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Maria Laura Frigione

Adri Kitty nell'isola dei criceti

 

 

 

 

 

Adri Kitty nell'isola dei criceti

 C’era una volta una gattina che si chiamava Adri Kitty.

Un giorno AdriK si imbarcò su una nave e… così iniziò la sua avventura sull’isola dei criceti. 

La notte sulla nave AdriK si addormentò e non si rese conto che essa, a causa di una forte mareggiata era finita sopra un’isola in mezzo all’Oceano.

La mattina dopo AdriK di svegliò e si trovò distesa sulla sabbia e sentendosi solleticare su di una zampina, cercò di scoprire chi fosse a procurarle quel fastidio. Grande fu il suo stupore quando si rese conto che il solletico le era procurato da un piccolo criceto…..Un criceto? Il suo scatto fu veramente improvviso ed il piccolo animaletto sarebbe di certo finito nella sua bocca se ad AdriK non fossero improvvisamente mancate le forze. 

Quando riaprì gli occhi la piccola gattina si trovò distesa su tanti piccoli lettini che, per l’occasione, erano stati messi in fila indiana per poterle consentire di starci distesa. Accanto aveva tanti piccoli tesserini con i musetti accostati a lei e tutti con l’aria veramente preoccupata. Quindi era vero, AdriK aveva intorno dei criceti, i suoi storici nemici, che invece di scappare le offrivano le loro amorevoli cure. “Un momento” pensò AdriK. “Forse sono morta e mi trovo all’Inferno dove per l’eternità dovrò sopportare di essere accudita da coloro che in vita ho perseguitato ed anche ucciso!Oh povera me!”.

Un piacevole odore di latte caldo cominciava a spandersi nell’aria e AdriK pensò che forse non era morta, forse le stava accadendo qualcosa di veramente strano! La cricetina che le si trovava accanto le porse una ciotola di quel latte caldo del quale aveva sentito il profumo.

-         Prendi, bevi questo è per te. Io so che ai gatti il latte piace molto. Bevi così potrai riacquistare un po’ di forze. Ci hai fatti davvero spaventare molto sai!

 Ancora incredula AdriK accettò di bere il latte. Dopo la prima leccata pensò “E se fosse avvelenato?” Come se le avesse letto nel pensiero il piccolo criceto prese la ciotola e diede una piccola leccata poi le disse:

-         Puoi bere tranquilla, vedi, non è avvelenato. Noi criceti che viviamo in questa isola non abbiamo paura dei gatti, essi non sono nostri nemici. A dire il vero tu sei il primo gatto che noi vediamo, ma sappiamo che nel resto del mondo i gatti cacciano e mangiano i criceti, noi però pensiamo che tu non ci farai del male. Bevi, e poi riposati finché vuoi, noi saremo fuori ad aspettarti.

 AdryK bevve, si distese sui lettini e prese nuovamente sonno. 

Quando si svegliò era già buio, la stanzetta era silenziosa, dall’esterno provenivano delle vocine, delle risate sicuramente qualcuno stava festeggiando, pensò tra sé e sé AdriK.

Si alzò e piano piano uscì. Fuori tutto era illuminato da piccole candele, tanti piccoli tavoli tutti apparecchiati, su ogni tavolo c’era una tovaglia a fiori e delle ciotoline colorate.

Poco più distanti dalle tavole imbandite c’erano tutti i criceti radunati che ridevano e scherzavano tra loro, alcuni danzavano, altri erano indaffarati a preparare le pietanze. 

Mentre AdriK era attenta ad osservare questa scena così tenera e divertente, si sentì toccare la zampina era Kitti.

-         Oh finalmente ti sei svegliata, cominciavamo a pensare che anche i gatti andassero in letargo!

-         Potevate svegliarmi!

-         No, eri così carina mentre dormivi! Sarebbe stato un peccato farlo. Ma dimmi come ti senti adesso?

-         Bene grazie. Dopo il latte e la dormita, mi sento in forma.

-         Sei sempre nostra amica vero?

-         Certo perché non dovrei? Siete stati tutti così gentili con me. Non meritereste proprio che io vi facessi del male. A pensarci bene, non capisco proprio perché i gatti debbano odiare i criceti e i loro simili. Che male gli hanno fatto?

-         Non è colpa loro!

-         No! E allora?

-         E’ la natura, l’istinto, è come se ricevessero un comando al quale non sanno opporsi.

-         Veramente? E tu come fai a saperlo? Dove lo hai letto?

-         In nessun posto. Ho osservato attentamente il comportamento degli animali che mi vivono intorno ed ho potuto notare che ogni singolo essere non cattivo, ma poi agisce, in certi casi, come se seguisse un comando e fa cose che possono sembrare cattive, ma che in effetti è solo l’istinto a fargliele fare. 

Così parlavano fra loro AdriK e Kitti, quando ad un certo punto da un cespuglio sbucò fuori un enorme serpente. Tutti i criceti, come impazziti, cominciarono a scappare e a cercare rifugio ovunque fosse possibile.,

Anche AdriK cercò riparo su di un albero e lì rimase per diverso tempo. 

Quando tutt’intorno sembrò ritornata la calma, AdriK scese dall’albero che era stato il suo fortunato rifugio, e si guardò intorno. Piano, piano, si risentivano le vocine prima sottovoce un po’ impaurite poi sempre più decise. Così un po’ più rassicurata del pericolo scampato, AdriK si guardò intorno per cercare la sua amica. 

-Kitti puoi uscire, vieni, è tutto finito, il serpente è andato via. Dai Kitti, tutti i tuoi amici sono qui non essere così paurosa. Ma come dopo tutti i discorsi che  mi hai fatto…….. 

Di Kitti però non c’erano tracce. AdriK cominciò così a preoccuparsi  per  la sua amica. 

      Ad un tratto le si avvicinò un piccolo criceto.

 

-         Povera Kitti, questa volta è toccato a lei…

-         Cosa vuol dire “questa volta è toccato a lei?” chiese spaventata AdriK

-         Tu non puoi saperlo, perché non vivi qui, ma ogni settimana arriva il serpente Boa che porta via con sé uno di noi e…poi se lo mangia!

-         Che cattivo!

-         Ma come fai a dire questo se anche tu lo fai normalmente?

-         Hai ragione è..è 

-         L’istinto come diceva Kitti.

-         Come dice Kitti, perché dobbiamo dare tutto per perso’

-         Perché è così è la natura…..

-         Non mi importa proprio niente della natura, Kitti è una mia amica ed io non ho nessuna intenzione di saperla nella pancia del serpente boa.

Detto così AdriK si avviò a passo veloce verso la giungla alla ricerca della sua amica. 

Era ormai quasi buio, ma per AdriK non c’era nessun problema lei poteva camminare al buio.

I rumori dell’imbrunire le mettevano un po’ di timore, ma il pensiero di poter salvare la sua amica le dava il coraggio di andare avanti. Di tanto in tanto scorgeva fra i cespugli lo sguardo di altri animali che come lei uscivano di sera perché la loro vista glielo consentiva. Dopo aver camminato per alcune ore, stanca si lasciò andare sotto un albero 2mi riposo solo qualche minuto e dopo riprendo le ricerche” pensò tra lei, così fu e dopo poco dormiva profondamente. In fondo anche lei aveva ancora bisogno di riprendere le forze dopo la brutta esperienza per mare.

 Si svegliò di sobbalzo sentendosi colpire da ripetuti lanci di piccole ghiande ma non tanto da non farle un po’ male.

-         Ma chi diavolo è!?

      Si girò intorno ma non vide nessuno. I lanci continuavano.

-         Ahi! Ma chi diavolo è che mi tira queste pietre! Esci, vieni allo scoperto così posso vedere il        tuo brutto muso vigliacco!

Nel dire così alzò lo sguardo e…. Oddio lì in alto su di un ramo appesa in una piccola gabbia c’era Kitti, che le tirava le ghiande.

-         Kitti che bello ti ho trovata finalmente, ma cosa ci fai lassù in quella gabbia?

-         Oh AdriK. Come sono felice di vederti, pensavo proprio che non sarebbe più potuto accadere di incontrarci. Sono qui perché mi ci ha portata il serpente che questa notte ha fatto irruzione nel nostro villaggio. Ogni tanto lui viene e porta via con sé uno di noi e lo tiene come scorta per i periodi in cui non trova altro da mangiare.

-         Ma è terribile!

-         No è la natura.

-         Senti un po’ ora mi sono seccata, non mi importa nulla della natura o di chicchessia, tu sei una mia amica, ed io non posso sopportare che uno stupido serpente ti tenga nella sua dispensa per quando gli finiscono le scorte. Basta ora vengo su e ti porto via.

Detto così AdriK cominciò ad arrampicarsi sull’albero…..

-         No, no …cosa fai?

Urlò Kitti

-         Non farlo!

-         Perché

-         Il serpente dorme su questo albero, ed ogni minimo rumore o fruscio potrebbe svegliarlo!

Scendi piano altrimenti così è peggio e finisci anche tu nella gabbia come me!

-         Hai ragione bisogna muoversi con molta calma e prudenza. Stavo rischiando di rovinare tutto.

-         Ti conviene aspettare che sia notte fonda, quando il serpente si allontana dalla sua tana per andare a caccia. In quel momento sarà più semplice agire.

-         Giusto, faremo così. Ma… e… se al serpente venisse voglia di mangiarti prima che fa buio profondo?

-         Cosa vuoi che ti dica, vuol dire che mi è andata male……

-         Non dirlo neanche per scherzo. Lo faccio a pezzi quel serpente, lo disintegro..si, si non gli permetterò mai di farti del male. Parola mia!

-         Ti ringrazio tanto per il tuo coraggio, ma…speriamo che non gli venga fame, sarà meglio per tutti credimi.

-         Bene mi metterò qui, come una sentinella e farò la guardia fino a questa sera stai tranquilla amica mia.

Così fu e AdtiK si piantò dritta sotto l’albero. Passarono alcune ore, ma il serpente non si mosse dalla sua tana. Arrivò il buio, AdriK era ormai stanca di aspettare, ma alzando lo sguardo vedeva la sua amica chiusa nella gabbia e il desiderio di salvarla le dava la forza di rimanere immobile ad aspettare. Ad un tratto sentì un fruscio tra le foglie…”Ecco, si muove..Oddio che paura!” pensò fra sé “Non è questo il momento di mettersi paura ho aspettato troppo per farmi venire la tremarella proprio adesso. Su AdriK fai uscire il gatto che c’è in te”. Si caricò di tutta la forza che aveva in corpo e si sentì pronta ad agire.

Il serpente scivolava lentamente sul tronco dell’albero avvolgendosi attorno ai rami riuscendo così a raggiungere il suolo: AdriK tratteneva il respiro, ogni piccolo rumore o gesto avrebbe potuto compromettere la sua impresa. Ecco ora il serpente le era molto vicino se la avesse vista lì avrebbe potuta mangiare in un solo boccone. Certo ora che lo vedeva così da vicino, che paura! Fortuna volle che il serpente andò via senza accorgersi della sua presenza.

-         Ehi! Kitti ci sei?

-         Dove vuoi che vada?

-         Scusa era un modo di dire. Volevo sapere se sei pronta per la fuga.

-         Certo. Dai su sali, bisogna che tu trovi un mezzo per aprire questa maledetta gabbia.

-         Vengo su

Per AdriK non fu difficile arrampicarsi fino alla gabbia nella quale Kitti era prigioniera. Una volta arrivata cominciò a studiare il modo per far uscire la sua amica dalla prigione nella quale era rinchiusa.

Dopo vari tentativi di forzare le sbarre, si rese conto che la cosa non era possibile perché le sbarre erano troppo dure. Alzando lo sguardo vide che la gabbia era ancorata al ramo attraverso una liana avvolta più volte su se stessa.

-         Se io riesco ad allentare i giri della liana posso permettere alla gabbia di scendere lentamente come se fosse un ascensore. Cosa ne dici Kitti?

-         Mi sembra una buona idea se hai la forza di trattenerla mentre la gabbia scende, altrimenti rischi di farmi schiantare al suolo!

-         Bene. Mettiamoci al lavoro. 

Così disse AdriK, e cominciò piano, piano ad allentare la presa della liana. Kitti pur riponendo fiducia nella sua amica, si teneva stretta alle sbarre della gabbia e cercava di non fare alcun movimento per evitare sobbalzi della stessa. Ad un certo punto Kitti sentì uno strattone…

-         Cosa succede sei matta?

Chiese all’amica.

-         ssh!.. temo che stia tornando il nostro nemico…

Kitti si irrigidì e poi cominciò a tremare così tanto dalla paura da far dondolare l’abitacolo.

-         cerca di stare ferma, altrimenti il dondolio farà spezzare la corda e… si che saranno guai!

-         Ma io ho paura!

Sussurrò la piccola criceta che vedeva vicina la sua fine.

-         Hai ragione amica mia, ma tu stai ferma e noi ce la faremo! “Lo spero tanto pensò AdriK fra sé”

-         Ecco, lo sento…..si avvicina, ti prego fai silenzio…. 

Furono attimi interminabili, pieni di paura, angoscia AdriK pensò che la fine fosse ormai vicina. Le tornarono in mente la sua casa, la sua padroncina, il tepore del suo cestino nel quale la sera si adagiava a dormire, la sua ciotola con il latte e…. ma perché la sua curiosità l’aveva spinta a salire su quella nave, perché la sua padroncina aveva deciso di trascorrere le vacanze in quel posto con tante barche che l’avevano incuriosita? Quanti stupidi pensieri perché i suoi…le cose erano andate così e basta. Ecco di nuovo il serpente, era vicino a lei, come prima quando era sceso dall’albero, come era maestoso, che bocca….le zampette cominciavano a tremarle, ora era lei a  far dondolare la gabbietta della sua amica! Oddio l’aveva vista, si era accorto della sua presenza, ora l’avrebbe mangiata….la bocca del serpente si aprì “Addio mondo!” pensò AdriK.

-         Cosa ci fai qui? Chi sei?

-         Co..co..sa dici? Co..co.. vuoi?

Disse adriK. O a dire il vero provò a dire….

-         Chi sei? Cosa ci fai qui? Non ho mai visto gatti in questa giungla? Fai parte di una colonia che è emigrata o sei sola?

-         Perché mi fai tutte queste domande?

Rispose AdriK che cominciava a riprendere coraggio dal momento che il serpente non aveva, così sembrava, intenzione di mangiarla.

-         Come tu sai io mangio piccoli animali come i criceti che vivono nel villaggio vicino alla spiaggia, non vorrei avere concorrenti, capisci, qui fa tanto caldo e il pensiero di dover lottare per mangiare, mi fa star male! Vedi, mi faccio sempre una scorta per i momenti di pigrizia.

 Così dicendo alzò la testa verso la gabbia dove era rinchiusa Kitti, senza accorgersi che questa non era più al suo posto.

-         No, non preoccuparti, io sono qui solo di passaggio.

-         Ah! Bene, quindi partirai con la prossima nave.

-         Si..Già…            quella…

-         Quella che sta già in porto e che salperà domani all’alba.

-         Ecco si proprio con quella.

-         Bene – Il serpente era veramente contento per quella notizia, sapeva che non avrebbe potuto tenere testa ad un gatto nel caso AdriK fosse rimasta sull’isola. 

Anche adriK era contenta della notizia appena appresa. Ad un certo punto le venne un’idea “magnifica!” pensò tra sé e sé.

-         Ascolta, cosa ne diresti di regalarmi la tua preda ..sai ho veramente tanta fame, non mangio da tanti giorni e proprio non avrei voglio di andare a caccia adesso, sai non vedo l’ora di salire sulla nave e…… 

Il serpente nemmeno le fece finire la frase che..

-         Ma certo amica mia, prendi pure la mia preda e ..vai di corsa a prendere il tuo posto al più presto! 

AdriK non se lo fece dire due volte, fece scorrere la liana così velocemente che a momento Kitti non si fratturava una zampa, nell’atterraggio le sbarre della gabbia si piegarono e Kitti poté uscire facilmente. Alle due amiche non sembrava vero. Si guardarono negli occhi e si capirono al volo.

-         Vieni qui bocconcino mio!

Disse AdriK e delicatamente mise in bocca l’amica come per mangiarla e…via di corsa nella giungla. Appena distanti dal serpente, la gattina depose delicatamente la sua amica in terra.

-         Grazie amica mia. Grazie!

-         Non devi ringraziarmi. Tu mi hai salvata  rischiando la tua stessa vita. Tu sei mia amica tu sei parte della mia vita.          

Al ritorno nel villaggio ci furono grandi festeggiamenti per tutto il resto della notte. 

-         immagino che tu domani andrai via veramente.

Disse Kitti ad AdriK

-         Credo proprio di si. Ho tanta nostalgia di casa. Perché non vieni con me, la mia padroncina sarà felice di prendersi cura di te, sei così tenera!

-         Ti ringrazio ma non potrei mai lasciare i miei amici i miei parenti, qui c’è la mia vita, il mio posto è qui, ma tu sarai sempre nel mio cuore e quando vorrai venire a trovarmi io sarò qui ad aspettarti.

-         Serpente permettendo….

-         E’ così lo sai è la natura che segue il suo corso.

-         Non sempre ricordati di noi.

-         E’ vero non sempre. 

Così fu, Adrik tornò a casa sua. Questa volta il viaggio fu più rilassante. Tornata a casa AdriK fu felice di trovare la sua padroncina che nel frattempo l’aveva cercata ovunque. 

Ricordò sempre con piacere la sua amica, non tornò più a trovarla ma lei rimase per sempre nel suo cuore. 

E’ giusto che la natura segua sempre il suo corso ma è bello pensare che di tanto in tanto possa “allegramente” cambiarlo.

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