12-09-06

 

 
Natale è passato...
Sarà perché sono una persona semplice, che si accontenta di momenti
semplici, ma devo dire che per me è stato un Natale felice, anche se non ho
fatto nulla di eccezionale
 Ora si avvicina l'anno nuovo.  Oggi è il. 30 Dicembre,e domani anche il
2005 svanirà nel nulla,lasciandoci come bimbi,appena nati,che intravedono
per la prima volta il mondo,e non sanno quello che spetterà loro.
E' tempo di bilanci.E' inutile stare a parlare di ciò che potrebbe essere,
se non lo voglio: non posso sentire la mancanza di ciò che non voglio.
Sento il treno delle 17,45 passare lontano.Sento il fischio. Si fermerà alla
stazione.
Tutti abbiamo una stazione.Devo dire che la mia, ancora oggi, continua ad
essere una stazione nella quale i treni rallentano,spesso si fermano.Ma
chissà se un giorno mi verrà voglia di prenderne uno?Forse ci sarà quel
giorno,ma forse, nel bel mezzo della mia determinazione, pregherò per uno
sciopero improvviso delle ferrovie.
Ci leggiamo ...tra un anno.:-))
Ciao amici


-2006-

Vita

Samo fatti di dilatazione di spazi ... in un involucro limitato come il nostro corpo albergano mondi immensi, spazi infiniti e tempo... tantissimo
tempo ... il potere di un'emozione è marchiare a fuoco l'anima, lasciare una traccia che sia più che un ricordo, che sia una scheggia che non possa esser
mai più rimossa... schegge di emozioni, eterne...
...bella la vita quando non si indossano maschere: quando gli occhi, la voce, le mani mostrano i nostri pensieri, le nostre emozioni, quando i sensi
ci distaccano dalla terra dirottandoci in uno spazio senza tempo: è un momento, oppure un'eternità... è vita...

 

Tornando a casa nel traffico

Guido piano. Mi  perdo in pensieri vagabondi quando l'autoradio trasmette  una vecchia canzone. Mi riporta  indietro nel tempo... ricordi lontani

.Mi colpisce a tradimento...riapre vecchie cicatrici mai guarite completamente.
....Per un momento ho rivissuto un pezzo di viaggio fantastico,un viaggio perso nel tempo che non potrà ritornare.
Poi la musica lentamente è sfumata. Mentre tornavo a casa nel traffico, nei miei pensieri quelle note . Ci sono certe canzoni che non si smettono mai di ascoltare… sono quelle che ci connettono con l'infinito....
Quasi a casa,due ragazzi si baciano in una panchina del parco lungo il fiume. Sono molto giovani,puliti, e fanno tenerezza.

Anche loro  poi sfumano in dissolvenza come le note della canzone,non li vedo più
Forse stanno tracciando la trama di un'altra storia, nel futuro.
Ogni storia dopotutto ha un inizio.

 

Pensieri al tramonto

Stasera...non ho bisogno di nessuno, sono sola e ci sto bene. Stasera c'è un tramonto meraviglioso. Tutto è limpido, tutto decisamente bello e malinconico e verso sera i chiaro scuri del tramonto giocano con le mie montagne che sembrano disegnate, sembrano delle linee che ricordano tanto le forme del viso di una persona.
Oltre queste montagne, non molto lontano c'è il mare. Mi sembra quasi di sentirlo.....chiudo gli occhi...sono sola, cammino piano lungo la spiaggia.
Le onde, cullano dolcemente i miei pensieri un po' tristi, guardo il mare e vedo l'infinito. La sua profondità, la sua limpidezza, il suo mistero. Vorrei essere una cosa sola con lui, come due anime teneramente abbracciate. Sentirmi libera da ogni orrore, dolore e tristezza che mi circonda, e poi addormentarmi sulla spiaggia e sognare...fare un sogno bellissimo. Quale? Non posso dirvelo:-))
Non importa se quando mi sveglierò mi accorgerò che era solo un bellissimo sogno: un sogno rimane un sogno, la realtà sempre se stessa. La realtà è un destino che è stato scritto per noi, e noi non siamo padroni del nostro destino ma soltanto interminabili tramonti che colorano di rosso il cielo e che popolano la nostra vita.
Guardo il cielo. Tutto ruota con perfetto movimento riattraversando vuoti che non conoscono ostacoli e impedimenti, è ci offre la possibilità di comprendere le cose. La vita e il suo mondo ha troppo confuso disordine e troppa approssimativa vicinanza a noi per vederne un disegno ultimato che non sia quello della fine, un semplice cadere, e per volere che sia solo questo. Comprendere è essere compresi da ciò che vogliamo comprendere. Ma io credo che  noi siamo nati per un destino più alto di quello terreno. Di  la c'è un regno dove l'arcobaleno non svanisce, dove le stelle si stendono davanti a noi  e dove gli esseri, che sono trapassati, come ombre, staranno insieme a noi per sempre.
Sono sola stasera e sto bene perché soli non si è mai con se stessi quando non si ha paura di vedersi dentro guardando un tramonto che ora sta lasciando il posto alla sera...
Non si è soli quando si ha fiducia di un giorno nuovo .
Nella fiducia di un nuova alba e di tanti bellissimi tramonti.


 

 

Scrivere una lettera in una fredda sera di nebbia

La sera è fredda e  nebbiosa; solo una luce strana, bassa, che pare esca da sottoterra, imbianca i marciapiedi umidi e una parte delle case, lasciando
scuri i piani superiori che sfumano nella nebbia e sembrano costruzioni non finite.
Sono uscita a piedi per fare un po' di spesa e quasi mi sono persa.
Ora sono qui. Dovrei scrivere una lunga lettera. L'ho già composta mentalmente quasi per intero in una notte insonne, quantomeno ne ho composto il tono.
Dovrà essere una bella lettera. Non mi piace rispondere tanto per farlo. Sarà una lettera chiara, semplice ,solenne, scritta con eleganza quasi classica, in una prosa allusiva più che declamatoria. Sarà una lettera saggia e grave eppure delicatamente ironica. Non sarà facile...
Inserisco un cd nello stereo, mi aiuterà. Bella questa musica. Si allungano le note piegando un suono nell'altro fin quasi a raggiungere quel confine che
talvolta chiamano blues.
Ascolto la musica e guardo il bosco non molto lontano, fin dove la nebbia mi permette la vista. L'immobilità degli alberi, i cespugli, i rampicanti...il
silenzio. Tutto sembra che si sia fermato in attesa di quel eterno movimento sincronizzato che li porterà da una notte all'altra.
E io sono qui a cercare volti lontani. A scrivere lettere sul grande spazio bianco del soffitto.
Guardo le luci della strada appaiono e scompaiono: sono come i sogni, si avvicinano lentamente e quando arrivano ritornano via... sono i piccoli sogni
che aiutano anche loro a vivere.

 

- 2005 -

Parlando a voi e a me stessa

Stasera sono come sempre qui con voi,è una dolce abitudine tornare dal
lavoro ed accendere il computer.Ma la mia mente è lontana.Vola
via,.Attraversa l'oceano,le pianure e le vette più alte.
I miei capelli sono sciolti stasera e se se apro leggermente la finestra per
far entrare un po' d'aria,sento il vento che li accarezza ed è una
sensazione piacevolissima.
Vorrei uscire,accende un falò e danzare attorno al fuoco che brucia le mie
illusioni.Farne un fascio e vederle accendersi e volare via come faville.
Vorrei volare sulle sabbie del deserto e nel mio viaggio trovare una terra
inesplorata.
Sono sicura che esiste una terra inesplorata se ti abbandoni ai sogni e
mantieni accesi l'amore per la vita ,la speranza e la fede,e io voglio
continuare a cercarla e testarda come sono la troverò.
Il tempo fugge via cara Michela,e tu le ali per volare non le hai.La vita è
una sola e tu questo lo sai,lo hai sempre saputo, anche se a volte l'hai
vista come una farfalla e la rincorrevi,l'acchiappavi e la lasciavi volare
via sicura di poterla sempre riprendere,ma non accorgevi che ti sfuggiva.
Non ti ha mai importato che una festa finisse,sapevi che ce ne sarebbe stata
un altra che sarebbe cominciata,e non te ne è mai importato di avere un anno
in più perchè tanto sapevi che saresti sempre rimasta te stessa.
Ora la sabbia del tempo continua a scorrere nella clessidra dei miei
giorni,sempre uguale,e io la osservo dietro un vetro sapendo che in ogni
caso la bambina dentro di me non potrà mai morire.
Ma corri con il tempo , Michela,non fermarti mai.Segui te stessa e lascia
che il ricordo dei tuoi giorni voli via insieme a lui.
Tanti recitano una commedia o si mettono una maschera di fronte al mondo,io
non ho mai recitato,non sarei una brava attrice,sono sempre stata me stessa.
Ho accolto tutti con lo stesso sorriso,ho sempre pensato agli altri.
Ho sempre cercato di essere radiosa e di fermare ogni sera nell'istante di
un tramonto meraviglioso, e qualche volta ci sono anche riuscita.
Amo la vita e cerco ogni occasione per renderla migliore e continuerò il mio
cammino con ottimismo e voglia di bene, e sempre sarò amata anche se a volte
non sono proprio riuscita a farmi amare.
 

Leggere...scrivere

Ieri sono stata in giro per shopping natalizio. Non che ci tenga molto,ma non bisogna spezzare il circolo vizioso del consumismo.:-)

Non ho comprato niente.Al solito arriverò all'ultimo minuto e dovrò ancora comprare i regali.
Ci sono stati due o tre momenti in cui in mezzo alla marea di gente impazzita per lo shopping, sbattuta qua e là per i vicoli , in mezzo alla
calca di persone e di corpi, mi sono sentita terribilmente sola.
 Ho fatto una puntata in libreria.Più che altro mi comprerò dei libri. Amo leggere.A volte credo di aver letto troppi libri. E non è certo un vanto.
Infernale e dolcissimo elisir, la lettura, droga come tante, quando la si usa per non alzare gli occhi intorno. Ho letto per colmare vuoti, ho letto per non pensare, ho letto per non vivere, non sentire, non soffrire. Leggere è sempre stata la mia strada, la strada della mente.
Spesso guardo quella piccola  intellettuale profuga del mondo, rifugiata fra le copertine in brossura e mi fa venire stizza. La prenderei a ceffoni,
per dirgli: muoviti! Esci fuori! Butta via quella cartaccia, quei pensieri di altri, vivi! Pensa i tuoi pensieri, prendi le tue facciate, soffri, ridi, agisci, perdio! Che nervi: da stringere i denti.
Ma io lo so che non avevo molta scelta. Devo prenderla con calma, confortarla, 'sta ragazzina: hai fatto bene, in fondo. Forse non hai avuto molto coraggio, ma è andata così. Ci provassero, gli altri. La vivessero, un'infanzia in una casa dove andava sempre tutto bene. Non è stato facile,
lo sai solo tu. E non è facile per nessuno, intendiamoci. Solo che tu hai reagito così: guarda avanti, e il resto pazienza.
Ma come amo leggere adoro scrivere.Il mio sogno è quello di scrivere un libro,ma non crdo lo farò mai e non credo nemmeno di esserne all'altezza.
 E' questo stile che mi sembra sempre così diafano e dispersivo. Questa mancanza di centro. Ho letto parole che graffiano, che
fanno a pugni, che strappano, lacerano, colpiscono dritto dove fa più male.
Le mie  invece quando scrivo girano attorno, accarezzano, occhieggiano, valutano, prendono bene le distanze.
A proposito di libri: oggi girando tra gli scaffali  mi sono resa conto per la prima volta di quanto siano onnipresenti gli autori americani: gli
scrittori statunitensi o comunque anglofoni americani sono la stragrande maggioranza degli scrittori stranieri pubblicati da noi. Poi seguono gli
altri anglofoni per eccellenza: gli inglesi. Tutti gli altri sono molto ma molto meno numerosi: altri europei per lo più, sudamericani e qualche cinese
eccellente, qualche giapponese famoso...
Siamo schiavi della facilità di comprensione a livello globale dell'inglese, e succubi degli americani, come sempre. So che è banale, ma ieri ci ho proprio fatto caso e girando in libreria questa cosa fa impressione: provate per credere.
Dalla lettura alla scrittura. Mi piace leggere e molto scrivere,(appunto)
La pagina che a quest'ora dovrei aver riempito fitto fitto di ideuzze interessanti, mi abbaglia di immacolata, innocente vuotezza. In questi casi un'inquietudine si impadronisce di me, e mi impedisce di fare qualunque cosa, compreso il pensare al problema da risolvere.
Allora sono costretta a fermarmi e tirare il fiato, perché il mio cervello si comporta come un asino testardo e recalcitrante, che non si piega né a
minacce, né a lusinghe. Mi tocca stare in attesa, curiosare, spiluccare,dare un'occhiata in tralice senza spaventare. Poi mi riavvicino alla
questione, o meglio, la prendo meno di petto, con meno aspettative.
Così, con la mente meno preoccupata da domande, paure, o timori delle aspettative, le idee trovano lo spazio per affacciarsi alla coscienza. E che
nervi, poi! Lo fanno con l'aria di dire: beh, ma che bisogno c'era di tante storie, dove ci stavi cercando? Siamo state qui tutto il tempo, aspettando
proprio te: finalmente ti sei degnata di rivolgerci un'occhiata...
 
Incontro con un angioletto dispettoso

Indosso un cappotto e scendo lungo il fiume. Il bosco è avvolto da una nebbiolina che rende i pochi personaggi figurine grigie,spettri che si
muovono silenziosi nelle prime ombre della sera.Mi sembra di vedere qualcosa di strano tra gli alberi...qualcosa che mi sembrava...ma  no,impossibile.
Il bosco è senza canti,senza rondini,gli alberi sono senza nidi.Sui rami foglie gialle e disperate combattono la loro battaglia persa contro il vento che tra poco se le porterà via.L'aria è fredda e umida e colora i miei pensieri del colore del tempo.Spira un vento freddo che mi ricorda che presto porterà la neve e come piume d'angelo ricoprirà tutto di una pace silenziosa...e tutto sarà avvolto dal silenzio.Inverno sulla natura..inverno sulla vita.
Dove sei estate?
 Il fiume scorre tranquillo .L'acqua è limpida e fa da specchio agli alberi spogli e al cielo, ma il movimento delle sue acque fa cambiare forma alle
cose, le rende confuse.Per un attimo mi è parso di rivedere di nuovo quell'immagine che da una roccia sporgeva la testa:l'immagine di un bambino.
 Fa freddo...Stringo il cappotto e scendo sulla riva come facevo d'estate e getto un sasso proprio dove ogni giorno un vecchio tronco si riflette nell'acqua. Le onde concentriche che esso ha prodotto sull'acqua fanno sparire la sua immagine, e quando queste si sono placate il vecchio tronco  ritorna a specchiarsi.Per un attimo le prospettive sono cambiate.
Questo mi fa pensare alla vita. Quello che vediamo tutti i giorni, le ingiustizie, lo schifo che ci circonda, le diversità, le brutalità, la fame,
l'ignoranza, e tutto quello che rende grigio questo mondo .Sarebbe bello poterle cambiare,peccato che non si possa farlo semplicemente lanciando uno stupido sasso.
Torno piano verso casa camminando tra i ciotoli ,sempre in  bilico tra vita e poesia. Qualcuno mi segue?Avverto una presenza,ma una presenza buona.
Cammino...Un sasso...foglie gialle...figurine grigie nella nebbia...e la dolcezza delle piccole cose.
Piccoli pensieri  come desideri che si disperderanno presto nel vento di tramontana spazzati via come foglie morte: fogli di un calendario vissuto,
strappate al diario della mia vita.
Forse alcuni saliranno in cielo .Allora lasceranno il mondo, scagliati nell'infinito fino e raggiungeranno gli angeli.Ne troverà uno dispettoso che
li raccoglierà e li rimanderà esauditi in un fiocco di neve.
 Mi sembra oradi sentire una voce:"Ecco Michela,se prenderai il fiocco magico tutti i tuoi desideri si esaudiranno.Li metterò in un fiocco di neve e lo farò cadere sulla terra "
....Angioletto dispettoso.
 

Il tempo che mi appartiene

Così occupata a ricordare com'erano le sicurezze e quanto  erano grandi i sogni,raramente mi accorgo che questo che viene e trattengo è il tempo che m' appartiene.
Ho seminato in attesa del raccolto e adesso fatico a comprendere che lo scopo era seminare e non ci sarà raccolto. Non mi pento di niente, se non degli sbagli, degli egoismi e delle omissioni vigliacche e controproducenti.
Sono stata e sono fino in fondo donna  imperfetta, incline alla pigrizia e poco attenta alle cose del mondo.
Assomiglio a quella scultura scavata dalla materia, colpo su colpo. Fino ad un certo punto la figura si delinea e la prospettiva riconsegna un'immagine forte, poi si scortica in un infinito e piuttosto inutile lavoro di rifinitura.
E' il privilegio dei pochi  rimasti senza clienti, accanirsi su quello che hanno prodotto, non dovendo consegnarlo a nessuno.
Questo il senso della ricerca: non disperdere a casaccio i semi che pure scarseggiano, quale che sarà il raccolto.
Delle abitudini durature ricordo la poesia e l'amore per le parole tralasciate.
Se le mettessi in fila ad una ad una questa sera farebbero un capolavoro.
 

 

Ascoltare e guardare

Dismessi anche per l'oggi i vestiti e le maschere, entrambi grigi e gialli e con molte righe,osservo da questo angolo di mondo il resto del mondo che parla.
E non mi dispiace ascoltare e non ho voglia di dire la mia sempre su tutto, addosso a tutti come una coperta buttata a spegnere i fuochi.
Di quelle coperte che se anche deprimi la fiamma il prossimo lo fai fuori soffocato.
Non sopporto la vanità e l'invadenza. Dicono che non si sopportano i difetti che non si ammette di avere. E che piacciono negli altri le qualità che
inconsciamente si è certi di possedere.
Che curiosa stupida afflizione. Piuttosto inverosimile, nondimeno. Se fosse vera, io dovrei essere solare e loquace, oltre che vanitosa e invadente.
Invece, contraddicendo gli opposti, parlo poco e sto quasi sempre al posto mio, a distanza di sicurezza. Per entrambi, si capisce.
E' un piacere sottile ascoltare e guardare, non ha niente a che vedere con la debolezza di spirito (principio in ossequio al quale chi è forte e vale,
prima o poi te lo viene a dire e, nel caso, te lo può anche spiegare).
Ascoltare e guardare: c'è discrezione, non limite. Se mi piacesse altrettanto annusare e toccare avrei stabilito da tempo una distanza
inferiore come giusta e necessaria.
Ecco cosa succede con il mondo, qualche volta la sera, da questo angolo che pure gli appartiene: lo ascolto e lo guardo da qui, e non mi sento lontana dal dolore e dalla gioia più di quanto sia ragionevole aspettarsi, non potendo toccarli entrambi, né annusarli.
Tra chiamarsi fuori e non essere interessati c'è una terza possibilità:
Ascoltare e guardare.
 

Una lettera volata a te dal web

No,ti prego, almeno tu. Non puoi perderti per le strade buie della tua via.Non tu, che di per te sei luce. Non tu, che non sai ferire e che non vuoi
ferire, non tu, che vuoi ridisegnare il mondo con i tuoi acquerelli; puoi abbandonarti alla mano del Destino. Non puoi permettere che sia lui a
decidere di te. Non puoi odiare il cielo e prometterti di non guardarlo mai più solo perchè un tempo non vi vedevi così tante nubi. Non puoi decidere di buttare i tuoi colori solo perchè sei esausto, e la tua mente stanca non vede che il grigio di un'infinita agonia. No, tu non puoi smettere di credere nella vita.
Non so perchè dovresti ascoltare i miei divieti e so che non lo farai. Tu devi credere negli alberi che hai fotografato, nei tramonti che hai
disegnato, nell'amore che hai sognato e nelle parole che hai raccontato.

 Spiegami perchè non dovresti credere nell'amore, semplicemente perchè una volta ti ha deluso.
Insegnami a distruggere tutto quello in cui ho sempre creduto (come stai facendo tu, in questo momento), se credi che sia così tanto utile e indispensabile, impossibile da evitare. Sai, che la tua tristezza non è il male di una sera trascorsa da solo a nascondere a te stesso le tue ferite,
anche se abbiamo sperato che si trattasse di questo: si, anch'io l'ho sperato. Sentire la tua voce, che in realtà non posso sentire ma posso
soltanto leggere attraverso i caratteri di questo nuovo mondo che si chiama informatica, e saperla tremante, instabile, riuscire a udirla tale, mi fa
male. Non so perchè, ma è così.
Non sarai mai solo, qualcuno ti penserà sempre. Penserà al genietto pieno di risorse che, per una sola notte, per una sola sera, per una sola settimana, per una sola vita, ha accusato le fiabe di essere solo fantasia. Le favole sono realtà. Questo non è altro che un momento triste, terribile: forse hai paura che non finisca mai, vero? Ed invece finirà, ne sono sicura. Non lasciarti sottrarre gli estremi dei fili che tengono unita la tua vita. Non lasciarti rubare i tuoi sogni, anche se credi che non te ne farai più nulla, d'ora in poi; anche se non hai più voglia di crederci.
Non puoi arrenderti e permettere che qualcosa distrugga la tua vita. Non puoi essere sicuro quello che cercavi e che eri sicuro- o ti illudevi- di
trovare, non esista.
Non credere che sia stata una coincidenza, che queste parole siano rivolte proprio a te.
 

 

 

Gli occhi

Se gli occhi sono specchi dell'anima
tu non chiuderli mai .
Lascia che l'acqua brilli nelle schegge di luna
ed il vento ti ferisca .
Fa che la tua anima possa vedere
la grandezza del tuo sogno
e l'infinito del tuo cammino .


 

Commemorazione dei defunti

La carità cristiana verso i nostri cari(e verso gli altri in generale)non deve incominciare quando ormai riposano in una tomba;ma deve trovare espressione pratica molto prima,quando abbiamo la gioia di poter godere della loro presenza terrena.

La carità non è un gioco di dare e avere,è un'offerta disinteressata d'amore.La carità quindi è più grande quanto più i nostri cari(e in generale il nostro prossimo) sono impossibilitati a ricambiare quello che offriamo.
E' facile esprimere sentimenti di bontà verso i nostri cari che sono morti.
Novembre è il mese della commerazione dei defunti.Quando pensiamo a loro scopriamo spesso quanto a volte siamo stati duri di cuore.E ci lasciamo prendere da una tristezza grande che non risolve nulla.Ciò che possiamo fare però è di amare coloro che abbiamo ancora intorno.Accogliamo coloro che ci vivono accanto come sono,con il loro carattere,con i loro pregi e i loro difetti,offrendo tutta la nostra comprensione,l'affetto e l'aiuto che sio aspettano(una buona parola,una telefonata,un sorriso...sono sempre piccoli doni semplici , che fanno un grande piacere)
Insomma :dobbiamo essere buoni con i vivi. Di sicuro i nostri cari defunti,che sanno tutto di noi e da lassù vegliano su di noi,saranno felici se in modo gratuito sapremo dare amore a quelli che ci vivono accanto.
Questa certezza ci porti sollievo se siamo tristi quando ripensiamo alla perdita di una perdita di una persona cara.
 

 

Sera d'autunno

Sera di Novembre.Ha smesso di piovere.Si vede nebbia nella valle. Quella nebbia, tante volte maledetta dai finestrini delle macchine, quando
stravolge le vie più note,  quella nebbia che dilata i contorni, allunga i percorsi in un biancore indefinito...eppure tanto romantica, irreale,
dolcemente inquietante. L'atmosfera giusta per crogiolarsi in casa.
Il sole sta provando a squarciare l'orizzonte e perforare  le nuvole per regalarmi un tramonto....Mi piace il tramonto.Com'è romantico veder scorrere il mondo al tramonto.L'erba dei campi, le case, e soprattutto le montagne in lontananza hanno una tale malinconia...
Ogni cosa che va verso il tramonto ha nostalgia di ciò che sta per lasciare.Anche noi...Se la giornata col suo viaggio dalla luce al buio è metafora
della vita, allora è il tramonto a rappresentare la morte?
Cala la sera.Una nuvola distende una striscia sottile sopra il cielo e frastaglia la luce in raggi che piovono sul viale. Il viale è coperto di foglie gialle ,e in fondo a questa strada silenziosa di periferia ,là in fondo,dove finiscono i muri della case,la nebbia un'altra volta trabocca sopra l'orlo dei fossati e sull'erba che è rimasta in mezzo ai prati.Percorre esattamente un ciclo che è rimasto sempre uguale senza aver bisogno di segnali per
sapere ciò che deve fare.Scende silenziosa come un manto, si sparge e ristagna come tristezza nell'anima.
Riduce le cose e gli spazi,e sembra voler dire:"Quando il mondo sembra immenso, buio e senza alcun senso... concentrati sulle piccole cose,: la luce del sole del sole che filtra tra le foglie, un gatto accoccolato sulle ginocchia il sapore di una mela, una ragnatela luccicante di rugiada. Più tardi verrà il tempo per le grandi meraviglie. Ora è il momento delle dolci consolazioni, delle cose amiche e familiari.
Si può solo costruire, costruire di nuovo, eliminando le certezze che fino a poco tempo fa erano scontate.
E' come sedersi sera dopo sera a guardare un tramonto,con occhi attenti all' infinite sue sfumature e ci sono sere rosate,altre di fuoco,altre
opalescenti,altre che si incendiano all'improvviso e poi passa una nuvola e l'incendio ti rimane nel cuore.

 

Piccoli sogni ad occhi aperti.

Piccole cose ,troppo grandi per noi,riposte con cura nei cassetti del cuore chiudendole a chiave a doppia mandata.
Cosa mi resta da ricordare?
Soltanto momenti abilmente repressi composti solo di nodi alla gola, di strette di mano, forse anche un sorriso e una frase allusiva.Non una parola più ampia di tanto,né una carezza a sfiorarmi il viso,neppure lo slancio di un bacio improvviso,né l'illusione di avere vissuto per un solo momento qualcosa che avesse un significato.
Ma ciò nonostante mai e poi mai vorrei guardarmi allo specchio dovendomi chiedere se, tutto sommato,ne valeva la pena.

Segreti pensieri vaganti nel vuoto dove non alberga alcuna materia.Strani pensieri che si rincorrono in un girotondo non sempre festoso.Pensieri proibiti che dovremmo rinchiudere in un buio cassetto tra ammuffiti ricordi.
Ma non tutti possiedono un cuore di pietra e con la consapevolezza di qualcosa che esiste e al tempo stesso non c'è li lascio vagare liberi nella mente,ma creano solo una gran confusione...
Conchiglie che non cogliemmo mai d'inverno in riva al mare lasciando sulla sabbia orme a testimonianza della nostra storia.
Idealizzati progetti per sempre costretti a vagare nel vuoto come sogni proibiti lasciati sospesi a luccicare nel vento come frutti immaturi
che non avremmo mai colto.
Desideri smarriti nel labirinto della nostra vita. .E ci tormenta una costante inquietudine :non aver realizzato questi piccoli sogni ad occhi aperti.

 

C'era una volta....

C'era una volta....così mi raccontava sempre mia nonna quando per addormentarmi mi interpretava una delle solite favolette con il solito lieto
fine....Si..le favole hanno sempre il lieto fine altrimenti non si chiamerebbero favole......La vita è un'altra cosa perchè non sempre c'è un
lieto fine...e non sempre ad ogni battaglia intrapresa  c'è il....e vissero...felici e contenti.....Nella vita si ride, si piange, si combatte e
si aspetta il proprio momento per poter trasformare la nostra vita in unafavola....sicuramente più terrena...ma sempre una favola in cui
credere......E a me piace la favola....piace credere in me e nella possibilità che ognuno di noi possa vivere la sua favola...con i suoi sogni
e il suo principe azzurro che sicuramente non verrà a bussare alla nostra porta in sella ad un cavallo bianco.....ma puoi girare l'angolo della tua
casa e vedere il principe più bello che si possa incontrare....e nello stesso preciso istante in cui avevi smesso di credere alle favole..

Perchè pensare che la vita sia solo uno sbattere il muso contro il muro? perchè credere che i sogni si infrangono sempre? Perchè non credere in noi stessi?
Qualcuno ha inventato questa parola che si chiama sogno....e qualsiasi sogno fa parte di una favola.....e anche questa parola è reale....fa parte di un vocabolario...fa parte della realtà...e la nostra realtà può diventare quella favola che tutti vorremmo vivere.....Non sempre ci sarà il lieto
fine....magari sarà un favola che alternerà momenti belli a momenti più duri.....ma la mia vita voglio viverla come una favola....voglio credere che
arriveranno momenti magici..voglio credere che un giorno io svegliandomi possa dire di stare vivendo la mia favola....e in fondo..ogni giorno che i
miei occhi si aprono e hanno la possibilità di vivere la magia di un altro giorno.....ogni giorno che io vivo... è una favola...la favola della mia
vita che mi ha riservato tanti colpi bassi...ma anche tanti bei momenti che possono assomigliare alla favola che spesso sento nominare in questi
diari...Non tutti credono alla propria  favola....e non tutti credono ai propri sogni...ma almeno non spezziamo mai i sogni di chi non ha mai smesso
di sognare perchè reputa possibile realizzarli.....per poter finalmente vivere la sua favola....
.Io credo nei miei sogni.....combatterò duramente per realizzarli.....ma un giorno..sorridendo...pot rò dire che sto vivendo
la mia favola.....e la mia vita mi piace chiamarla favola.....perchè un dono così bello non può non chiamarsi favola.....
 

Fermarsi a pensare

A volte è bello fermarsi e pensare ... mi capita spesso quando sono a casa col nulla intorno tranne che la musica ... e quello che mi viene in mente
ora sono gli amici e sono un numero enorme, alcuni di loro però sono scolpiti nel mio cuore e rimarranno li in eterno e tra questi ci sei tu.
Ogni volta rimango stupita da te e dal tuo carattere così dolce, sincero e affettuoso. Ho come l'impressione che non serva parlare per sentire il tuo
pensiero e capirti ... anche se mi piace molto chiacchierare con te, e tu lo sai!

 E i pensieri si dissolvono, la musica è ormai cambiata, uno sguardo alla finestra, le stelle brillano di una luce intensa, e se ora vedessi una
stella cadente? ... chissà....
 

Pensieri serali

Ognuno di noi al proprio passaggio lascia un'impronta nel cuore e nell' anima, tanto più è delicata quanto più arriva in profondità. Con il passare
del tempo se il ricordo di quella persona fa comparire un sorriso o gli occhi fanno scivolare due lacrime di commozione, significa che tutto sommato valeva la pena conoscerla, anche se gli abbiamo dedicato un solo minuto del nostro prezioso tempo, anche se è stato un colpo di luce, anche se è passato così velocemente che non siamo riusciti a trattenerla più a lungo.
 Il destino non è sempre crudele, il destino a volte ci presenta o ci propone le opportunità che se noi non ci sentiamo pronti di raccogliere probabilmente non eravamo abbastanza maturi o forti per tutto ciò. Ogni nostra parola è un piccolo seme che viene gettato nel campo per germogliare, ogni nostro gesto fa sì che la nostra immagine prenda corpo, ogni nostro singolo pensiero contribuisce a dare colore alla nostra persona. Lentamente si semina, molto lentamente la nostra persona viene a contatto con gli altri. Non seminiamo per sembrare belli agli altri, ma seminiamo per noi, siamo noi che ci prepariamo al nostro destino, siamo noi che con il nostro modo di essere condizioniamo gli eventi che ci riguardano più o meno consapevolmente. Poi un bel giorno quel destino così beffardo e così bastardo ci da l' opportunità, a qualcuno né da più di una nella vita, ad altri non ne presenta mai, se noi non siamo in grado di capire, se noi riteniamo che quel destino ci sta ancora prendendo in giro ci troveremo impreparati all' occasione.
 In quel momento, in quel preciso momento ci passerà davanti l' immagine del nostro campo, cercheremo di vedere, di ricordare ogni singolo
seme che cosa ha generato, poi ci allontaniamo con lo sguardo cercando di vedere in quel campo qualcosa di particolare per far sì che il destino trovi un valido motivo per fermarsi da noi. Ci rimane una consolazione, poter pensare che ancora una volta il destino ci stava prendendo in giro e non era la nostra occasione, il nostro momento. E..... se non fosse così! Se il destino non scherzava? Noi ci siamo trovati impreparati, non gli abbiamo creduto, pensavamo fosse una burla come tante né capitano e poco a poco tutto sfuma perde consistenza si allontana lentamente, vedi che all' orizzonte compare la nebbia, prima si vedeva il tramonto romantico, poi la nebbia avvolge inesorabilmente il paesaggio, sfuma le figure, ingrigisce i colori avvolgendo tutto in un paesaggio senza luce, senza contorni dove non c'è più permesso di guardare lontano, non più così lontano.
 La vita prosegue e bisogna andare avanti, sapendo che noi siamo il frutto del nostro passato che delinea il nostro presente e ipotizza il nostro futuro. Noi cerchiamo la felicità e la felicità di ognuno di noi è diversa, a volte bisogna saperci credere.
 

Una folata di vento


Una folata di vento ha raccolto in un mulinello di sole i cocci del mio
sogno, e per un attimo ho ricomposto il tuo viso; poi lo ha soffiato in
alto, fra le rondini, e lo ha dissolto.
Mentre avanzo paurosa nel buio infinito stringo ben salda nel mio esile
pugno una collana di sogni
La cenere cade dal mio pugno riverso nella conca del tempo,dove ho passato
tutta la vita a rincorrere stelle .

 

La strada bianca

Guardo la vallata dalla finestra di casa mia vedo e il fiume che scorre
tranquillo.Vedo i vari canali che formano le isolette.Non sono più affollate
di bagnanti.
I canali si collegano l'uno all'altro,ognuno soggetto alla medesima corrente
e gli stessi cicli lunari eppure diretti verso il mare secondo il loro
percorso E allora per un momento mi sembra di capire  qualcosa circa la
natura di questo mondo,circa il modo in cui esistenze apparentemente
disparate siano inevitabilmente intrecciate.
Di notte al chiarore della luna piena il fiume risplende d'argento e di
bianco,strada sottile che si immette nella vasta pianura scintillante che si
stende al di là. Chiudo la finestra e mi vedo in cammino,in cammino sulla
strada bianca,all'ascolto delle voci che sussurrano nei cespugli mentre mi
preparo per essere trasportata nel nuovo mondo che mi attende.
 

Il circo della vita

Uomini su trampoli, pagliacci e giocolieri. Sospeso a mezz'aria fra sogno e realtà. Suo figlio nella mano. I suoi pensieri corsero sul filo della sua
fantasia. Perdendo l'equilibrio come solo un bimbo sa fare si sentiva come un attore di quel circo, pagliaccio, domatore e tante altre cose. Uno
spettacolo dopo l'altro si era ritrovato adulto ancora li al centro di quella pista. Eppure aveva preso un'altra strada che non era quella del
circo. Perché allora si trovava li ? Si accorse che era tutta la vita ad essere un circo. Ipocrisia nascosta dietro il sorriso di un "Clown".
Illusionisti che rubano le tue realtà. Giocolieri dei tuoi sentimenti.Domatori della tua personalità.

 Si scosse per svegliarsi da quel sogno. No non si sentiva un attore di quel circo. Triste e deluso cercò di uscire dalla pista ma la gente attorno a lui chiese il bis. Comprese allora che non si poteva uscire dal circo della vita. Mise la maschera e cominciò a recitare, ricevendo in cambio: "applausi per la sua tristezza".

 

Allo specchio

Mi guardo allo specchio,riflesso insolente di un immagine sbiadita,per l'ultima volta distinguo qualcuno diversa da me.
Insieme,compagno di sventura ,essere mostruoso ed incantatore hai condiviso la mia pena o.forse ne sei la causa.
Mi riguardo,.riesco a scorgere ancora solo dei contorni sfocati ma quello che vedo mi basta per esser certa che sono io, soltanto io, unica proiezione del mio essere.
Bella non so,ma una sola. Mai più doppi nella mia vita.
 

Il treno della vita

Ci siamo incontrati sul treno della vita alla stazione della nostra adolescenza.
 Abbiamo bevuto nel calice della spensieratezza.
 Assieme siamo corsi dietro ai sogni, alle nostre illusioni.
 Sempre sullo stesso treno, la nostra amicizia salda come vagoni ben agganciati, sullo stesso binario, nella stessa direzione.
 Quanti ricordi di quel viaggio insieme nella nostra adolescenza.
 Il tempo ci avvertì che eravamo giunti alla stazione della nostra maturità.
 Ci siamo persi di vista in quella grande stazione, troppi binari, troppe direzioni.
 Salimmo su due treni diversi, con mete diverse.
 A volte dal finestrino ci siamo visti sul treno in corsa. A volte in qualche stazione per ricordare i passati viaggi insieme.
 Poi, oggi mi hanno detto, che sei sceso dal treno della vita per non  più risalire.
 Ho pianto amico mio.
 La modernità ci ha dato treni superveloci, si, proprio come la vita.  Difficile fare fermate intermedie.
 Quando succede, scendo e guardo, ma non ti vedo più.
 Un giorno scenderò anch'io all'ultima fermata, o forse chissà, un giorno tu  potrai risalire ancora sul treno della vita.
 Addio amico mio, o forse arrivederci.
 

Odio i lunedì

Lascio che il tempo scorra come l'aria fuori e dentro i miei polmoni. Posso dare un ritmo al mio passo, inspirare una molecola dopo l'altra, e
continuare ad essere nervosa.

 Provo a pensare a qualcosa di significativo,qualcosa di memorabile, sempre alla ricerca di un senso da scrivere a matita su un post-it e attaccare al margine di questo inizio di serata. Ma rimane triste e solitaria una sola convinzione: io odio i lunedì. Non sono la sola, questo è vero, ma io li odio in ritardo. Impiego una mezza giornata solo per afferrare l'ultimo vagone di una nuova settimana in partenza, ed ecco superato, odiato e dimenticato un nuovo giorno. Così, un lunedì dopo l'altro.
Dialogo con l'aria che respiro, mentre circola da un essere umano all'altro.E guardo su verso il cielo, se un cielo c'è invece di un soffitto. Mi vedo
ridicola sul fondo di un acquario pieno d'aria e di nubi, io all'interno forse di un edificio forse di un carcere, in una città senza nome, sulla
superficie di un mondo alla periferia dell'universo. Una città su cui il vento può soffiare, la pioggia scendere, la notte vincere.
Respirandola, a volte dimentico che l'aria esista. Nello stesso modo la routine, invece di rendere sicuro e determinato il fluire degli eventi, mi
priva della convinzione che ciò che sto vivendo sia reale.
 

Autunno?

La stagione triste si trasforma in carezza di vento, in sinfonia di
pioggia, in profumi di bosco e di uva raccolta, in dolcezza di luci sfumate
e pare ricordarci la bellezza insita nell'esistenza e il valore assoluto
della vita, in ogni suo giorno, in ogni sua stagione
Mi piace l'autunno.
 

 

Ascoltando musica classica

Ci sono momenti in cui le parole sono un timido tentativo di incanalare un flusso violento, turbolento, un'energia incontrollata, una vibrazione che
tocca lembi dimenticati, un brivido che scorre dall'alto in basso, e percorre a velocità diverse la distanza che unisce.
Ci sono momenti in cui il brivido perdura in un'energia rinnovata, in un' energia che non consuma, ma accelera le percezioni. E tutto diventa
violento, ma di una piacevole irruenza, un'intensità che colpisce a lungo, un'intensità che non si dimentica.
Ci sono momenti in cui il ricordo è così limpido da innescare le medesime emozioni, e il ricordo diviene così il collegamento senza limiti.
Ci sono momenti che vorresti far durare per sempre.
Ci sono momenti che valgono per sempre.
La musica che dolce ti avvolge in un abbraccio emozionante, le sensazioni che all'improvviso senti crescere e in una magia diffusa ti lasci
pericolosamente abbandonare assaporando ogni istante, ogni preziosissimo istante. La musica che è poesia, la musica che è emozione, la musica che è contatto; la musica che improvvisamente diventa "il contatto sublime" con i sensi che sollecitati fino ad un attimo prima impazziscono in un'oasi di piacevolezza; le note in un armonioso inseguirsi, con ritmo a volte lento, a volte rapido, con attimi intensi e ricercati e sfocianti in un abbraccio dolce e sentito.
Il dolce procedere dell'improvvisazione, della comunicazione lasciata all' istinto, in una liberazione totale di tutto ciò che non riesce ad uscire
altrimenti.

La musica come l'amore.
E quando riesci a respirare ti rendi conto di vivere una storia bellissima,ti rendi conto di come la poesia può materializzarsi e passare dallo
spirito, alle sensazioni, alle carezze, alla musica, e attraverso la musica
del cuore crescere in una sequenza mozzafiato.
Grandi emozioni per grandi interpreti, dove ogni piccolo dettaglio assume una luce misteriosa, una luce preziosa.

E la musica continua.
 

 

 

Piccola foglia

Venne l'autunno. Gli innamorati si tenevano per mano. L'ora era carica dell' intenso profumo degli ultimi frutti. Sul lungo viale una coppia di anziani
si avviano verso il tramonto. La piccola foglia guardando arrossì, con il pudore di chi è puro

 Un alito di vento la colse e dondolandola la accompagnò al suono del garrire di un'ultima rondine. Piccola pudica foglia madre di chi che dopo il gelido inverno ritornerai ad innalzare un nuovo inno alla vita.Buon riposo.


 

 

Sempre lontano dalla realtà


Eccoli li ! In piccoli frammenti sull'asfalto pezzi della mia vita. Ridotti ormai a lontani ricordi che non hanno più un significato, senza colori, suoni  piano piano si stanno bruciando. Non so se a voi è mai capitato di avere il dubbio se un periodo della vostra vita sia stato realmente vissuto  o che invece lo confondiate con un sogno o un desiderio.
 A me in quest'ultimo periodo capita spesso!Solo una grande confusione.Come se qualcuno si sia divertito a mischiare tutta la mia vita. Forse sono il futuro di qualcuno o il passato ma non mi sento il mio presente. Sempre lontano dalla realtà.

 

Una piuma bianca

Una piccola aula gremita di studenti, assorti nell'ascolto di parole che si stendono, lente, nell'aria. Si parla del paesaggio, del giardino e del
contatto con la natura.
C'è chi annuisce, chi osserva con occhi attenti colui che parla.
Perché nessuno guarda oltre la finestra? ... là fuori, in un mare d'azzurro e di verde chiaro, ecco che, in spighe gonfie di bianco, fioriscono gli ippocastani, e fiorisce anche il vento sottile dell'autunno; mentre lungo l'orizzonte delle montagne, nubi e neve si sfiorano nel cielo sempre più chiaro.
Ed una piuma bianca sta frullando, fuori dalla finestra. Viaggia in piedi, come se il vento stesse scrivendo parole di sole.
Chissà... chissà cosa scrive il vento. Ma, qualsiasi cosa fosse, anche la verità più dolce, nessuno se ne è accorto.

 

Polvere nel vento...

Chiudo gli occhi, solo per un momento e il momento è andato
Tutti i miei sogni, mi passa davanti agli occhi una curiosità
Polvere nel vento, tutto quello che sono è polvere nel vento.

Qualche vecchia canzone, soltanto una sorgente d'acqua in un mare senza fine
Tutto quello che facciamo, si sgretola al suolo benché ci rifiutiamo di vedere
Polvere nel vento, tutto ciò che siamo è polvere nel vento.

Non resistere, nulla dura per sempre tranne la Terra ed il cielo
Scivola via, tutti i tuoi soldi non compreranno un altro minuto
Polvere nel vento, tutto ciò che siamo è polvere nel vento.

 

Tutto cambia?

Non trovo più il mio posto. Mi sono perduta nell'infinità del mondo e delle
possibilità.
Tutto cambia un po', giorno per giorno, e puo' ancora, puo' sempre accadere
qualcosa di pazzesco che rivoluzioni tutte le mie credenze. Credo che la mia
vita andrá cosí. Credo sia l'unico modo in cui puó andare, visto che
continuo a lasciare spazi bianchi su cui si puó scrivere il contrario di
tutto.
 

Diario di un ultimo giorno di vacanza tra i monti

Adesso saranno le sette e mezzo o le otto, e le uniche cose che ascolto sono
gli uccelli e le mosche e le api, e prima, camminando, qualche vecchietta
nascosta nelle verande a preparare la colazione. Dietro l'angolo sento un
signore che canta piano, è bello da ascoltare, come il fiume mattutino. Una
bella musica.
Oggi è l'ultimo giorno qui ed è una cosa giusta viverlo dal mattino presto.
Come sempre, il tempo passa troppo in fretta, mi sembra voli. Ma non è
sempre così quando adori qualcosa? La porti dentro sempre, ma non ne hai mai
abbastanza. Forse è meglio così, non ti stanchi mai, e mai perdi la voglia
di tornare.
Mi mancherà questo vento, l'atmosfera, l'acqua, i sassi, la musica, le ore
notturne, i sorrisi, il movimento, i sogni visivi che mi sono stati donati.
Ma c'è un aspetto nuovo, stavolta, rispetto al passato: sono felice anche di
ritornare a casa. Perché ora sto bene con me, ho voglia di riprendere i miei
pensieri, i miei fogli, leggere, stare nel mio letto e vedere il mio regno,
sentire sulla pelle le nuove emozioni lasciate prima di partire. Felice di
riprendermi i libri, le storie, gli scritti, i miei alberi. Credo si tratti
davvero dello stare bene con sé stessi. Ma, com'è naturale che sia, tutto
questo mi mancherà. Amerò sempre quest'aria.
E' vero che quando sono dolcemente malinconica i pensieri, i discorsi, i
sentimenti li vivo in modo più intenso, più bello. Ma non ho mai volutamente
cercato questa condizione. Diciamo che è lei a cercare me, come la non
cosciente osservazione dei dettagli.
E' quando non te l'aspetti che la sorpresa fluisce più dolcemente,
riempiendoti di calore. E' quando pensi qualcosa di buono di qualcuno e quel
qualcuno materializza il tuo pensiero con un suo gesto. E' quando tante
piccole volte non credi più o sei stanco per riprovare e un silenzioso
vicino ti supera al via, ed è commovente scoprirti commossa per qualcosa di
piccolo e semplice, ma denso, più denso di una nana bianca. Le tue poche ma
fondamentali amicizie ti proteggono e pensi che non ti basterebbe altro, a
volte, e dunque non ti guardi intorno, avresti anche paura di ripercorrerne
tutti i passi, i gradini, sei troppo scottata da passate scivolate su di
essi. Non ti guardi intorno quando poi sei sempre tu ad osservare, tentare
di capire oltre le parole e i silenzi. Stavolta no. Vivi questa tua vacanza
come un infinito mese frettoloso con chi ti è più caro, e ne cogli ogni
sfumatura, l'essenza di gesti e sguardi e ricordi e sorrisi, e ti nutri del
tuo qui e ora e loro. Lasciandoti andare alle tue piccole grandi sicurezze,
non osservi.
Non osservi, ad esempio, un timido lumino che sta osservando te, si avvicina
silenzioso e silenzioso chiede il bisogno di qual calore che sai dimostrare
così bene quando e con chi vuoi. Conosco tanto bene quel bisogno, quella
richiesta, quella dimostrazione mille e mille volte né vista né sentita. E
allora capisco ciò che senti, lumicino, e scusa la timidezza di chi ancora e
di nuovo va piano, e si rifugia in inevitabili circoli elettivi pregni di
calda fiducia collaudata e salda, e ne esce poco senza rendersene conto.
Però già timidamente sorrido, già timidamente stringo da lontano, e il bene
piccolo che inizia già mi è dolce.

 

Mi piacerebbe


Mi piacerebbe ritrovare e nascondere in qualche luogo un mio vecchio
taccuino, e continuare a scrivere con le mie mani, inchiostro su
carta,quelle cose che arrivano senza fermarsi dietro ai miei occhi: perché è
più facile sfidare il bianco di un foglio strappato con l'urgenza di fermare
un pensiero che una pagina elettronica e virtuale, infinita nella sua
sostanza e grande come il desiderio di scrivere e di immaginare.
Da un cassetto tirare fuori il taccuino nei minuti che sembrano non passare
mai, e scoprire che nel compiere quel piccolo gesto tutto il tempo è già
volato via.
 

Pensieri

Una città che sembra uscita da un frammento di Pessoa. Un caffè all'aperto.
Io seduta, le gambe distese, sulle ginocchia non un giornale ma un pc
portatile. Le dita scivolano leggere sulla tastiera, come i radi passanti
lungo i marciapiedi, ed intrecciano una storia che si muove al ritmo lento
della brezza marina. Ho tempo. Gli appunti di una vita da riordinare,
l'ansia di dimenticare il nonsenso di una giornata vissuta in un torpore di
sogno.
Alzo lo sguardo, il cuore comincia a battere a precipizio. L'ombra di un
uomo si alza da una sedia. È solo una coincidenza, penso. Sfiora con una
mano il ripiano del tavolino, la sua faccia si volge tranquilla nella mia
direzione: mi sembra di conoscerlo,  dietro gli occhiali uno sguardo
sveglio, scrive anche ottimi racconti. Un sorriso canzonatorio increspa le
sue labbra. Un attimo ed è già sparito in un'altra strada di un'altra città,
in un'altra vita, forse.
 

Nel silenzio

Nel silenzio ascolto:tutto parla e prega. Se alzo la voce ho parole di pace.
Vorrei non sentire la voce della folla:vi affondo e mi perdo.
Parole e suoni confusi,sommessi e assordanti:son presa e divisa.
Sono chiusa in me stessa.invano cerco di sfuggire a tanto inutile clamore.
Ognuno vuol proclamare agli altri il suo vangelo:c'è chi predica, chi
recita, chi grida, chi supplica, chi ride, chi piange, chi canta..
Mille voci, mille messaggi: difficile trovar scampo.
Mi tormentano insistenti pianti e lamenti: per un attimo l'inerzia è vinta
e sono pronta a battermi
Ma la forza mia è scarsa: sarò sempre una comparsa; m'accontento di provare
e lascio andare presto.
Inesorabilmente l'uomo annega nel mare delle sue parole, nell'oceano dei
suoi rumori.
Monotone voci d'uccelli, lieti fremiti garbati di foglie su rami snelli:i
miei sogni ne sono cullati.
Godo il canto della pioggia, quello sommesso e gentile ma anche il sonoro
scrosciare.
Mi è sempre di conforto restare ad ascoltare: mi danno sicurezza i suoni
regolari,
e che tutto proceda senza scosse e nulla si possa fermare.
Spesso si invoca il silenzio ma quando vi si è immersi ci si sente perdenti
e si cerca
qualche segno sonoro di vita.
Persistono cinguettii di passeri con scarse variazioni di tono...: in queste
ore di torpore sono note di continuità, senza slanci, ma rassicuranti.
E' sempre possibile udire voci e suoni esaltanti, carichi di vita e di
speranza:
basta ascoltare musiche e canti di grandi e lasciarsi trasportare lontano ed
in alto con loro.
Quando non si riesce a volare da soli qualcuno può prestarti le sue ali:
tante ne sono disponibili.
Non rinunciare a salire né a cantare: lo sai fare e c'è chi può aiutarti.
 

Un altro giorno d'estate

Suona la sveglia e risolve tutti i sogni.Un  altro giorno d'estate,un giorno
caldo da accettare come gli altri.
Esco dalla semi oscurità della stanza,apro la finestra  entro nei vestiti e
mi dirigo al lavoro.
Un istante e affondo dentro la città ,vado a rendermi utile.Mi rinchiuderò
dentro grandi stanze illuminate dai neon
 ma nella mente nasce un pensiero insolito.Mi hanno detto che in questa
città invisibilmente passa un meridiano o qualcosa del genere. Allora mi ci
siedo sopra a questo filo che fa il giro del mondo...mi dondolo... e questo
rade i miei pensieri e nasce limpida un'idea dentro me.
Quanto tempo ho perso fino adesso... mi son fatta attraversare anch'io dalle
nuove stagioni in silenzio senza vivere.
La mia fantasia ha chinato il capo  disperdendo l'ansia di raccogliere
dialoghi d'aria e trasformarli in  poesia.
E semplicemente stando al posto mio ho dimenticato che anch'io respiro ...e
scoprirlo un mattino d'estate può pesare un pò.
 

Auguri a Federica

Ci sono momenti nella vita in cui non si sa più chi si è. Sono attimi in cui
si guardano gli altri, le loro sicurezze e tutto sembra banale.scontato.
Volti conosciuti diventano estranei, volti estranei ti sembrano
improvvisamente familiari.
Seduto in questa orribile stanza mi sento tagliata fuori, o forse voglio
proprio esserlo. Sola in mezzo agli altri, sola in mezzo al mondo. Sola. I
miei dubbi, le mie insicurezze, le mie voglie. Voglio che nulla mi distolga
da questo. Perverso masochismo! La mia mente vola, rompe le catene, sega le
sbarre.cavalca la tigre. Illusione di libertà!
Ma perché tutto questo.perché? Tutto mi sembra estraneo ed io ho bisogno di
sentirmi a casa.nella mia mente, nei miei pensieri, nel mio profondo. Ho
bisogno di varcare le porte della percezione. Il nulla!
Ecco che un rumore forte, invasivo, mi violenta. Disintegra la fantasia,
uccide il mio mondo parallelo..si disintegra il puzzle. Vengo catapultato
nella realtà di sempre, i volti di sempre, la stanza di sempre.
La fede, la forza, la vita stessa ti offrono tanto.forse troppo.
Mi spaventa omologarmi alle tante e tutte uguali pecore bianche. Una sola
certezza.il ricordo di una canzone."non mi lego a questa schiera, morirò
pecora nera!".
 

 

Pensieri, ricordi, emozioni..

Ho parcheggiato la macchina e come sospese nel tempo mi sono venute
incontro, nella luce rarefatta del tiepido sole primaverile, le rugginose
colline, e il cielo era dello stesso azzurro, lo stesso il silenzio, la
stessa l'aria quieta, gli stessi gli alberi pieni di foglie nuove.
Ripenso con nostalgia alle cose di cui parlava, mi raccontava di sé, delle
sue storie passate, del suo lavoro, come ad un'amica a cui puoi finalmente
aprire il tuo cuore: mi sentivo il porto quieto in cui la sua nave poteva
finalmente riposare, dopo un lungo difficile viaggio tra le tempeste; e
ricordo con infinita dolcezza il suo scherzare tranquillo, il suo sorriso
solare, che si velava appena quando accennava alle tensioni della sua vita
familiare, ad una certa stanchezza per un'esistenza così povera di affetti
veri... Od altre cose che non ricordo bene, perché mi capitava a volte di
perdermi nel suono della sua voce, e più di un sorriso od un cenno non
riuscivo a rispondere, già ebbra della sua presenza lì al mio fianco.
Ho percorso a piedi il breve tratto di strada che scende ripida sulla destra
verso il paese, solo il rumore dei miei passi che riecheggiavano forte, e
tra una casa ed il giardino di una scuola un arco di pietra, un tuffo al
cuore... Eccomi qua. Ho spiato a lungo dalle fessure della porta di legno
che chiude il muro del giardino, tutto è rimasto com'era, nessun rumore
intorno a disturbare la serena pace del pomeriggio; appena un sospiro di
vento, quasi un rimpianto, che non mi ha impedito di immaginare, di là dagli
scuri accostati, un letto che ormai non c'è più, due persone in quel letto
che si stringono, che si amano. Fermi per sempre in un altra dimensione, in
un altro tempo, in un altro luogo, o forse solo per sempre nel mio cuore.
Ho mandato un bacio lieve a quei due spiriti dietro ai balconi, addio, siate
felici, godete ogni istante perché i sogni all'alba muoiono e quando un
sogno finisce il risveglio fa così male...
Con le lacrime agli occhi mi sono voltata per andare via ma prima ho
raccolto un fiore, piccola reliquia di un sogno perduto.
Cambiano i tempi,le persone e le riflessioni ma è necessario che cadano le
foglie perchè ne nascano di nuove... stasera sento tanta pace.....quella che
si prova contemplando un tramonto...sai che non è tuo e non dipende da te ma
è una meraviglia della natura...alla quale ciascuno di noi appartiene...
E ti ritrovi davanti ad una tastiera a digitare i tuoi pensieri e le tue
emozioni, paradosso il fatto che le parole o le lettere avranno lo stesso
potere:riportare in vita un passato che non tornerà.
 

 

Vorrei andare lontano

Vorrei andare lontano dove nessuno mi conosce dove nessuno fa domande.
Dove c'è amore e sentimenti veri in un luogo dove non esiste il tempo dove
non esiste età.
E se ti senti sola hai subito una mano amica.Ma questo luogo non esiste,il
mondo in cui viviamo non è così.
In questo mondo se sei a terra ti calpestano,se hai un cuore sensibile e
dolce ti annientano.
Passano sopra i tuoi sentimenti senza neanche accorgersene e non ti chiedono
neanche scusa.
In questo mondo dove sono più important le cose materiali rispetto ai
sentimenti non mi sento a mio agio,mi sento fuori luogo.
Mi sembra di vivere una vita che non mi appartiene ,non appartiene alla mia
anima ,al mio essere, al mio cuore.
Vorrei andare lontano dove vedi ancora il cielo pieno di stelle e il sole
che ti scalda la pelle col suo sorriso,dove hai sempre una parola che ti
conforta e ci sono amici che se sei nei guai sono li pronti ad aiutarti ti
stanno vicino non ti abbandonano.
Ma in questa realtà in cui viviamo c'è egoismo,menefreghismo,ognuno pensa a
se stesso.
Eppure basta poco,una parola, una frase detta col cuore per far nascere un
sorriso dalle labbra.
Per regalare a qualcuno un' attimo di felicità.
E non costano nulla,ma qui sembrano valere più dell'oro..
Thursday, July 15, 2004 6:13 PM
 

Cose del passato

Rileggendo lettere o scritti del passato, succede di volermi tuffare nelle
parole che i miei occhi vedono e che la mia anima sente per vagare tra esse
con l'illusione di vivere ancora un momento sereno ormai trascorso. E vorrei
poter entrare in una penna, attraversarla ed uscirne dall'altra estremità e
ritrovarmi nel foglio come anima felice in un prato di ricordi. Vorrei
passeggiare sopra questo prato alla calda luce dei pensieri eterni che
tutt'intorno mi circondano, cogliere le parole come fossero frutti preziosi
ed assaporarne ancora una volta il dolce profumo che vestiva in quel tempo
il mio cuore allegro.
Poi, finito di leggere e tornata alla realtà mi scopro osservare il cielo,
verso l'orizzonte, senza volgere il mio sguardo in un punto preciso. E la
mia mente si ritrova a cercare un sorriso lontano, nascosto sotto alle
nuvole ed il pensiero che forse riuscirà a raggiungerlo ancora allenta un
poco la feroce morsa della malinconia.

Thursday, July 15, 2004 6:07 PM

 

 Una dedica che ho amato molto

Senza avere troppe illusioni hai dato sempre te stessa,non hai mai ecceduto,
né con i sorrisi, né con l'allegria,
né con i pianti, né con le passioni.
Volevi poco, ma hai avuto di più. E hai sempre ringraziato in silenzio,solo
con gli occhi, con un gesto del capo.
Eppure non sei fredda, non sei schiva. Sei semplicemente riservata, attenta
a non ferire e a non lasciarti ferire.
Una ragazza semplice, garbata,che ha accettato tutto dalla vita sempre senza
rimpianti.
E la vita, che ti sentiva amica, qualcosa ti ha portato via ma ti ha
regalato tanto.
Non devo ricordarti di non gettarlo via, perché so già che hai saputo
serbarlo.

Thursday, July 15, 2004 6:05 PM

 

Voglia di correre

Primo giorno di primavera. Vedo il giallo delle ginestre sulle mie colline e
le piante si vestono di boccioli che presto diventeranno foglie colorando di
verde la vallata.
Dalla finestra osservo un prato verde,mi piacerebbe correre su quel
prato,tornare a casa sudata e sporca di terra come facevo da
ragazzina,quella ragazzina con la faccia sbarazzina.
Vorrei correre con il vento sul viso,arrivare stanca e ansimante sotto la
vecchia quercia. Ma perché questa voglia di correre? E la mia corsa che senso
avrebbe? Correrei per scappare da qualcosa o per raggiungerlo?E' una domanda
alla quale non riesco a dare risposta... E una volta arrivata alla meta che
farei?Non si arriva a una meta se non per ripartire e ogni meta raggiunta
non è che una tappa del nostro cammino,un cammino che posso riprendere verso
altre mete con in una tasca briciole di pane da lasciare durante il percorso
nel caso dovessi perdermi e nell'altra un pugno di speranza.
Ma il sole si è fatto rosso e sta per tramontare tra i monti. Tra poco
spunterà la luna e io ammirerò ancora questo miracolo della vita e gli
chiederò di brillare ancora una volta per me e di illuminarmi la via. Lei sa
tutto di me,ma non ne parlerà mai con nessuno,sa mantenerli i segreti. Avrei
tante cose da chiedere alla luna, non mi risponderà,ma so comunque che
quando alzerò gli occhi al cielo lei sarà sempre li a dare luce ai miei
sogni.
E nel chiarore lunare,nel mio correre,mi fermerei di notte ad osservare le
stelle cercando sempre la mia per accorgermi che è sempre coperta da una
nuvoletta leggera e lascerei i miei pensieri liberi di volare verso te,di te
che vivi sotto il mio stesso cielo e se alzi gli occhi al cielo guardi la
stessa luna.
Ma sarebbe triste accorgermi che tu non ci sei e allora osservo la luna,la
stessa luna,e mi accorgo che la mia stella non è poi cosi lontana.
E allora rinuncio a correre,riprendo fiato,metto un disco. Questa musica mi
aiuta a pensare. Penso a una parola,a una frase non detta. Ascolto queste note
come al solito mi entreranno nell'anima. Abbasserò le luci e insieme a questa
musica ascolterò il pianto delle stelle.

 

Primo giorno di Primavera
 
Primo giorno di primavera.Vedo il giallo delle ginestre sulle mie colline e
le piante si vestono di boccioli che presto diventeranno foglie colorando di
verde la vallata.
Dalla finestra osservo un prato verde,mi piacerebbe correre su quel
prato,tornare a casa sudata e sporca di terra come facevo da
ragazzina,quella ragazzina con la faccia sbarazzina.
Vorrei correre con il vento sul viso,arrivare stanca  e ansimante sotto la
vecchia quercia.Ma perchè questa voglia di correre? E la mia corsa che senso
avrebbe? Correrei per scappare da qualcosa o per raggiungerlo?E' una domanda
alla quale non riesco a dare risposta...E una volta arrivata alla meta che
farei?Non si arriva a una meta se non per ripartire e ogni meta raggiunta
non è che una tappa del nostro cammino,un cammino che posso riprendere verso
altre mete con in una tasca briciole di pane da lasciare durante il percorso
nel caso dovessi perdermi e nell'altra un pugno di speranza.
Ma il sole si è fatto rosso e sta per tramontare tra i monti.Tra poco
spunterà la luna e io ammirerò ancora questo miracolo della vita e gli
chiederò di brillare ancora una volta per me e di illuminarmi la via.Lei sa
tutto di me,ma non ne parlerà mai con nessuno,sa mantenerli i segreti.Avrei
tante cose da chiedere alla luna, non mi risponderà,ma so comunque che
quando alzerò gli occhi al cielo lei sarà sempre li a dare luce ai miei
sogni.
E nel chiarore lunare,nel mio correre,mi fermerei di notte ad osservare le
stelle cercando sempre la mia per accorgermi che è sempre coperta da una
nuvoletta leggera e lascerei i miei pensieri liberi di volare verso te,di te
che vivi sotto il mio stesso cielo e se alzi gli occhi al cielo guardi la
stessa luna.
Ma sarebbe triste accorgermi che tu non ci sei e allora osservo la luna,la
stessa luna,e mi accorgo che la mia stella non è poi cosi lontana.
E allora rinuncio a correre,riprendo fiato,metto un disco.Questa musica mi
aiuta a pensare.Penso a una parola,a una frase non detta. Ascolto queste note
come al solito mi entreranno nell'anima. Abbasserò le luci e insieme a questa
musica ascolterò il pianto delle stelle.
 

  

Quando ti prende la tristezza

E' pazzesco come si possa diventare quando vieni fatto preda dalla
tristezza
Ci si sente vulnerabili a tutto, ma la cosa peggiore, è che viene a mancare
proprio la forza di reagire;la cosa più importante per superare questi
momenti.
Allora prendo la mia chitarra,compagna da sempre, e proprio lì cerco la mia
reazione.
Lo stato d'animo si trasforma in musica che viene portata via dal vento come
foglie nelle strade in autunno.
Ora non sono più preda di tristezza e malinconia,ma nel mio cuore c'è una
piccola ferita
e questa solo il tempo potrà rimarginare.
A me rimarrà il ricordo di questo triste giorno assieme a quella dolce
melodia
lanciata nel vento.
Ora corro alla ricerca di qualcosa che possa appagare la mia esistenza che
dia un senso a questa vita.
Pochi errori....... credo siano stati fatti ma il tempo passato no
ritornerà, anche se io cercherò di ripercorrere una strada interrotta anni
fa.
Il tempo non ritornerà ma lo spirito e la forza per riprovare nessuno me li
potrà levare.
Io so che tu mi seguirai.
Il tempo tiranno farà passare su di me gli anni,ma il ricordo della nostra
amicizia
rimarrà sempre vivo nella mia mente e nel mio cuore.

 

L'equilibrista

La vita è un grande circo. Ci sono leoni e tigri,domatori ed
equilibristi... io in questo grande circo potrei fare l'equilibrista,la
giocoliera. Ho il cuore appeso di uno spericolato giocoliere che tiene in
equilibrio su un filo cose sovrapposte. Il filo è sottilissimo e appeso
molto in alto. La gente mi guarda da sotto e si stupisce della mia
abilità... ma loro osservandomi vedono me e il cielo,io vedo loro e un
pericoloso vuoto e soffro di vertigini anche se cerco di non mostrare questa
debolezza."Dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende!" canta
Jarabe de Palo(mi sembra) ... vero....ma non è piacevole guardarlo da questa
altezza,non per me.
Piove.. il filo diventa scivoloso in giornate come questa. Potevo starmene
tranquilla a casa nel lettuccio al caldo,ma il pubblico ha bisogno di uno
spettacolo.
Cammino sul filo... un pensiero mi sfiora:se mi lasciassi cadere? Non
posso,il pubblico resterebbe deluso. Se lo facessi sono certa che
penserebbero ,mentre cado nel vuoto, che possano spuntarmi un paio d'ali e
dopo un volteggio leggero possa tornare sul mio filo e continuare a
camminare. E allora avanzo... passo dopo passo... con incertezza...
lascio che il tempo passi senza sapere che ora sia... lascio scorrere il
flusso dei pensieri... lascio cadere dolcemente sul pavimento del cuore i
ricordi? Mi aiutano a mantenermi in equilibrio,anche se mi feriscono sempre
e mi assalgono come un vento freddo che tenta di sbilanciarmi... feriscono
sempre...
 Ricordi.. sensazioni  di cose che non saranno più tue... cose che ormai non
t'appartengono più... nostalgia di persone che non torneranno... è come se
qualcuno venisse in silenzio a lacerarti le ali... rinchiuderti in una gabbia
con le ali spezzate... mentre fuori, il mondo va avanti.
Un altro pensiero mi prende: potrei dare un tono al mio spettacolo
mettendomi a scrivere su un foglio bianco mentre cammino. Poi lo lascerò
cadere... qualcuno raccoglierà il foglio calpestato da tutte le suole. Ci
scriverò una parola" ti voglio bene" e  forse ci sarà ancora quella parola
capace di fermarti un momento ,di trattenerti a leggere.
Basterà quello, non importa cosa farai dopo, se getterai la pagina o la
riporrai in un cassetto, se scriverai lettere, scrollerai le spalle,
piangerai. Non importa...
Mi scivola un piede....sto per urlare... E'incredibile quanto silenziose e
inutili siano,a volte,le nostre urla di disperazione.
Forse siamo noi che non riusciamo ad esprimerci nel modo giusto... o forse è
la gente che è troppo sorda e menefreghista. Io no lo so... non riesco a
sapere più niente in questo mondo dove uno non fa in tempo a domandarsi "chi
è",che subito gli viene chiesto "dove sta andando"...
E poi continuerò a camminare in silenzio sorridendo. E così... senza mostrare
traccia di questo stato d'animo,di questa sofferenza,...io proseguirò
fingendo una sicurezza e una padronanza sul filo sospeso tra la gente e
nessuno saprà mai quanto sono fragile...
Vedendo una creatura  bionda che cammina sospesa, magari un bambino potrà
pensare che io sia un angelo... un angelo senza paradiso...
 

 

Quello che mi passa per la mente e nel cuore

Mi sento strana stasera. Difficile descrivere uno stato d'animo,cosa posso
scrivere?Non ho l'ispirazione...
Ho fatto pulizia nella mia stanza,ho riordinato un po' le mie cose:c'era un
disordine pazzesco. Ora ho acceso il pc ,ho letto i vostri messaggi e tento
di scrivere qualcosa di mio(con quale risultato non saprei)
Cosa posso raccontarvi? Faccio un disperato tentativo,e se qualcuno arriva
in fondo vincerà un premio:una giornata in mia compagnia.(Ora so che
staccherete immediatamente...:-D
Io parlo ma qualcuno mi ascolta?C'è solo una cosa che temo: le persone che
non sanno ascoltare!
Lungo il mio cammino ne ho già incontrate alcune e non è stato affatto un
piacevole incontro..
Vorrei riuscire a farmi capire,ma evidentemente sono troppo complicata.. Non
è possibile...
Sai, alla fine succede sempre che tu fai la fine di quella che ascolta
tutti, dà retta a tutti, ma nessuno è capace di stare a sentire te... Non è
una bella sensazione... no...
Poco fa è passata Fede,mi ha portato della frutta. Tralascio il suo commento
sulle banane(e non sarebbe Fede...)poi è ripartita come sempre
sgommando,sempre di fretta.
Bello avere amiche come lei,è stata un pochino qui poi vedendo che ero un
pochino giù di morale mi ha rincuorata con bellissime parole...be'
bellissime magari no ma molto dirette:" sei una cogliona" Ok,incassa e porta
a casa.:-)
Stasera uscirò con lei e alcune vecchie amiche. Strano vedere le mie vecchie
compagne con marito e figli a seguito, e mi viene spesso da chiedermi se in
fondo non stanno meglio loro. Se guardo bene la mia vita......non ho fatto
molto e mi ritrovo ad avere voglia di una famiglia mia. Non ho paura di
rimanere da sola.....certo non mi piace, ma preferisco la solitudine
all'ipocrisia di stare con gente di cui non t'importa niente.
Qualche giorno fa sono tornata a seguire una lezione
universitaria...in una facoltà che non è mia, un corso di cui non dovevo
sostenere l'esame.....mi ha fatto uno strano effetto. Mi sono sentita
veramente fuori posto. Quante cose sono cambiate da quando seguivo le mie
lezioni. Ora mi appare tutto in modo completamente diverso. Mi sembrava di
essere
lontana anni luce da loro, dalle loro motivazioni, dai loro commenti, dai
loro problemi. Si cambia...
In questo momento mentre scrivo la radio trasmette una canzone
bellissima "All by myself" .Mi piace da anni e non so nemmeno chi la canta e
il significato del testo. Ascolto la musica e mi ronzano nella mente pensieri
in totale contrasto tra loro...
La mia anima si scinde... la mia mente si eclissa... divisa tra la luce e il
buio...
nella condizione in cui è sempre stata, in perenne scelta, senza mai
sbilanciarsi al di là o al di qua del muro... Sorridendo tra le lacrime...
Piangendo col sorriso...Senza capire mai se il bicchiere è mezzo vuoto o
mezzo pieno...
Guardo scorrere la vita intorno a me .Guardo i sorrisi della gente che mi
circonda
Osservo le persone correre freneticamente,tutti avvolti da illusioni. Amano
circondarsi di gente per sentirsi meno soli. Mi piace osservare la
gente... tutti corrono o vanno di fretta. In questo periodo dell'anno tutti
devono scegliere qualcosa, e io?Spesso mi chiedo quale sia la scelta
giusta... e se la fuga vera non sia la fuga da se stessi nella produttività
quotidiana...
rimane il fatto che le emozioni provate in certe momenti siano assolutamente
indimenticabili...
Continuo a scrivere e improvvisamente mi rendo conto che, detto ciò, tutto
il resto che avrei voluto raccontarvi, mi sembra sciocco e
banale....futile. Sono solo parole coerenti scritte da una incoerente oppure
viceversa parole incoerenti scritte da una coerente?Mah.... Meglio chiudere
qui. Non rileggo e invio.
Sei arrivato in fondo? Bene,hai vinto 24 ore in mia compagnia.Dai,se mi
sopporto io 24 ore al giorno un piccolo sacrificio puoi farlo anche tu. Non
rinunciare al premio :-)
Ora ascolto un nuovo brano... il suono prende vita... le emozioni ritornano
alla mente e per un attimo tutto sembra di nuovo così semplice...
 

****

Il rosso del cielo annuncia che.. un altro sole morirà questa sera e un
altro nascerà domani.
Osservo una mia vecchia foto consumata dal passato e cerco l'involucro di
bambina che mi conteneva in quel tempo,cerco i vecchi amori conservati nel

mio cuore sono... come fiori secchi nascosti tra le pagine di un libro..
sbiaditi nei colori,morti alla vita ma... ancora profumati
Rileggo quel libro della mia vita dove ho scritto le mie emozioni con
inchiostro di lacrime e di speranze e q

ualche volta di illusioni, trovo
parole ora incomprensibili e pagine bianche.
Cerco quell' involucro di adolescente che mi conteneva mi trovo ora in un
contenitore di donna fatto di gocce di umanità e lacrime di vita ,di
cellule
che nascono e muoiono ogni giorno come il sole del mondo.. e mi accorgo
che
nella morte di ogni giorno rinasce e si trasforma la mia vita.
E proprio come il sole.... ogni giorno nasce una donna diversa da ieri e
differente dal domani.

 

Ti senti sola stasera?

Se sei solo anche tu...anche tu come me.... Parole di una vecchia canzone
che sto ascoltando in cuffia.
Mi sento sola stasera.Mi succede spesso...
Non sono al buio come di solito amo fare quando sono davanti al pc.Ho
lasciato accese tante luci,ma tutte queste luci stasera sembrano solo dei
piccoli soli spenti,come me.
Ci sono degli specchi nella mia stanza..sono io quella? Be' se non sono
io mi assomiglio molto. . "Sono in una stanza dagli innumerevoli specchi
fantastici che distorcono in riflessi falsi un unica anteriore realtà che
non è in nessuno ed è in tutti." ha scritto qualcuno,ma gli specchi in cui
vedo riflessa la mia immagine non hanno nulla di fantastico.
Leggo,scrivo,ascolto musica...Poi mi alzo e vado alla finestra...vedo le
colline..alzo gli occhi al cielo...
E...guardando quell' immensità ,dove io sono un frammento infinitesimale di
inutilità,lascio volare lo sguardo.... e torno ad essere fiera di quello
sguardo che può vedere quello che molti non sanno neppure immaginare

Viale del tramonto

Presto sarà per me notte in fondo al cuore se continuo a passeggiare
senza una meta.
Sono uscita dal mio guscio per trovare qualcosa, sono uscita per
acquistare
la felicità, ma non la trovo in nessuna boutique illuminata.
Non passa giorno in cui non mi chieda che sarà di me.
L'inverno arriverà e non avrò il coraggio di aprirgli la porta.
L'aria d'autunno mi piace, adoro la pioggia.
Ma una stagione di mezzo non può essere tutta la vita.
Ed anche per i colori accesi delle foglie arriva il momento di spegnersi.
Ho sognato di stare in mezzo alla gente, per sentirmi viva.
Ma non trovavo più la strada.
Perfino la più piccola città sembra New York quando hai paura di tornare
a casa, per ritrovarti sola.
Non la smetteresti di girare, ma fa freddo e mai dormiresti sotto un
ponte,
anche se ammiri chi lo fa.
E' sceso il sole,ma il mio viale del tramonto sembra lungo, monotono.
Lo voglio percorrere tutto, fino alla fine, prima di tornare a casa per
chiudere la porta
e non uscire più.
 

 

Destino


Sogni, fantasie che in questa sera scorrono prorompentemente nella mia
mente, ricordi che pensavo ormai innocui eccoli proprio qui all'uscita del
cuore e girano i tacchi e tornano indietro lasciando ferite così profonde
che non so quando mai potranno essere rimarginate...e neppure so da chi.
Credi tu nel destino? Questo strano...come definirlo? secondo me solo un
capro espiatorio per non ammettere le proprie colpe, le proprie debolezze, i
propri errori. Eppure se davvero tutto fosse già deciso vorrei che in una
pagina scritto in un angolino ci fosse il tuo ritorno nella mia vita, anche
per pochi secondi, per poterti salutare, per poterti dirti addio, oppure per
far sì che entrambi avessimo la possibilità di spiegarci, di parlare.
Penso a te, ci penso e ci ripenso e non mi do pace.
Nel libro della vita magari chissà c'era scritto che noi due non ci saremmo
mai divisi, ma se noi siamo gli artefici del nostro destino...beh, pazienza,
forse è meglio così, non so in che modo lo possa essere, non me lo chiedo,
non saprei rispondermi e non voglio farlo. Chissà magari fra un pò di anni
ci incontreremo mentre passeggiamo in centro e cosa succederà? Probabilmente
assolutamente nulla, o forse ci ricorderemo di tutto quello che ci è
successo e ci guarderemo con un sorriso e con una luce negli occhi, una luce
di perdono.
 

 

Dove vanno i passeri quando muoiono?

In un libro di racconti ho trovato questo.Mi ha ricordato una storia che
io ho vissuto e voglio raccontarvela,anche se è un po' triste.
Io amo i passeri.Il mio davanzale è sempre ricco di briciole.
Una domanda che io mi ponevo spesso da bambina era questa"Dove vanno i
passeri quando muoiono?" Allora non conoscevo la risposta e me lo chiedo
ancora oggi.Quando vedo un passerotto con le zampine per aria so che non è
morto:gli elementi lo hanno portato via,ma no so dove.
Quando avevo dieci anni e abitavo in un posto lontano da qui  il mio
migliore amico era un ragazzino che abitava nella mia strada.
Si chiamava Francesco,ma io lo chiamavo Passero perchè era molto piccolo
per la sua età.E' ironico adesso pensare a lui con quel soprannome perchè lui
non c'è più.
Ricordo il giorno che scoprii che Francesco stava molto male.Lo aspettavo
nella nostra buca di sabbia che avevamo scavato il giorno prima.Ci eravamo
messi in testa di trovare il petrolio.Da quella buca sarebbe zampillato un
getto d'oro nero e noi saremmo diventati ricchi.
Pioveva e quel giorno aspettai invano. Una decina di minuti più tardi vidi
mia madre uscire dalla casa.Aveva il volto rigato di lacrime e mi
chiamava.
Mi disse che i medici tempo prima avevano eseguito gli esami del sangue a
Francesco e avevano trovato qualcosa di anormale e lui se ne sarebbe
andato.
Io non volevo che se andasse.Volevo che rimanese per sempre con me.
Il giorno dopo dovevo vedere Francesco e andai a casa sua,ma lui non
voleva vedermi.Non capiva quanto male mi stesse facendo.Mi spezzò il cuore come
un pezzo di vetro di scarso valore.

Il giorno dopo mi telefonò,mi disse di raggiungerlo alla nostra buca
quando i nostri genitori sarebbero andati a dormire,e cosi feci.
Non sembrava diverso era solo molto pallido e debole,ma era Francesco.
Parlammo per tanto tempo di quelle cose incomprensibili agli adulti e
coprimmo la nostra buca...non ci interessava più il petrolio,avevamo
deciso
di costruire un castello. Lui mi disse che io avrei potuto abitare in un
castello del genere e non crescere mai.
Lavorammo a lungo .Poi si alzo e mi disse:"  Andrò al castello tra un
po',vieni a trovarmi,non voglio sentirmi solo"
Gli promisi che ci sarei andata.
Il mio amico chiuse gli occhi non molto tempo dopo,e li capii dove vanno i
passeri quando muoiono.
Tanti anni dopo tornai alla sua tomba. Nel racconto la ragazza vi depose
un
piccolo castello giocattolo con incise queste parole:" A Francesco mio
Passero.Verrò al nostro castello un giorno per sempre" io vorrei averlo
fatto...
Un giorno tornerò in quel luogo dove ho abitato e mi immaginerò il nostro
castello di sabbia. Allora la mia anima come quella di Francesco,si
trasformerà in passero e tornerà in volo al castello,da Francesco,e da
tutti gli altri passerotti perduti.
 

 

Con gli occhi chiusi


Un piano bar disperso tra le colline.Poca gente ai tavolini. Fastidioso
fumo che mi fa bruciare gli occhi. Un bicchiere di una bevanda leggera.Cubetti
di ghiaccio.
Io sono li con te mentre il pianista insegue un blues che gli scappa tra
le dita. Forse sarebbe meglio che il blues riuscisse a fuggire per evitare di
essere strapazzato. Non tutti i blues sono fortunati.
Nebbia  azzurra in fondo ai miei pensieri.
Noi qui per caso,provvisori. Il buio qui ha i suoi colori,la musica non riesce a disperderli,e questi colori sfiorano il lato fragile del cuore, tra un segreto e la musica di    un sax che ora accompagna il pianista nel suo sgangherato blues. Lo inseguono
in due ora,il povero blues si arrenderà o continuerà la sua lotta?
Chiudo gli occhi confusa.Una eclissi strana mi sorprende.I nervi sono tesi
come quelli dei passeggeri di un aereo in un un atterraggio di fortuna.
Passa un brivido di tenerezza e io sussurro un motivetto accompagnando i
suonatori. "moonlight... non so bene cosa"Un pezzo dedicato a una luna che
non stasera non brilla.
Esco un attimo a prendere una boccata di aria fresca.Vedo le luci della
città.C'è un posto per volare se chiudi gli occhi.Li chiudo un attimo.
La notte cade in ginocchio sul mattino e si alza un vento che ci soffierà
lontani.
Rientro.Con gli occhi chiusi e il ghiaccio ormai sciolto nel bicchiere ,mi
stavo quasi per abituare a te.
Con gli occhi chiusi mentre i suonatori intonano l'ultimo pezzo. Con gli
occhi chiusi.......quelllo che stai per dirmi so che non mi piacerà...
 

 

Quelle nate un po' in collina


Quelle nate un po' in collina e poi rotolate giù per i pendii hanno la
bicicletta sempre pronta e gli occhi blu. Per noi l'autostrada per il
mondo
comincia sempre e non finisce mai.
Facciamo benzina e attraversiamo il Po..per noi Roma è Samarcanda.
 Quelle nate in collina come me caricano a testa bassa quando serve, e a
volte passano. Hanno solo un difetto ,si fidano della vita.
E guardando le colline stasera metto in frigo un'altra luna,per me stessa
o per chi la vuole bere insieme a me.
Sono nata in collina,ma se il vento o la piena mi fanno rotolare giù imbocco
il casello e via...
L'autostrada per il mondo per me comincia e non finisce mai..
 

 

Pensieri spettinati

Dietro di me terre di uomini.Sopra di me mondi di nuvole.
Infinito e vento ormai mi affondano dentro gli occhi.Nella vela tesa io
voglio solo esistere.
Nelle città devi nasconderti finché l'età pian piano porta via i sogni che
si stanno consumando.
Ma i vent'anni e l'anima io li ho tenuti stretti.
L'alba esausta e lucida non riscalda l'anima.Ma  le mie ali bianche e
rapide tracciano il cammino.
In quel punto lontano c'è il mio mondo..la mia gente... ci sei tu....
Ora esisto fino in fondo e potrai capirlo guardandomi negli occhi.
 

 

I sogni della gente semplice

La bambina bionda guarda l'orizzonte e sogna il suo mondo di fate.Oserva
dalla finestra ed è immobile ad aspettare che il sole  esca dalle nuvole e
si nasconda dietro le colline. Come ogni sera sognerà di avere
in regalo da una fata una bacchetta magica.
Qualcuno sta parlando sotto casa,sento le voci ovattate,parlano di un vino
rosso e di un pane che sa di vento.Sembrano offrirmelo dicendo:"
ragazza..non c'è altro...accontentati.." Sognano una tavola imbandita...
Nella scia delle stelle una donna sta correndo tra le braccia del suo
uomo,l'amore ha scelto proprio
questa notte,una notte come tante..una notte che improvvisamente diventa
magica.
Dentro lei il buio si accende e un brivido la coglie di sorpresa scendendo
forte sulla pelle.Sogna l'amore...
Due vecchi parlano..uno non ricorda la sua età,ma il racconto nasce e scorre
semplice fuori dal silenzio, e la storia infinita e breve  si sciogli