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Momenti 2003

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  Carlo - Carlo Bramanti
 

 

***
 
Il figlio del re che ,da solo e con furia cieca, si scaglia contro il popolo in rivolta .
Fermoimmagine.
Mai potrò dimenticare.
 
"Abbiamo catturato il re " gridavano .
La sua vita , per chi ora gli stava attorno , valeva meno di niente , lo capii in quell'attimo infinito , quando nella luce fioca dell'andito colsi tutto il terrore dei suoi azzurri occhi .
E' strana la vita .
L'uomo irraggiungibile che ci aveva terrorizzato e oppresso per anni ,adesso stava lì, in ginocchio e indifeso ,con tanto di pupille tremolanti che imploravano pietà .
Il re stava per essere linciato , tra accuse e sputi ,dinanzi al viso niveo di un bambino biondo .
Non volli assistere alla scena , ma
nella mia mente attecchì lo stesso il suo ricordo , le urla strazianti del crudele re , le urla di scherno di chi quel giorno dimostrò di non essere meno spietato di lui .
Sdraiato sul mio letto di paglia ,contento del mio scomodo letto di paglia , nella vana attesa di un sogno d'amore ,pensai a quanto labile fosse il confine tra bene e male .
Mi convinsi che ogni uomo, brutta o buona , è una parte nascosta di te .
E da allora ,ogni santo giorno ,dinanzi alle acque auree e al cielo color porpora del tramonto ,odo quelle urla e mi sento impotente , mi sento mancare.
 

 

***

 

 

( Sole di ) notte .

 

 

Appena entrato ,Luca fu investito da un forte odore di urina : il suo amico giaceva nudo sul letto , e urlava ,contro Dio e le pareti sporche della sua angusta stanza.

I poster di Platinì e di Pamela Anderson , da sempre presenti nella camera di Francesco,non c'erano più.

Le lenzuola , anch'esse sudicie , erano a terra e coprivano parte della copertina azzurra di un libro di Prevert, lasciando agli occhi di Luca solo la parola "notte".

"Francesco ....Francesco mi senti ?" ,gli afferrò un braccio , trovandolo freddo e ossuto .

Il crepuscolo entrava dalla finestra con tutta la sua energia color porpora.

Luca provò a scuoterlo , a riavere indietro il suo affetto, i suoi occhi , quell'anima che le sabbie mobili della depressione avevano di nuovo ingoiato.

Francesco ora guardava i suoi piedi ,  il tetto azzurro,lo schermo nero del pc da mesi spento, senza vedere nè pensare più nulla.

Quando Luca staccò la mano dal suo braccio,la luce del tramonto l'aveva già insanguinato.

 

Non voglio vedere nessuno. Voglio affondare in silenzio, senza alcun legame.
 
 
*
Per anni , ho pestato scalzo le vie dell'angoscia.
Erano arroventate e chiassose.
Oltre la vita,nella luce vera,forse avrò scarpe e silenzi d'oro.   

 

 

 

Oggi

Al nord si dice stia piovendo di brutto. Qui anche oggi c'è una giornata primaverile, in città avevo persino caldo. Mi veniva voglia di fare un po' di strada a piedi, io che sono pigro per natura :-), di fianco all'erba e ai tanti fiori gialli di campagna.
Poi ho incontrato un amico e sono andato in auto con lui.
Ci sono giornate, poche a dir la verità, in cui la nebbia che avvolge il mio cuore misteriosamente svanisce e avverto un pizzico di serenità, e questa è una di quelle. Stamattina mi sono svegliato alle nove, il che equivale all'alba per me :-), e sono rimasto una mezz'oretta sul letto: ho riflettuto un po', come al solito, ma i pensieri stavolta non pungevano nè pesavano.
Il sole ha proiettato una finestra di luce sul tetto e non ho esitato un attimo ad aprirla e ad affacciarmici. Ho visto un arcobaleno e, sotto, tanta gente assetata d'affetto ma incapace di manifestare le proprie emozioni, giovani e vecchi prigionieri di una normalità inesistente, la faccia smagrita sotto una pesante maschera. Era fredda e tagliente. Ad ogni movimento brusco, ad ogni sorriso appena accennato, provocava delle ferite lancinanti, il sangue colava dai menti, pronunciati o anonimi, e rimaneva invisibile fin quando non toccava terra.
Nemmeno un grido, non ho udito nulla. Nonostante il dolore, un silenzio gelido e meccanico avvolgeva le anime e le cose. Folate di vento spingevano i fiori di mandorlo caduti, sulle strade, sulle campagne, fino a sconosciuti precipizi. Da essi i fiori spiccavano il volo, ritrovando l'originario candore.
Stamattina da quella finestra di luce ho visto me stesso, la paura di deludere, di non essere accettati, la paura di arrivare alla morte con la certezza di non aver vissuto.
Ma ho visto e sentito anche un ruscello così limpido da aprire il cuore, e una misteriosa forza nascosta tra le pieghe e i meandri della mente, una forza cui tutti, prima o poi, attingiamo.
Ah ...dimenticavo.
Prima di alzarmi, ho visto anche uomini trasformarsi in bestie, provare a minacciare e a distruggere tutto l'amore delle donne...e una stella, nel cielo blu cobalto, tornata a brillare.

 

 

 

 

 

1 ( poesia ) - 2  ( racconti )

 

Momenti di poesia

 

 

 

 

 

 

                     

 

 

 

 

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pubblicato il 02 Marzo 2001

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