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C’era una volta una gattina
che si chiamava Adri Kitty.
Un giorno AdriK si
imbarcò su una nave e… così iniziò la sua avventura
sull’isola dei criceti.
La notte sulla
nave AdriK si addormentò e non si rese conto che essa, a causa
di una forte mareggiata era finita sopra un’isola in mezzo
all’Oceano.
La mattina dopo
AdriK di svegliò e si trovò distesa sulla sabbia e sentendosi
solleticare su di una zampina, cercò di scoprire chi fosse a
procurarle quel fastidio. Grande fu il suo stupore quando si
rese conto che il solletico le era procurato da un piccolo
criceto…..Un criceto? Il suo scatto fu veramente improvviso ed
il piccolo animaletto sarebbe di certo finito nella sua bocca se
ad AdriK non fossero improvvisamente mancate le forze.
Quando riaprì gli
occhi la piccola gattina si trovò distesa su tanti piccoli
lettini che, per l’occasione, erano stati messi in fila
indiana per poterle consentire di starci distesa. Accanto aveva
tanti piccoli tesserini con i musetti accostati a lei e tutti
con l’aria veramente preoccupata. Quindi era vero, AdriK aveva
intorno dei criceti, i suoi storici nemici, che invece di
scappare le offrivano le loro amorevoli cure. “Un momento”
pensò AdriK. “Forse sono morta e mi trovo all’Inferno dove
per l’eternità dovrò sopportare di essere accudita da coloro
che in vita ho perseguitato ed anche ucciso!Oh povera me!”.
Un piacevole odore
di latte caldo cominciava a spandersi nell’aria e AdriK pensò
che forse non era morta, forse le stava accadendo qualcosa di
veramente strano! La cricetina che le si trovava accanto le
porse una ciotola di quel latte caldo del quale aveva sentito il
profumo.
-
Prendi, bevi questo è per te. Io so che ai gatti il
latte piace molto. Bevi così potrai riacquistare un po’ di
forze. Ci hai fatti davvero spaventare molto sai!
Ancora
incredula AdriK accettò di bere il latte. Dopo la prima leccata
pensò “E se fosse avvelenato?” Come se le avesse letto nel
pensiero il piccolo criceto prese la ciotola e diede una piccola
leccata poi le disse:
-
Puoi bere tranquilla, vedi, non è avvelenato. Noi
criceti che viviamo in questa isola non abbiamo paura dei gatti,
essi non sono nostri nemici. A dire il vero tu sei il primo
gatto che noi vediamo, ma sappiamo che nel resto del mondo i
gatti cacciano e mangiano i criceti, noi però pensiamo che tu
non ci farai del male. Bevi, e poi riposati finché vuoi, noi
saremo fuori ad aspettarti.
AdryK bevve,
si distese sui lettini e prese nuovamente sonno.
Quando si svegliò
era già buio, la stanzetta era silenziosa, dall’esterno
provenivano delle vocine, delle risate sicuramente qualcuno
stava festeggiando, pensò tra sé e sé AdriK.
Si alzò e piano
piano uscì. Fuori tutto era illuminato da piccole candele,
tanti piccoli tavoli tutti apparecchiati, su ogni tavolo c’era
una tovaglia a fiori e delle ciotoline colorate.
Poco più distanti
dalle tavole imbandite c’erano tutti i criceti radunati che
ridevano e scherzavano tra loro, alcuni danzavano, altri erano
indaffarati a preparare le pietanze.
Mentre AdriK era
attenta ad osservare questa scena così tenera e divertente, si
sentì toccare la zampina era Kitti.
-
Oh finalmente ti sei svegliata, cominciavamo a pensare
che anche i gatti andassero in letargo!
-
Potevate svegliarmi!
-
No, eri così carina mentre dormivi! Sarebbe stato un
peccato farlo. Ma dimmi come ti senti adesso?
-
Bene grazie. Dopo il latte e la dormita, mi sento in
forma.
-
Sei sempre nostra amica vero?
-
Certo perché non dovrei? Siete stati tutti così gentili
con me. Non meritereste proprio che io vi facessi del male. A
pensarci bene, non capisco proprio perché i gatti debbano
odiare i criceti e i loro simili. Che male gli hanno fatto?
-
Non è colpa loro!
-
No! E allora?
-
E’ la natura, l’istinto, è come se ricevessero un
comando al quale non sanno opporsi.
-
Veramente? E tu come fai a saperlo? Dove lo hai letto?
-
In nessun posto. Ho osservato attentamente il
comportamento degli animali che mi vivono intorno ed ho potuto
notare che ogni singolo essere non cattivo, ma poi agisce, in
certi casi, come se seguisse un comando e fa cose che possono
sembrare cattive, ma che in effetti è solo l’istinto a
fargliele fare.
Così parlavano
fra loro AdriK e Kitti, quando ad un certo punto da un cespuglio
sbucò fuori un enorme serpente. Tutti i criceti, come
impazziti, cominciarono a scappare e a cercare rifugio ovunque
fosse possibile.,
Anche AdriK cercò
riparo su di un albero e lì rimase per diverso tempo.
Quando
tutt’intorno sembrò ritornata la calma, AdriK scese
dall’albero che era stato il suo fortunato rifugio, e si guardò
intorno. Piano, piano, si risentivano le vocine prima sottovoce
un po’ impaurite poi sempre più decise. Così un po’ più
rassicurata del pericolo scampato, AdriK si guardò intorno per
cercare la sua amica.
-Kitti puoi
uscire, vieni, è tutto finito, il serpente è andato via. Dai
Kitti, tutti i tuoi amici sono qui non essere così paurosa. Ma
come dopo tutti i discorsi che
mi hai fatto……..
Di Kitti però non
c’erano tracce. AdriK cominciò così a preoccuparsi
per la sua
amica.
Ad un tratto le si avvicinò un
piccolo criceto.
-
Povera Kitti, questa volta è toccato a lei…
-
Cosa vuol dire “questa volta è toccato a lei?”
chiese spaventata AdriK
-
Tu non puoi saperlo, perché non vivi qui, ma ogni
settimana arriva il serpente Boa che porta via con sé uno di
noi e…poi se lo mangia!
-
Che cattivo!
-
Ma come fai a dire questo se anche tu lo fai normalmente?
-
Hai ragione è..è
-
L’istinto come diceva Kitti.
-
Come dice Kitti, perché dobbiamo dare tutto per perso’
-
Perché è così è la natura…..
-
Non mi importa proprio niente della natura, Kitti è una
mia amica ed io non ho nessuna intenzione di saperla nella
pancia del serpente boa.
Detto
così AdriK si avviò a passo veloce verso la giungla alla
ricerca della sua amica.
Era
ormai quasi buio, ma per AdriK non c’era nessun problema lei
poteva camminare al buio.
I
rumori dell’imbrunire le mettevano un po’ di timore, ma il
pensiero di poter salvare la sua amica le dava il coraggio di
andare avanti. Di tanto in tanto scorgeva fra i cespugli lo
sguardo di altri animali che come lei uscivano di sera perché
la loro vista glielo consentiva. Dopo aver camminato per alcune
ore, stanca si lasciò andare sotto un albero 2mi riposo solo
qualche minuto e dopo riprendo le ricerche” pensò tra lei,
così fu e dopo poco dormiva profondamente. In fondo anche lei
aveva ancora bisogno di riprendere le forze dopo la brutta
esperienza per mare.
Si
svegliò di sobbalzo sentendosi colpire da ripetuti lanci di
piccole ghiande ma non tanto da non farle un po’ male.
-
Ma chi diavolo è!?
Si girò intorno ma non vide nessuno.
I lanci continuavano.
-
Ahi! Ma chi diavolo è che mi tira queste pietre! Esci,
vieni allo scoperto così posso vedere il
tuo brutto muso vigliacco!
Nel
dire così alzò lo sguardo e…. Oddio lì in alto su di un
ramo appesa in una piccola gabbia c’era Kitti, che le tirava
le ghiande.
-
Kitti che bello ti ho trovata finalmente, ma cosa ci fai
lassù in quella gabbia?
-
Oh AdriK. Come sono felice di vederti, pensavo proprio
che non sarebbe più potuto accadere di incontrarci. Sono qui
perché mi ci ha portata il serpente che questa notte ha fatto
irruzione nel nostro villaggio. Ogni tanto lui viene e porta via
con sé uno di noi e lo tiene come scorta per i periodi in cui
non trova altro da mangiare.
-
Ma è terribile!
-
No è la natura.
-
Senti un po’ ora mi sono seccata, non mi importa nulla
della natura o di chicchessia, tu sei una mia amica, ed io non
posso sopportare che uno stupido serpente ti tenga nella sua
dispensa per quando gli finiscono le scorte. Basta ora vengo su
e ti porto via.
Detto così AdriK
cominciò ad arrampicarsi sull’albero…..
-
No, no …cosa fai?
Urlò Kitti
-
Non farlo!
-
Perché
-
Il serpente dorme su questo albero, ed ogni minimo rumore
o fruscio potrebbe svegliarlo!
Scendi
piano altrimenti così è peggio e finisci anche tu nella gabbia
come me!
-
Hai ragione bisogna muoversi con molta calma e prudenza.
Stavo rischiando di rovinare tutto.
-
Ti conviene aspettare che sia notte fonda, quando il
serpente si allontana dalla sua tana per andare a caccia. In
quel momento sarà più semplice agire.
-
Giusto, faremo così. Ma… e… se al serpente venisse
voglia di mangiarti prima che fa buio profondo?
-
Cosa vuoi che ti dica, vuol dire che mi è andata
male……
-
Non dirlo neanche per scherzo. Lo faccio a pezzi quel
serpente, lo disintegro..si, si non gli permetterò mai di farti
del male. Parola mia!
-
Ti ringrazio tanto per il tuo coraggio, ma…speriamo che
non gli venga fame, sarà meglio per tutti credimi.
-
Bene mi metterò qui, come una sentinella e farò la
guardia fino a questa sera stai tranquilla amica mia.
Così fu e AdtiK
si piantò dritta sotto l’albero. Passarono alcune ore, ma il
serpente non si mosse dalla sua tana. Arrivò il buio, AdriK era
ormai stanca di aspettare, ma alzando lo sguardo vedeva la sua
amica chiusa nella gabbia e il desiderio di salvarla le dava la
forza di rimanere immobile ad aspettare. Ad un tratto sentì un
fruscio tra le foglie…”Ecco, si muove..Oddio che paura!”
pensò fra sé “Non è questo il momento di mettersi paura ho
aspettato troppo per farmi venire la tremarella proprio adesso.
Su AdriK fai uscire il gatto che c’è in te”. Si caricò di
tutta la forza che aveva in corpo e si sentì pronta ad agire.
Il serpente
scivolava lentamente sul tronco dell’albero avvolgendosi
attorno ai rami riuscendo così a raggiungere il suolo: AdriK
tratteneva il respiro, ogni piccolo rumore o gesto avrebbe
potuto compromettere la sua impresa. Ecco ora il serpente le era
molto vicino se la avesse vista lì avrebbe potuta mangiare in
un solo boccone. Certo ora che lo vedeva così da vicino, che
paura! Fortuna volle che il serpente andò via senza accorgersi
della sua presenza.
-
Ehi! Kitti ci sei?
-
Dove vuoi che vada?
-
Scusa era un modo di dire. Volevo sapere se sei pronta
per la fuga.
-
Certo. Dai su sali, bisogna che tu trovi un mezzo per
aprire questa maledetta gabbia.
-
Vengo su
Per AdriK non fu
difficile arrampicarsi fino alla gabbia nella quale Kitti era
prigioniera. Una volta arrivata cominciò a studiare il modo per
far uscire la sua amica dalla prigione nella quale era
rinchiusa.
Dopo vari
tentativi di forzare le sbarre, si rese conto che la cosa non
era possibile perché le sbarre erano troppo dure. Alzando lo
sguardo vide che la gabbia era ancorata al ramo attraverso una
liana avvolta più volte su se stessa.
-
Se io riesco ad allentare i giri della liana posso
permettere alla gabbia di scendere lentamente come se fosse un
ascensore. Cosa ne dici Kitti?
-
Mi sembra una buona idea se hai la forza di trattenerla
mentre la gabbia scende, altrimenti rischi di farmi schiantare
al suolo!
-
Bene. Mettiamoci al lavoro.
Così disse AdriK,
e cominciò piano, piano ad allentare la presa della liana.
Kitti pur riponendo fiducia nella sua amica, si teneva stretta
alle sbarre della gabbia e cercava di non fare alcun movimento
per evitare sobbalzi della stessa. Ad un certo punto Kitti sentì
uno strattone…
-
Cosa succede sei matta?
Chiese
all’amica.
-
ssh!.. temo che stia tornando il nostro nemico…
Kitti si irrigidì
e poi cominciò a tremare così tanto dalla paura da far
dondolare l’abitacolo.
-
cerca di stare ferma, altrimenti il dondolio farà
spezzare la corda e… si che saranno guai!
-
Ma io ho paura!
Sussurrò la
piccola criceta che vedeva vicina la sua fine.
-
Hai ragione amica mia, ma tu stai ferma e noi ce la
faremo! “Lo spero tanto pensò AdriK fra sé”
-
Ecco, lo sento…..si avvicina, ti prego fai silenzio….
Furono attimi
interminabili, pieni di paura, angoscia AdriK pensò che la fine
fosse ormai vicina. Le tornarono in mente la sua casa, la sua
padroncina, il tepore del suo cestino nel quale la sera si
adagiava a dormire, la sua ciotola con il latte e…. ma perché
la sua curiosità l’aveva spinta a salire su quella nave,
perché la sua padroncina aveva deciso di trascorrere le vacanze
in quel posto con tante barche che l’avevano incuriosita?
Quanti stupidi pensieri perché i suoi…le cose erano andate
così e basta. Ecco di nuovo il serpente, era vicino a lei, come
prima quando era sceso dall’albero, come era maestoso, che
bocca….le zampette cominciavano a tremarle, ora era lei a
far dondolare la gabbietta della sua amica! Oddio
l’aveva vista, si era accorto della sua presenza, ora
l’avrebbe mangiata….la bocca del serpente si aprì “Addio
mondo!” pensò AdriK.
-
Cosa ci fai qui? Chi sei?
-
Co..co..sa dici? Co..co.. vuoi?
Disse adriK. O a
dire il vero provò a dire….
-
Chi sei? Cosa ci fai qui? Non ho mai visto gatti in
questa giungla? Fai parte di una colonia che è emigrata o sei
sola?
-
Perché mi fai tutte queste domande?
Rispose AdriK che
cominciava a riprendere coraggio dal momento che il serpente non
aveva, così sembrava, intenzione di mangiarla.
-
Come tu sai io mangio piccoli animali come i criceti che
vivono nel villaggio vicino alla spiaggia, non vorrei avere
concorrenti, capisci, qui fa tanto caldo e il pensiero di dover
lottare per mangiare, mi fa star male! Vedi, mi faccio sempre
una scorta per i momenti di pigrizia.
Così dicendo alzò la testa verso la gabbia dove era
rinchiusa Kitti, senza accorgersi che questa non era più al suo
posto.
-
No, non preoccuparti, io sono qui solo di passaggio.
-
Ah! Bene, quindi partirai con la prossima nave.
-
Si..Già…
quella…
-
Quella che sta già in porto e che salperà domani
all’alba.
-
Ecco si proprio con quella.
-
Bene – Il serpente era veramente contento per quella
notizia, sapeva che non avrebbe potuto tenere testa ad un gatto
nel caso AdriK fosse rimasta sull’isola.
Anche adriK era
contenta della notizia appena appresa. Ad un certo punto le
venne un’idea “magnifica!” pensò tra sé e sé.
-
Ascolta, cosa ne diresti di regalarmi la tua preda ..sai
ho veramente tanta fame, non mangio da tanti giorni e proprio
non avrei voglio di andare a caccia adesso, sai non vedo l’ora
di salire sulla nave e……
Il serpente
nemmeno le fece finire la frase che..
-
Ma certo amica mia, prendi pure la mia preda e ..vai di
corsa a prendere il tuo posto al più presto!
AdriK non se lo
fece dire due volte, fece scorrere la liana così velocemente
che a momento Kitti non si fratturava una zampa,
nell’atterraggio le sbarre della gabbia si piegarono e Kitti
poté uscire facilmente. Alle due amiche non sembrava vero. Si
guardarono negli occhi e si capirono al volo.
-
Vieni qui bocconcino mio!
Disse AdriK e
delicatamente mise in bocca l’amica come per mangiarla e…via
di corsa nella giungla. Appena distanti dal serpente, la gattina
depose delicatamente la sua amica in terra.
-
Grazie amica mia. Grazie!
-
Non devi ringraziarmi. Tu mi hai salvata
rischiando la tua stessa vita. Tu sei mia amica tu sei
parte della mia vita.
Al ritorno nel
villaggio ci furono grandi festeggiamenti per tutto il resto
della notte.
-
immagino che tu domani andrai via veramente.
Disse Kitti ad
AdriK
-
Credo proprio di si. Ho tanta nostalgia di casa. Perché
non vieni con me, la mia padroncina sarà felice di prendersi
cura di te, sei così tenera!
-
Ti ringrazio ma non potrei mai lasciare i miei amici i
miei parenti, qui c’è la mia vita, il mio posto è qui, ma tu
sarai sempre nel mio cuore e quando vorrai venire a trovarmi io
sarò qui ad aspettarti.
-
Serpente permettendo….
-
E’ così lo sai è la natura che segue il suo corso.
-
Non sempre ricordati di noi.
-
E’ vero non sempre.
Così fu, Adrik
tornò a casa sua. Questa volta il viaggio fu più rilassante.
Tornata a casa AdriK fu felice di trovare la sua padroncina che
nel frattempo l’aveva cercata ovunque.
Ricordò sempre
con piacere la sua amica, non tornò più a trovarla ma lei
rimase per sempre nel suo cuore.
E’ giusto che la
natura segua sempre il suo corso ma è bello pensare che di
tanto in tanto possa “allegramente” cambiarlo.
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