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Raccontare ha intervistato...Elisabetta Rubino

       Qual'è il tuo lavoro?

 

Insegnante / traduttrice / interprete

 

Qual'è il tipo di vita che svolgi attualmente?

 

La vita di chi non sa ancora bene ciò che vuole effettivamente fare “da grande”

 

Abiti in una grande città o in un piccolo centro?

 

In una grande città

 

Cosa fai nel tuo tempo libero?

 

Vorrei fare mille cose, ma il tempo non basta mai, così quando posso leggo, osservo gli animali, curo le piante, fotografo, vado a passeggio, canto, studio, ecc.

 

Scrivi spesso?

 

Diciamo che lo stimolo ad iniziare non manca quasi mai, ma da qui a produrre qualcosa di “finito” per me il passo è abbastanza lungo

 

Secondo la tua opinione scrivere è un'arte che si avvale in prevalenza dell'istintività oppure di una metodologia?

 

Secondo me è un insieme complesso fatto di dote personale alla manipolazione dei propri pensieri in modo da dar loro una forma compiuta, pulsione interiore, metodo e tanta, tanta, tanta dedizione all’esercizio continuo (tutte cose che a me mancano!); sono convinta che scrivere qualcosa “di getto” può avere un effetto liberatorio per chi ne sente la necessità, ma il vero lavoro sta nello sgrossamento, nella rielaborazione, e spesso anche nella riscrittura perpetuata all’ennesima potenza

 

Qual'è il metodo, se ne possiedi uno con cui sviluppi i tuoi testi?

 

No, non credo di possedere “un” metodo, sono troppo incostante e pigra per averne sviluppato uno, ma quando scrivo rielaboro comunque molto; spesso lascio anche riposare lo scritto per un po’, rimettendoci le mani solo qualche tempo dopo per riguardarlo con un’altra prospettiva di fondo, e magari anche in modo più distanziato

 

Puoi definire un tuo stile?

 

Neanche, ma se vogliamo potrei dire che sono un’eterna sperimentatrice inconcludente

 

Fai leggere ai tuoi amici, conoscenti o familiari le tue opere?

 

Questo accade molto raramente; c’è solo una persona che ha accesso ai miei abbozzi… per il resto devo essere ben motivata per arrivare a farlo

 

Pensi che sia indispensabile per un autore essere letto?

 

Dipende dalle esigenze di chi scrive, per me non lo è

 

Scrivi per te stesso o per gli altri?

 

Più per me stessa in genere, ma ci sono volte in cui scrivo esplicitamente qualcosa per un’altra persona

 

Quanto c'è di personale nei tuoi testi?

 

Molto

 

Si potrebbe definire la tua scrittura intimista, secondo te che cosa s'intende per scrittura intimista?

 

Capita a volte… anche se non amo molto questo genere di scrittura; per intimistico intendo qualsiasi sentimento voglia sgorgare senza filtro dal luogo dove lo tengo normalmente rinchiuso

 

Preferisci scrivere poesie o racconti e quale definisce meglio la tua personalità?

 

Diciamo che mi sento più a mio agio scrivendo testi non prettamente letterari, ma di vario genere, forse proprio perché questo è un modo di restare più al coperto, mentre sia nei racconti che nelle poesie qualche aspetto della propria personalità è sempre destinato a rimanere allo scoperto

 

Com'è nata questa tua passione per la scrittura?

 

Come scrittrice di lettere dal momento in cui ho imparato a scrivere, ma più ancora quando ho iniziato a scrivere il mio primo diario, all’età di 12 anni

 

C'è stato un percorso di crescita nella tua capacità espressiva letteraria?

 

Direi di sì

 

Nel tuo tempo libero leggi molti libri? Quali sono i tuoi autori preferiti e qual'è l'ultimo libro che hai letto?

 

Leggo moltissimo, i miei autori preferiti sono tanti, troppi per elencarli, ma il top della classifica spetta senz’altro a Stephen King; l’ultimo libro che ho letto invece è di Searle: “Il mistero della coscienza”

 

Secondo te cosa rappresenta internet?

 

Una finestra sul mondo – ma è solo una finestra…

 

Tu hai scelto di pubblicare in internet è quindi un metodo per farsi conoscere dal pubblico?

 

No, non sono queste le mie aspirazioni

 

Leggi i racconti o le poesie che vengono pubblicati nei siti letterari?

 

Qualche volta, ma preferisco comunque la carta stampata… però se leggo qualcosa in rete, leggo quello che hanno scritto persone che conosco…

 

Vorresti avere un confronto con i tuoi lettori?

 

Un confronto è sempre costruttivo per chi scrive con l’intento di accrescere e migliorare le proprie capacità… ma ribadisco che io non ho neanche lontanamente la pretesa di avere dei “lettori”…

 

Frequenti assiduamente anche altri siti letterari?

 

Direi proprio di no…

 

Ti reputi un artista? perché?

 

Assolutamente no!

 

La scelta di raccontare.com è stata casuale?

 

Non credo si possa parlare di “scelta”, visto che per me si tratta semplicemente di un dono fatto ad un’amica, ossia a colei che ha creato questo sito

 

Quali sono le rubriche che preferisci all'interno di raccontare.com?

 

Ho sbirciato e leggiucchiato di qua e di là e per quello che ho visto mi piace tutto, ma la mia frequentazione non è assidua, perciò non posso parlare di preferenze

 

Quando hai deciso di pubblicare?

 

“Pubblicare” – continua a suonarmi troppo grossa questa parola… ho semplicemente sbirciato fra le rubriche, e mi è venuto in mente che avevo un pezzo abbastanza “impolverato” che poteva star bene fra la polvere di stelle…

 

Pubblichi solo in internet oppure hai trovato altri modi per fare conoscere le tue opere?

 

Ribadisco: non sono “pubblicazioni”!

 

Hai delle opinioni in merito ai premi letterari?

 

Per me hanno senso solo se il livello letterario è alto e se si tratta di premi ufficialmente riconosciuti; non ho una grande opinione dei concorsetti di provincia o di quartiere (con tutto il rispetto per le iniziative culturali dei piccoli centri!); ma SE scrivessi con alte aspirazioni… non credo che vi parteciperei, sceglierei piuttosto di misurarmi su scala molto più vasta, a livello regionale o nazionale, dove il numero dei partecipanti è grande e la “concorrenza” spietata! vincere un premio a questi livelli credo possa dare una lettura molto meno parziale e “soggettiva” delle proprie capacità di scrittura

 

Scrivi in genere quando sei triste o quando vivi un periodo di felicità?


Se voglio produrre qualcosa di dignitoso, solo ed esclusivamente quando mi sento bene! sotto influsso della tristezza vengono fuori delle cose terribili che poi non avrei mai il coraggio di riprendere in mano… a volte però le cose tristi si possono affidare a un diario o tramite lettera ad una persona amica
 


 



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