta da
Prole. - Alla Gilda si mormora che questo … fossile
che tu ci hai fatto vedere sia in realtà un
sofisticato manufatto… Non che... io voglia dire che
tu ci stia ingannando, Hassa me ne è testimone. Ma
potresti essere stato ingannato a tua volta!
Fjjk decise di ignorare
l'oltraggio alla sua professionalità. Troppo immaturo
e pretenzioso era lo studente che aveva parlato.
- O dolce Prole... - rispose
bruscamente lo scienziato. - Tu hai i mezzi analitici
per poter giudicare da solo. Avvicinati, guarda,
tocca.
Geidr scese con dignità
dall’anfiteatro e si accostò alla pietra, passandoci
sopra una zampa dalle delicate palme brune. Le sue
dita artigliate indugiarono sopra l’articolazione
della mano, poi passarono su quanto rimaneva dello
strano cranio dalle ossa distorte.
- Questo ve lo posso far vedere
meglio! - esclamò Fjjk trionfante, calando sulla
piastra un teschio del tutto alieno. Fronte alta,
scatola cranica capiente, orbite ampie, come i seni
nasali, e stranissimi denti simmetrici, quelli piatti
ridicolmente piccoli, come del resto le zanne per
lacerare la carne. In nome di Hassa la
misericordiosa, che creatura è questa? -
chiedevano a Fjjk gli occhi sgranati degli studenti.
- Il fossile sul quale tu hai
avanzato dei dubbi - riprese Fjjk rivolgendosi al
confuso Geidr. - proviene dalla regione orientale di
Bavel…
- La Patria dei Marsupiali? -
chiese un Figlio, sarcastico. Fjjk lo fulminò con lo
sguardo. Sebbene fosse vero che la Schiera praticasse
una sorta di segregazione razziale nei confronti
dell'altra specie di dentepiatto e che questa fosse
stata concentrata proprio in quella zona di Bavel, non
stava bene parlare in quel modo del principale sito
paleontologico nel territorio dell'Alveare.
- Non usare quel brutto termine,
o dolce Prole! - ammonì lo scienziato.
- Le Piane Rocciose? - chiesero
altri due o tre Figli in coro.
- Sì, esatto. - Sollevato, Fjjk
riprese la lezione. - Questa era solo una di quelle
rocce, si è accidentalmente spaccata durante alcuni
lavori di sbancamento ed è affiorato il fossile. Ma la
composizione di quei massi è del tutto estranea a
quella zona, come se fossero… scivolati giù da qualche
altro posto…
- Il Di Sopra? - chiese Geidr
con un sorriso ironico.
- Non lo sappiamo. - tagliò
corto Fjjk. - Ma dalla stessa zona proviene questo
- disse indicando il teschio alieno, fuori di ogni
dubbio molto più vicino nel tempo. - E questo qui,
come potete vedere assomiglia moltissimo a quello
fossile, avrà… diciamo… duecento o trecento cicli al
massimo!
Fjjk valutò l’effetto delle sue
parole spazzando l’anfiteatro con un lungo sguardo
circolare. Per un momento fu silenzio assoluto, poi
gli studenti esplosero.
- Onorato anatomista, tu ci
prendi in giro!
- E’ una favola!
- Peggio, è un’eresia!
- Nel nome di Homm il grande e
di Hassa la misericordiosa, che l’errore non ci renda
preda di Seff! Dettate dall’inquietudine, le prime
preghiere affiorarono alle labbra delle Proli, che
iniziarono a salmodiare chinando ritmicamente il muso
allungato e piegando all’ingiù le vibrisse.
- Nel remoto caso in cui quel
teschio appartenesse a un… animale sconosciuto… -
abbozzò incerto Geidr al termine della preghiera, il
pallore che gli si diffondeva dal mobile naso rosaceo.
- Che aspetto potrebbe avere avuto la creatura di cui
stiamo parlando?
- Questo, o dolce Prole! -
esclamò Fjjk caricando un disco sul generatore
olografico.
Nel mezzo della sala,
improvviso, apparve il simulacro tridimensionale del
teschio poggiato sulla piastra. Poi, come per magia,
fasce di muscoli iniziarono a formarsi, scorrendo
dall’alto in basso e dal basso in alto. Una glabra
pelle olivastra ricoprì il tutto, e in cima al cranio
comparvero ciuffi di manto nerastri e lisci. Il
risultato era un muso mai visto prima, piatto e con
occhi distanziati, ben frontali, leggermente inclinati
verso le tempie, un grande naso triangolare al centro.
Una bocca carnosa che si aprì a evidenziare i curiosi
denti che sembravano inadatti a qualsiasi altro scopo
se non l’ornamento.
- Puah, ma è un mostro! -
esclamò uno studente accartocciando il muso per la
nausea.
- E’ la cosa più ridicola che
abbia visto in vita mia - disse secco Geidr, voltando
ostentamente le spalle all’ologramma. La Prole
simulava indifferenza ma, Fjjk se ne era accorto,
aveva paura come le altre.
- Dolci Proli, ricordate il
giuramento del medico! - disse Fjjk con tono
ammonitore. - Mai distogliersi dalla verità empirica!
Geidr, guarda quegli occhi!
- S… sono strani e… feroci! -
disse il giovane Figlio volgendosi con cautela.
- Sono intelligenti! -
gridò Fjjk. - Da qualche parte, non lontano da noi,
esiste ancora una razza dimenticata di esseri
senzienti! Che, megacicli fa, manipolava oggetti e
dominava il suo mondo. E questi esseri avevano un
corpo fatto così!
Un gesto della mano di Fjjk e
l’ologramma della testa aliena sfumò in quello della
figura intera dell’essere sconosciuto. Un bipede dalla
schiena dritta e robusta e dagli arti muscolosi.
Portava indosso una strana uniforme color bruno e un
elmo metallico sulla testa. L'illusione incedette
sicura di sé verso l’anfiteatro imbracciando la strana
arma allungata del fossile, tenendola impugnata con
tutte e due le sue strane mani. Poi si fermò, puntò la
canna davanti a sé e con un dito tirò una levetta in
basso, provocando una rumorosa esplosione. Tutti gli
studenti si rifugiarono squittendo sotto i banchi.
- Figli! Figli! E’ solo una
ricostruzione didattica un po' più realistica del
solito! Hassa misericordiosa, comportatevi da giovani
dotti quali siete e non da Proli immature! Ahh, che
rabbia! Va bene, va bene. Andate, andate a casa!
Basta per ora...
Il suono del campanello
metallico che segnalava la fine della lezione si
sovrappose alle parole indignate di Fjjk. Gli studenti
di anatomia, visibilmente sollevati, sciamarono in
tutta fretta a quattro zampe fuori dell’anfiteatro.
Non abbiamo parlato affatto
della ferita, pensò distratto l'anatomista capo di
Bavel, rivolgendo una breve occhiata al corpo della
schiava marsupiale. Meglio, si disse subito,
questo è cibo per i denti piatti della Gilda .
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all'indice Autore
FIGLIO DELLA SCHIERA
Seconda Puntata
Gioie e
dolori della paternità - prima parte
Bavel, la
città-mondo sotto la superficie di Gē
.
Il pianeta delle acque... Autentici mari
sotterranei, ampi laghi, impetuosi fiumi. Il tutto
immerso nell’oscurità, se non fosse stato per i
Quarzi. Strati dai colori magnifici, inglobati nelle
rocce che circondavano e sovrastavano Bavel.
Striature fantastiche, che si allungavano per
migliaia di lespam come una corona fatata,
tutt'intorno all'Alveare. Erano dorate, verde acqua,
arancio, azzurre. Per un periodo pari a circa
quattro cucciolate di Figlia un colore prevaleva
sugli altri, e tingeva mura e volte delle sue
miriadi di sfumature. Quel periodo veniva chiamato
ciclo e su quella base i Figli, da che Bavel
esisteva, avevano imparato a misurare il tempo. Ma
le luci servivano anche ad altro. Vi erano Quarzi
che irradiavano ad esempio bluastri e fosforescenti
e la loro luce, si era scoperto, favoriva la
crescita spontanea di alcuni vegetali commestibili.
Non che la Schiera avesse bisogno di praticare
l'agricoltura o la raccolta: la tecnologia genetica
consentiva ai Figli di produrre in laboratorio tutte
le sostanze di cui la loro dieta aveva bisogno. Alla
luce prodotta dai Quarzi si aggiungeva poi la
luminescenza cangiante dei milioni di microrganismi
che popolavano le acque.
Quelli
come Fjjk adoravano l’acqua e soprattutto le rive
umide. Quando non c’era niente da fare si poteva
sgusciare nell’ombra sul bagnasciuga, rotolarsi
sulla sabbia nera e fine e poi, una volta ripulita
la pelliccia, gettarsi nei flutti, srotolando la
coda piatta che i Figli portavano ripiegata sotto il
ventre. E nuotare, schizzando velocissimi. Le acque
sotterranee di Gē
... Ma c’erano leggende che parlavano della
superficie. Si diceva che un tempo fosse ancora più
bella del sottosuolo, verde-azzurra d’acqua e ocra
di terra, colori che venivano generati dalla luce di
un astro nel cielo. Il cielo! Sciocchezze, sospirò
Fjjk, che per un momento, galoppando fra i bunker di
Bavel, aveva cullato l’idea del paradiso terrestre.
Lo sapevano tutti, no? La superficie di Gē
era inabitabile, irrespirabile l’aria, pervasa
com’era da ossido di zolfo e sali nocivi, quegli
stessi che, scendendo sotto terra, arricchivano le
acque profonde e perdevano così la loro
pericolosità.
Grazie a
quei Sali, nei fiumi, nei laghi e nei mari
sotterranei, si adattava una ricca fauna. C’erano
le inquietanti sguende dal corpo a siluro, che con i
loro movimenti scimmiottavano i Figli, c’erano i
bivers costruttori di dighe e i pesanti k’pibras a
quattro zampe. Animali che appartenevano alla grande
famiglia dei dentepiatto, e che gli Dei
gratificavano con l'abbondanza del cibo: erano
miriadi le piccole creature sguscianti che
popolavano le acque sotterranee. Alla pesca, alle
volte si dedicava anche la Schiera, utilizzando
chiatte dal fondo piatto e trasparente, e usando
reti monomolecolari in duralloy. Un'attività resa
obsoleta dall'ingegneria genetica, ma ancora
praticata a scopo rituale. Perché l'acqua che
scorreva profonda era il dominio di Hassa, sposa di
Homm, il creatore del mondo e della vita. Senza il
soffio di Homm, Hassa sarebbe rimasta sterile, ma
senza l'impetuoso grembo di Hassa la forza di Homm
sarebbe rimasta senza scopo.
Così,
ripeté Fjjk nella salmodia che ogni Figlio recitava
durante l'atto sacro del nuoto. Recitò
macchinalmente la litania della gratitudine a Homm e
Hassa per un mondo sicuro e protetto, dove le
creature dagli occhi color rubino non venivano
aggredite da luci violente. E dove, se si era
stanchi di galoppare a quattro zampe sulle strade di
duroplast, ci si poteva infilare nei tombini di
scorrimento rapido e tuffarsi in un canale. Ma là
dove doveva andare Fjjk non c’erano collegamenti via
acqua. Bisognava galoppare a lungo, mettendo a dura
prova muscoli che ormai da tempo si usavano
raramente. Il galoppo a quattro zampe, la prova di
Homm, per non dimenticare il remoto passato e per
ricordare a ogni Figlio come vivere fosse anche
difficoltà e fatica. Paradossalmente, però, essere
senzienti e intelligenti aveva provocato ai Figli
ulteriori fatiche: Se Fjjk, infatti, avesse deciso
di incamminarsi verso Bavel in posizione più
dignitosamente eretta, avrebbe impiegato giorni, per
non contare le dolorose piaghe che avrebbe inferto
alle sue zampe. Ma non sarebbe stato necessario
arrivare così in là. Bastava solo una manciata di
passi in stazione eretta per le lunghe strade di
Bavel e prima i reni, poi la debole schiena di
Figlio si sarebbero arresi.
Bavel,
l'Alveare, aveva l'aspetto di una colossale piramide
tronca. Quattro entrate acquatiche si aprivano nelle
massicce mura inclinate che delimitavano il
perimetro esterno del conurbio. Di lì si proseguiva,
sempre via acqua, per un lungo tratto, ma solo fino
al perimetro più interno. Poi, unicamente a piedi,
verso Kà-dingirra, la cittadella del potere,
un'altra piramide, stavolta completa, che occupava
il vertice, spianato, di una collina. Da dove
venisse il nome, chiaramente alieno, di Kà-dingirra,
era un mistero. Così come Fjjk ignorava chi avesse
lisciato a perfezione tanto e tanto tempo prima, la
cima della stessa Acropoli di Bavel. Le salmodie di
Homm cantavano a quel proposito di una misteriosa
razza di dominatori che, megacicli prima, ricorrendo
a dei raggi di luce, aveva preparato quel posto per
i Figli. Una razza che poi era andata via, scomparsa
per sempre. Hgh, ringhiò di frustrazione Fjjk,
che aveva aperto la ricca pagina della mitologia dei
dentepiatto solo per ingannare la fatica del galoppo
sulle strade di duroplast. Onore sia fatto a Homm,
urgh, ma quant'era lontano l'ufficio del suo
superiore e quanto era degradante per uno
scienziato zampettare per le vie come una
sguenda sulla riva di un fiume! Che, poi, lui e gli
altri Figli discendessero davvero dalla cosiddetta
Progenie di Homm, beh, questo non era cibo per lui,
ma per i denti piatti dei Sacerdoti del Consiglio.
Quel che
contava, e subito, era riportare ordine nella
Schiera con un rapporto preciso sulla fine della
schiava marsupiale pugnalata all'addome. Chi l’aveva
uccisa poteva colpire ancora. Bisognava assicurarlo
alla giustizia di Homm. Per le interiora di Seff,
che bisogno c'era di andare in giro a prendere
marsupiali a coltellate quando bastava riempire un
apposito modulo via comconsolle? Si richiedeva una
schiava per un banchetto rituale di Famiglia, e le
carni arrivavano a domicilio, già macellate e pronte
al consumo. Senza contare le caratteristiche della
mano che aveva ... impugnato l'arma del delitto. A
chi poteva appartenere? A un marsupiale?
Rivoltante. L'idea fece muovere gli acidi
nell'apparato digerente di Fjjk. Provare nausea era
atipico per un Figlio, e in genere era prodromo di
un sentimento ancora più insolito: la paura. I Figli
erano una razza che amava la stabilità e la
prevedibilità della vita. Vivere così organizzati
aveva spazzato via dal loro quotidiano quel terrore
che risaliva ai tempi pre-Unificazione, e che
tuttavia rimaneva dentro di loro come memoria di
razza. Il mistero della mano aliena che sopprime
esseri presenzienti... Carino come titolo di
un olodramma dell'orrore! Fjjk represse un
brivido e scartò per tranquillizzarsi anche l'ultima
fra le ipotesi che potevano spiegare la morte della
schiava marsupiale. Chi, dunque? L'enigma, si
disse Fjjk, poteva essere sciolto solo portando a
termine l'indagine nella maniera più fredda e
scrupolosa. Questo, sì, era importante, e
soprattutto etico. Non finire un lavoro è perfino
più riprovevole di bagnarsi in acqua senza
salmodiare in onore di Hassa.
Proprio
mentre stava riflettendo su quanto odiosamente
interminabile il suo corpo di Figlio di mezza età
percepiva il percorso verso l'Acropoli e
contemporaneamente si rimproverava per avere
espresso a voce alta anche questo pensiero, lo
scienziato si trovò finalmente a destinazione. Con
un basso grugnito di sollievo Fijk, figlio di
Okjieko si issò sull'altopiano di Kà-dingirra.
Faticosamente, si avvicinò a un basso edificio
squadrato, sormontato da una splendente piramide di
vidracciaio a tre facce. La Trinità di Homm, Hassa e
Seff, creazione, coscienza e caos. Le superfici
esterne erano polarizzate, segno che nel Tempio era
in corso una Disputa di Maturità. Solo i funzionari
di grado più elevato potevano essere ammessi mentre
un giovane Figlio svolgeva le sue argomentazioni
davanti ai Sacerdoti del Culto Trino. A Fjjk bastò
dunque avvicinare l’estremità identificativa della
propria coda alla soglia protetta da un campo di
forza per veder sfumare il diaframma che impediva di
vedere e sentire ciò che accadeva all’interno.
Improvvisi, arrivarono i suoni e le immagini.
-… Come granelli di sabbia nella dolce brezza... -
diceva un giovane Figlio dal manto che già tendeva
al grigio chiaro da adulto. - i Figli della Schiera
sono strumento del volere di Homm e insieme preda
della frenesia di Seff. E’ la misericordia di Hassa
che fa del nostro Popolo un Tutto solidale, che ci
muove caritatevoli verso lo scopo del progresso.
Il Figlio si girò verso la porta, ammiccando con le
vibrisse verso Fjjk. Radswe, o prediletto,
pensò Fjjk rivolgendo un impercettibile cenno di
saluto alla sua Prole primogenita. Era così
orgoglioso di lui, vederlo recitare sicuro nell’Alta
lingua cerimoniale la Professione di Fede
propedeutica all’apprendistato da medico. Mancava
poco, ormai, forse cinque o sei frazioni di ciclo, e
Radswe avrebbe potuto iniziare a seguirlo da vicino
nel suo lavoro per prendere poi il suo posto. Un
Figlio aveva oggigiorno un’aspettativa di vita di…
una sessantina di cicli? Forse settanta per i più
prestanti, e Fjjk aveva ormai superato la mezza età.
Era tempo per lui di pensare al riposo. Veder
crescere placido le Proli più piccole, giacere con
le sue tre compagne, pensare solo alla riproduzione,
finché Homm e Hassa non lo avessero richiamato a sé.
Proprio come suo padre, Okjieko… Beh, solo in parte.
L'onorato anatomista Okjieko aveva avuto cinque
compagne e quarantadue proli, e aveva vissuto per
ottanta cicli mantenendo intatto il suo
considerevole appetito sessuale, finché il suo corpo
non era stato trovato in una viuzza adiacente al
postribolo più malfamato di Bavel. La Gilda aveva
messo a tacere la cosa, ma i medici avevano subito
cominciato a favoleggiare dell’incontenibile
esuberanza del compianto collega. Fjjk sbuffò.
Beh, io dovrò decisamente accontentarmi di un
epitaffio meno entusiastico.
- Cosa dicono le Scritture del nostro mondo, o
giovane Prole?
Fjjk si
riscosse bruscamente dall'elegia familiare. A
rivologersi in Bassa Lingua a Radswe, col suo
caratteristico tono roco, era stato Swesgu, il Primo
Sacerdote di Kà-dingirra. Fjjk maledisse tra sé il
vecchio barbogio. Cosa vuole, ora, mettere la mia
Prole in difficoltà?
- C’è un solo mondo secondo la volontà di Homm, ed
è Bavel, la Città-Alveare, rifugio sicuro sotto il
duro carapace di Gē
- rispose pronto Radswe, tornando alla lingua
cerimoniale.
Bravo figlio mio, fagliela vedere!
- Non ci sono dunque altri mondi, come invece
favoleggia tuo padre? - ribatté pronto Swesgu, e
ancora nell’idioma comune. Sta diventando un
interrogatorio, pensò Fjjk. Ma perché?
Le orecchie di Radswe si abbassarono sul cranio,
diventando color cremisi.
- Mio…
mio padre è uno stimato scienziato… farfugliò Radswe
in Lingua Bassa. - E segue la voce della sua
coscienza!
Per la
furia di Seff, non balbettare!
- urlò tra sé Fjjk. - Non perdere il controllo!
- Se la
coscienza sfida la Scrittura, rischia di diventare
eresia… - scandì Swesgu,
battendo
a terra la pesante mazza cerimoniale. Le nocchiere
metalliche di fissaggio alle dita della mano
scintillavano sinistre - Ora dimmi, o giovane Prole,
qual è il dovere di un Figlio devoto?
- U..un
Figlio devoto si affida alla Tradizione… - ripeté
macchinalmente Radswe.
- E’
tutto qui, Figlio caro? Ma questo lo sanno anche le
Proli da latte!
Possibile
che tu non sappia più contraccare? Fallo ora!
- pensò Fjjk quasi subvocalizzando. Come se lo
avesse sentito, Radswe riprese in più sicura Lingua
Alta.
- O pio
ministro del Culto Trino, il dovere più
importante della Schiera è scongiurare la caduta nel
caos di Seff. Per questa ragione il nostro sapere
deve tendere verso la chiarezza, scavare nell’ignoto
ma fermarsi davanti all’arcano…
Radswe
prese coraggio, e iniziò a muovere qualche passo
incerto nella sala. Swesgu lo fissava immobile,
gli occhi rossi che ardevano di attesa, gli altri
religiosi accucciati nei loro scranni, con ro
- … E
l’arcano inizia là dove il senso dello scienziato
avverte la presenza del volere di Homm. Non ci è
dato sapere perché siamo al mondo. Sappiamo che la
forza di Homm e la dolcezza di Hassa hanno creato
Bavel e ne hanno fatto l’Alveare. Ci basta. Sappiamo
che, grazie all’intercessione di Hassa la
misericordiosa, là dove un tempo c’era Seff,
violenza e guerra, oggi c’è la Schiera. Anche questo
deve bastarci. Sappiamo che un tempo, megacicli
addietro, gli Dei camminarono sulla terra e la
fecero a loro immagine e somiglianza. Le prove sono
nei templi come questo, nelle preghiere dei devoti e
dei pellegrini, non negli studi secolari degli
scienziati!
Fjjk
cominciava a innervosirsi. Più che alla Disputa di
Maturità, il clero di Bavel stava sottoponendo il
suo dolce Figlio a un attestato di sottomissione.
E lui... Sentilo, come si sta adeguando!
Radswe
scoccò uno sguardo in direzione del suo genitore,
una rapida occhiata contrita. Sono costretto a
farlo, Padre… Fjjk digrignò i denti.
Applicatici con costanza e diventerai un artista…
Radswe sbatté le palpebre come se anche questo
pensiero di Fjjk lo avesse raggiunto, poi si voltò
di nuovo verso il suo uditorio. Deluso, Fjjk ritirò
la coda dall’area del campo di forza. All’istante
ricomparve il diaframma opaco, isolandolo di nuovo
da quanto accadeva all’interno. Era tempo ora di
fare quella visita che il suo subconscio stava
tentando a tutti i costi di rimandare.
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all'indice Autore
FIGLIO DELLA SCHIERA
Terza Puntata
Coraggio e opportunità
Asfwd
figlio di Fasd, il massiccio Capocerimoniere della
Gilda dei Medici, ricevette Fjjk seduto dietro un
massiccio tavolo di marmo. La novità era stata
introdotta proprio dal genitore Fasd figlio di
Cwmbre, un dentepiatto che, come del resto tutti i
discendenti di casa Scefed, sembrava credere molto
ai simboli del potere. I Figli, infatti, non
avevano davvero bisogno di un tavolo per
conversare, né erano strutturati per utilizzarlo.
Tuttavia, quel tipo di manufatto, che veniva
utilizzato anche nei templi in forma di altare e
ad Anatomia comde piastra su cui poggiare i
cadaveri da sezionare, si prestava stranamente
bene anche alle situazioni come quella in cui si
era cacciato Fjjk: dover spiegare a un superiore
contrariato che nel territorio di Bavel era
accaduta una cosa che non si riusciva a spiegare.
Ancora
meglio, era stato osservato che accucciarsi
sull'unico, alto sgabello situato dietro il tavolo
e ascoltare distratti il rapporto di un dipendente
costretto in piedi metteva regolarmente il
malcapitato in condizioni di imbarazzo. Senza
contare quelle volte, e capitava spesso, in cui il
superiore interrompeva il colloquio per ricevere
messaggi sul comunicatore ostentato all'interno di
un padiglione auricolare. Questo comportava
frustrazione in chi faceva rapporto. Facendolo
ricominciare ogni volta daccapo se ne
smascheravano facilmente le possibili menzogne e,
soprattutto, gli si faceva capire, subito, chi
comandava. E chiarire questo dettaglio era
fondamentale per Asfwd figlio di Fasd, ultimo
rampollo di una delle case più antiche di Bavel.
C'erano stati Scefed da quando esisteva la Schiera
e da prima, dai remoti tempi delle guerre fra
Orde, quando i clan si chiamavano Swigga, Dixj e
Mikimius. Insieme a loro gli Scefed avevano
forgiato, nel sangue, l'Unificazione. Tutta questa
storia pesava sulle spalle di Asfwd, un tipo di
Figlio di natura collerica e di modi indisponenti.
Presto Asfwd sarebbe salito molto in alto nella
gerarchia della Schiera. Tutti lo sapevano, come
tutti, Fjjk incluso, sapevano che era meglio stare
dalla sua parte. Asfwd era a sua volta, come dire,
cosciente del ruolo che la Storia stava per
ritagliare a suo vantaggio. Altri si sarebbe
sentito a disagio nell'essere grasso e
apparentemente impacciato. Asfwd in realtà, grazie
all'esercizio quotidiano, era agile come una
Guardia. Sotto la pinguedine nascondeva
solidissimi fasci di muscoli. Ma il fisico andava
coltivato in privato. In pubblico, invece, Asfwd
esibiva la sua pancia come un segno di
aristocrazia e non faceva nulla per non mostrarsi
altero e indisponente.
Fjjk
non si meravigliò dunque più di tanto nel trovare
la mole del suo capo già accucciata su un alto
sgabello. Il suo superiore cominciò ad ascoltare
il rapporto con degnazione, subvocalizzando spesso
nel microfono contenuto in un molare. Un capo
riceve comunicazioni di continuo, no? Da gente
molto più importante del sottoscritto. Una scena
che l'anatomista capo di Bavel si aspettava.
Nondimeno Fjjk, costretto a parlare in piedi come
un marsupiale, o una come Prole in punizione che
ripete cento volte la salmodia della Disciplina,
sentiva montare la frustrazione. In curioso
contrasto, la sua voce si riduceva sempre più allo
squittio sibilante di un minuscolo dentepiatto
delle torbe.
- E...
hgh... così l'esame autoptico ha rilevato che la
schiava marsupiale...
- ...
Ahh, sì, Anziano Rwede, certo! Al prossimo
banchetto? Va bene!
-
Una... hshf... femmina di identità sconossiuta...
-
...Carissimo! Certamente. Capisco il problema. Sì.
E' qui davanti a me. Devo dirgli qualcosa? No?
D'accordo.
L'ultima chiamata, opera di chissà chi,
chiaramente lo riguardava, e precipitò Fjjk nella
confusione più totale. Asfwd se ne accorse e
mostrò i denti piatti in un sogghigno. Ma
l'anatomista capo di Bavel ebbe la forza di
ricominciare ancora una volta.
-
...Sì, insomma, sembra che una schiava
marsupiale... sia... sstata pugnalata una ssola
volta da una mano con pollice opponibile,
dunque...
-
Esimio anatomista... - interruppe Asfwd con voce
conciliante, rimuovendo ostentatamente
l'auricolare dal padiglione. La lezione, forse,
poteva bastare. - Desideri forse che ti venga
portata dell'acqua depurata, dono di Hassa, per
superare il disagio di una lunga traversata a
piedi? - Dopo essersi convinto di avere umiliato a
sufficienza Fjjk con la sua maleducazione, Aswfd
poteva concedersi di mostrare magnanimità. Ma con
giudizio.
Fjjk,
che sentiva la pelliccia zuppa di traspirazione e
la gola riarsa dalla sete e dall'adrenalina,
ringraziò il superiore e accettò la coppa di
liquido portagli da una marsupiale in tutto simile
al cadavere che aveva esaminato in precedenza. Non
riusciva a cogliere alcuna differenza apprezzabile
su quei tratti inespressivi. Si somigliavano
tutti, quegli esseri. Solo un'aria di stolida
presenza, a distinguere la morte dalla vita. Se
non si fosse mossa, poteva essere la medesima
creatura che lui aveva sezionato in laboratorio.
-
Distinto Fjjk, figlio di Okjieko... - sbottò Asfwd
dopo avere osservato una lunga pausa. - Tuo padre
era un Figlio dotto e di poche parole. L’ho
conosciuto, sai, e gli devo molto. Da lui ho
imparato ad essere attaccato ai fatti. E al mio
mestiere. Che è anche il tuo. Non credi che il
nostro, Figlio, sia un mestiere che va al di là
della semplice formazione professionale? Il
mestiere sta nel rubare mestiere a chi ne ha più
di noi, o no?
- C...
certo, onorato superiore... I... io... - Fjjk
continuava a balbettare e la sua preoccupazione
cresceva. Aswfd era, sì, di modi spicci, ma se
riteneva di dover impartire fervorini la predica
poteva durare lekhter e lekhter.
- Lo è,
infatti, stimato anatomista capo. - Asfwd fece uno
strano gesto, portandosi al naso due dita della
mano. - I medici migliori... fiutano le loro
diagnosi, così come i migliori specialisti
patologi fiutano le cause di un decesso. E non
sbagliano mai! - Asfwd sottolineò queste parole
calando con forza un palmo sul tavolo. Asfwd aveva
però dosato male l'energia. Il colpo fu sonoro, e
il Capocerimoniere della Gilda dei Medici imprecò
sottovoce, massaggiandosi con una mano l'altra
estremità offesa.
U-hu.
La predica è finita. Adesso arrivano i guai...
Fjjk non poté fare a meno di ammirare come la
collera indotta servisse ad Asfwd per passare
dalla lezione didascalica al maltrattamento di un
dipendente. Doveva ammetterlo, per quanto si
sforzasse, lui non sarebbe mai riuscito a fare lo
stesso.
-
Perciò adesso ti prego, Fjjk figlio di Okjieko,
nel nome della vecchia amicizia tra le nostre
Famiglie, basta con le congetture e guardiamo
insieme la realtà!
Fjjk
stava giusto per chiedersi quando mai le due
Famiglie avessero stretto rapporti che non fossero
di fredda formalità, quando, con un movimento
curiosamente aggraziato per la sua notevole mole,
Asfwd si sporse dallo sgabello e affondò una mano
artigliata nel collo della schiava in piedi al suo
fianco, costringendola a piegarsi all'indietro. La
marsupiale non accennò la minima resistenza,
limitandosi a battere due volte le membrane
nittitanti degli occhi e a spalancare, ottusa, la
bocca.
-
Questi... animali... - sibilò Asfwd calandosi giù
dal suo seggio, gli artigli sempre affondati nel
collo della schiava, costretta adesso in posizione
semiprona - non si possono assassinare. Sono dei
presenzienti, tu, io o qualsiasi altro Figlio
potrebbe chiedere di consumare le loro carni in
ogni momento come omaggio a Homm, in attesa che
Hassa la Misericordiosa si compiaccia di elevarli
al primo stadio della coscienza. Stimato
anatomista capo, tu lo sai, no? E loro stessi lo
percepiscono, vedi? Se volessi io potrei
addirittura sgozzarla qui, con i miei denti piatti
e lei non si opporrebbe. Devo farlo per
convincerti? Su, avanti, che ne dici? Un banchetto
privato con il Capocerimoniere della tua Gilda...
Quanti Figli vorrebbero essere ora al tuo posto?
Potrebbe giovare alla tua carriera!
Fjjk
tremò di desiderio al pensiero del sangue caldo
che sarebbe sprizzato dappertutto e....No, lui era
figlio di suo padre, uno scienziato, non poteva
cadere nel tranello di Seff, il dio dell'andare
retrogradi, la maledizione della sua razza, messa
in guardia contro il caos. Ma quale caos, si
disse, mentre lo stesso Asfwd spingeva sempre più
in basso la schiava marsupiale, La gola le pulsa…
una preda indifesa, perfetta... Improvvisamente il
superiore mollò la stretta, facendo cadere la
schiava, che rimase riversa sul pavimento ad
aspettare la sua sorte.
-
Anatomista capo Fjjk, figlio di Okjieko, la Gilda
ha ascoltato il tuo rapporto, ma non ritiene
opportuno svolgere ulteriori indagini. E ora ti
spiego il perché.
Asfwd
si drizzò in piedi incrociando le braccia sul
petto nella posa del maestro della Gilda che
insegna agli apprendisti più inesperti. Un gesto
che, nuovamente, esternava superiorità. Nessuno
avrebbe detto che fino a un istante prima quel
Figlio era in procinto di smembrare una schiava.
- I
marsupiali non penserebbero mai a uccidersi tra
loro, - continuò ampolloso Asfwd - e noi non
abbiamo bisogno di farlo per servircene. Deve
dunque essersi trattato di un incidente, posto che
non vogliamo ammettere che la tua schiava si sia
voluta togliere la vita... Gesto da senzienti di
prima classe, e...
-
Ma....C’è l’arma con sopra il sangue della
vittima! - interloquì disperato Fjjk. - E non
possiamo escludere a priori che qualcun altro
l’abbia uccisa! La Schiera deve sapere com'è
andata! Se esitiamo ora, potremmo ritrovarci
domani con un Figlio con la gola tagliata!
-
Saranno stati i tuoi fantasmi preistorici, allora,
Fjjk? - rise sardonico Asfwd omettendo volutamente
ogni titolo nel rivolgersi al suo interlocutore. -
No. Il caso è chiuso nel capitolo degli incidenti.
Spetta alla Sicurezza preoccuparsi che nessuno
metta in pericolo la Schiera o la tua Famiglia. A
te, invece, conviene preparare rapporti meno
fantasiosi e più concreti. Mi meraviglio che sia
proprio tu, il Figlio di tuo padre, a dire
baggianate simili! - finì tuonando Asfwd, dal cui
muso era sparito ogni segno di benevolenza.
- E c'è
ancora una cosa da chiarire. - riprese
improvvisamente Asfwd. Essere contraddetto, era
noto, lo imbestialiva.
- Non
sei ancora tu, stimato anatomista capo, il Figlio
che mette in discussione il mito della Progenie di
Homm? - La domanda era stata formulata in tono
basso e apertamente minaccioso.
- Io??
- gemette Fjjk. - Ma credevo che per degli
scienziati come noi fosse ingenuità da prole
lattante considerare vere quelle storie...
-
Storie?? La nostra religione, la nostra pietra
angolare? Storie??? - urlò Asfwd furioso. - Puoi
credere quello che vuoi, esimio anatomista. -
troncò cupo Asfwd. - ma non spettegolarne in giro
come una Figlia dal ventre arido. E soprattutto
ricorda che esiste un rapporto ben preciso fra
religione e scienza. La linea di confine è ben
netta. Zitto! Non protestare! - interruppe con un
gesto iroso il tentativo di Fjjk di contestare
l'accusa. - Non puoi negare che insieme con i tuoi
colleghi abbiate discusso a lungo delle remote
origini della nostra civiltà... Così come non puoi
negare di non credere alla nascita divina di
Kà-dingirra per opera della Progenie di Homm...
- Ma
sono solo innocue chiacchiere! - rispose sempre
più teso Fjjk.
-
Usiamo ancora la logica, onorato dipendente... -
tubò Asfwd, incrociando di nuovo,
provocatoriamente, le braccia sul petto. - Le
chiacchiere ti portano a una curiosa
contraddizione. Chi potrebbe mai avere...
assassinato la tua schiava marsupiale se non
proprio quella Progenie di Homm di cui tu
disconosci l'esistenza? Loro avevano, secondo la
leggenda, sia il pollice opponibile, sia la
capacità di uccidere sulla base di un pensiero
senziente e razionale... Di una premeditazione.
Asfwd
abbandonò la composta posa magistrale e cominciò a
mulinare le braccia tutt'intorno. Stava
arrabbiandosi di nuovo.
-
Così, devo ammetterlo, con grande tempismo, dal
tuo laboratorio spuntano i resti fossilizzati di
creature incredibilmente simili a quelle del mito!
Ovvio che siano loro gli assassini, ovvio che la
nuda scienza dia risposte che la religione non sa
dare! Ma tu, onorato anatomista capo, tu non ti
accontenti di seminare il dubbio fra i tuoi
studenti! Non ti azzardi nemmeno a pubblicare una
Tesi Ufficiale sui tuoi fossili. Ah, no. Tu sei
più furbo. Tu vieni qui da me e desideri...
Pretendi che io accrediti le tue illazioni e sia
dunque la Gilda, di sua iniziativa, a trasformarle
in Tesi Ufficiali! Non è così?? - Asfwd finì il
suo discorso gridando come un ossesso.
Dolce
Hassa, è proprio così. Non me ne ero reso conto...
Colto in fallo, Fjjk si fece più piccolo che poté.
Poi comprese quale fosse l'unico modo per salvarsi
dall'incombente catastrofe.
-
Stimato superiore - si riprese, e con lenta
dignità raddrizzò le spalle, che iniziavano a
dolergli per la prolungata stazione eretta. - E'
stato un incidente... La marsupiale si è
accidentalmente pugnalata cadendo su...
-
...Su??? Vai avanti, stimato anatomista capo! La
meta è prossima! - lo incoraggiò Asfwd, di un tono
più benigno, ma ancora sarcastico.
-
...Su... un...
- ...
Insomma, Fjjk figlio di Okjieko! - sbottò di nuovo
Asfwd, esasperato. - Non posso stare qui per il
prossimo ciclo a fare da levatrice ai tuoi
contorti ragionamenti! Per la furia di Seff,
sforza la tua cosiddetta mente analitica!!
-
...La... ehrr schiava marsupiale... - riprese
mortificato l'anatomista capo di Bavel
schiarendosi la voce. - si è accidentalmente
accoltellata cadendo sulle punte di una cancellata
in metavidrio... Non chiedermi ora come possa
esserci finita... implorò tra sé Fjjk non appena
ebbe finito di formulare la fantasiosa
ricostruzione.
-
Brillante! Davvero brillante, devo ammetterlo! -
trillò invece sollevato Asfwd battendo insieme le
grasse palme delle mani. - E' proprio vero quello
che dicono. Fjjk figlio di Okjieko è davvero
dotato di una mente reattiva, specie se viene
opportunamente... stimolato. Ma c'è ancora un
dettaglio da risolvere, no?
- ...
|