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Rita Bernardi

Gastone il piccione e la lezione di volo
 

della stessa Autrice....

Parole non dette -  Momenti - Photogallery - Paesi e città

 

 

 

 

 

 

Gastone il piccione e la lezione di volo

Storia mezza immaginata e mezza spiata dalla finestra sulla Corte

 

 

Hei mamma, guarda come sono bravo!!!”  strillò gioioso Gastone il Piccione spiccando il volo sopra la corte fino a raggiungere il tetto di fronte.

E pensare che, solo ieri …

 

Era una splendida mattinata.  Il sole splendeva alto in cielo riscaldando ed illuminando il tetto della corte dove, proprio sotto il terrazzino, mamma e papà Piccione avevano con amore costruito il loro nido e dove qualche settimana prima Gastone e sua sorella Arabella avevano rotto il guscio e visto per la prima volta i rossi tetti di Bologna.   

Mamma e papà Piccione erano fuori, come sempre intenti a racimolare cibo per quei due piccoli ingordi che diventavano ogni giorno più grossi e avevano ormai quasi raggiunto le dimensioni dei genitori …

Senti Mamma, così non si può andare avanti” disse con tono perentorio papà Piccione “è ora che quei due sfaticati comincino a imparare a guadagnarsi la pagnotta con le loro ali”.

Hai ragione, ma … poveri cuccioli, in questi giorni ha sempre piovuto… mica potevo sbatterli così nell’aria sotto l’acqua … Oggi … si, oggi è proprio la giornata adatta per una lezione di volo!!” rispose mamma Piccione guardando il proprio compagno e non potendo fare a meno di pensare a quanto fosse stata fortunata… era sicuramente il più bello di tutta la piazza e ancora le venivano le piume d’oca ripensando a quel giorno in cui, tra tante,  lui scelse di corteggiare proprio lei … com’era maestoso con quel collo gonfio… Certo lei non era da meno, quasi una colomba… le sue piume erano candide con solo una spruzzata di fumo alla punta delle ali e della coda… e, da due genitori del genere non potevano che venir fuori due gioiellini …

 

Gastone e Arabella, sul tetto, erano intenti a giocare aspettando il ritorno dei genitori … petto candido, schiena e ali grigio cenere interrotto solo da due sottili strisce parallele di piume nere, talmente regolari da sembrare dipinte sopra con un pennello tanto era esatto il loro combaciare tra schiena e ali, e un prezioso collare di ingranate e smeraldi; quasi identici, tranne per quel vezzoso ciuffetto di piume bianche sul capino di Arabella…

Il tetto su cui vivevano non poteva essere più bello … per due bambini piccione era quasi come vivere a Gardaland … i semini che cadevano dal terrazzino avevano fatto nascere un sacco di piantine e di erbetta tra le tegole, l’erbetta. che cresceva rigogliosa senza che nessuno mai la tagliasse, era un ottimo riparo per giocare a nascondino e quel foro nel muro da cui ogni tanto fuoriusciva una cascatella che andava a riempire quella  lunga piscina in cui poter sguazzare felici … più volte, incuriositi, erano andati a ficcarci la testa dentro per riuscire a capire da dove arrivasse quell’acqua ma … l’unica cosa che riuscivano a vedere era tanto buio e un po’ di terriccio dei vasi depositato sul fondo  …

 

Con un’ampia virata mamma e papà Piccione atterrarono accanto a loro che prontamente abbandonarono giochi ed esplorazioni per correre a far festa ai genitori spalancando il becco davanti a loro in attesa e nella convinzione di riempirsi la pancia … mmmhh capirono subito che qualcosa non andava come al solito … l’espressione non lasciava presagire niente di buono ….

Avete fame?” chiese mamma ai propri cuccioli …

Gastone non potè fare a meno di pensare che mai in passato, mamma aveva fatto quella domanda tornando al nido … sempre, senza proferir parola, aveva accostato il suo becco ai loro rigurgitandovi dentro ogni ben di Dio … “strano … molto strano … qui c’è sotto qualcosa …” sussurrò ad Arabella.

Si, mamma, taanta” risposero in coro.

Bene” disse mamma Piccione “Oggi, però, voglio mi facciate vedere quanto siete bravi e coraggiosi… ormai siete grandi e … è ora che impariate ad usare quelle splendide ali in modo più consono … le ali a noi piccioni servono per volare e non per starnazzare come oche …” e, così dicendo, si pose dietro di loro e cominciò camminando ad indirizzarli verso il bordo del tetto.

Emmm … io, ripensandoci, non ho poi tanta fame” disse Gastone.  “Nemmeno io” proseguì Arabella, cercando di svicolare sulla destra della madre che, prontamente, la rimise in riga con un colpettino di capo.

Quasi senza accorgersene erano arrivati alla fine … davanti a loro solo la grondaia poco più sotto e poi …. Il vuoto !!!  dietro, mamma Piccione che proprio non ne voleva sapere di piegarsi alle loro suppliche e, invece di impietosirsi, continuava a spronarli spingendoli da dietro con piccoli colpi del capo …

E’ la fine” pensò Arabella mentre, con un’ultima testata, mamma Piccione la spingeva nel vuoto …

sarà la fine per te” rispose Gastone, che, approfittando del lancio di Arabella, con una rapida starnazzata a sinistra, riguadagnava il centro del tetto.

Arabella, dopo un primo momento di panico, spalancò le ali e disegnando un semicerchio nell’aria ritornò sul tetto, accanto alla madre, pronta a raccogliere coccole ed elogi, nonché una succulenta imbeccata. Papà, orgoglioso, le aveva raggiunte e, tubando, riempì di becchettate la propria figlioletta che, gonfia d’orgoglio per il traguardo raggiunto e per le coccole dei genitori si girò verso il fratello codardo cercando di convincerlo  “Dai Gastone, lanciati … è bellissimo!”

Ma rilanciati te, se è così bello …” rispose Gastone zompettando da una tegola all’altra, stando ben attento a non farsi più trascinare verso il baratro dai genitori che, nel frattempo, l’avevano raggiunto, mentre Arabella lo prendeva in giro esibendosi in goffe piccole evoluzioni sul tetto e gridando “Gastone è un fifone!! Gastone è un fifone!!!”

 

E oggi, invece, guardalo lì, continua a far vasche avanti e indietro da un tetto all’altro e sembra non volerne sapere di riappoggiare  le zampe sulle tegole.

“Bravo Gastone!!!  Visto … hai fatto tante storie ieri e, invece, non c’era proprio niente da temere” disse Mamma Piccione mentre orgogliosa ammirava le evoluzioni del proprio figlioletto

“fffffff … non è che c’avevo paura” rispose Gastone  “è che… come al solito c’era quella tipa alla finestra che, con la scusa di fumare, sta sempre a curiosare … mi sta proprio antipatica … aaaahhh … ma adesso vede l’impicciona… hihihihi …deve solo passarmi sotto e … zaccc … un bel tiro al bersaglio non glielo leva nessuno …”

 

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