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Antonio Barbieri

 

LA PRINCIPESSA DAGLI OCCHI DI LUCE

dello stesso Autore....Poesie  - Racconti

 

 

 

 

 

 

       LA PRINCIPESSA DAGLI OCCHI DI LUCE

  

Molto tempo fa ( ma non poi molto, in verità ) viveva nel Principato di Komagburg una bellissima Principessa dagli occhi di luce e dai capelli bruni e folti. Il buon Dio le aveva donato un carattere dolce ma nello stesso tempo forte e determinato. Amava molto il mistero della Natura e…( perché no? Era una donna! ) i bei vestiti da sfoggiare durante le serate a corte tra l’ammirazione delle dame e dei cavalieri convitati.

 Spesso, nelle notti senza luna, saliva sul torrione più alto del castello dove dimorava insieme alla sua bella famiglia e osservava la bellezza del Creato, il cielo trapunto di stelle e la scia luminosa della Via Lattea. “Certo ”-pensava tra sé- “ che questo cielo vellutato e punteggiato di stelle è  come un mantello per la nostra Terra! Esso l’avvolge nel suo velluto e la fa apparire regale e maestosa!” Ne rimaneva affascinata e si soffermava lunghi minuti a contemplare la volta celeste.

Poi, un po’ infreddolita, scendeva la ripida scala illuminata dalle torce , ritornava nelle sue stanze e aspettando il sonno rimirava i numerosi vestiti pensando: “sono bellissimi. Tuttavia nemmeno il più bello può competere con il manto vellutato del cielo! Beh, pazienza! Il mio sarto di corte non può certo farmi un vestito così!” e con quel sogno irrealizzabile nella mente si addormentava tra le morbide coperte.

Nel Principato di Komagburg viveva anche un umile sarto che si guadagnava la vita tessendo vestiti e mantelli per gli abitanti del posto. Non aveva molte aspirazioni e si sentiva ormai vicino alla vecchiaia. Solo una cosa lo rendeva felice: era stato chiamato varie volte dalla Principessa su al castello ed ella aveva espresso il desiderio di avere dei vestiti che si discostassero da quelli “pomposi” del sarto di corte. L’umile sarto si era dato da fare e ben presto insieme ai vestiti era nata una bella Amicizia tra lui e la Principessa. Mentre le misurava i vestiti ella decantava le bellezze del creato e gli diceva:” Vedi, caro amico? Tu sai creare vestiti molto belli e originali, sei più in gamba del sarto di corte, ma nessuno può competere con la Natura! Guarda il giglio del campo, la rosa vestita di velluto! Nessun sarto può fare quello che la Natura, nel suo mistero, fa!”

“Ti confesserò una cosa, amico! Io sono invidiosa della bellezza del cielo stellato e benchè sappia che solo Dio può adornare quel manto, nel buio della mia camera, mentre aspetto il sonno, io desidero…desidero…un mantello così!”

Un giorno la bella Principessa chiamò al castello il suo amico sarto e gli disse: ”Caro amico, ti devo dare una triste notizia. Partirò tra qualche giorno per un viaggio fuori del Principato. Non so quanto starò via. Dipende dagli eventi. Sono sicura che , pur nella lontananza tu rimarrai mio Amico e mi aspetterai! Non ti rattristare! Sai bene che non per i vestiti che mi fai ti apprezzo ma per la tua dedizione e il tuo affetto!

Va’ adesso! Al mio ritorno ti farò avvertire! Ma…prega per me! Guarda il cielo stellato che tanto amo e prega…prega Iddio!”

Passavano i giorni e il sarto aspettava pazientemente il ritorno della Principessa. La sera si affacciava alla finestra della sua piccola casa e volgeva lo sguardo lassù, tra le colline verdi ,dove sorgeva il castello dalle finestre chiuse. La Principessa tardava a ritornare e lui non aveva nessuna notizia. Il cielo pian piano imbruniva e le stelle facevano capolino. Era quello il momento un po’ meno triste della giornata perché guardare il cielo stellato gli ricordava la Principessa e la sua felicità nel contemplare le stelle. Ricordava le sue parole :” nessun sarto può fare un vestito così!” e doveva ammettere che nessun sarto, tantomeno lui, sarebbe stato in grado di emulare il Sarto celeste. Chiusa la finestra si coricava e volgeva il suo pensiero a Dio perché la Principessa ritornasse sana e salva.

Una notte fece uno strano sogno. Si vedeva lui stesso alla finestra ad osservare il cielo. D’un tratto la Via Lattea cominciò a muoversi. Un fiume di stelle risplendenti l’accecò con il suo bagliore. Quando riuscì a vedere nuovamente guardò nella stanza buia e notò il vecchio baule, unica suppellettile oltre al letto, che brillava di una strana luminescenza. Prese il lume  che aveva lasciato presso alla finestra e si avvicinò al baule. La luminescenza che emanava proveniva da una strana scritta luminosa sul coperchio. Inforcò gli occhiali e lesse : “ Dal Sarto celeste alla Principessa dagli occhi di Luce”.

Si svegliò di soprassalto allo squillo delle trombe delle guardie del castello. Scese in fretta dal letto e corse alla finestra, la spalancò e nella luce magica del mattino vide, con sua grande felicità, tutte le finestre del castello aperte ed il vessillo principesco che garriva al vento. La Principessa era tornata!

Tutto preso dalla contentezza si preparò per raggiungere il castello. Mentre calzava gli stivali si ricordò del sogno che aveva fatto. Guardò il vecchio baule nell’angolo della stanza, si avvicinò e distinse alcune parole sul coperchio: “Sarto…Principessa…Luce”. “Forse il sogno di stanotte nasconde qualche verità!” - si disse. Preso dalla curiosità scostò il coperchio e fu subito abbagliato da una vivida luce. ”Poffarbacco !!”- esclamò – “altro che sogno! Qui è nascosto qualcosa di portentoso! Forse un dono del Cielo per il ritorno della Principessa! Devo assolutamente portarlo con me al castello!”.

Detto, fatto! Sellò la sua mula, le attaccò il vecchio carretto cigolante e caricò sopra di esso il baule. La fedele mula imboccò la ripida salita che portava al castello ( la conosceva a memoria! ) e presto il nostro sarto si fece annunciare alla Principessa.

L’incontro fu commovente! La dolce Principessa tese le mani al suo amico ed egli le baciò. ”Finalmente siete tornata, Altezza!”- disse tutto commosso il sarto – “quanto ho desiderato questo momento!” Ed ella :”Anch’io sono felice di rivederti, Amico mio! Il mio viaggio è stato lungo e pieno di insidie ma ora sono nuovamente qui, tra i miei sudditi, nel mio Principato! ”Dopo questi gioiosi convenevoli il sarto parlò alla Principessa del sogno che aveva fatto la notte prima  e ciò che era accaduto al vecchio baule. La Principessa si incuriosì molto a quel racconto e chiamato il ciambellano di corte gli disse:” Fate portare nella mia stanza il baule del mio caro Amico! Di certo egli vuole farmi un dono ma, timido com’è, non ha il coraggio di dirmelo! Presto! Mettetelo qui ed uscite!”

Il baule ( che , in verità, non aveva più l’aspetto decadente di un tempo ) fu posto in mezzo  alla stanza, i servi si ritirarono e i due Amici rimasero soli.

La Principessa si accostò al coperchio e lo aprì dolcemente. Subito uno splendore intenso illuminò la camera semibuia. “Ohhh!!! – esclamò mentre spalancava gli occhi “ che meraviglia!!!!! Che meraviglia!!!!!!”

Sul fondo del baule era riposto un ampio mantello di velluto trapunto di stelle il cui fulgore illuminava la notte e i visi dei due Amici attoniti.

“Oh, Amico! – esclamò ancora la Principessa –“tu dunque sei riuscito a creare il mantello che da sempre ho desiderato! Grazie, grazie!! Te ne sarò sempre grata!”

Il vecchio sarto, confuso e allibito, aveva un bel dire che non aveva tessuto lui quel manto meraviglioso, che qualcuno ben più potente l’aveva creato per la Principessa. ”Non mi mentire, Amico!”- diceva la Principessa – “sei tu l’autore, sei tu il più grande dei sarti!” E l’umile sarto pensò che, tutto sommato, il buon Dio l’aveva aiutato a rendere felice la sua Amica Principessa e dunque doveva sentirsi contento di tutti quei complimenti! La sua Sovrana era al settimo cielo! Non era quello che da sempre aveva sognato? Fare un mantello di stelle per lei! In cuor suo ringraziò Iddio e quasi si convinse di essere lui stesso l'autore di quella meraviglia.

La sera calò ben presto sul Principato di Komagburg. La Principessa, congedato tra mille ringraziamenti il buon sarto, rimase un bel pezzo a contemplare il manto stellato steso nel baule senza ardire di toccarlo. Poi, fattosi coraggio, lo prese e lo adagiò sul letto. Il suo bagliore era accecante! Vestì un abito da sera e finalmente indossò il magnifico mantello. Lo fermò al collo con una spilla di zaffiri e si inoltrò su per le scale del torrione del castello. Ansimando giunse sul terrazzo cinto di merli. Guardò in alto la volta stellata che riluceva come lei stessa di luce propria e si sentì felice, stella tra le stelle!

Sfilò le braccia da sotto il mantello e le allargò come volesse abbracciare il mondo, ed ecco : in quell’istante la sua bellezza trascendeva quella dell’Universo intero!

Qui finisce la fiaba della Principessa ammantata di stelle! Quando, nelle serate d’estate, vi soffermerete a guardare il cielo, ricordatevi di lei che, non perché fosse di stirpe reale le fu donato un mantello adorno di astri , ma perché amando il Creato si sentì parte di esso e della sua immensità!

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