12-09-06

 

 

Ottobre

Corre il mese di ottobre.Corrono venti freddi,conferendo strani profumi a
strane atmosfere.
Generazione rotta alla stranezza,votata alla diversità o meglio al gusto di
essa.
Non senza una qualche vena di protagonismo.
 Annuso l'aria e devo comunque sforzarmi per pensare a qualcuno che abbia
invece il gusto della normalità, il piacere della mimetizzazione.
Deve esistere,è possibile mi dico.
E annuso l'aria carica di presagi positivi,il che mi distrae non poco dal
mio faticoso e un po' scolastico esercizio di quotidiano buon agire e ben
pensare.
Nuvole nere, bianche, altri avrebbe detto dalle formecangianti,mi ricordano,
come un esercito
in attesa evidente,almeno due cose : ciascuno fa di solito ciò che può (ma
anch'io.),
ciascuno è foriero di ciò che contiene dentro di sé.
E il mondo,la realtà che ci circonda,le persone,sono in continuo movimento.
E anche un'altra cosa :siamo sempre complici degli agguati che ci vengono
tesi.

 

Peter Pan

Non proprio, tutti noi abbiamo dentro un piccolo Peter Pan, perso nei
giardini di Kensigton, alla ricerca spasmodica della propria ombra, un
bambino che non vuole crescere, che non vuole anzi non può diventare grande,
il suo tempo si è fermato sull'Isola che non c'è, i bambini lo hanno eletto
loro capo solo perché, tutto sommato, è quello che sa giocare meglio di
tutti.
Peter non può crescere, non può smettere di coltivare almeno un pensiero
felice, pena lo smettere di volare, lo smettere di avere al suo fianco la
fida Campanellino.
E chi non coltiva almeno un pensiero felice? O, come va di moda dire oggi,
un sogno nel cassetto? A chi non piacerebbe avere un pizzico di polvere di
fata? Certo i nostri impegni gravosi, le nostre responsabilità ce lo
vietano, ce lo impediscono, eppure li avevamo anche quella volta quando
siamo scoppiati a ridere senza motivo, quando abbiamo pianto per qualcosa
che non ci riguardava da vicino, quando abbiamo deciso di bluffare, quando
abbiamo mandato tutto a quel paese e ci siamo messi a giocare con un
bambino. Gli impegni c'erano sempre, ma in quei casi Peter è stato più
forte. Ci ha preso per mano, e ci ha portato con lui sull'isola per
combattere gli indiani.
Non dobbiamo vergognarci di giocare, e non dobbiamo smettere di divertirci,
chi può dire veramente che sia sbagliato. Dov'è l'isola che non c'è? Sembra
una filastrocca e invece è una domanda "da sogno", perché è nell'ora dei
sogni, di notte, che Peter Pan vola a far visita a Wendy, Gianni e Michele
per portarli a solcare il cielo e raggiungere quell'isola fantastica dove
vivono le sirene e gli indiani, la principessa Giglio Tigrato e la fatina
Trilli Campanellino; dove si può far amicizia con i Bimbi Sperduti e
combattere contro i pirati di Capitan Uncino, dove i duelli sono all'ordine
del giorno e il tempo è scandito dal tic-tac di un coccodrillo, dove
l'avventura è fuori dallo spazio e dal tempo e dove l'adolescenza vorrebbe
non finire mai... Ma è il nostro cuore o il nostro cervello che ha bisogno
di una spruzzatina di polvere magica?

 

 

Ultimo aggiornamento: 04-04-06