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Ricordo di Renato Milleri
( Remil ) di Salvatore Messina
A Renato
Nella mia
ora risplende
al petto
l'anima Tua
Renato ha saputo cogliere, leggere nei miei brevi
scritti,(poesie), il dolore, l'altruismo, le parole d'amore
che molto spesso coglievo dalla realtà. Lui, Poeta dell'intimo,
come amo definirlo, era, come me, tutto questo.
I Suoi pensieri hanno toccato tutte le realtà. Poesie ricche di
umanità, quella più profonda e vera o quella
quotidiana che consegnava con eleganza, con amicizia senza
riserve. Tramite diverse telefonate lo sentivo
sofferente, qualcosa non mi convinceva. Alle mie domande sulla Sua
salute mi rassicurava: "tranquillo Sal, non c'è da preoccuparsi".
Nonostante queste conferme, non ero tranquillo. Mi ha voluto
presso il Suo sito:
www.guttacavat.com inserendovi alcuni miei dipinti,
fotografie, poesie. Un invito che mi ha onorato. Entrambi amanti
dell'arte tutta, nei mie confronti aveva una stima tutta
particolare. Forse perché autodidatta o forse perché la mia
costanza nel fare arte mi veniva premiata. Lui si compiaceva. Lo
sentivo a pochi passi da me. I Suoi apprezzamenti, oltre a me,
erano rivolti a tutti. E' sempre stato generoso...
La Sua Poesia è una conferma !
Fotografia dedicata anche
a mia moglie
E' uno scritto inviatomi da Mario, un amico di Renato.
Ciao sono Mario un amico d' infanzia di Renato; con lui ho
condiviso gioventù, dolori, problemi,interminabili colloqui con i
quali cercavamo l'essenza
e le notti insonni ci vedevano capirci al solo sguardo mentre
,seppure pregni di dubbi,cercavamo di interpretare il futuro.
Ti pregherei di pubblicare lo scritto che ti invio in memoria di
Renato (non posso farlo io direttamente in quanto non sono socio)
:
"Renato non c'è più ed io sono triste; una parte della mia
gioventù se ne è andata con lui. Vedo come attraverso un obiettivo
troppo messo a fuoco la prospettiva degli anni futuri; riaffiorano
insicurezze, paure e gli entusiasmi sembrano macigni appesi ad un
filo tenero, pronti a schiacciarti.
Mi dispiace ma devo isolarmi e pensare,pensare,pensare,pensare,
non so fino a quando................
Mario"
grazie , un abbraccio
I Poeti (A Remil)
Correre sulle rotaie del vento,
soli e nudi nell'anima, possono i poeti.
Accarezzano le albe del mondo, le nazioni
dalle guance vermiglie, i tetti dei villaggi globali.
Hanno per cuore quel sole rubicondo,
per braccia gli abbracci dei bimbi
e profumano di luna e scintille di stelle.
Solo i poeti possono volare:
hanno ali giganti e occhi di ruscelli,
la risata secolare avvolta nel mantello,
la gioia racchiusa nella lampada delle fiabe....
E sanno piangere, gemere, soffrire,
vestirsi di tempeste trasformando rose in spine.
Condividono lacrime col cielo, dolori coi vulcani,
capricci con le ortiche...
Amano al di là dell'amore, sorpassando
la mente ed il corpo delle cose.
e soffiando sulle anime dei vivi per renderle vive.
Nessuno lo sa. Neppure Dio.
Perché i poeti non sono angeli comuni:
sono l'essenza stessa delle galassie,
polvere impastata d'acqua sorgiva,
inizio e fine di ogni sentimento.
E se vivono muoiono.
Ma se muoiono vivono.
sandra cervone
MI AVEVI DETTO
A Remil
Mi avevi detto, non ti rattristare
che quando te n'andrai farò di tutto
perché si ricordino di te dell’amore
sviscerato per «Nostra Signora Poesia»
t’ho creduto, ho resistito per starti vicino,
Ma tu, bugiardo, bugiardo, bugiardo!
Sei andato via prima, non mi hai atteso,
hai smesso di soffrire le pene dell’Inferno
e ci hai lasciato un’arte che rimarrà
in eterno, finché tutti noi vivremo, per
ricordare il tuo altruismo sfrenato,
il tuo amore incondizionato, saldo
puro e verace nell’Arte di cui viviamo.
Oggi 25 febbraio hai atteso il sole
ti sei preso il suo bacio e in quel bacio
ci hai stretto la mano e ti sei appropriato
dei calzari di Mercurio per avviarti
e intercedere verso Nostro Signore
di fare uno sconto ai peccati nostri.
Reno Bromuro
mercoledì 25 febbraio 2004
MIEI CARI GENITORI
di Remil
Non amo essere bello
miei cari genitori.
Non voglio piacere
a nessuno.
All'ipocrisia
preferisco i miei calci
e i miei sputi.
Mi piace esporre
il culo nudo
nel mio quartiere.
Mi piace vedere la gente
che finge di non vedermi.
La follia mette paura.
Se alzo una mano
per salutare
la gente fugge.
Quale potenza
nelle mie dita tese.
Nemmeno il saluto romano
v'intimoriva così tanto
eppure l'avete fatto
poi l'avete scordato
ed ora lo fate di nuovo
sotto altre forme
e sotto altre bandiere.
Mi divertite.
Mi piace uscire così come sono
senza fazzoletto
e senza cravatta.
Gentile signora
la spaventa un uomo in mutande?
Scommetto ne ha visti
molti di più senza.
Mi dispiace del vostro orrore
miei cari genitori
ma voglio essere libero
di consegnarmi alla morte
con le mie mani
piuttosto che vivere
nell'annientamento
delle vostre leggi immorali.
Di Remil
ARDENTE PASSIONE
La promessa
I
Voglio entrare
nella terra con te
e scavare con le ossa del corpo
sotterranei anfratti. Sentire
d'amore bruciare la tua pelle
e non importa se gia' altri sono
stati qui; le mie braccia saranno
diverse e diverso il calore della
bocca che si unira' alla mia.
Ardente passione d'afferrarti
e sentirti dire che sei travolta
da sconosciute parole d'amore.
II
Ti hanno distrutto quel che avevi
e non una lacrima e' uscita.
Dalle tue morse labbra, la goccia
dolce del tuo sangue m'ha parlato.
Grande donna, sublime, infinita,
cratere di sangue mio e tuo,
dalle mie vene d'amore prendi
altra linfa che ti terra' in piedi.
Avrai me accanto, la vendetta
sara' compiuta dal nostro febbrile
amore che ci ha reso eterni.
III
Scivolano sopra onde di ghiaccio
le spume bianche che teneramente
dormivano il sonno di bambini.
In questo fienile di luce gialla
i tuoi capelli hanno lasciato
profumo di more, lame mortali.
Intorno, accesi dal tuo corpo,
vedro' gli alberi in rosse fiamme.
E' bello sentirti dire che della
morte non hai paura se la vita
e' chiusa da granchi salati d'acqua
IV
Dalla fronte, rughe di anni cosi'
amate, dove lo sguardo del tempo
non s'e' mai fermato, piano nascono
parole che spaccano in due le
pareti geografiche di questo
mondo a pezzi. Donna, mia donna
infinito dono che dal profondo
delle anse offerte mi fai uomo,
mai perdero' goccia di sudore del
tuo amore e quando morro' il
nome tuo sara' l'ultimo grido.
V
Lungo i diademi che circondano
mantelli e corone, come fiume
saliro' a te, giorno dopo giorno
graffiando via croste da ferite.
Sopra lenzuola bianche, accecanti,
nasceranno parole dalla sabbia,
colori senza confini di case
e neve erbosa diverra' letto
dove dormiro' in rami di foglie.
Dal sonno quieto, lente nascono
poesie di rabbia e d'amore.
VI
Scoscese maree su petrosi e
crudeli cuori di carta dove si
firmano bianche condanne di morte
spengono il fuoco dei tuoi sensi.
Allora la mia voce ti chiama
dove notte sorge e giorno piega,
dove quel che senti e'solo eco
bianca di sofferto amore come
la bellezza dei tuoi fianchi: curve
sinuose di questa nostra terra
maledetta dal prezzo dell'oro.
Canzone VII
Avvolgimi ora e coprimi gli
occhi. Ho bisogno di mangiare e
distendermi sulle tue labbra per
succhiare il sapore di saliva
dalla tua bocca, sentirmi vivo!
Avvolgimi anche per domani, per
tutti i giorni di sempre fatti di
pietra e dolore. Le mie mani
sono cosi grandi che non saprai
piu' dove i confini della terra
bruna del tuo corpo volgeranno.
Canzone VIII
Siedimi accanto luce maestra
di orgoglio e speranza, fiore di
umilta'. Io contadino d'ortica
e semi traccero' solchi di terra,
sentieri di frutta dove i nostri
passi muoveranno lungo la strada
dei girasoli. Porgimi il braccio
dama di boschi e laghi montani.
Domani altra gente salutera'
agitando sorrisi di mani e
capelli sotto un unico cielo.
IX
Deserti, campi minati: e' qui che
manterro' la promessa e sarai
mia dove i rovi segnano la
pelle ed il sole accende l'aria.
Vado con gli occhi serrati ed i
pugni stretti a svellere tralicci
di falsita'ed inganni. I tuoi
seni saranno occhi increduli
nel vederti si' debole quando ti
stringo e cosi' forte opporti a
crepe elastiche d'un mondo cieco.
X
Scenderemo lungo la notte forti
del nostro amore che sara' luce.
Scrivero' allora le rime che hai
atteso; ogni parola avra' il
colore della tua carne. Versi
d'amore e sangue come onde di
vento caldo ed odore di terra
bagnata poseranno desideri
incommensurabili di viverti
il corpo, baciarti l'anima in un
respiro immenso come l'Eterno.
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