Blu di prussia
Irreale silenzio
In questa notte che lenta sgocciola
cammino dentro un sogno blu di prussia
sospiro nel profumo di salsedine
e nuvole di fumo si dissolvono
Morbida è la brezza che accarezza
rimbalza la sua luce la girandola
appesa con i panni stesi al sole
al piccolo balcone contro il mare
Di rimpetto, nell'angolo scosceso della riva
barche di vecchi con la pipa in mano
mimano bugia di un'avventura
e asciugano una lacrima di sale
Richiudo nel mio foglio spiegazzato
parole dal profumo di limoni
in questa notte che ruba al sonno un sogno
e il bavero rialzo dentro al gelo
Nei campi inondati di nebbia
irreale il silenzio del giorno
Assonnata si sveglia la città alle ore antiche
Ancora di Elfi e di Fate è popolato il mondo
ancora di maghi è piena la piazza
...e spine di rose canine a graffiare il cuore.
Oltre, uno squarcio di cielo
è il primo sereno scaldato da un raggio di sole
Unico universo
Ti dirò
Siamo soltanto un fiume
al giorno ed alla notte scorriamo in rapide sino al mare
Siamo gemme nuove di ogni primavera
aquile a volteggiare in squarci d'azzurro pulito
e fili d'erba indifesi che colorano il grigio dell'inverno
Siamo vento che s'insinua tra le foglie
ciuffi d'erica tra i rami secchi della vita
e profumi di ginestre orgogliose di sfidare il vento
Siamo musica lontana persa tra spume d'onde
e sabbia fine trattenuta tra le mani
Siamo, d'un unico universo
lo sguardo bello della vita
Ti dirò
in questo giorno inutile
che sento ancora vibrar le ali di farfalla
che vedemmo insieme
Leggere, sopra nuvole di fumo, sfioravano i capelli
e all'ombra di un sorriso poggiavano nel rosso di una rosa
Ti dirò, non ho mai smesso i sogni
e ancora torno , di tanto in tanto,
ad appoggiar la testa sul cuscino attenta al tuo respiro
Ascolto, rubando l'aria al silenzio
Ti dirò, quando rileggo pagine lontane
e con i tuoi confondo i miei pensieri,
che non c'è attimo nei passi della vita
che non percorrerei tenendo la tua mano
Forse si chiama amore o forse nostalgia
ma, ti dirò, qualunque nome porti
per me si chiama solo col tuo nome
A margine Che sarà riprendo in mano pezzi del passato
sfoglio con pazienza le pagine ingiallite della vita
per riposarle poi nell'angolo remoto del ricordo
segnando note a margine, a matita.Che sarà di giochi semplici
ingenuità d'un fiore che vola soffiando,
di viole raccolte al bordo della strada
e primavere di pioggia
Che sarà dei sogni raccolti in un tramonto
e barche di carta a navigare in solchi pieni d'acqua
cosa sarà di nuvole di terra alzate dal vento
e palloni calciati a piedi scalzi
Che sarà dei sogni semplici e di sere a raccontare la vita
mentre la vita passava tra rughe di sole
Mondi separati
Guernica
E siano ancora qui
a raccontarci il giorno appena passato
a vivere domandando ...come stai
Siamo qui dirimpettai in mondi separati
senza un confine a dividere l'amore
Siamo due gocce d'acqua che bagnano la stessa terra
unite evaporiamo al cielo guardando
ad occhi aperti
un mondo intorno alla deriva
Siamo respiro ,ancora ,
pure se il tuo è soffio d'una nuvola
e camminando per strade polverose
mi volto e vedo l'ala del tuo amore accarezzarmi.
Ritornerai Guernica sulle teste dei deboli
e come furia nell'arena della vita
strapperai giorni di pace
brandelli di paura soffocheranno i sogni
Chi canterà il tuo dolore
chi caccerà le ombre coperte dalla polvere del tempo
chi dipingerà ancora il tuo pianto
Sempre la follia ci riporterà a te
ma irriducibili continueremo a sognare di paceAironi
Nostalgico slow
All'argine s'affacciano timorosi gli aironi
tremanti sfidano l'acqua
affondano il becco a cercar cibo
poggiando eleganti e cauti al fondo.
Un ramo strappato dal vento scivola
e roteando sfiora i sassi consumati dal tempo
incolti canneti hanno rubato terra al fiume
e ondeggiano mossi dal vento
All'orizzonte una nuvola d'ali compatta
cerca riparo dalla pioggia futura
sorvola la terra sfiorando le cime ancora frondose
e si tuffa, d'un lampo, tra stoppie di grano bruciato
L'estate finisce in turbini d'acqua
e nuvole scure spaccate da sferze di luce
con queste gocce insistenti che picchiano
e sull'asfalto dei sogni rimbalzano
butta alle ortiche le bambole
e strappi di nuvole logore
spegni il fragore dei fulmini
che nelle tempie sconquassano
posa sui sassi più piccoli
schegge di idee fantastiche
lascia cadere le immagini
brucia le rabbie impossibili
spendi.................la vita da vivere
Cambio stagione La vita di per sé è amore
Cambio stagione ,
cambio tutti gli anni che mi porto addosso,
cambio questa pianura lenta
con lo sciacquio d'un onda malandrina
e cambio quest' inverno ostile in primavere pigre di mimose
Affondo sulla sabbia l'impronta della vita
mi fermo qui,
seduta tra pezzi di conchiglie a leggermi il futuro
fumo di nuvole lontane e dentro gli occhi il sole
Nei passi pesanti d'ogni giorno
si accende in un sorriso all' improvviso
dentro uno sguardodietro un vetro opaco
negli occhi di un bambino che ride divertito
La vita di per sé è amorestretto nelle mani tra i vicoli del tempo
in quel cielo mai uguale della sera
seduti nel silenzio a raccontare
La vita di per sé m'ha regalato amore
come dall'ombra se si passa al sole
Respirando profumo di lillà e gelsomini
Alba
Non t'affannare
se alla vita il tempo segna il passo:
i gabbiani si posano ancora
dove ai sogni è concesso volare.
Ci sono cieli
dove la serenità è padrona
e mari da solcare
sospinti dalla brezza d'un sorriso.
Ci sono notti di fuochi
e luce d'alba a rischiarare il giorno;
e ancora
c'è dolcezza nella vita
respirando profumo di lillà e gelsomini
Seduta.
Le mani intente a lavorare il giorno
e lo sguardo di chi aspetta perso dentro un cielo mai uguale
Dietro quei vetri l'azzurro di occhi stanchi non negano un sorriso e ricucendo il giorno rincorrono i pensieri
Tu :
pennellate di luce in un sorriso
e l'aria d' un valzer canticchiato piano
Inseparabile Vecchi
Ali si sono aperte al mondo tuo
piume d'amore leggere.
Abbracciano il cammino d'ogni giorno
silenziose, discrete .
Sono luce oltre la vita
e gli occhi guardano il futuro senza lacrime
piccoli sereni cristalli a rischiarar la notte.
Sorride d'un sorriso così chiaro solo al tuo sguardo sereno
e se una nuvola di dolore si posa dentro al cuore
soffia , cacciandola lontano .
E' un mondo quello dovo solo l'apparente silenzio
non ci permette d'udire
ma se tendi l'orecchio e ascolti
un battito leggero d'ali ti cammina al fianco
e musica è la voce nei silenzi.del cuore.
Cammina piano se il tuo passo è lento
corre, se la fretta ti divora
poi , seduto accanto a te,
aspetta che ogni giorno buio passi
e piano ti sussurra d'esser felice più d'allora
inseparabile da te per sempre.
Rami secchi posati tra l'erba
Attendono
Scrutano
Sognano ancora
Annusano l'aria che profuma di vita
Tendono l'orecchio ai sussurri del tempo
e amano di amore pulito
Ricordano
la dolcezza di un tempo
forse mai stato dolce
Aspettano
d'esser presi per mano
e come ceppi rugosi
ardono
nei loro ricordi
riscaldandoci.
Il tempo Donne
E no, non torna il tempo
non passa quella porta che s'è chiusa
inventa nuove strade
scantona tra la folla dei pensieri
sogghigna degli errori
sfidando il sale dei capelli bianchi
Non torna la rugiada del mattino
che sgocciola da foglie color porpora
e nebbie che nascondono la vita
appesa al primo tram dei desideri
Se non lo segui , il tempo,
se non gli stai al passo
non puoi godere della vita che s'è fatta grande
nè puoi volare dentro un cielo libero
nè l'anima gelarsi di sferzate amare
se non lo segui,
se aspetti e torni indietro con il cuore
rimani immobile sul palco di finzioni
di una imperfetta storia senza la parola vita
Non torna il tempo
e al diavolo ,
che tornerebbe a fare !
![]()
Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
Al di la del noi , del poi , del sempre
Dentro la fragilità d'un fiore
in questa vita che sa di sale
Nella rabbia e nella solitudine
sulla scia d'una promessa
con le mani sporche per la vita
ed un'unico vestito
Donne
sorridendo della vita tra le lacrime
Mi ricordo Ancora non è tempo
Mi ricordo di te e dei giorni
di strade da fare
Mi ricordo quel fuoco lento a morire
in un inverno che respirava aria
Mi ricordo
ed a volte fa male l'attesa
che il tempo mi cambi la vita
insegnandomi a vivere
Ancora non è tempo
e ci tocca fuggire la paura d'un verbo
Non è tempo dentro questa sera di Marzo
fredda come una notte d'inverno
quando si ferma il buio e i suoni si fanno lontani
Sono queste le notti di lune nascosteCi difende però quella pace appesa ad un chiodo di ruggine confuso tra rami di glicine abbarbicato al muro
Ci difende uno squarcio di cielo
e una foglia posata sul vento
Come in nessuna notte mai L'ombra del melograno
Fu così che una ad una
s'accesero le stelle
e come in nessuna notte mai
la luna mi fu amica .
Accarezzami un sogno
contagiami del tuo sorriso
che d'infiniti giorni sarai
il mio sogno futuro
L'ombra del melograno
s'appoggia sulle rughe del passato.
Profuma di mare quel sospiro
cantando sottovoce dentro un brivido
S'alza leggera brezza di salsedine
nuvole di capelli bianchi volano
portando quel pensiero sin dove il sole muore
Chiusa dentro una scatola di latta la memoria
tempo d'un valzer spruzzato di malinconia
Sera L'ultimo soffio di vento
All'ombra della sera
l'ultimo sole segna, tra le nuvole,
il profilo immobile del tempo
S'addormenta piano il giorno
mentre il vento si piega
guardando la notte spandere il buio
Quante notti in questa terra di sogni strappati
senza pietà d'una lacrima
troppe notti Signore !
e noi restiamo qui a guardare increduli
dentro gli occhi il sole che muore
nel rosso infuocato del tramonto
dentro il cuore un dolore sottile
e l'odore d'un odio che sale
All'ombra della sera
il sole riga le nuvole
disegnando pupazzi di cielo
per piccoli angeli dal sorriso di luce
Poggiata è la Parola sui legni di pioppo severo
leggero l'alito di vento sfoglia percorrendo l'antico cammino
all'ultimo soffio si chiude , segno che tutto è compiuto
Ora, nel silenzio della terra è di nuovo la vita
Ciuffi di viole e mandorli fioriti Dimmi
torna profumo di sereno
ciuffi di viole e mandorli fioriti
ritorna un filo d'erba nuovo
e torna dal suo viaggio nella notte il sole
come pittore a colorar l'inverno
Torna la gazza a nascondere tesori,
la rondine ad intrecciare fili
e tornano dispettosi i passeri
a rubar chicchi gettati dal vento
Sorride finalmente il giorno
in quel dipinto dai colori della vita
Dimmi, hai mai provato l'aria fresca del mattino
aprire la finestra e respirare
dopo una notte strappata dai pensieri
Hai mai sentito l'aroma del caffè che sale
sbuffando nella la moka che borbotta
e il passero curioso sopra il ramo che piega di lato la sua testa
ti guarda e sembra voglia fare colazione
poi, con la tazza calda tra le mani sedersi tra i gerani
col sole che riflette il suo sorriso dentro ai vetri
Hai mai provato o toglierti le scarpe e camminare
nell'erba bagnata del mattino
a cui non interessa che signora primavera
si sia svegliata tardi dal sonno dell'inverno
tenera si piega sotto il passo e poi risale
e in quel profumo ricominci a respirare
Hai mai provato, dimmi, a camminare
le mani in tasca e il naso arrampicato verso il cielo
Così mi riconciglio con la vita
scaldano le ossa stanche di lottare
Mi perdo tra le ali d'una rondine
che vola nell'azzurro dentro il sole
ricarico le pile consumate ricolorando il tempo
ed ogni giorno nuovo da scalare
Il caffè è pronto , solo da versare...
siediti , se vuoi possiamo incominciare a sognareEra la stessa notte Caro amico di parole
erano in pochi a cacciare le stelle quella sera
vuotavano un bicchiere disperato
mentre la radio diceva.. è finita
Al ritorno l'agguato e botte da spaccar le ossa.
Era la stessa notte di Roma liberata
e un boggie ballato per la strada
notte di sigarette americane e cioccolato amaro
Era la stessa notte e qui ,
tra i muri sporchi e vecchi delle case,
ancora inchiodavano un Cristo alla sua croce
Caro amico di parole
di questi anni passati a raccontarci
senza conoscerci eppur riconoscendoci
Parole sotto l'ombra silenziosa della vita
con gioie che rimbalzano festose
e pesi all'apparenza insopportabili
Sei come quel glicine abbarbicato al muro
resiste alla violenza dell'inverno
per regalare al primo caldo sole un grappolo colore della vita
Sei la radice e sei la gemma nuova
sei come tutti una canna che si muove nel vento
piegata forse ma difficile a spezzarsi
Sei ciò che sei nella forza , nella debolezza
ed anche se la notte si fa scura
alzi lo sguardo al cielo e trovi la tua luce
Sei !
e non importa se la strada sembra dura
solo in salita si guarda il panorma
fermati se fai fatica a respirare,
riprendi fiato poi continua
prendi le mani tese a darti aiuto e
...non mollare !
Un silenzio chiuso in due pensieri Il vespro
Si ferma il mondo e scrivi
sulla lavagna tutta da riempire;
su quello specchio dove riflesso è il nulla,
dentro un silenzio rotto dai pensieri,
oltre quelle pareti, il mondo, i suoi rumori.
Vecchia la storia , vecchie le battaglie
rimescolate di parole inutili;
spruzzate controvento di lustrini;
scirocco , cielo cupo , qualche goccia.
Oltre, oltre il pensiero,
oltre quella monotonia d'abitudine,
aria di mare, profumo di salsedine
ciuffi di viole dai colori fragili,
squarcio di sole dentro un cielo livido.
Oltre, dentro un silenzio chiuso in due pensieri,
pausa di vita dentro un sogno libero.
Scendeva piano la sera
nel profumo di rose selvatiche.
Il sole, fuoco in un cielo d'estate,
s'appoggiava discreto oltre le cime degli ultimi gelsi.
Toglievano il cappello stanchi,
il capo chino, tra le mani il giorno passato,
sacchi sulle spalle per pensare ai domani
e dentro gli occhi il Dio di tutti i giorni
Le rughe profonde del tempo,
su quella pelle bruciata di sole, un sorriso
mentre la notte rincorreva l'ombra
e nel vespro tornava la quiete