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Carlo - Carlo Bramanti
***
Il
figlio del re che ,da solo e con furia cieca, si scaglia
contro il popolo in rivolta .
Fermoimmagine.
Mai potrò dimenticare.
"Abbiamo catturato il re " gridavano .
La sua vita , per chi ora gli stava attorno , valeva
meno di niente , lo capii in quell'attimo infinito ,
quando nella luce fioca dell'andito colsi tutto il
terrore dei suoi azzurri occhi .
E' strana la vita .
L'uomo irraggiungibile che ci aveva terrorizzato e
oppresso per anni ,adesso stava lì, in ginocchio
e indifeso ,con tanto di pupille tremolanti che
imploravano pietà .
Il re stava per essere linciato , tra accuse e sputi
,dinanzi al viso niveo di un bambino biondo .
Non volli assistere alla scena , ma
nella mia mente attecchì lo stesso il suo ricordo , le
urla strazianti del crudele re , le urla di scherno di
chi quel giorno dimostrò di non essere meno spietato di
lui .
Sdraiato sul mio letto di paglia ,contento del mio
scomodo letto di paglia , nella vana attesa di un sogno
d'amore ,pensai a quanto labile fosse il confine tra
bene e male .
Mi convinsi che ogni uomo, brutta o buona , è una parte
nascosta di te .
E da allora ,ogni santo giorno ,dinanzi alle acque auree
e al cielo color porpora del tramonto ,odo quelle urla e
mi sento impotente , mi sento mancare.
***
Appena
entrato ,Luca fu investito da un forte odore di urina
: il suo amico giaceva nudo sul letto , e urlava
,contro Dio e le pareti sporche della sua
angusta stanza.
I
poster di Platinì e di Pamela Anderson , da
sempre presenti nella camera di Francesco,non c'erano
più.
Le
lenzuola , anch'esse sudicie , erano a terra e
coprivano parte della copertina azzurra di un libro di
Prevert, lasciando agli occhi di Luca solo la parola
"notte".
"Francesco ....Francesco mi senti ?" ,gli afferrò un
braccio , trovandolo freddo e ossuto .
Il crepuscolo entrava dalla finestra con tutta la
sua energia color porpora.
Luca
provò a scuoterlo , a riavere indietro il suo affetto,
i suoi occhi , quell'anima che le sabbie mobili della
depressione avevano di nuovo ingoiato.
Francesco ora guardava i suoi piedi , il tetto
azzurro,lo schermo nero del pc da mesi spento, senza
vedere nè pensare più nulla.
Quando
Luca staccò la mano dal suo braccio,la luce del
tramonto l'aveva già insanguinato.
Non voglio vedere
nessuno. Voglio affondare in silenzio, senza alcun
legame.
*
Per anni , ho pestato
scalzo le vie dell'angoscia.
Erano arroventate e
chiassose.
Oltre la vita,nella
luce vera,forse avrò scarpe e silenzi
d'oro.
Oggi
Al nord
si dice stia piovendo di brutto. Qui anche oggi c'è una
giornata primaverile, in città avevo persino caldo. Mi
veniva voglia di fare un po' di strada a piedi, io che
sono pigro per natura :-), di fianco all'erba e ai tanti
fiori gialli di campagna.
Poi ho incontrato un amico e sono andato in auto con
lui.
Ci sono giornate, poche a dir la verità, in cui la
nebbia che avvolge il mio cuore misteriosamente svanisce
e avverto un pizzico di serenità, e questa è una di
quelle. Stamattina mi sono svegliato alle nove, il che
equivale all'alba per me :-), e sono rimasto una
mezz'oretta sul letto: ho riflettuto un po', come al
solito, ma i pensieri stavolta non pungevano nè
pesavano.
Il sole ha proiettato una finestra di luce sul tetto e
non ho esitato un attimo ad aprirla e ad affacciarmici.
Ho visto un arcobaleno e, sotto, tanta gente assetata
d'affetto ma incapace di manifestare le proprie
emozioni, giovani e vecchi prigionieri di una normalità
inesistente, la faccia smagrita sotto una pesante
maschera. Era fredda e tagliente. Ad ogni movimento
brusco, ad ogni sorriso appena accennato, provocava
delle ferite lancinanti, il sangue colava dai menti,
pronunciati o anonimi, e rimaneva invisibile fin quando
non toccava terra.
Nemmeno un grido, non ho udito nulla. Nonostante il
dolore, un silenzio gelido e meccanico avvolgeva le
anime e le cose. Folate di vento spingevano i fiori di
mandorlo caduti, sulle strade, sulle campagne, fino a
sconosciuti precipizi. Da essi i fiori spiccavano il
volo, ritrovando l'originario candore.
Stamattina da quella finestra di luce ho visto me
stesso, la paura di deludere, di non essere accettati,
la paura di arrivare alla morte con la certezza di non
aver vissuto.
Ma ho visto e sentito anche un ruscello così limpido da
aprire il cuore, e una misteriosa forza nascosta tra le
pieghe e i meandri della mente, una forza cui tutti,
prima o poi, attingiamo.
Ah ...dimenticavo.
Prima di alzarmi, ho visto anche uomini trasformarsi in
bestie, provare a minacciare e a distruggere tutto
l'amore delle donne...e una stella, nel cielo blu
cobalto, tornata a brillare.
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