Una
dimenticanza…
In
esclusiva per Raccontare.
30/10/01
– Modena.- Enzo Meschiari.
Avvenne
che quel giorno ci guardammo in faccia, quegli aerei che
affondavano come lame in quelle torri ci spaventavano, ci
stupivano, ci affascinavano di un fascino perverso, non erano
veri, un trucco cinematografico.
Il loro crollare, il loro
implodere alzando una bufera di polvere e detriti, dove tutto,
spariva, anche la realtà, ci angosciava.
La bimba era all’asilo, non
doveva vedere, mai far girare quelle scene in tv se lei era
presente, meglio le cassette dei cartoni, non contenevano
speciali improvvisi.
Fu una settimana di quasi solo
Internet, niente TG, niente di niente, solo abbuffata di cartoni
animati.
La settimana dopo, il nonno
paterno la condusse a visitare la Rocca di Vignola.
La condusse su e giù per
vecchie scale, alte torri, fu un divertimento per la bimba, una
fatica per il nonno.
Venne a pranzo anche lui, il
nonno.
Ci riunimmo tutti, al grande tavolo, del salotto,
apparecchiato con il suo aiuto, gli piace fare la donnina.
La bimba non ama molto
raccontare di se e delle cose che fa, preferisce siano gli altri
a raccontare, per certe cose e’ pigra, piace che si parli di
lei.
Il padre, autorità’
assoluta, gli chiese che aveva fatto di bello con suo padre, il
nonno che viaggia sempre.
La bimba nicchio’ non
rispose, intervenne la madre, nulla.
La nonna che sa far tutto, ci
provo’ lei, io non ci avrei mai provato, a volte non corre
buon sangue tra noi, specie quando fa i capricci.
Il padre incomincio’ a dar
segni chiarissimi d’impazienza che la bimba, cinque anni,
recepì bene.
“ Sono stata nella casa di
Talebani, papa’, quant’e’ che la buttano giù?-
-
Chi deve buttarla giù?- Chiese la mamma.
-
Gli americani, no? Con le bombe.-
Ci guardammo tutti, ognuno
fece, il suo esame di coscienza.
Cambiammo argomento.
Non osammo chiedere dove
l’aveva imparato.
Se, avesse visto le torri
crollate, come aveva legato Medio Evo con i Talebani?
Non osammo nulla, chiedere
nulla, niente si nasconde ai bambini intelligenti che sanno già’
leggere.
Avevamo dimenticato i giornali.
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