I racconti del terrore

Edgar Allan Poe:

"Berenice"

"Eleonora"

"Il cuore rivelatore"

"Il gatto nero"

"Il genio della perversione"

"Il manoscritto"

"Il ritratto ovale"

"Il silenzio"

"L'isola della fata"

"La mascherata della morte"

"La sepoltura prematura"

"La morella"

"L'ombra"

"La rivelazione mesmerica"

"Una discesa nel maelstrom"

 

ritorna al menù

 

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

file pdf

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il teatro

"Arlecchino, Dracula e i maghi di Halloween" - Nunzio Crocivera

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggende e filastrocche

IL CASTELLO DI TRESCHIETTO

Molte storie circolano, in questo paese, circa i passatempi crudeli
scelti da molti signori del posto, che amavano animare le loro notti
dando vita ad orge che alcune volte terminavano con il sacrificio
delle giovani prescelte. Sembra che le anime di queste giovani vaghino
ancora oggi nei posti dove sono state uccise ed i loro spettri
irrequieti continuano a lamentarsi passando fra i ruderi del Castello
di Treschietto.

 

Iera

Iera, un'altra cittadina della Lunigiana è famosa per una leggenda che
raccontano gli abitanti dei luoghi. Il protagonista è una marchesa
della famiglia Malaspina il quale costringeva le giovani più belle del
paese a ballare nude fino all'alba.
Naturalmente, i genitori delle ragazze si opponevano a tale
situazione, pertanto il Marchese li faceva uccidere e sotterrava i
loro corpi in una fossa comune.
Gli abitanti del posto raccontano che presso la cappella di San Biagio
si possono sentire, nelle notti d'inverno, i lamenti degli uomini
assassinati così brutalmente.

 

IL CASTELLO DI FOSDINOVO

Tra i fantasmi in azione, nelle storie raccolte un po' in tutti i
paesi della Lunigiana, il più famoso di tutti è quello della giovane
marchesa Malaspina di Fosdinovo.
Un'apparizione che, periodicamente, ancora oggi smuove troupe
televisive alla ricerca di scoop.
La giovane si era innamorata di uno stalliere, fatto riprovevole per i
genitori, pertanto il padre, per far espiare la figlia, decide di
isolarla imprigionandola in una stanza del castello priva di porte e
di finestre, con un cane ed un cinghiale.
Dopo qualche anno di stenti, la marchesina muore. Ma nelle notti di
luna piena, lo spirito della fanciulla vaga per il castello con una
veste bianca ed i lunghissimi capelli biondi sciolti sulle spalle.
Nel corso dei lavori di restauro del castello, stando a quanto
raccontava una cicerone in gonnella, sarebbero stati trovati i poveri
resti: ossa ammucchiate assieme a quelle del suo fedele cane.

 

I FANTASMI A CAPRIGLIOLA

Caprigliola, nella Lunigiana, è famosa per una villa che sembra sia
popolata da fantasmi.
La villa in questione, fu abitata in tempi lontani da personaggi molto
noti, che organizzavano feste e serate rimaste memorabili.
Alcuni abitanti della zona dicono di aver visto una fanciulla
bellissima con indosso un abito bianco da sera mentre scende la
scalinata della villa in questione al suono di una melodia magica
suonata da un violinista invisibile!

 

IL PAESE DI MAGLIANO IN GARFAGNANA

Ai piedi del paese di Magliano, in Garfagnana. sul lato sinistro della
breve valle, fra castagni secolari dai tronchi spellati dai fulmini,
in passato c'era una sorgente d'acqua freschissima chiamata la fonte
di Masceta.La storia racconta che in una notte di luna piena, un
abitante del luogo si avvicinò alla fontana in questione ed
improvvisamente si trovò di fronte ad un vero e proprio Sabba
organizzato da streghe bellissimi davanti ad un fuoco dove bruciavano
strane erbe. Le streghe alla vista dell'estraneo gli si avventarono
contro per ucciderlo ma lui riuscì a salvarsi grazie ad un rudimentale
Crocefisso di legno.Da allora, dopo il tramonto, chi si recava alla
fonte portava con sé un piccolo rosario o un altro segno di fede.

 

IL PAESE DI MALGRATE

Una strana leggenda circola tra gli abitanti di Malgrate ed ha per
protagonista una contadina che, secondo alcuni, sembra sia morta due
volte!
Questa donna, rimasta in casa da sola, mentre mangiava rimase
strozzata da una parte del cibo che non era riuscita ad inghiottire; i
familiari, tornati nell'abitazione si rendono conto che ormai non c'è
più nulla da fare e decidono di chiuderla in una cassa di legno e di
portarla nel Cimitero del paese in attesa dei funerali.
L'indomani, tornati a visitarla si accorgono che il coperchio della
bara era stato forzato, lo alzano e si trovano di fronte la morta con
gli occhi sbarrati,il volto contratto in una smorfia di dolore e tutte
le mani insanguinate.
La contadina, infatti, era riuscita ad espellere il cibo ed aveva
ripreso a respirare ma nel trovarsi chiusa in una bara era nuovamente
morta di crepacuore.
Alcuni raccontano di averla vista vagare nel Cimitero mentre tiene le
mani rivolte verso l'alto come se cercasse ancora di aprire il
coperchio che l'aveva rinchiusa nella bara!

 

A Monte Lama un Paese di maghi

Nel territorio di Zeri c'è un borgo ormai con pochi abitanti
denominato Monte Lama. Un tempo, questo posto era famoso per aver dato
i natali a persone capaci di compiere incredibili stregonerie, come
quella di trasformare gli uomini in animali. Molte sono le storie che
si narrano in proposito, non si può certo affermare o meno la loro
veridicità ma sicuramente il paese in questione racchiude intorno a sé
un'atmosfera magica!

 

Notte di misteri al Castello di Agazzano (PC)


Per gli amanti del brivido, una serata organizzata da chi ha fatto del
mistero una vera professione: l'Associazione Dal Tramonto all'Alba è infatti
specializzata nello studio del paranormale e organizza periodicamente
incontri e eventi a tema. Per la notte di halloween è prevista una serata al
Castello di Agazzano, in provincia di Piacenza. Il programma prevede una
conferenza, seguita da cena con tutti i partecipanti e visita guidata al
castello, un luogo ricco di sensazioni, in cui misteriose apparizioni
testimoniano la presenza di fantasmi.
Il costo dell'intera serata è di € 45 e per chi volesse passare la notte nei
dintorni, l'associazione indica alcuni pensioni e alberghi in zona.


 

IL PONTE DEI RUMORI A PONTREMOLI

Sulla strada che da Pontremoli porta allo Zerasco c'è un ponte sopra
un profondo canale. Lo chiamano ponte dei rumori poiché, stando alla
tradizione, in quel canale è stato gettato il corpo di un indemoniato
che, anche da morto, continuava ad agitarsi e a gridare. Sembra che
ancora oggi si possano udire rumori di catene ed urla bestiali!

 

La Festa delle Streghe a Corinaldo (An)


Una delle feste di Halloween più famose d'Italia è quella organizzata
dall'Associazione Turistica Proloco di Corinaldo. Dal 27 al 31 Ottobre
Corinaldo sarà animato dalla Festa delle Streghe che conferirò al borgo
medievale un'atmosfera affascinante. All'interno delle mura quattrocentesche
il visitatore si troverà immerso in una suggestiva scenografia, diventando
egli stesso, a volte senza volerlo, il protagonista degli spettacoli:
artisti di strada, chiromanti, gruppi di animazione, taverne con piatti
tipici, giochi pirotecnici, scenografie a tema e centinaia di zucche
illuminate, trasporteranno i partecipanti in un mondo magico e fantastico.
Si parte il 27 con il convegno (il cui nome dell'ospite d'onore è ancora
segreto), il 28 con il concorso "Miss Strega", per proseguire poi con i tre
giorni ininterrotti del 29, 30 ed il 31 con la fantastica “Halloween night”.
 

 

Spiritelli di Palazzo Perelli a Castelnuovo di Farfa (Ri)


Gli spiritelli di palazzo Perelli è il titolo della festa organizzata a
Castelnuovo di Farfa in provincia di Rieti che si svolgerà attraverso un
happening musical-gastronomico per le vie del paese. Oltre a stands
gastronomici, allestiti per offrire ai partecipanti ogni specialità a base
di zucca, la manifestazione verrà allietata anche da musica e giochi, mostre
e sfilate di maschere in tema.
 

 

Notte delle Streghe ad Alfonsine (Ra)


Alfonsine in provincia di Ravenna si trasforma per una notte nel
palcoscenico ideale per celebrare l'antica festa di Samain, l'evento
principale dell'anno celtico. Domenica 31 ottobre torna la Notte delle
Streghe sul fiume Senio: a partire dalle 19 Alfonsine si animerà di maghi,
fattucchiere, spiriti della notte, streghe e folletti, per far giocare
insieme grandi e piccini.
Le principali piazze della cittadina saranno avvolte da buio e fiaccole,
urla e musiche magiche, profumi e sapori di veleni e cibi tipici
dell'inverno, con diversi punti di ristoro, per scaldarsi dal freddo della
Notte delle Streghe.
Non mancheranno le zucche intagliate e le fiaccole che illumineranno gli
argini del fiume Senio, per segnare il cammino degli spiriti erranti nella
Notte delle Streghe.
 

 

Suggestioni stegonesche a Riolo Terme


Nella Romagna di un tempo il passaggio dal mese di ottobre a quello di
novembre era considerato il "Capodanno". L'origine di questa data d'inizio
del calendario era celtica, si credeva che i morti tornassero sulla terra
per "rimettere a posto" dopo la conclusione del ciclo agricolo e
preparassero così il successivo.
La notte riolese che si svolge dal 1993, ripropone i riti, le maschere, i
riti gastronomici, i fuochi e la cultura di un tempo per le quali la
finalità della festa era l'eliminazione di tutto ciò che poteva turbare il
quieto vivere delle piccole comunità rurali e propiziare il futuro. La festa
si svolgerà nelle vie del paese, con sfilate allegoriche e fiaccolate, per
giungere nella piazza del castello, dove saranno allestite bancarelle
"insolite" e dove si potranno incontrate streghe, interrogare maghi, gustare
dolci fatti per l'occasione, mangiare carne che dà l'immortalità, bere vino
che dà l'ebbrezza.
La festa è preceduta il 23 ottobre da una Cena celtica nella Rocca
Sforzesca.
 

 

Il noce di Benevento

La più famosa leggenda riguardante Benevento, quella delle streghe, ebbe origini tardi medievali, ma traeva ispirazione dall’errata interpretazione di un episodio storico risalente a molti secoli prima e che aveva come protagonista il vescovo S. Barbato (663-682 d. C.).Questi, infatti, abbatté il magico "Noce di Benevento" che, secondo credenze nate successivamente, costituiva il luogo di ritrovo per la celebrazione del Sabba. Tale leggenda si radicò tanto da far sì che nell’immaginario popolare il Sannio fosse ricettacolo di convegni diabolici.Il primo documento riguardante il Noce delle streghe risale a quasi otto secoli dopo l’abbattimento della pianta: nel 1427 S. Bernardino da Siena, durante un sermone quaresimale, tuona contro i raduni malefici presso la città sannita e nell’anno successivo, mentre a Todi viene celebrato un processo per stregoneria, la maga Matteuccia confessa di utilizzare un unguento associato alla formula per recarsi al Sabba. "Unguento, unguento mandami alla noce de Benevento supra acqua et supra a vento et supra omne maltempo".

Da allora le favole riguardanti Benevento si sono moltiplicate, come del resto i rimedi per tenere lontane le streghe. Ad esempio, mettere una scopa ed un pettine dietro l’uscio per costringerle a contare tutti i fili ed i denti e ritardarne l’ingresso in casa fino all’alba, momento in cui i diavoli loro protettori perdono ogni potere; oppure, se si sorprende una di esse nella propria abitazione, afferrarla per i capelli e rispondere "tengo ferro" (anziché "tengo capelli") per non lasciarla fuggire.

Ma, a differenza dei paesi del centro Europa e dell’Italia settentrionale, dove la caccia alle streghe infuriò con l’avvampare di numerosi roghi, nel Beneventano il fenomeno della stregoneria venne tollerato anche dal clero e dette più che altro vita a gradevoli storielle in cui i celebranti del Sabba non apparivano così terribili come siamo abituati ad immaginarceli e bastava un segno di croce a renderli impotenti.

Ad esempio, si raccontava di un contadino della campagna romana che, accortosi dei voli notturni della moglie, la costrinse a portarlo con sé. Giunto al banchetto del Sabba, iniziò a mangiare assieme agli altri convitati, ma lamentandosi per la mancanza di sale lo richiese più volte; portatogli finalmente esclamò: <<E’ arrivato il sale, grazie a Dio!>>. Appena pronunciate queste parole tutto intorno a lui scomparve ed egli si ritrovò, completamente nudo, sotto un noce. Chiese allora ai primi passanti notizie del luogo e scoprì di trovarsi a Benevento. Tornato a casa denunciò la moglie, facendola finire sul rogo con tutte le sue complici. A parte il finale drammatico, il fulcro della storiella consiste nella parola fuori luogo e nel divertente stupore del contadino quando tutto intorno a lui svanisce.

Una curiosità: la fama della presenza di streghe nei pressi di Benevento fu tale che il medico Pietro Piperno, autore di un Malleus maleficarum locale, intitolato "De nuce maga" e pubblicato assieme al trattatello storico "Della superstitiosa Noce di Benevento", pensò addirittura che l’etimologia di Pietrelcina, anziché da Pietra Pulcina (cioè Pietra Piccola, contrapposta a Pietra Maiure, altro paese più grande) derivasse dalla presenza in quei luoghi della bellissima maga Alcina descritta da Ludovico Ariosto nell’ "Orlando furioso".

La storia, a differenza della leggenda, parla anche del culto longobardo della vipera: essa è l’anfisbena, serpente a due teste riprodotto anche a mo’ di simbolo in alcune vedute della città (peraltro molto simile all’ouroboros, serpente che si morde la coda, simbolo gnostico dell’infinito, della sintesi tra il bene e il male e dell’eterno ritorno). Gli iconografi unirono il noce ed il simulacro aureo dell’anfisbena, conservato ed adorato all’interno della Reggia e di altri nobili palazzi, fondendoli in un rettile antropomorfo che viveva sul famoso noce e collegandolo così al serpente tentatore della genesi, che si trovava sull’albero del bene e del male. In questo modo la leggenda cristiana si contrapponeva a quella pagana, sconfiggendola e cancellandola.

(Testo tratto dal volume "Storia di Benevento" di Gianandrea De Antonellis - Edizioni Realtà Sannita Benevento)

 

 

Filastrocca della streghetta

 

Sul prato pieno di fiori
c'è una casetta di tre colori
con tanti vasi alla finestra
e buoni dolci in bella mostra.

Lì ci vive una streghetta
armata solo di bacchetta
che prepara senza sosta
filtri pozioni e...buona pasta.

E' una vera golosona
mangia solo roba buona
che cucina con gran cura
stando attenta alla misura:

cinque chicchi di caffè
due scodelle di buon tè
un cucchiaio di farina
una fetta di fontina.

Pesa mescola ed annusa
e il suo gatto fa le fusa.

(Cristina Ansuini)


ritorna al menù

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cucina delle streghe

 

 

Biscotti di zucca

Ingredienti per un centinaio di biscotti:

- 1,6 kg di farina
- 150 gr di fecola
- 6 tuorli
- 2 albumi
- 1,2 kg di zucca
- 700 gr di burro
- 800 gr di zuccehro
- 2 bustine di lievito per dolci

Sbucciate la zucca e lessatela. Poi, passatela (o schiacciatela con una forchetta). Mettete la farina a fontana sul tavolo ed aggiungete tutti gli ingredienti: impastate fino ad ottenere un composto omogeneo. Dopo 20 minuti fate dei bastoncini con l'impasto e sistemateli in una teglia imburrata; spennellateli con gli albumi montati a neve. Mettere in forno a 150° per circa 30 minuti.




Le dita di strega

Ingredienti:

- 150 gr di farina
- 125 gr di burro
- 50 gr di polvere di mandorla
- sale
- 75 gr di zucchero a velo
- un albume
- 3 punte di coltello di buccia d'arancia
- 2 cucchiai da minestra d'acqua di fiori d'arancio
- per la decorazione: zucchero a velo

Disponete la farina a fontana aggiungete il sale, la polvere di mandorle e la scorza d'arancia grattugiata.
Disponete il burro e lo zucchero a velo nel buco e lavorateli in punta di dita fino ad ottenere una crema.
Riportate a poco a poco la farina al centro e mescolate.
Aggiungete il bianco d'uovo e l'acqua di fiori d'arancio.
Impastate fino ad ottenere una pasta liscia.
Lasciate riposare al fresco per 30 minuti.
Sul piano da lavoro leggermente infarinato lavorate fino a formare dei piccoli rotolini di pasta a forma di dita.
Disponete su una piastra (su carta da forno) e fate cuocere 15 minuti circa a 160 gradi fino a che le dita di strega siano dorate. Cospargetele allora di zucchero a velo.

www.bryonia.it

ritorna al menù





 

Le mele del New England

Sempre per Halloween, nella Nuova Inghilterra, si usa preparare le mele renette al forno. Ecco come fare.
Impastare 120 gr di farina con 80 gr di burro ammorbidito e 80 gr di zucchero di canna, sfregare il composto fra le mani, in modo da ottenere tante grosse briciole. Tagliare le mele a fettine molto sottili, imburrare una teglia e formare un primo strato di mele, distribuire un terzo delle briciole sulle mele e continuare ad alternare gli strati fino ad esaurire tutta la preparazione. Passare la teglia in forno caldo (180° C) e fare cuocere per 40 minuti. Servire ben caldo, spolverato di zucchero vanigliato e cannella in polvere.


www.fioccorosazzurro.it

ritorna al menù





Pan di vampiro


Un pacchetto di savoiardi, due tuorli, mezzo litro di latte, la buccia di un limone, 180 gr di zucchero, 50 gr di farina, un bicchierino di maraschino, un cestino di fragole o lamponi, freschi o surgelati, succo di un limone, 250 ml di panna montata.

Mettete i savoiardi in una terrina rettangolare in modo da coprire tutta la superfice. Fate dello sciroppo con un bicchiere d'acqua una scorza di limone e un cucchiaio colmo di zucchero, circa 30 gr. Portate ad ebollizione la miscela poi fatela raffreddare a temperatura ambiente. Fate la crema pasticcera, unendo i due tuorli con 100 gr di zucchero e la farina. Mescolate bene il tutto senza grumi e ponete sul fuoco con una scorza di limone. Fate bollire la mistura fino a che diventa densa. Quando comincia a bollire abbassate il gas e continuate sempre a mescolare senza fermarvi. Dopo 5 minuti la crema é pronta. Fatela raffreddare. Poi pulite le fragole o lamponi e metteteli sminuzzati in una terrina con 50gr di zucchero, il maraschino e il succo di limone. Lasciate macerare per un po'. Quando tuttl sarà pronto, bagnate i savoiardi con lo sciroppo preparato, poi stendetevi sopra uno strato di fragole macerate e insaporite, poi stendete uno strato di crema pasticcera. Ripetete l'operazione un'altra volta. Tranne che per l'ultimo passaggio. Al posto della crema, mettete la panna montata. Decorate la superficie con qualche fragola o lampone.


www.cozy-corner.com

ritorna al menù




Ossa di Morto

Ingredienti
1 kg di fior di farina
1 kg di zucchero
15 grammi di chiodi di garofano

Preparazione
Con la farina, lo zucchero, i chiodi di garofano pestati nel mortaio e con un pò d'acqua, preparare un impasto piuttosto morbido e porlo in una pentola sul fuoco. Rimescolando continuamente con la spatola di legno, continuare la cottura finché l'impasto risulterà ben lavorato e soffice.
Ungere le apposite formelle con calchi a foggia di ossa, teschi o animali, depositarvi il composto e lasciarlo riposare per un paio di giorni, quindi sformare i biscotti ormai secchi, bagnarli alla base e deporli su una teglia ben unta. Porre in forno caldo finché nella parte inferiore si depositerà lo zucchero, prendendo un bel colore marrone bruciato.
Si mangiano freddi e si conservano per parecchi giorni

www.halloween.it


ritorna al menù

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

HALLOWEEN BLINKIES

 

ritorna al menù

Copyright 2001-2006 © Raccontare.com