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Michi - Michela Rastelli Voglia di
correre
Primo giorno di primavera. Vedo il giallo delle ginestre sulle
mie colline e
le piante si vestono di boccioli che presto diventeranno foglie
colorando di
verde la vallata.
Dalla finestra osservo un prato verde,mi piacerebbe correre su quel
prato,tornare a casa sudata e sporca di terra come facevo da
ragazzina,quella ragazzina con la faccia sbarazzina.
Vorrei correre con il vento sul viso,arrivare stanca e ansimante
sotto la
vecchia quercia. Ma perché questa voglia di correre? E la mia corsa
che senso
avrebbe? Correrei per scappare da qualcosa o per raggiungerlo?E' una
domanda
alla quale non riesco a dare risposta... E una volta arrivata alla
meta che
farei?Non si arriva a una meta se non per ripartire e ogni meta
raggiunta
non è che una tappa del nostro cammino,un cammino che posso
riprendere verso
altre mete con in una tasca briciole di pane da lasciare durante il
percorso
nel caso dovessi perdermi e nell'altra un pugno di speranza.
Ma il sole si è fatto rosso e sta per tramontare tra i monti. Tra
poco
spunterà la luna e io ammirerò ancora questo miracolo della vita e
gli
chiederò di brillare ancora una volta per me e di illuminarmi la
via. Lei sa
tutto di me,ma non ne parlerà mai con nessuno,sa mantenerli i
segreti. Avrei
tante cose da chiedere alla luna, non mi risponderà,ma so comunque
che
quando alzerò gli occhi al cielo lei sarà sempre li a dare luce ai
miei
sogni.
E nel chiarore lunare,nel mio correre,mi fermerei di notte ad
osservare le
stelle cercando sempre la mia per accorgermi che è sempre coperta da
una
nuvoletta leggera e lascerei i miei pensieri liberi di volare verso
te,di te
che vivi sotto il mio stesso cielo e se alzi gli occhi al cielo
guardi la
stessa luna.
Ma sarebbe triste accorgermi che tu non ci sei e allora osservo la
luna,la
stessa luna,e mi accorgo che la mia stella non è poi cosi lontana.
E allora rinuncio a correre,riprendo fiato,metto un disco. Questa
musica mi
aiuta a pensare. Penso a una parola,a una frase non detta. Ascolto
queste note
come al solito mi entreranno nell'anima. Abbasserò le luci e insieme
a questa
musica ascolterò il pianto delle stelle.
Primo giorno di Primavera
Primo giorno di primavera.Vedo il giallo delle ginestre sulle
mie colline e
le piante si vestono di boccioli che presto diventeranno foglie
colorando di
verde la vallata.
Dalla finestra osservo un prato verde,mi piacerebbe correre su
quel
prato,tornare a casa sudata e sporca di terra come facevo da
ragazzina,quella ragazzina con la faccia sbarazzina.
Vorrei correre con il vento sul viso,arrivare stanca e ansimante
sotto la
vecchia quercia.Ma perchè questa voglia di correre? E la mia corsa
che senso
avrebbe? Correrei per scappare da qualcosa o per raggiungerlo?E'
una domanda
alla quale non riesco a dare risposta...E una volta arrivata alla
meta che
farei?Non si arriva a una meta se non per ripartire e ogni meta
raggiunta
non è che una tappa del nostro cammino,un cammino che posso
riprendere verso
altre mete con in una tasca briciole di pane da lasciare durante
il percorso
nel caso dovessi perdermi e nell'altra un pugno di speranza.
Ma il sole si è fatto rosso e sta per tramontare tra i monti.Tra
poco
spunterà la luna e io ammirerò ancora questo miracolo della vita e
gli
chiederò di brillare ancora una volta per me e di illuminarmi la
via.Lei sa
tutto di me,ma non ne parlerà mai con nessuno,sa mantenerli i
segreti.Avrei
tante cose da chiedere alla luna, non mi risponderà,ma so comunque
che
quando alzerò gli occhi al cielo lei sarà sempre li a dare luce ai
miei
sogni.
E nel chiarore lunare,nel mio correre,mi fermerei di notte ad
osservare le
stelle cercando sempre la mia per accorgermi che è sempre coperta
da una
nuvoletta leggera e lascerei i miei pensieri liberi di volare
verso te,di te
che vivi sotto il mio stesso cielo e se alzi gli occhi al cielo
guardi la
stessa luna.
Ma sarebbe triste accorgermi che tu non ci sei e allora osservo la
luna,la
stessa luna,e mi accorgo che la mia stella non è poi cosi lontana.
E allora rinuncio a correre,riprendo fiato,metto un disco.Questa
musica mi
aiuta a pensare.Penso a una parola,a una frase non detta.Ascolto
queste note
come al solito mi entreranno nell'anima.Abbasserò le luci e
insieme a questa
musica ascolterò il pianto delle stelle.
Quando ti prende la tristezza
E' pazzesco come si possa diventare quando vieni fatto preda
dalla
tristezza
Ci si sente vulnerabili a tutto, ma la cosa peggiore, è che
viene a mancare
proprio la forza di reagire;la cosa più importante per superare
questi
momenti.
Allora prendo la mia chitarra,compagna da sempre, e proprio lì
cerco la mia
reazione.
Lo stato d'animo si trasforma in musica che viene portata via
dal vento come
foglie nelle strade in autunno.
Ora non sono più preda di tristezza e malinconia,ma nel mio
cuore c'è una
piccola ferita
e questa solo il tempo potrà rimarginare.
A me rimarrà il ricordo di questo triste giorno assieme a
quella dolce
melodia
lanciata nel vento.
Ora corro alla ricerca di qualcosa che possa appagare la mia
esistenza che
dia un senso a questa vita.
Pochi errori....... credo siano stati fatti ma il tempo passato
no
ritornerà, anche se io cercherò di ripercorrere una strada
interrotta anni
fa.
Il tempo non ritornerà ma lo spirito e la forza per riprovare
nessuno me li
potrà levare.
Io so che tu mi seguirai.
Il tempo tiranno farà passare su di me gli anni,ma il ricordo
della nostra
amicizia
rimarrà sempre vivo nella mia mente e nel mio cuore.
L'equilibrista La
vita è un grande circo. Ci sono leoni e tigri,domatori ed
equilibristi... io in questo grande circo potrei fare
l'equilibrista,la
giocoliera. Ho il cuore appeso di uno spericolato giocoliere che
tiene in
equilibrio su un filo cose sovrapposte. Il filo è sottilissimo e
appeso
molto in alto. La gente mi guarda da sotto e si stupisce della mia
abilità... ma loro osservandomi vedono me e il cielo,io vedo loro
e un
pericoloso vuoto e soffro di vertigini anche se cerco di non
mostrare questa
debolezza."Dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende!"
canta
Jarabe de Palo(mi sembra) ... vero....ma non è piacevole guardarlo
da questa
altezza,non per me.
Piove.. il filo diventa scivoloso in giornate come questa. Potevo
starmene
tranquilla a casa nel lettuccio al caldo,ma il pubblico ha bisogno
di uno
spettacolo.
Cammino sul filo... un pensiero mi sfiora:se mi lasciassi cadere?
Non
posso,il pubblico resterebbe deluso. Se lo facessi sono certa che
penserebbero ,mentre cado nel vuoto, che possano spuntarmi un paio
d'ali e
dopo un volteggio leggero possa tornare sul mio filo e continuare
a
camminare. E allora avanzo... passo dopo passo... con
incertezza...
lascio che il tempo passi senza sapere che ora sia... lascio
scorrere il
flusso dei pensieri... lascio cadere dolcemente sul pavimento del
cuore i
ricordi? Mi aiutano a mantenermi in equilibrio,anche se mi
feriscono sempre
e mi assalgono come un vento freddo che tenta di sbilanciarmi...
feriscono
sempre...
Ricordi.. sensazioni di cose che non saranno più tue... cose che
ormai non
t'appartengono più... nostalgia di persone che non torneranno... è
come se
qualcuno venisse in silenzio a lacerarti le ali... rinchiuderti in
una gabbia
con le ali spezzate... mentre fuori, il mondo va avanti.
Un altro pensiero mi prende: potrei dare un tono al mio spettacolo
mettendomi a scrivere su un foglio bianco mentre cammino. Poi lo
lascerò
cadere... qualcuno raccoglierà il foglio calpestato da tutte le
suole. Ci
scriverò una parola" ti voglio bene" e forse ci sarà ancora
quella parola
capace di fermarti un momento ,di trattenerti a leggere.
Basterà quello, non importa cosa farai dopo, se getterai la pagina
o la
riporrai in un cassetto, se scriverai lettere, scrollerai le
spalle,
piangerai. Non importa...
Mi scivola un piede....sto per urlare... E'incredibile quanto
silenziose e
inutili siano,a volte,le nostre urla di disperazione.
Forse siamo noi che non riusciamo ad esprimerci nel modo giusto...
o forse è
la gente che è troppo sorda e menefreghista. Io no lo so... non
riesco a
sapere più niente in questo mondo dove uno non fa in tempo a
domandarsi "chi
è",che subito gli viene chiesto "dove sta andando"...
E poi continuerò a camminare in silenzio sorridendo. E così...
senza mostrare
traccia di questo stato d'animo,di questa sofferenza,...io
proseguirò
fingendo una sicurezza e una padronanza sul filo sospeso tra la
gente e
nessuno saprà mai quanto sono fragile...
Vedendo una creatura bionda che cammina sospesa, magari un
bambino potrà
pensare che io sia un angelo... un angelo senza paradiso...
Quello che mi passa per la mente e
nel cuore Mi sento strana stasera.
Difficile descrivere uno stato d'animo,cosa posso
scrivere?Non ho l'ispirazione...
Ho fatto pulizia nella mia stanza,ho riordinato un po'
le mie cose:c'era un
disordine pazzesco. Ora ho acceso il pc ,ho letto i
vostri messaggi e tento
di scrivere qualcosa di mio(con quale risultato non
saprei)
Cosa posso raccontarvi? Faccio un disperato tentativo,e
se qualcuno arriva
in fondo vincerà un premio:una giornata in mia
compagnia.(Ora so che
staccherete immediatamente...:-D
Io parlo ma qualcuno mi ascolta?C'è solo una cosa che
temo: le persone che
non sanno ascoltare!
Lungo il mio cammino ne ho già incontrate alcune e non è
stato affatto un
piacevole incontro..
Vorrei riuscire a farmi capire,ma evidentemente sono
troppo complicata.. Non
è possibile...
Sai, alla fine succede sempre che tu fai la fine di
quella che ascolta
tutti, dà retta a tutti, ma nessuno è capace di stare a
sentire te... Non è
una bella sensazione... no...
Poco fa è passata Fede,mi ha portato della frutta.
Tralascio il suo commento
sulle banane(e non sarebbe Fede...)poi è ripartita come
sempre
sgommando,sempre di fretta.
Bello avere amiche come lei,è stata un pochino qui poi
vedendo che ero un
pochino giù di morale mi ha rincuorata con bellissime
parole...be'
bellissime magari no ma molto dirette:" sei una cogliona"
Ok,incassa e porta
a casa.:-)
Stasera uscirò con lei e alcune vecchie amiche. Strano
vedere le mie vecchie
compagne con marito e figli a seguito, e mi viene spesso
da chiedermi se in
fondo non stanno meglio loro. Se guardo bene la mia
vita......non ho fatto
molto e mi ritrovo ad avere voglia di una famiglia mia.
Non ho paura di
rimanere da sola.....certo non mi piace, ma preferisco
la solitudine
all'ipocrisia di stare con gente di cui non t'importa
niente.
Qualche giorno fa sono tornata a seguire una lezione
universitaria...in una facoltà che non è mia, un corso
di cui non dovevo
sostenere l'esame.....mi ha fatto uno strano effetto. Mi
sono sentita
veramente fuori posto. Quante cose sono cambiate da
quando seguivo le mie
lezioni. Ora mi appare tutto in modo completamente
diverso. Mi sembrava di
essere
lontana anni luce da loro, dalle loro motivazioni, dai
loro commenti, dai
loro problemi. Si cambia...
In questo momento mentre scrivo la radio trasmette una
canzone
bellissima "All by myself" .Mi piace da anni e non so
nemmeno chi la canta e
il significato del testo. Ascolto la musica e mi ronzano
nella mente pensieri
in totale contrasto tra loro...
La mia anima si scinde... la mia mente si eclissa...
divisa tra la luce e il
buio...
nella condizione in cui è sempre stata, in perenne
scelta, senza mai
sbilanciarsi al di là o al di qua del muro... Sorridendo
tra le lacrime...
Piangendo col sorriso...Senza capire mai se il bicchiere
è mezzo vuoto o
mezzo pieno...
Guardo scorrere la vita intorno a me .Guardo i sorrisi
della gente che mi
circonda
Osservo le persone correre freneticamente,tutti avvolti
da illusioni. Amano
circondarsi di gente per sentirsi meno soli. Mi piace
osservare la
gente... tutti corrono o vanno di fretta. In questo
periodo dell'anno tutti
devono scegliere qualcosa, e io?Spesso mi chiedo quale
sia la scelta
giusta... e se la fuga vera non sia la fuga da se stessi
nella produttività
quotidiana...
rimane il fatto che le emozioni provate in certe momenti
siano assolutamente
indimenticabili...
Continuo a scrivere e improvvisamente mi rendo conto
che, detto ciò, tutto
il resto che avrei voluto raccontarvi, mi sembra sciocco
e
banale....futile. Sono solo parole coerenti scritte da
una incoerente oppure
viceversa parole incoerenti scritte da una
coerente?Mah.... Meglio chiudere
qui. Non rileggo e invio.
Sei arrivato in fondo? Bene,hai vinto 24 ore in mia
compagnia.Dai,se mi
sopporto io 24 ore al giorno un piccolo sacrificio puoi
farlo anche tu. Non
rinunciare al premio :-)
Ora ascolto un nuovo brano... il suono prende vita... le
emozioni ritornano
alla mente e per un attimo tutto sembra di nuovo così
semplice...
**** Il rosso del cielo annuncia
che.. un altro sole morirà questa sera e un
altro nascerà domani.
Osservo una mia vecchia foto consumata dal passato e
cerco l'involucro di
bambina che mi conteneva in quel tempo,cerco i vecchi
amori conservati nel mio cuore sono... come
fiori secchi nascosti tra le pagine di un libro..
sbiaditi nei colori,morti alla vita ma... ancora
profumati
Rileggo quel libro della mia vita dove ho scritto le mie
emozioni con
inchiostro di lacrime e di speranze e qualche volta di
illusioni, trovo
parole ora incomprensibili e pagine bianche.
Cerco quell' involucro di adolescente che mi conteneva
mi trovo ora in un
contenitore di donna fatto di gocce di umanità e lacrime
di vita ,di
cellule
che nascono e muoiono ogni giorno come il sole del
mondo.. e mi accorgo
che
nella morte di ogni giorno rinasce e si trasforma la mia
vita.
E proprio come il sole.... ogni giorno nasce una donna
diversa da ieri e
differente dal domani.
Ti senti sola stasera? Se sei solo
anche tu...anche tu come me.... Parole di una vecchia
canzone
che sto ascoltando in cuffia.
Mi sento sola stasera.Mi succede spesso...
Non sono al buio come di solito amo fare quando sono
davanti al pc.Ho
lasciato accese tante luci,ma tutte queste luci stasera
sembrano solo dei
piccoli soli spenti,come me.
Ci sono degli specchi nella mia stanza..sono io quella?
Be' se non sono
io mi assomiglio molto. . "Sono in una stanza dagli
innumerevoli specchi
fantastici che distorcono in riflessi falsi un unica
anteriore realtà che
non è in nessuno ed è in tutti." ha scritto qualcuno,ma
gli specchi in cui
vedo riflessa la mia immagine non hanno nulla di
fantastico.
Leggo,scrivo,ascolto musica...Poi mi alzo e vado alla
finestra...vedo le
colline..alzo gli occhi al cielo...
E...guardando quell' immensità ,dove io sono un
frammento infinitesimale di
inutilità,lascio volare lo sguardo.... e torno ad essere
fiera di quello
sguardo che può vedere quello che molti non sanno
neppure immaginare Viale
del tramonto Presto sarà per me notte in
fondo al cuore se continuo a passeggiare
senza una meta.
Sono uscita dal mio guscio per trovare qualcosa, sono
uscita per
acquistare
la felicità, ma non la trovo in nessuna boutique
illuminata.
Non passa giorno in cui non mi chieda che sarà di me.
L'inverno arriverà e non avrò il coraggio di aprirgli la
porta.
L'aria d'autunno mi piace, adoro la pioggia.
Ma una stagione di mezzo non può essere tutta la vita.
Ed anche per i colori accesi delle foglie arriva il
momento di spegnersi.
Ho sognato di stare in mezzo alla gente, per sentirmi
viva.
Ma non trovavo più la strada.
Perfino la più piccola città sembra New York quando hai
paura di tornare
a casa, per ritrovarti sola.
Non la smetteresti di girare, ma fa freddo e mai
dormiresti sotto un
ponte,
anche se ammiri chi lo fa.
E' sceso il sole,ma il mio viale del tramonto sembra
lungo, monotono.
Lo voglio percorrere tutto, fino alla fine, prima di
tornare a casa per
chiudere la porta
e non uscire più.
Destino
Sogni, fantasie che in questa sera scorrono
prorompentemente nella mia
mente, ricordi che pensavo ormai innocui eccoli proprio
qui all'uscita del
cuore e girano i tacchi e tornano indietro lasciando
ferite così profonde
che non so quando mai potranno essere rimarginate...e
neppure so da chi.
Credi tu nel destino? Questo strano...come definirlo?
secondo me solo un
capro espiatorio per non ammettere le proprie colpe, le
proprie debolezze, i
propri errori. Eppure se davvero tutto fosse già deciso
vorrei che in una
pagina scritto in un angolino ci fosse il tuo ritorno
nella mia vita, anche
per pochi secondi, per poterti salutare, per poterti
dirti addio, oppure per
far sì che entrambi avessimo la possibilità di
spiegarci, di parlare.
Penso a te, ci penso e ci ripenso e non mi do pace.
Nel libro della vita magari chissà c'era scritto che noi
due non ci saremmo
mai divisi, ma se noi siamo gli artefici del nostro
destino...beh, pazienza,
forse è meglio così, non so in che modo lo possa essere,
non me lo chiedo,
non saprei rispondermi e non voglio farlo. Chissà magari
fra un pò di anni
ci incontreremo mentre passeggiamo in centro e cosa
succederà? Probabilmente
assolutamente nulla, o forse ci ricorderemo di tutto
quello che ci è
successo e ci guarderemo con un sorriso e con una luce
negli occhi, una luce
di perdono.
Dove vanno i
passeri quando muoiono?
In un libro di racconti ho trovato questo.Mi ha
ricordato una storia che
io ho vissuto e voglio raccontarvela,anche se è un po'
triste.
Io amo i passeri.Il mio davanzale è sempre ricco di
briciole.
Una domanda che io mi ponevo spesso da bambina era
questa"Dove vanno i
passeri quando muoiono?" Allora non conoscevo la
risposta e me lo chiedo
ancora oggi.Quando vedo un passerotto con le zampine per
aria so che non è
morto:gli elementi lo hanno portato via,ma no so dove.
Quando avevo dieci anni e abitavo in un posto lontano da
qui il mio
migliore amico era un ragazzino che abitava nella mia
strada.
Si chiamava Francesco,ma io lo chiamavo Passero perchè
era molto piccolo
per la sua età.E' ironico adesso pensare a lui con quel
soprannome perchè lui
non c'è più.
Ricordo il giorno che scoprii che Francesco stava molto
male.Lo aspettavo
nella nostra buca di sabbia che avevamo scavato il
giorno prima.Ci eravamo
messi in testa di trovare il petrolio.Da quella buca
sarebbe zampillato un
getto d'oro nero e noi saremmo diventati ricchi.
Pioveva e quel giorno aspettai invano. Una decina di
minuti più tardi vidi
mia madre uscire dalla casa.Aveva il volto rigato di
lacrime e mi
chiamava.
Mi disse che i medici tempo prima avevano eseguito gli
esami del sangue a
Francesco e avevano trovato qualcosa di anormale e lui
se ne sarebbe
andato.
Io non volevo che se andasse.Volevo che rimanese per
sempre con me.
Il giorno dopo dovevo vedere Francesco e andai a casa
sua,ma lui non
voleva vedermi.Non capiva quanto male mi stesse
facendo.Mi spezzò il cuore come
un pezzo di vetro di scarso valore.
Il giorno dopo mi telefonò,mi disse di raggiungerlo
alla nostra buca
quando i nostri genitori sarebbero andati a dormire,e
cosi feci.
Non sembrava diverso era solo molto pallido e debole,ma
era Francesco.
Parlammo per tanto tempo di quelle cose incomprensibili
agli adulti e
coprimmo la nostra buca...non ci interessava più il
petrolio,avevamo
deciso
di costruire un castello. Lui mi disse che io avrei
potuto abitare in un
castello del genere e non crescere mai.
Lavorammo a lungo .Poi si alzo e mi disse:" Andrò al
castello tra un
po',vieni a trovarmi,non voglio sentirmi solo"
Gli promisi che ci sarei andata.
Il mio amico chiuse gli occhi non molto tempo dopo,e li
capii dove vanno i
passeri quando muoiono.
Tanti anni dopo tornai alla sua tomba. Nel racconto la
ragazza vi depose
un
piccolo castello giocattolo con incise queste parole:" A
Francesco mio
Passero.Verrò al nostro castello un giorno per sempre"
io vorrei averlo
fatto...
Un giorno tornerò in quel luogo dove ho abitato e mi
immaginerò il nostro
castello di sabbia. Allora la mia anima come quella di
Francesco,si
trasformerà in passero e tornerà in volo al castello,da
Francesco,e da
tutti gli altri passerotti perduti.
Con gli occhi chiusi
Un piano bar disperso tra le colline.Poca gente ai
tavolini. Fastidioso
fumo che mi fa bruciare gli occhi. Un bicchiere di una
bevanda leggera.Cubetti
di ghiaccio.
Io sono li con te mentre il pianista insegue un blues
che gli scappa tra
le dita. Forse sarebbe meglio che il blues riuscisse a
fuggire per evitare di
essere strapazzato. Non tutti i blues sono fortunati.
Nebbia azzurra in fondo ai miei pensieri.
Noi qui per caso,provvisori. Il buio qui ha i suoi
colori,la musica non riesce a disperderli,e questi
colori sfiorano il lato fragile del cuore, tra un
segreto e la musica di un sax che ora
accompagna il pianista nel suo sgangherato blues. Lo
inseguono
in due ora,il povero blues si arrenderà o continuerà la
sua lotta?
Chiudo gli occhi confusa.Una eclissi strana mi
sorprende.I nervi sono tesi
come quelli dei passeggeri di un aereo in un un
atterraggio di fortuna.
Passa un brivido di tenerezza e io sussurro un motivetto
accompagnando i
suonatori. "moonlight... non so bene cosa"Un pezzo
dedicato a una luna che
non stasera non brilla.
Esco un attimo a prendere una boccata di aria
fresca.Vedo le luci della
città.C'è un posto per volare se chiudi gli occhi.Li
chiudo un attimo.
La notte cade in ginocchio sul mattino e si alza un
vento che ci soffierà
lontani.
Rientro.Con gli occhi chiusi e il ghiaccio ormai sciolto
nel bicchiere ,mi
stavo quasi per abituare a te.
Con gli occhi chiusi mentre i suonatori intonano
l'ultimo pezzo. Con gli
occhi chiusi.......quelllo che stai per dirmi so che non
mi piacerà...
Quelle nate
un po' in collina
Quelle nate un po' in collina e poi rotolate giù per i
pendii hanno la
bicicletta sempre pronta e gli occhi blu. Per noi
l'autostrada per il
mondo
comincia sempre e non finisce mai.
Facciamo benzina e attraversiamo il Po..per noi Roma è
Samarcanda.
Quelle nate in collina come me caricano a testa bassa quando serve, e a
volte passano. Hanno solo un difetto ,si fidano della
vita.
E guardando le colline stasera metto in frigo un'altra
luna,per me stessa
o per chi la vuole bere insieme a me.
Sono nata in collina,ma se il vento o la piena mi fanno
rotolare giù imbocco
il casello e via...
L'autostrada per il mondo per me comincia e non finisce
mai..
Pensieri spettinati Dietro di
me terre di uomini.Sopra di me mondi di nuvole.
Infinito e vento ormai mi affondano dentro gli occhi.Nella
vela tesa io
voglio solo esistere.
Nelle città devi nasconderti finché l'età pian piano porta
via i sogni che
si stanno consumando.
Ma i vent'anni e l'anima io li ho tenuti stretti.
L'alba esausta e lucida non riscalda l'anima.Ma le mie
ali bianche e
rapide tracciano il cammino.
In quel punto lontano c'è il mio mondo..la mia gente... ci
sei tu....
Ora esisto fino in fondo e potrai capirlo guardandomi
negli occhi.
I sogni della gente semplice
La bambina bionda guarda l'orizzonte e sogna il suo
mondo di fate.Oserva
dalla finestra ed è immobile ad aspettare che il sole
esca dalle nuvole e
si nasconda dietro le colline. Come ogni sera sognerà di
avere
in regalo da una fata una bacchetta magica.
Qualcuno sta parlando sotto casa,sento le voci
ovattate,parlano di un vino
rosso e di un pane che sa di vento.Sembrano offrirmelo
dicendo:"
ragazza..non c'è altro...accontentati.." Sognano una
tavola imbandita...
Nella scia delle stelle una donna sta correndo tra le
braccia del suo
uomo,l'amore ha scelto proprio
questa notte,una notte come tante..una notte che
improvvisamente diventa
magica.
Dentro lei il buio si accende e un brivido la coglie di
sorpresa scendendo
forte sulla pelle.Sogna l'amore...
Due vecchi parlano..uno non ricorda la sua età,ma il
racconto nasce e scorre
semplice fuori dal silenzio, e la storia infinita e breve
si scioglie sulle
sue labbra come fosse neve.Cent'anni di mondo in un sogno
bambino.E lo
sguardo intanto corre lontano lontano,indietro nel
tempo.Sogna la sua
gioventù...
Nella scia delle stelle la donna innamorata, la gente e i
vecchi stanchi se
ne stanno andando via lentamente vagando nella sera,resta
solo la bambina
alla
finestra.Stanno diventano ombre tra i miei occhi ed il
tramonto. Li seguo
con lo sguardo per un po'.Vorrei trattenerli ma non posso.
Allora chiudo le persiane,scendo e mi incammino con loro
per sognare insieme
un momento,camminando
lungo un fiume. Le stelle sono tutte lì, appese,
nascoste dietro le nubi. Basta aspettare un poco. Che il
cielo
ritorni sereno, per afferrarle e lucidarle ad una ad
una,per fare in modo
che possano illuminare il loro cammino.
Gente che mangerà pane dal sapore di vento...Una donna
innamorata..due
vecchi stanchi e una bambina camminano sotto le
stelle.Ognuno ha i propri
sogni.Voleranno in cielo oltre le nuvole e si
incontreranno lassù.Nascerà
una stella ancora più luminosa...si chiamerà speranza e
illuminerà il
cammino di tanta gente semplice come loro
Due giorni in montagna... la magia Sì,
ne sono certa, c'è una magia sulle montagne.
Oltre il rumore frastornato delle città ed oltre i fiumi
di auto, caselle di
famiglie che corrono senza sfiorarsi su serpenti grigi,
oltre il chiasso
inconcludente delle nostre parole, si salvano,
bianchi, strisciati dai boschi e dai valloni, immortalati
da solchi di sole
rosa, i silenzi puri delle montagne. Quei silenzi immensi,
in cui il rumore
di un passo, il crepitare di un torrente o i ricami
dell'allodola che va
incontro al sole risuonano ampi e prolungati: qui la voce
di ogni essere
vivente ha il suo posto e la sua importanza.
Ed è così che le montagne ti parlano, con le voci di
centinaia di esserini
finiti, della vita e della morte nei loro minimi termini,
sgrezzate di ogni
orpello inutile.
E' per questo che in montagna accade la magia che spesso
non capita in
città: ci si avvicina, e ci si saluta
. "Salve!"
Hello."
Non è il salutarsi formale tra persone che si conoscono di
vista che si
trova negli uffici o per strada. E' il riconoscersi
uguali, il sentirsi
fratelli nel trovare in chi ci cammina accanto la propria
minuscola e
vacillante esistenza. E' un saluto vero, spontaneo, tra
persone che odono
assieme la musica dell'universo, e si rendono conto di
essere allo stesso
tempo piccole, fragili e meravigliose creature
dell'infinito. E' il saluto
di chi è consapevole di essere appeso ad un capello, non
perché la montagna
sia più pericolosa di altri luoghi, ma perché quassù
l'incertezza
dell'esistenza si mostra sinceramente, scevra di
ipocrisie.
Spesso, in montagna, accade così di conoscersi, di parlare
di sé, delle
proprie aspirazioni e speranze, della vita stessa, questo
gran mistero che
si respira tutt'attorno. E di salutarsi, infine, dicendo
semplicemente: "
"Buon cammino."
Buon cammino, cioè: buona camminata da qui in poi, dove le
nostre strade si
dividono. E buona esistenza, da qui fino a dove ci
reincontreremo, su
qualche vetta assolata o in un vicolo anonimo di città, e
ci leggeremo la
vita addosso.
E' per questo che si dovrebbe tornare ad andare in
montagna.
Per riconoscersi vivi.
Amore significa L'alba ci sorprese
così...
...seduti al bordo di logiche incomprensibili...mentre
tentavamo di dare un
senso alle nostre solitudini.
Danzavo a piedi scalzi nella luce dei tuoi occhi...mentre
tu parlavi di cose
lontane,irraggiungibili.
La Felicità se ne stava raggomitolata sul sedile
posteriore ad aspettare e
la sua luce bianca madreperla non riusciva a toccare le
nostre schiene...di
spalle,ecco come ce ne stavamo.
Incerti e precari come le prime luci del giorno che
facevano capolino dietro
la luna...
In bilico dentro noi.
Erano soltanto le parole incastrate in gola che non mi
facevano
respirare...ma tu fumavi dimenticando i miei occhi.
Disperso dentro te stesso con la testa china su quel cielo
di vetro che ti
dona soltanto false promesse...e alzando gli occhi,quella
che ti sorride è
soltanto la parte nera della luna.
Non fidarti del bianco ingannevole.
Come dita che scivolano lungo un freddo vetro appannato,
così sono scivolata
dentro di te...con mani tremanti ti ho accarezzato il viso
e mi sono
incamminata silenziosa verso la vertigine dei tuoi occhi.
"Amore significa per sempre o mai più"
Non ci sono parole,gesti o ragioni...non cercarle se vuoi
continuare a
vivermi dentro.
Una serata di pioggia davanti a un pc che fa le bizze
C'è quiete qui fuori. Qualche urlo lontano
di quei pochi ragazzini rimasti a
giocare sotto la pioggia.Qualche suono che trasportato dal
vento a volte è
forte e a volte suona piano. La musica di sottofondo. La
penombra delle
nuvole che coprono il sole e scaricano pioggia.
Mi lascio cullare dai pensieri. Mi lascio trasportare
dalle emozioni e
ascolto, e vago.
Avevo scritto un pensiero ed eccomi qui. con un computer
che senza
avvertire si arroga il diritto di cancellare seduta stante
ogni mio
contatto positivo con il mondo. Volevo lasciare due righe
e son sparite dallo
schermo.
Non mi perdo d'animo però, e son qui. Ricomincio da capo.
Forse le parole che ti scompaiono sotto gli occhi non sono
altro che un
insegnamento sulla vita, sulla vita vera. Tutto è mutabile
e non bisogna
intestardirsi su quello che è andato via o che è stato.
Bisognerebbe avere
la forza di ricominciare ogni giorno daccapo, ogni
minuto.,ogni secondo.
La cosa che si otterrà non sarà la medesima per cui si è
lottato. ma comunque
un qualcosa si otterrà ed è questo quello che conta.
E così eccomi qua a scrivere per due volte due cose
diverse, ma comunque a
scrivere. perchè l'essere umano credo sia qualcosa di
eccezionale. Il suo
cervello qualcosa di soprannaturale e la sua energia
qualcosa di infinito.
Un'energia che ci unisce da un capo all'altro dell'Italia
e che nello stesso
tempo ci fa sentire vicini. Questa è una cosa
straordinaria.
Si è perso il sorriso
Si è perso il sorriso.
In un dato momento era lì, in piena luce, e tutti lo
conoscevano. Il momento
dopo... puff! Era scomparso.
Beh, secondo voi cosa si è tentato di fare, per rimediare?
Ve lo dirò io. Innanzitutto, sono capitati sulla scena
quelli che
producono
dentifricio. "Voi non sorridete più" dicevano "perché i
vostri denti sono
smorti, giallastri e pieni di carie. Ma se usate il nostro
dentifricio
tornerete a sorridere!"
Così tutti hanno cominciato a lavarsi i denti a più non
posso; e la storia è
andata avanti per un bel po', fino a quando il sorriso non
è magicamente
ricomparso sulla bocca di un vecchietto che aveva più
carie che denti - e
quei pochi che gli erano rimasti erano di tutti i colori
tranne che
bianchi -, mentre stava guardando il nipotino
addormentato, e tutti si sono
improvvisamente resi conto che, in confronto a
quell'imperfetto sorriso
sdentato, i sorrisi che avevano creato altro non erano che
una pennellata di
bianco su denti perfetti dietro a labbra tirate. Qualcuno
ha gridato:
"Eccolo!" e tutti si sono precipitati su quel prezioso
sorriso, nella
speranza di coglierlo... ma lui era già fuggito.
Allora sapete che hanno fatto?
Sono intervenuti i giornali: su tutte le copertine hanno
fatto stampare le
foto di modelle sorridentissime. Senonché qualche
giornalista chiacchierone
ha presto svelato tutti i trucchi. Alcune modelle erano
costrette a lavarsi
i denti con la colla; ad altre si attaccavano delle
mollettine dietro alle
orecchie per tirare loro la pelle delle guance, e più
d'una s'era
lamentata per il mal di testa. Si narra persino di
fantomatiche finte modelle
imbalsamate per poter ottenere il vero sorriso.
A questo punto il caso è divenuto internazionale. I
Presidenti hanno
convocato un vertice straordinario e hanno deciso
all'unanimità di
abolire, definitivamente, il sorriso, perché il miglior
modo per eliminare una
carenza è eliminare ciò di cui manca qualcosa. Ma,
dannazione, sul più bello
il figlioletto di uno dei Presidenti, cui il padre aveva
appena regalato
una bicicletta nuova per il compleanno, ha sorriso al
padre, e per quanto
cercassero di farlo smettere con vari castighi, lui non la
finiva più di
sorridere.
Così tutti han deciso di tornare a fingere che il sorriso
non se ne sia
andato, che sia ancora qui, e stanno tutto il giorno ad
esercitarsi davanti
allo specchio: sorrisi su sorrisi.
Ma il sorriso vero... dove se ne è andato? E quando
tornerà?
Sul tempo che scorre
Perché pensare che la vecchiaia sia solo un problema
riguardante il
decadimento fisico?
Può anche accadere che riguardo a quell'aspetto le cose ti
vadano
abbastanza
bene, così come dal punto di vista del declino mentale,
perché al giorno
d'oggi esistono tanti mezzi per mantenere il cervello in
perfetta efficienza,
a meno di non essere proprio sfortunati e venire colpiti
da una di quelle
spaventose malattie che ti distruggono i neuroni.
Il guaio peggiore sta piuttosto nel fatto che, mentre il
tempo passa, è
tutto il mondo attorno a te che invecchia, e sono
soprattutto le altre
persone, quelle che ti sono care, che se ne vanno senza
che tu possa far
nulla per trattenerle, iniziando ad uscire ad una ad una
dalla tua vita
fino a lasciarti desolatamente solo.
Quando nasci sono davvero in tanti lì attorno a te:
genitori, nonni, zii,
cugini. A qualcuno la sorte ha lasciato ancora persino un
bisnonno o una
bisnonna, e poi esiste la variabile dei fratelli maggiori,
che possono
esserci o non esserci, ma in mancanza di quelli è
probabile che in futuro
ne arrivino di minori ad aumentare l'entità della
compagnia. E se nei tuoi
primi anni di vita una bisnonna novantenne, o un nonno
dalla salute
malferma, se ne vanno all'improvviso, non riesci nemmeno a
sentirne la
mancanza per molto, perché sei troppo impegnato a
crescere, a scoprire le
infinite potenzialità del mondo che ti circonda, e in
fondo quelle persone
anziane che ti sono rimaste accanto per così poco tempo
non sono riuscite
a depositare grandi tracce di sé nella tua memoria
infantile.
Tu però intanto ti trasformi giorno per giorno, e nel
frattempo alcune
figure acquistano sempre più importanza nella tua
esistenza, tanto che la
loro presenza ti sarà a lungo indispensabile: genitori,
fratelli, sorelle,
amici del cuore, uomini o donne amati.
Più tardi, quando col trascorrere del tempo saranno loro
ad iniziare ad
andarsene uno dopo l'altro, sarà ogni volta una piccola
parte della tua
vita a morire con ciascuno di essi: il tuo essere stato
figlio, fratello,
compagno.
E poi, inaspettatamente, verrà per te il giorno decisivo.
Potrai essere
ancora una persona attiva ed in buona salute, attorniata
dall'affetto di
molte persone care come figli, nipoti, generi e nuore, ma
giungerà
casualmente un momento in cui ti renderai conto che non
sarà rimasto più
nessuno, vicino a te, in grado di ricordarti com'eri
apparso da bambino, o
appena adolescente: scoprirai in quell'istante, con
angoscia infinita, di
essere l'unico testimone sopravvissuto al mondo lontano
della tua
giovinezza, perché tutti i coetanei che ti erano stati
cari ti avranno già
preceduto chissà dove, e ti sentirai davvero solo.
Sarà soltanto allora che avvertirai improvvisamente tutto
il peso dei
molti anni vissuti, delle scelte mancate, dei ricordi
struggenti, e forse per
alleviarlo non ti basterà neppure il sorriso dell'ultimo
nipotino appena
nato.
Svegliarsi con un anno di più
Mi sveglio con un anno in più. Da sola.Io da sola vivo in
pugno alla mia
città.Mi do via solo al mio lavoro e non
mi fermo mai.
Io da sola cerco spiagge e lagune blu. Viaggerei, migrerei
davvero....
fermate il mondo e salto giù.
Con la pioggia e con il sereno c'incontriamo tutti più o
meno da soli, con
le storie nostre personali che ci legano coi loro fili
sottili.
A volte non vuoi chi c'è a volte non c'è chi vuoi.
Io da sola ci sto male, non fa per me.Il silenzio mi fa
paura ...non so
perché.
Io da sola questa notte ho un anno in più. Sai quale
sarebbe il più bel
regalo ?Tornare a casa e trovare te.Ma non succederà.
Con la pioggia e col sereno c'incontriamo tutti più o meno
da soli con la
voglia di rifare tutto o soltanto di tornare a letto a
sognare.
Che silenzio
stasera...
Nessuna voce fra gli echi
della sera. Senti solo tanto silenzio intorno.
Lontano si sentono i rintocchi di una campana.Interrompe
il silenzio.
Il paese è lontano.Il tramonto cambia i colori nella
valle.
Quella campana un pò triste che mi sembra tanto lontana
potrebbe tacere ...e
lasciare il silenzio per me.
Il vento
C'è un vento molto
forte stasera. Il vento mi è sempre piaciuto, e in
questo credo di essere una ragazza un pò sui generis. Ma
chissene frega se i
capelli si spettinano: che le hanno inventate a fare le
spazzole?
Chissenefrega se magari entra qualche cosa in un occhio:
l'aiuterò io a
trovare la via d'uscita.
Il vento ha sempre suscitato in me qualche cosa di
misterioso.Da bambina lo
associavo alla figura di Mary Poppins (non nego, ogni
tanto ci penso anche
adesso ) Guardavo il cielo alla ricerca di qualcuno in
atterraggio sotto un
ombrello nero.
Mi piace pensare che il vento spazzi via tante cose e ne
porti di nuove, a
volte belle e a volte brutte. Mi piace pensare al vento
come ad una forza
inarrestabile, perchè se c'è un muro lui
passa oltre, se c'è una montagna lui la oltrepassa. Non si
ferma davanti a
niente e nessuno: è paziente, a volte è violento, altre
volte propone dolci
fruscii a chi lo sa ascoltare. E ci sono dei momenti nei
quali mi piacerebbe
essere come il vento: nessuno sa da dove viene e dove
conduce. Passa. Tu sai
che c'è perchè ne avverti la presenza, ma non lo sai dove
andrà...
Vivere
La vita è strana è
curiosa, a volte è indecifrabile:a volte mi sento
completamente estranea da lei, dal suo modo di fare, dal
suo modo di
proporti i giorni,dal suo modo di essere vita...
E poi ci sono le persone che ti mette davanti, gli
incontri,le sorprese e le
tranvate, gli sguardi, i sorrisi, le mani che ti sfiorano,
i baci, le
emozioni. Ci sono gli occhi e le loro lacrime, ci sono le
parole e ci sono i
silenzi.
C'è la vita e c'è la morte... C'è Dio, di cui non riesco a
dubitare. E
tu,?Lo so che ci sei...
Posso dirti grazie, e posso dirti di non mollare la presa;
posso dirti che
sono l'ultima, ora, a poter fare una richiesta; posso dire
che non so cosa
chiedere esattamente...
Ma posso e voglio dirti grazie comunque, perchè so che
queste piccole mani
che ti stringono con disperato bisogno tu non le
mollerai.... mai...
***
Ho voglia di scrivere.Vi
parlerò di un personaggio stonato:io.
In una notte ambigua e fredda, con i piedi nudi
sul pavimento, me ne sono
accorta, all'improvviso, quasi commossa e stranita.
Ero io, che per anni avevo trafugato la mia sensibilità
per essere qualcuno
che non ero e che non sapevo di voler diventare.
Il mio fittizio sogno di cambiare era finito; in realtà
non era mai
cominciato.
Il mio egocentrismo esasperato non poteva mostrarsi
apertamente per quello
che era; sarebbe stato sconveniente, addirittura
dannoso; doveva essere
mediato, modellato, adattato alle situazioni.
Ciò è avvenuto grazie alla simultaneità di due
divergenti aspetti della mia
persona, che si alternano da sempre, complicando
l'esteriore e l'interiore.
Queste diverse nature, non sono la razionalità e
l'irrazionale, come prima
credevo, non sono l'istinto e la cultura, non sono due
parti opposte, sono
molto di più.
La coesistenza di tutto questo è l'ansia nei pomeriggi
oziosi, è l'
insoddisfazione per qualcosa, è la gioia senza motivo, è
quel sorriso che
non viene inteso dagli altrui sguardi.
Forse è così per tutti, ma io non lo posso sapere. Si
partecipa alla vita
degli altri, si vive con gli altri, si ascoltano, si
compatiscono, ma non si
può essere nella loro mente, non si possono sentire i
loro pensieri
nascosti, le loro parole chiave, i sussurri che si fanno
tra sé e sé, senza
accorgersene.
Non so esulare da questa logica perfetta, dai sentimenti
che credo giusti,
dalle scelte oculate, da una scrittura pulita e risolta,
ma non vado da
nessuna parte, devo continuare a lottare con me stessa,
con il mostro che mi
lega alla perduta innocenza, alla sicurezza, al calore
del letto appena
rifatto, non so abbandonarmi alla mente. Non so partire,
chi sto ingannando
questa volta? Solo me stessa.
Lascia questa razionalità, abbandonati alle onde
dell'incerto, rigurgita la
passione in spruzzi di fuoco sul ghiaccio! Non cercare
impressionanti
espressioni, voglio le parole che non comprendo, voglio
scovare le verità
nascoste nella mia anima, devo riuscirci. ma forse non
così.
Chi mi conosce veramente? Chi sa cosa realmente voglio,
penso, sento?
Nessuno.
Ora io mi trovo qui, chiusa in questa angusta mia
persona, che tutti credono
essere qualcuno che non è, piena di obblighi e doveri..
Chi mi conosce? Sono troppo confusa dalle tante figure
che mi sono creata.
Ci si sorprende commettere gesti avventati, pensare cose
assurde, agire
senza riflettere; e poi?
Poi si può tornare normali, o impazzire completamente. A
volte ci si accorge
di essere impazziti per un momento soltanto dopo giorni.
Ci si rende conto
di aver perduto una giornata, un ora, a cercare di fare
luce nella propria
testa, senza riuscirci. Ed è un bene ricordarselo.
Così, mentre cerco di non perdere completamente la
ragione, mi ritrovo a
scrivere lettere che non verranno capite, o che nessuno
leggerà mai.
Scrivo agli altri o a me stessa?
Nella mia natura è il nascondermi e il rivelarmi tramite
sotterfugi,
metafore di parole e reazioni.
Sai dirmi chi sono?
Scordati per sempre questa domanda, scorda le comuni
definizioni, gli
archetipi di ciò che per te sono stata.
Rivolgiti a me con occhi liberi dal pregiudizio e dalle
consuetudini;
osservami come fosse la prima volta.
Riappropriati dell'infanzia dell'emozione e per me
ritorna ingenuo e
spregiudicato, avvolto nel dispotico abbraccio del
sentimento."
Mentre io scrivo. Mentre mi fermo a scrivere, gli
avvenimenti proseguono il
loro andamento.
Mentre io penso, già sto parlando, già sto partendo.
"Anche tu, come tutti noi, vivi in quest'era contorta,
allucinato dal
virtuale, corroso dalla natura violata.
Vivi il trascorso come un ricordo opprimente e guardi
lontano con ansia
nascosta.
Ed io ti osservo ancora, con occhi appannati dalla luce
artificiale, mentre
i tuoi pensieri saranno distanti."
Nessun commento nell'aria che interrogativamente attende
un successivo mio
passo.
Aspettare le stesse emozioni, scoprirsi pensare con la
stessa ostinazione,
alla propria vita immaginata e sepolta da tante domande.
Capire oggi di essere soli davanti al proprio egoismo e
alla voglia di
distrazione.
Avere sulle labbra una parola che non sa formarsi,
portare sulle spalle un
carico di passato e futuro inesistente e domandarsi a
cosa siamo serviti, a
chi abbiamo realmente lasciato un segno.
Che cos'è il mio sentimento? Una nuvola di fumo che si
disperde nell'aria?
Un uccello che vola troppo in alto per essere visto, una
cornacchia che
canta canzoni stonate per confonderci?
Cos'è il mio sentimento? Un singulto, una carezza, uno
starnuto, un brivido
di freddo?
Chi sono realmente, chi voglio essere io con le
contraddizioni e le
debolezze che non sanno restare tali, ma che corrodono
lo spirito rendendomi
vulnerabile?
Scorre tra le righe la paura di cambiare, assieme ai
ricordi e alle felicità
di ieri, mentre resta chiuso nelle parole inesplicabili
il desiderio di
scoprire.
Si nasconde ed evita di farsi sentire, sussurra piano le
sue frasi
seducenti.
Tra un punto ed un altro, tra la calma e
l'irrequietezza; con disillusa
speranza, con ineluttabile pazienza.
Fa leva sull'orgoglio e la passione, sfrutta il senso di
noia per le
consuetudini, si intromette nelle ore più solitarie,
lasciando soltanto la
nuda certezza del presente.
Cerca ora fra le mie parole, la giusta risposta per le
tante domande che mi
pongo.
Cerca tra le innate sensazioni, l'onnipresente volontà
di non deludere, le
manie, l'ansiosa smania di successo, l'irriverente
sfoggio di sensualità, il
profumo di una giornata afosa, il timore di essere
vista, l'agonia della
sera.
Cerca ancora nella mia mente che srotola la pergamena
delle proprie idee
sulla carta e trova l'essenza del vero nel sublime
connubio tra passato e
nuovo, tra l'antico e il moderno viaggiare dell'anima.
Essere tristi e ingiustificati. Percepire l'innocenza
infantile come un
insulto alla propria anima stordita dall'ignoranza.
Aspettare un istante in cui la gioia trabocca dal cuore
e restare muti ad
ascoltarla calare, con un sorriso ebete sulle labbra che
avrebbero voluto
dire ciò che non hanno mai detto.
Così è trovarsi una sera a scrivere di emozioni
rarefatte ed incerte per
tornare a pensare al solito enigma: chi sono veramente?
Così è dondolarsi sulla bocca del vulcano, scusandosi
della propria
sconvenienza, blaterare sull'inesattezza di alcune
affermazioni, trasferire
una pura e semplice pulsione sul quaderno degli appunti
catastrofici di una
vita, e sbagliare di nuovo, trasportati dall'esaltazione
infernale della
propria persona, imbestialiti dalla nostra incompetenza
e di nuovo
compiangersi per un vocabolo che non si riesce a
trovare.
Il nostro viaggio quotidiano
Se vi siete svegliati stamattina e dopo aver lasciato
entrare nella stanza
la luce del sole vi siete incamminati verso il nuovo
giorno alla ricerca
della serenità,vi auguro di non aver dimenticato di
mettere nel bagaglio la
qualità essenziale per ottenerla,la semplicità d'animo.
Ho scritto serenità non felicità.Non cercate la
felicità,non ne
conoscol'esistenza.Accontentatevi della serenità.Se
esiste la felicità non
si può raggiungere,corre come una Ferrari....ma anche
con una Ferrari è
possibile percorrere qualche tratto al suo fianco.
Se durante il tragitto incontrerete qualcuno che vorrà
darvi dei
consigli,ascoltatelo.Il bello della vita è anche
questo:saper ascoltare i
consigli degli altri per poi fare quello che dice il
cuore.
E se stasera tornerete a casa delusi,sedetevi sotto le
stelle,guardate il
cielo e ascoltate della buona musica(magari classica) e
ritroverete voi
stessi e la volontà di ricominciare il viaggio di nuovo
domani.
Lasciate vagare la vostra mente.
La mia???..... E' troppo piccola per essere lasciata
fuori da sola di notte.
:-)
Buona giornata a tutti
Ascoltare il silenzio
Non ho mai ascoltato il silenzio, in nessun luogo, in
nessun momento,
neanche nella mia stanza da sola, quando tutti
dormivano. Non riuscivo a
percepire nulla di silenzioso, i miei pensieri hanno
fatto sempre troppo
rumore per poter ascoltare il silenzio che avevo
intorno. E' da un po' di
tempo che lo faccio. Ho capito che è una cosa che mi
rilassa. Ascoltare il
silenzio mi fa spegnere il cervello, non ci sono più
pensieri. E' una cosa
che farò spesso d'ora in poi. Anche se non ci sarai più,
anche quando non mi
rimarrà che un debolissimo ricordo del silenzio che ho
ascoltato con te.
Ho guardato le stelle. Quelle le avevo già guardate ma
ne ricordavo a mala
pena la forma. Non le guardavo da tempo. Ho pianto molto
sotto le stelle. Ho
pianto un amore. Disperata passione. E non ho alzato più
gli occhi al cielo
da quando ho capito di aver pianto abbastanza. Le ho
riguardate con te. Sono
apparse più belle, più forti. Anche stasera ho chiuso la
luce e le ho
guardate.
Sto scrivendo! E' il mio vivere! E se scrivo è perché do
un'importanza alle
cose. Sto dando importanza a te. Mi ripeto da giorni:
"avessi pianto almeno"
. Avessi dato sfogo al perderti, a perdere quello che
avevo vissuto, ogni
giorno più bello, ogni momento diverso. Ma non passa,
non passa questa
sensazione di non averti avuto, di non poterti avere
mai.
Mai e sempre non esistono. E se ci penso è vero!
Vorrei non parlare, vorrei non scrivere, ma non posso
ignorare. Sto vivendo.
Non mi capita spesso.
Come pesano i ricordi
Parole che scendono giù e tu le devi prendere e scrivere
prima che cadano
a
terra... per riuscire a sottolineare la tua voglia di
amare che spesso
deve
deviare in direzione opposta a quella del tuo cuore.
Cammino per la strada.Oggi tutto sa di te e mi procura una
gioia
incontrollabile.
Il sole scalda la mia pelle e mentre sorrido un passante
mi guarda
sorpreso
senza sapere
che quel sorriso è rivolto a te.
La scorsa notte, il cielo era stupendo, pieno di stelle.
Ho visto la
nostra
amica luna, bellissima anche lei nel suo splendido
pallore.
Ma era bella per metà: la parte luminosa era accecante, da
scaldare il
cuore; la parte oscura
era fredda, da far gelare il sangue nelle vene. ...ed io
sono così... sono la metà di un tutt'uno visibile solo per
metà...
Come pesano i ricordi! Quando l'occhio del passato ritorna
in noi, l'anima
ascolta l'antico richiamo con la mente rivolta ai tanti
perché... ai sogni
perduti. Un senso d'inquietudine, e il passato riaffiora.
Come rosa in un deserto di sabbia, come nuvola senza
cielo, al di là dei
monti, sulla collina,
Tu sei il più bel ricordo.
L'ultimo fiore. Nel libro del cuore.
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