Qual è il tuo lavoro?
Insegno scienze naturali.
Qual è il tipo di vita che
svolgi attualmente?
Tento
di vivere nel modo più tranquillo possibile. Detesto i
contrasti, tutto ciò che mi violenta l'anima. Non è facile, anzi
direi che è quasi impossibile oggi giorno. I nostri tempi sono
caratterizzati da eccessi, da qualsiasi parte guardi vedo
l'esagerazione, dalle piccole alle grandi cose. Nessuno si
accontenta più di niente e tutto deve essere sovrastimolante,
ipereccitante. Cerco di mantenermi lontano da tutto ciò. Non
sempre ci riesco, a volte certi compromessi con l'ambiente in
cui si vive sono necessari per potere avere dei contatti, delle
relazioni.
Abiti in una grande città o
in un piccolo centro?
Questa domanda si collega naturalmente alla precedente. Sono
nato in una città di medie dimensioni ma che giorno dopo giorno
si ingrandisce ma vivo in un piccolo centro immerso in un parco
nazionale del sud Italia, per motivi di lavoro, ritorno in città
solo la domenica. Due mondi diversissimi, apparentemente quasi
opposti. La città si affaccia sul Tirreno mentre il paese dove
lavoro è circondati da monti fino a qualche giorno fa innevati.
Due realtà che rispecchiano anche il mio modo di vivere. Da una
parte c'è la tranquillità del mondo semirurale, dall'altro il
caos della città. La mia anima trascorre il tempo o misurandolo
col respiro calmo o con la tachicardia cittadina: non potrei
fare a meno di nessuna delle due
realtà! Ho
bisogno del mio mare, di quello che mi ha visto nascere, di
consumarmi lo sguardo su quell'orizzonte ma sono anche bisognoso
della calma delle montagne, del silenzio dei campi coltivati, di
adagiarmi sulle ali di una poiana o nell'eleganza delle cicogne
che costruiscono i nidi sui comignoli delle case.
Cosa fai nel tuo tempo
libero?
Tempo
libero....libero da cosa? dal lavoro? o libero da me stesso? in
ambedue casi non mi sento libero. Vorrei essere libero di essere
e scrivere, libero di leggere o ascoltare musica, guardare un
film o andare a teatro. Ma spesso il mio tempo libero lo passo
nel silenzio che costruisco in me stesso, a volte annoiandomi a
volte divertendomi, dipende.
Scrivi spesso?
No,
rarissimamente. Vorrei scrivere più spesso e molto di più. Per
me le parole sono tanto importanti che non voglio sprecarle e
scrivo solo quando sono certo di non scrivere brutture o
inutilità. Mi privo del piacere delle parole per il rispetto
sacro e riverenziale che ho per le parole.
Secondo la tua opinione
scrivere è un'arte che si avvale in prevalenza dell'istintività?
Ripeto: ci vorrebbe più rispetto per le parole e quindi sarebbe
necessario utilizzarle con le dovute cautele. Conoscere le norme
per scrivere correttamente è essenziale e spesso l'istintività
travolge anche le regole grammaticali e sintattiche e questo non
fa bene alla scrittura. Solo pochissimi geni hanno saputo
scrivere affidandosi completamente all'istinto.
Fai leggere ai tuoi amici,
conoscenti o familiari le tue opere?
Dipende. Preferisco fare leggere ciò che scrivo a chi penso
abbia la giusta sensibilità per entrare in sintonia con le mie
parole. Spesso amici o familiari non sanno dare un giudizio
obiettivo, sono condizionati dalla conoscenza diretta
dell'autore, è per questo che non amo molto fare leggere le cose
che scrivo a chi mi conosce di persona.
Pensi che sia
indispensabile per un autore essere letto?
Sì,
certo. Forse più che indispensabile direi che è importante.
Scrivi per te stesso o per
gli altri?
Si
inizia a scrivere sempre per un forte bisogno interiore, almeno
per chi fa letteratura o poesia, ma si può scrivere anche per
gli altri, ad esempio scrivendo articoli giornalistici, saggi.
Quanto c'è di personale nei
tuoi testi?
Madame Bovary c'èst moi! C'è tanto di personale in ciò che
scrivo ma è difficilmente riconoscibile anche per me stesso!
Si potrebbe definire la tua
scrittura intimista? e secondo te che cosa s'intende per
scrittura intimista?
A
quanto pare l'intimismo non è più di "moda" ma tutti gli
scrittori dilettanti sono intimisti! Non saprei bene definire
ciò che scrivo e poi penso anche che etichettare la scrittura
sia limitativo. Oggi continuo a sentire che bisognerebbe
scrivere della realtà storica, magari impegnandosi politicamente
(nell'accezione nobile del termine), io non ci riesco. Vivo i
miei tempi, sono immerso nella realtà quotidiana ma mi sento
così lontano dalla storia contemporanea e faccio fatica anche a
capire cosa sia la politica. Lascio che siano le parole a
guidarmi verso i miei mondi interiori dove riesco a scorgere
delle verità che non vedo fuori.
Com'è nata questa tua
passione per la scrittura?
E'
difficile dirlo. Mi sembra di avere scritto da sempre. Da
ragazzo scrivevo moltissimo, sempre, quotidianamente ma se
rileggo quelle cose mi vengono i brividi per come sono scritte
male! Forse ho cominciato a scrivere per quel bisogno di
eliminare l'eccesso che c'è dentro ognuno di noi.
Quell'eccesso che può portare all'insoddisfazione, alla noia e
finanche alla malattia. Scrivere è stata una necessità per non
sprofondare nel nulla, per non farmi divorare dall'inutile
che c'è in me. Lotto da sempre e continuamente con l'inutile, il
superfluo che c'è in me: un modo per tenere a bada questi
eccessi è la scrittura.
Nel tuo tempo libero leggi
molti libri? Quali sono i tuoi autori preferiti e qual'è
l'ultimo libro che hai letto?
Leggevo molto di più tempo fa, ora leggo molto di meno
tormentandomi ogni giorno per i libri che non ho letto. Vorrei
leggere di più ma è un periodo questo in cui l'inutile
sta prendendo il sopravvento...purtroppo... Gli
autori che ho amato e che amo sono tanti: Buzzati, Calvino,
Morante, Romano, Dostoewskij, Puskin, Duras. Per la Poesia amo
molto Leopardi, Quasimodo e in particolare Alfonso Gatto, un
poeta un po' trascurato, secondo me. Il mio libro preferito è
"Il gabbiano Jonathan Livingstone".
Per la
prosa contemporanea mi piace molto come narratore Sebastiano
Vassalli mentre attualmente sto leggendo le "Anime morte" di
Gogol'. Mi rendo conto che il mio elenco è limitato e ho fatto
torto a tanti autori!
Secondo te cosa rappresenta
internet?
Internet è uno strumento meraviglioso e fondamentale. Io penso
che diventerà sempre più importante e presente nella vita di
tutti noi. Io non potrei farne già a meno. Ho la conoscenza a
portata di mano e la possibilità di leggere e anche di
comunicare velocemente con gli altri.
Tu hai scelto di pubblicare
in internet è quindi un metodo per farsi conoscere dal pubblico?
Sì,
certamente. Anche se non credo sia l'unico mezzo. Ho anche
pubblicato un mio racconto lungo in e-book con Arpanet, però
penso sempre che la carta stampata abbia un fascino
insostituibile, spero che non venga mai sostituita
dall'elettronica.
Tu leggi i racconti o le
poesie che vengono pubblicati nei siti letterari?
Spesso, e spesso mi capita anche di vedere certi nomi di autori
che sono onnipresenti ma le cose che scrivono sono davvero
indegne! Penso che molti siti letterari pubblichino qualsiasi
cosa venga loro proposto e questo è per me un grande errore, una
certa selezione ci vorrebbe per limitare la presenza eccessiva
di scritti che ingolfano la rete e per fare in modo che chi
vuole leggere possa trovare scritti di qualità.
Vorresti avere un confronto
con i tuoi lettori?
Perché no. E' sempre interessante sapere ciò che pensano gli
altri di quello che scrivo, il confronto è sempre importante
altrimenti si rischia di chiudersi in una torre d'avorio
perdendo il senso della realtà.
Frequenti assiduamente
anche altri siti letterari?
Pochissimi, quelli che reputo abbiano una dignità letteraria e
che pubblichino autori che siano in sintonia con ciò che a me
piace leggere.
Ti reputi un artista?
perché?
No,
penso di essere mediocremente abile con le parole.
La scelta di raccontare.com
è stata casuale?
Non
ricordo di preciso come sono venuto a conoscenza di
raccontare.com
Quando hai deciso di
pubblicare?
Neanche questo ricordo con precisione. Oggi ho quasi smesso di
pubblicare in internet, c'è un affollamento davvero esagerato,
preferisco mantenermi fedele a pochissimi siti e di tanto in
tanto pubblicare qualcosa. Quando scrivo qualcosa che reputo
abbia un minimo di dignità letteraria lo pubblico sul mio
piccolo sito (
http://karmenu.interfree.it/home.html )
Scrivi in genere quando sei
triste o quando vivi un periodo di felicità?
Ho
sempre scritto in momenti di assenza di emozioni o sensazioni
precise, questo stato di freddezza dell'anima mi permette di
ricordare e recuperare sia tristezze che felicità. Quando sono
triste o felice difficilmente riesco a comunicare attraverso le
parole scritte. Per me scrivere è impegnativo e estremamente
faticoso e quando sono in preda a forti sentimenti non riesco ad
avere la giusta concentrazione per scrivere.