Home 

 

 

Raccontare ha intervistato...Enrico Pietrangeli


Qual'è il tuo lavoro?

 

In altre circostanze, francamente, avrei scrollato le spalle deluso per l'ennesima domanda del tipo "Dimmi quel che produci e ti dirò chi sei...". Bene: sono un poeta, per giunta ricco, di cosa? Di sogni e di chimere, naturalmente...Tutti esentasse eppure non ancora deducibili dal 740. Insomma, nessuno che si prodighi a versarci sopra un misero 8 per 1000...Ed allora ecco che, accanto ad annoiati professionisti e maestrine che, nel poco o troppo tempo libero, si dilettano ad inchiostrare rime, qua e là resistono, si fa per dire, aliene ed imprevedibili creature costrette ad eterne doppie vite. Lavoro da quando ero poco più di un adolescente, in altre parole da poco dopo la morte di mio padre. Ho fatto un po' di tutto, dal garzone di bottega ad alcune traduzioni ma, per mia fortuna, non mi sono mai identificato in tutto questo. Avrei, d'altra parte, tradito molto volentieri la mia vena poetica, magari per fare l'imprenditore ma, a tutt'oggi, non ho ancora avuto una concreta occasione. In ogni caso lo trovo un fantastico sogno da lasciare pronto nel cassetto...Del resto, si direbbe che cassettiere e comodini degli italiani siano già ricolmi di troppi buoni pensieri messi giù in segreti versi... 

Qual'è il tipo di vita che svolgi attualmente?

Ai limiti della sopportazione con l'aggravante dell'artista. A proposito, giusto per arrivare a fine mese…Conosci mica qualcuno disposto ad investire in un piccolo “future” di castelli in aria?

Abiti in una grande città o in un piccolo centro?

In una grande città, dove lo stress regna sovrano

Cosa fai nel tuo tempo libero?

Cos'è il tempo libero?

Scrivi spesso?

No, tanto meno con regolarità.

Secondo la tua opinione scrivere è un'arte che si avvale in prevalenza dell'istintività?

Questo è un luogo comune, per lo più, forse, falso retaggio di alcune "tecniche" surrealiste. Scrivere credo che comporti la non facile maturazione di una "tecnica" personale, dove il lettore si senta coinvolto nel constatare l'autenticità dei relativi contenuti e nel presupposto di avere qualcosa da dire..

Fai leggere ai tuoi amici, conoscenti o familiari le tue opere?

Ecco a cosa sono costretti gli esordienti e cosa devono sorbire parenti, famigliari e quant'altro per compiacerli a loro volta

Pensi che sia indispensabile per un autore essere letto?

Se le cose hanno ancora una logica ed un senso..

Scrivi per te stesso o per gli altri?

Scrivo per me la nota della spesa e quando vado al mercato finisco per pensare a quello che potrei scrivere per gli altri dimenticando di aver compilato la mia lista

Quanto c'è di personale nei tuoi testi

Quanto basta (spero) purtroppo non ho statistiche...

Si potrebbe definire la tua scrittura intimista? E secondo te che cosa s'intende per scrittura intimista?

Si, potrebbe essere un aspetto. Intimista è, a mio parere, quanto si elabora nel microcosmo del nostro “Io”.

Com'è nata questa tua passione per la scrittura?

Non mi sono mai posto questa domanda, so solo che è stato, a lungo, qualcosa che ho vissuto in modo piuttosto controverso e che, soltanto ora, dopo molti anni, vivo con maggiore serenità e spirito di adattamento alla coesistenza

Nel tuo tempo libero leggi molti libri? Quali sono i tuoi autori preferiti e qual'è l'ultimo libro che hai letto?

Non mi hai ancora fornito una nozione di tempo libero…ma, scherzi a parte, libri e persone m’incuriosiscono molto anche se non sempre vale la pena di conoscerli tutti fino in fondo. In ogni buon autore ci sono spunti per conoscersi e crescere, difficile elencarli tutti…Corbière è senz’altro un mio vecchio pallino, Nietzsche è stato un indispensabile cattivo maestro durante la mia adolescenza ed Henry Miller ha senz’altro accompagnato il percorso dei miei trent’anni. Houellebecq e l’edizione postuma, in Italia, del suo “Estensione del dominio della lotta” è stato l’ultimo libro letto con coinvolgente interesse

 
Secondo te cosa rappresenta internet?

Chissà…mi viene da pensare agli albori della rivoluzione industriale, forse dai risvolti ancor più imprevedibili ma questo è il tempo in cui mi è concesso vivere ed esprimermi quindi, farne a meno, mi sembra del tutto assurdo

Tu hai scelto di pubblicare in internet è quindi un metodo per farsi conoscere dal pubblico?

Conosci, soprattutto per quel che concerne la poesia, altri validi sistemi di comunicazione?


Tu leggi i racconti o le poesie che vengono pubblicati nei siti letterari?

Senza false ipocrisie, è difficile prestare la dovuta attenzione ad ogni cosa e, non va dimenticato che, nelle seppure enormi potenzialità, la rete è anche un contenitore dove puo’ finire veramente di tutto…


Vorresti avere un confronto con i tuoi lettori?

Suppongo che, nel mio piccolo ma rigorosamente indipendente sito, si sia già avviato, in qualche modo, un vivace e costruttivo confronto anche con diversi, e a me completamente sconosciuti, lettori. Se me lo consenti, riporto l’indirizzo [www.diamoredimorte.too.it] nell’intento di ampliarlo e quanto più possibile favorire questo genere di comunicazioni che, al giorno d’oggi, nonostante tutto, grazie alle tecnologie è, in ogni caso, praticamente alla portata di tutti


Frequenti assiduamente anche altri siti letterari?

Si, per evidenti ragioni e scelte. Voglio dire che, nel bene e nel male, opero prevalentemente sulla rete


Ti reputi un artista? perché?

Si, ma prima di tutto sono me stesso. Perché? L’artista è parte integrante e non un artefatto del nostro “Io”


Quando hai deciso di pubblicare?

In tempi recenti, dopo molti anni e per via di alcune coincidenze e vecchie conoscenze che mi hanno spinto a farlo


Scrivi in genere quando sei triste o quando vivi un periodo di felicità?

Non credo che debbano essere i sentimenti a prevaricare la scrittura. Quando inizio a scrivere, spesso mi fermo e cerco di ragionare con quel che sento


Cosa ne pensi degli autori appartenenti a culture completamente diverse dalla nostra?

La diversità è ricchezza, ma spesso ci si specula sopra per altri fini. Per un altro verso assistiamo, impotenti, ad una sempre più opprimente omologazione delle cose


Ritieni che il confronto culturale che si sta sviluppando in questo momento in Italia sia proficuo alla produzione letteraria?

Noto tanta buona volontà in alcune riviste e, forse, soprattutto, in rete


Quali sono le tue opinioni sui premi letterari?

Tutto il bene di questo mondo ma cerco, per quanto possibile, di tenermi fuori


Qual è il metodo, se ne possiedi uno per scrivere?

Coordinare, e non è facile! Specie quando si ha a che fare con improvvise ispirazioni, bizzarri spiritelli o appariscenti signore che si spacciano per muse


Puoi definire il tuo stile?

No, ma temo che leggendo lo si riconosca


Preferisci scrivere poesie o racconti?

 

Dipende


Quale definisce meglio la tua personalità?

Entrambi possono delineare la personalità di uno scrittore che, a sua volta, non è detto che corrisponda alla relativa identità.


Quali esperienze di vita ti hanno portato alla scrittura?

Nessuna, tutt’al più ci sono state esperienze che hanno contribuito ad arricchire la mia scrittura


C'è stato un percorso di crescita nella tua capacità espressiva letteraria?

Non spetta a me identificarlo, da parte mia posso solo constatare di averci lavorato sopra


Quali sono le rubriche che preferisci all'interno di raccontare.com?

Senza dubbio la tua, anche se, non avendola ancora sbirciata, non immaginavo la mole di domande che avresti potuto farmi


Torna alla pagina delle interviste

 

 

 

 

 

Home