LA CASA DEL SOGNO
Una piccola casa rossa
abbandonata in mezzo
ad una povera campagna
tra alcuni alberi
che gli fanno ombra,ove
danza la follia insieme alla sapienza
che ridenti tra i prati
in fiore rincorrono le farfalle della virtù
là ella riposa trascurata
memore del tempo in cui fu giovane:
Qui fui costruita con il
legno della montagna
insieme ai sassi del
fiume ,passate molte stagioni
son diventata vecchia ,
pensare dentro le mie stanze
son cresciuti i figli del fattore.
Ho visto nascere e morire uomini e animali
albe e tramonti ,spensierati giorni nel veder
riuniti intorno
al tavolo sempre un po’ scorbutico con tutta
la famiglia
causa essere sbattuto di qua e di là a sua
insaputa.
Sentire cantare gli strumenti di lavoro la
zappa e la falce
il secchio e l’aratro, quel burlone del
trattore stonato
come al solito con i suoi acuti di petto.
Veder danzare la fiamma nel caminetto e poi
addormentarsi
tra la cenere e i tizzoni ardenti.
L’ Albero sorridendo lascia cadere alcune
foglie sopra al tetto:
Tra i miei rami quanti aquiloni si sono
impigliati,
quanti pensieri tristi e felici , sentimenti
d’ogni tempo
amori mai giunti ad essere maturi.
Ma con l’aiuto del venerabile vento li ho
riportati a terra
e lasciati afferrare di nuovo dalle mani del
pio fanciullo.
La vecchia casa sorride:
Eri cosi forte e frondoso le tue foglie
facevano la gioia
dei volatili di passaggio , della comara
cornacchia che amava apparecchiava
tè e pasticcini per ogni uccellino lassù in cima
mentre i tuoi lunghi rami come mille braccia
cullavano
alla ombra d’un tempo oscuro chiunque lo
volesse ,
rendevano dolce il dormire del fattore
stanco di ritorno dal lavoro che s’appisolava
pigro
sopra l’amaca tesa tra i tuoi rami nodosi e
silenti.
L’ Albero commosso tossendo ,asciugandosi gli
occhi
con un grande fazzoletto di foglie :
Rammenti quella notte di tempesta quando un
fulmine
bruciò martino l’albero di pino e colpì il
camino birichino.
La chioccia impaurita fuggi sulla luna ed il
cane inferocito
abbaio tutta la notte contro i lampi che si
divertivano
ad illuminare disgrazie e paure della natura
muta ai margini
della città di cemento fatta di case nuove
che non avevano
mai conosciuta te la vecchia casa rossa
solitaria
in mezzo alla brulla campagna.
La casetta inforcando gli occhiali :
Ricordo come posso dimenticare caro mio.
Accidenti se messo a piovere di nuovo,
bisognerà
dire all’omino della pioggia di smetterla di
piangere
son gia tanto triste io che le sue lacrime mi
rendono ancora
più malinconica. Speriamo domani s’affacci di
nuovo il sole
tra le nuvole per ritornare a sorridere lieta
ad allegri giorni
al canticchiare delle oche per l’aia in festa
nell’ascoltare
la canzone del gallo matto senza cappello.
E mentre finivo di raccontare questa storia
gironzolando
per le stanze silenziose rammento di quel sogno
che lessi una volta tanto tempo fa
d’una sedia che correva a prendere il tram.
Era molto tardi e la sedia correva in fretta ,
saltellando , sulle sue quattro gambe .
A un tratto ne perse una e vacillò
pericolosamente.
per fortuna un giovane passante fu pronto a
raccogliere
la gamba e a rimettergliela a posto .
E mentre gliela rimetteva , le raccomandava :
Ma non corra così ,c’è più tempo che vita.
Giovanotto rispose la sedia mi lasci stare in
questo modo
nell’ascoltare le sue parole mi farà perdere
sicuramente
il tram che allungamento attendo.
Vede l’immaginazione è una funzione
dell’esperienza ,
e l’esperienza è madre d’ogni sapienza.
La morale di questo sogno credo sia ambigua
tratta
da un vecchio libro di fiabe buttato in angolo
della vecchia casa
del sogno che feci un mattino mentre cercavo di
afferrare
il sole per le gambe. Chi vuole sorridere
sorrida non c’è pena
l’inchiostro di questa penna scaccia via ogni
tristezza.
Torna
all'indice Autore
FAVOLA DI
MARILU'
Marilù era un auto a quattro
posti tutta blù
con una grossa antenna ,ondulante nel vento
con cui poteva captare tutte le stazioni radio del
paese.
Quando uscì dal ventre della grande mamma fabbrica
era cosi deliziosa che Toni il proprietario fece morire
d'invidia tutto il vicinato.
Marilù era un auto turbo comoda e veloce
prototipo di gloriose macchine turbodiesel familiari.
Aveva due grandi occhi dolci un tantino malinconici
da fare tanto tenerezza a guardarli e una passione
radiofonica per la musica in generale.
Toni non nascose mai il suo amore per Marilù
ne tanto meno provò mai a separasi
dalla sua auto ,amica e fedele compagna
di tanti viaggi e gite .
Ma dal giorno in cui Marilù incomincio troppo a tossire
rallentando la marcia Toni la dovete portare
da un suo vecchio amico meccanico.
Fargli cambiare così un pezzo importarne ,quale il
sistema
d'iniezione del combustibile,fu solo l'inizio, poiché
Marilù
soffrì in seguito di molti problemi .
Per riportarla in sesto fù necessario portarla in una officina specializzata e lasciarla
lì un po' di tempo per far sì che lei guarisse.
Marilù dopo diverse operazioni subite, sembrò
ritornare forte e veloce come un tempo.
Toni con tutta la sua famiglia l' andò a ritirala
personalmente
organizzando contemporaneamente
un grande festa per il suo ritorno a casa.
Marilù commossa, scorrazzo Toni e tutta la sua famiglia
in giro per la città , senza un minimo graffio ,tirata a
lucido
dal suo tubo di scappamento uscivano
nuvolette bianche e pure che odoravano l'aria di
mughetto.
Fu una giornata quella memorabile.
Le sue vecchie amiche del parcheggio sotto casa
gli mandarono tanti messaggini
sul suo telefonino di felici auguri .
La signora Mercedes organizzò addirittura una festa di
ballo
in maschera , nel grande garage ove la sera ritornavano
a dormire tutte
l'auto del vicinato , addobbato di luci psicadeliche
festoni, e cartelloni
colorati con su scritto:
Ben tornata tra noi Marilù.
Olio e benzina di buona qualità fù servito a volontà.
Pasticcini al petrolio furono preparati dalla signora
Renault
amica del cuore di Marilù. Anche la signora Toyota si
diede
tanto da fare e dopo aver raccolto ,tante offerte ,
fece un bella sorpresa
, regalando a Marilù dei nuovi tappetini
e copri sediolini in pelle.
Mai tanta gioia aveva provato Marilù
che emozionata come non mai ,ringraziò tutti gli amici
eseguendo in esclusiva per loro un concerto di clacson
in fà minore . Facendo innamorare così una giovane
berlina a due porte con una auto sportiva dal tetto
apribile.