|
Eros
per psiche
A Psicolandia, una città collinare dove le case erano di
cemento
armato, le porte e le finestre blindate, dove ci si
spostava solo a bordo di
auto protette da vetri scuri antiproiettile, dove il
rumore lacerante dei
motori ruggenti di velocità supersonica, tagliava a
pezzi l'aria metallica e
fredda, dove la gente non si incontrava, si poteva solo
scontrare con
violenza e se non si scontrava, si passava accanto
veloce e cieca come
frecce senza bersaglio....
viveva Psiche, un'incantevole ragazza, amorevole e
graziosa, che amava la
sua città benchè non le somigliasse affatto e proprio
per questo desiderava
cambiarla con il calore del suo amore e la brillantezza
della sua
intelligenza.
Psiche era diversa dai suoi concittadini perchè aveva un
giardino segreto
adorno di numerose e esotiche piante che curava con la
devozione che nutriva
per tutto ciò che vive e cresce. Aveva piantato anche
l'albero
dell'intelligenza con i semi che aveva ricevuto in
eredità (essendo Psiche
la figlia prediletta dell'intelligenza), ma avrebbe
voluto poter piantare
anche l'albero dell'amore, solo che non aveva i semi per
farlo. Purtroppo se
non avesse trovato al più presto quei semi, la fonte del
suo amore si
sarebbe prosciugata e non avrebbe più potuto innaffiare
le piante del suo
giardino e il suo cuore sarebbe inevitabilmente
naufragato nel cemento
armato.
Fu così che per salvare il suo cuore Psiche lesse tutti
i libri, per
conoscere se esisteva qualcuno in possesso dei semi che
lei cercava.
Malgrado i suoi studi non trovò nulla! Sconsolata e
senza più speranze,
stava per far ritorno a casa quando fu fulminata da
un'idea. L'idea di
cercare i semi attraverso un annuncio su un giornale. Lì
dove viveva
purtroppo non esistevano giornali perchè nessuno
scriveva, non c'era tempo
per un'attività così lenta, nella città di Psicolandia!
E così Psiche partì alla ricerca di una città lenta e
sensuale dove la gente
sapesse scrivere...si recò in molti luoghi, chiedendo e
informandosi, fino a
che dopo aver fatto moltissime domande, ricevette
finalmente la risposta che
aspettava: la città lenta e sensuale che cercava si
chiamava Vesuvio e si
trovava ai piedi della collina di Psicolandia. Subito
Psiche partì per
Vesuvio. Appena arrivata fu piacevolmente colpita dalla
vista di librerie e
edicole, segno che in quella città si scriveva e si
leggeva molto. Allora in
una delle edicole comprò il giornale più letto a Vesuvio
che si
chiamava:"cronache sotto il vulcano" e pensò di scrivere
un annuncio a uno
sconosciuto che possedesse quello che cercava, cioè i
semi dell'amore.
Psiche si disse: "chi possiede i semi dell'amore non può
che chiamarsi
Eros". Così srcisse testualmente: "PREGO EROS DI DARMI
UNO DEI SUOI SEMI
D'AMORE".
Per quelle coincidenze che si verificano solo nelle
favole, Eros era
realmente un abitante di Vesuvio, di questa città lenta,
languidamente
abbandonata ai piedi di un vulcano fumante. Eros era un
essere umano con un
cervello molle e leggero come una zucca, in compenso era
dotato di un cuore
pieno di semi d'amore. Trascorreva il suo tempo a
ubriacarsi di sogni di
tutti i colori. Sognava spesso di tuffarsi nel mare
ammaliante abitato dalle
sirene per inebriarsi di melodie incantevoli, amorevoli
e graziose...
un giorno mentre passeggiava lento e trasognato,
inciampò a causa di un
foglio che si trovava sulla sua strada. Era il foglio di
un giornale, quando
Eros lo raccolse, fu come fulminato da una
scritta:"PREGO EROS DI DARMI UNO
DEI SUOI SEMI D'AMORE".
Sulle prime rimase confuso tra un'esplosione di piacere
e un moto di
curiosità su chi potesse conoscere il suo nome e
soprattutto su chi potesse
fargli una simile richiesta. Quella rivelazione
attaverso la pagina di un
giornale, gli spezzò il cuore per l'emozione e per la
gratitudine che
avrebbe voluto dimostrare all'autore misterioso di
quella scritta.
Non sapeva come fare, l'unica cosa da fare, pensò, era
di scrivere qualcosa
e di inviarlo allo stesso giornale, nella speranza che
le sue parole
potessero incontrare gli occhi e magari il cuore dello
sconosciuto che
cercava. Allora Eros si recò immediatamente nella sua
dimora, una piccola
casetta dentro un rigoglioso e fantastico giardino di
rose di tutti i
colori, solo qui avrebbe trovato la giusta
concentrazione per scrivere la
più profonda fra tutte le sue dichiarazioni. Eros
scrisse: "SONO EROS,
NESSUNO PRIMA DI TE MI AVEVA FATTA UNA RICHIESTA COSI'
DOLCE A APPASSIONATA,
ANCHE SE NON TI CONOSCO, NON HO MAI DESIDERATO COSI'
TANTO CONOSCERE UNO
SCONOSCIUTO".
Questa frase venne pubblicata il giorno dopo su quello
stesso giornale che
si chiamava:"cronache sotto il vulcano".
Psiche quel giorno comprò il giornale per vedere se
aveva ricevuto risposta
al suo annuncio e...quando lesse la risposta di Eros, le
sembrò inverosimile
e fantastico.
Subito dopo scrisse un altro testo indirizzato ad Eros:
"EROS SONO FELICE
CHE VUOI CONOSCERMI, DIMMI TU DOVE E QUANDO POTREMO
INCONTRARCI". La
risposta di Eros non si fece attendere: "INCONTRIAMOCI
DI FRONTE AL VULCANO
ALLE CINQUE DI DOMANI SERA".
Il giorno successivo avvenne il fatidico incontro tra
Eros e Psiche. Appena
si videro si riconobbero subito, chissà forse perchè si
erano già incontrati
in un'altra favola...
Psiche, dopo averlo abbracciato come se lo conoscesse da
sempre, gli parlò
di tutta la sua vita a Psicolandia e del motivo per cui
era stata costretta
a cercarlo attraverso un annuncio sul giornale. Eros la
ascoltò con intensa
profondità, ogni parola di Psiche, ogni suo sguardo
profondo e infelice in
contrasto con il suo amabile e solare sorriso, andarono
a conficcarsi dentro
di lui con la violenza acuminata di un coltello,
provocandogli un dolore
misto ad ammirazione.
Quando Psiche ebbe finito di raccontare, Eros le porse
tutti i semi
dell'amore che aveva con sè in quel momento, dicendole:
EROS TI AMERA' PER
SEMPRE.
Psiche si senti' imbarazzata per tanta generosità al
punto che gli disse:
"ANCHE SE IL TUO DONO MI HA COMMOSSA, MI DISPIACE MA NON
POSSO RESTARE CON
TE, LA MIA VITA E' ALTROVE, E' A PSICOLANDIA CHE HO
COSTRUITO LA MIA CASA ED
E' LI' CHE DOVRO' LOTTARE CON LA FORZA DEI SEMI CHE MI
HAI REGALATI. E PER
QUESTO CHE NON POTRO' CORRISPONDERE IL TUO AMORE".
Allora Eros le rispose con la voce del cuore, l'unica
che aveva: "QUANDO NEL
TUO GIARDINO SPARGERAI I SEMI DELL'AMORE, TI RENDERAI
CONTO CHE L'AMORE E'
UN DONO CHE SI TRASMETTE SENZA CONDIZIONI AFFINCHE'
NASCA E CRESCA
ALL'INFINITO NEL CUORE DI TUTTI E LE SUE FORME SONO
DIVERSE E SEMPRE NUOVE.
CI SONO MOLTE RAGIONI E MOLTI MODI DI AMARE PER SEMPRE.
IO TI AMERO' PER
SEMPRE PERCHE' SEI ENTRATA NEL PIU' PROFONDO DEL MIO
CUORE E VI HAI LASCIATO
LA PARTE MIGLIORE DI TE STESSA. TU MI AMERAI PER SEMPRE
PERCHE' QUANDO MI
HAI CERCATO TI SONO VENUTO INCONTRO, SONO ENTRATO
DISARMATO DENTRO DI TE E
TI HO LASCIATO TUTTO QUELLO CHE AVEVO, OSSIA ME STESSO.
ADDIO PSICHE, CI INCONTREREMO IN UN'ALTRA FAVOLA E IN
QUELLA SICURAMENTE CI
AMEREMO IN UN ALTRO MODO ANCORA"
Torna all'indice autore
La favola del pirata
e la ragazza
In una fertile terra ornata di fiori multicolori e di
alberi dai succosi frutti...
in una terra dove il sole brillava come un rubino d'oro su vaste
distese di foreste color smeraldo e nell'aria un girotondo di
profumi e sapori freschi e dolci effondevano il nettare della
giovinezza...
in questa terra viveva una volta una ragazza che sognava di
migrare come un uccello sulle ali dell'ignoto per respirare
l'intenso e acre profumo del mare mescolato agli esotici aromi
di mondi sconosciuti cullati dal vento della sua immaginazione.
Un giorno mentre era intenta a raccogliere succosi frutti e
fiori freschi nel radioso giardino della sua giovinezza, venne
sorpresa e rapita da un pirata che la condusse con sè sulla nave
del suo amore e le rubò i succosi frutti e i fiori freschi.
Il pirata non era un avventuriero predatore di tesori, anzi
giurò a sè stesso e alla ragazza che non avrebbe mai fatto
marcire i suoi succosi frutti nè fatto appassire i suoi fiori
freschi ma che li avrebbe custoditi nello scrigno magico del suo
futuro.
Il pirata e la ragazza dopo aver fatto un lungo viaggio sulla
nave, si innamorarono e decisero di costruire la loro vita
insieme superando il confine che divide il sentimento della
radice e l'avventura del viaggio.
Vissero molti anni in una città senza mura nè porte, abitarono
una casa con molte finestre collocate su piani diversi per
potersi affacciare da punti diversi e così ammirare la varietà
del paesaggio.
Ebbero due figli, uno di loro un giorno decise di migrare sulle
ali dell'ignoto e gustare i sapori dolci dei succosi frutti
della sua giovinezza. L'altro figlio decise di andare a
raccogliere fiori freschi per inebriarsi dei profumi della sua
giovinezza.
Uno incarnava l'avventura del viaggio l'altro il sogno della
radice.
Nessuno dei due però riuscì nel suo intento, finchè un giorno i
loro genitori, il pirata e la ragazza rivelarono loro di
possedere quello di cui avevano bisogno.
Fu così che aprirono lo scrigno magico dove avevano custodito i
succosi frutti e i fiori freschi e li donarono ai loro figli.
A uno donarono i succosi frutti e all'altro i fiori freschi.
E vissero tutti felici e contenti
.....Epilogo
Regalare a un figlio i frutti e i fiori della propria giovinezza
è sicuramente il regalo più nobile e degno che si possa fare
Torna all'indice autore
La favola di Antonilias
C'era una volta una bellisima ragazza dai capelli d'angelo e dalle
sopracciglia pettinate.Il suo nome era Antonilias ed era
principessa di Saxopoli nonchè erede al trono del regno del Jazz.Viveva
in un fantastico castello in cima alle vette pure del suono da
dove si potevano ammirare le più ardite scoperte della
tecnologia musicale.Infatti sulla fantastica città di Saxopoli
splendeva il sole della musica, intorno al quale ruotavano tutti
i pianeti dell'espressione e della diffusione musicale di tutti
i tempi: dalla musica classica a quella tecno, dai 33 giri ai
compact disk...si nasceva e si viveva solo per la musica.Già ma
di cosa ci si nutriva?Ci si nutriva unicamente di big mac
hamburger e di super pizze, non si bevevano alcoolici nè caffè
tantomeno si fumavano sigarette.
......il tempo scorreva sereno e pacifico scandito dal soave
battito di ciglia di una principessa leggera come l'aria e
morbida e dolce come una brioche alla nutella.
Il fantastico castello di Antonilias aveva la forma di due mezze
lune di cristallo disposte orizzontalmente sulla vetta del suono.Da
lontano sembrava un gigantesco paio di occhiali azzurri dietro i
quali si nascondeva un largo e lungo balcone dal quale
Antonilias si affacciava tutti i giorni per vegliare sulla vita
dei suoi sudditi, gli abitanti di Saxopoli.
Antonilias nonostante fosse una principessa che spesso cadeva
preda del sonno e dell'inerzia, riusciva sempre a essere attenta
e vigile, diligente custode delle chiavi del suo regno delle
quali nessun alieno visitatore si era mai impossessato
nonostante i ripetuti tentativi di tutti quelli che volevano
conquistare il regno del Jazz.Antonilias era sola a difendere
la sua sovranità, da sola aveva sempre dovuto contrastare gli
attacchi avversari, mettere a punto accurate strategie di difesa
che erano risultate sempre imbattibili ma spesso si
chiedeva:"Fino a quando riuscirò a difendermi!Sono arrivata allo
stremo delle forze e i miei nemici crescono come funghi e non
solo crescono numericamente ma si diversificano sempre più,
diventano sempre più difficili da localizzare grazie a una nuova
arma che si sta sempre più perfezionando,l'arma della
invisibilità...
Ma chi erano i nemici che ambivano al regno di Antonilias?
Erano i cosidetti pirati; quelli che aspiravano a salire in cima
alla vetta del suono per contaminarlo ai fini del consenso di
tutti coloro che vivevano aldifuori le mura di Saxopoli:il
popolo dei sostenitori della musica commerciale che soprattutto
negli ultimi tempi erano diventati un vero e proprio gregge
guidato dagli apostoli della religione della materia vuota di
spirito.Gli apostoli di questa religione adesso si erano muniti
di armi invisibili perciò più ingannevoli e pericolose per la
sicurezza di Antonilias;infatti apparentemente non sembravano
armati perciò con una scusa o con un'altra si facevano ricevere
alla corte della principessa che li accoglieva con la sua
proverbiale amabile generosità....
e quando questi si trovavano al suo cospetto, attraverso le loro
suadenti parole, scoccavano frecce invisibili che andavano a
conficcarsi nell'anima di Antonilias indebolendone il vigore e
l'orgoglio....
Ma Antonilias possedeva un'arma segreta che nemmeno lei sapeva
di possedere fino a quando non le fu rivelato da un sogno d'oro
l'esistenza di una forza originaria che esisteva in lei da
sempre.
Questa forza era l'amore...
Quando Antonilias prese coscienza di questo affrontò i suoi
nemici a viso aperto e esrcitò su di loro un potere a dir poco
miracoloso.Infatti riuscì a farli arrendere alla bellezza della
musica e al rispetto della diversità dei suoni che nascono dal
cuore.
E fu così che a Saxopoli regnarono incontrastati l'armonia,
l'amore e il rispetto di tutti,anche di quelli che si trovavano
troppo lontani per poter udire la musica.
........e Antonilias visse felice e contenta
Torna all'indice autore
|