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Abito il tempo
Abito il tempo che m'ha fatto crescere
nelle infinite corse della vita,
questa campagna avara di sorrisi
nebbie sbiadite, fiumi capricciosi.
Abito il mare che s'accosta a riva
come quell'onda che si fa risacca,
luci di stelle a colorar la notte,
raggi infuocati abbacinanti il giorno
Abito questa vita dai fianchi appesantiti
sempre in salita, camminando piano;
spremuta di ricordi e immagini riflesse
ritorta dentro i sogni appesi al corrimano
Abito i miei profumi e l'aria del mattino
quanto la notte che si fa coperta
abito il passo che mi porta a casa
come l'attesa di venirti incontro
Abito il tempo che mi è concesso,
ciuffo di violaciocca dipinto in un tramonto
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Lentamente scende questa sera d'autunno
l'ultimo raggio di sole sbircia tra nuvole chiare
incurante del tempo e dei giorni
Al
di là del buio, cesti d'uva matura profumano l'aria;
dentro il ricordo d'un tempo sfocato
vecchi dalle mani logore sfrondano la terra umida
e
ascoltano, in silenzio, sogni d'altri tempi
per continuare a vivere.
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Colori
In questa
sera lenta come un soffio di vento
tra quei profumi svaporati dell'autunno
e la luce d'un giorno stanco che s'accquieta ,
una nuvola riflette l'unico raggio di sole;
spennella quel cielo ormai scuro d'un soffio di vita.
Due rondini col capo chino aspettano il silenzio
e l'idea di
ripartire ancora dentro un nuovo sole
Cercando lo stesso silenzio,
come le
rondini attendo i miei colori
e
pennellate di cielo a dipingere la vita
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Lo
avevo detto
Lo avevo detto, lascia stare, questa non è cosa tua,
non usare il mio nome a seminar zizzania,
non inchiodare ancora a questa croce
chi mi chiama col nome dei suoi padri.
Lo avevo detto a te come l'ho detto agli altri,
primo comandamento è - non giudicare -
senza il giudizio fugge la paura
quello che ho sempre chiesto è solamente amore.
Io te l'ho sempre detto, non essere di parte,
ricordati, ancor prima che cristiano,
sei nato nel mio nome e sei Ebreo.
Lo dico a te e ad ogni mio fratello
son forse morto gridando una ragione ?
ho forse maledetto il mio aggressore ?
giurato la vendetta o condannato ?
Rispondi, a te lo chiedo, qual'è il comandamento ?
non è che nella foga l'hai scordato?
Lo dico a te, ad ogni mio fratello
appeso per i polsi a questa croce
non tu ti stai portando il mio fardello,
lo porta insieme a me chi è senza pace !
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L'assolo
Se solo si potesse camminare,
indifferenti in mezzo alle
parole,
per vicoli di accenti e virgole
distratte,
senza l'affanno d'essere
perfetti.
Con ironia, con il sorriso in
tasca,
percorrere la vita a passo lento
senza nascondersi all'ombra di
un pensiero,
fotografando attimi e silenzi,
Un sorso di caffè bevuto senza
fretta
la sigaretta accesa, il fumo che
distratto sale
un gatto innamorato alla
finestra
e il cane che si appoggia al suo
lampione
L'assolo di una stella contro il
nero
rifrange sopra un battito di
ciglia
il mondo dentro agli occhi è
quello vero
in fondo, almeno un poco, mi
somiglia
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PapaveriLi, al limite della strada, dove la
fretta finisce;
rossi di vita, quasi miraggio d'un mondo lontano
quando tra i campi, a macchia, coloravano
giorni di pianura sempre uguale.
Voci di donne, spighe nel vento,
cantavano il ritmo del giorno
e in fondo, al riparo del gelso,
grida di bimbi a giocare col niente.
Il sole allo zenit segnava la sosta;
il pane spezzato, protetto dal telo di lino,
con l'acqua divisa dall'unica brocca
era segno d'un po' di riposo e tanti infiniti racconti
Sogni semplici, come papaveri alzati col vento,
morivano al giorno vivendo del tempo e nel tempo
Senza guardare
Non ci potrà
fermare questa notte opaca
e caro venderemo ogni
nostro sogno
Non resteremo senza
guardare,
in questo primo sole che
non scalda,
ogni piccolo fiore reciso
e rinato
nel tiepido d'una
primavera
Non ci fermerà la paura
respirata in questa
umanità stracciona
dentro il tempo
vigliacco d'un attimo
Continueremo, stupidi
forse ma onesti, a lottare
passando oltre questa
assurda non vita che
travolge
senza guardare
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Sabbia, cedri ed oleandri
Sabbia,
cedri ed oleandri
Naqui tra sabbia, cedri ed oleandri
nel tempo sofferente di mia madre
che tutto, tranne me, sognava della vita
Naqui ricco, d'una ricchezza inestimabile
d'amore
e attraversando strade polverose
l'ho sparso ai quattro venti, inutilmente.
Conobbi, sulla mia pelle, l'astio dei dottori,
saggi senza umiltà e senza fede
che tronfi d'una saggezza andata a male,
non seppero distinguere la vita.
Conobbi uomini dal viso segnato,
donne, con la condanna appesa per la vita,
umili pescatori dagli occhi color mare
vecchi, straccioni e ladri senza una via
d'uscita.
Conobbi la paura e la vendetta,
l'assurda prepotenza dei sapienti,
l'inutile arroganza della legge
che tutto sa e non capisce niente.
Conobbi la stupidità bigotta,
l'indifferenza dell'aridità del cuore
la sciocca presunzione e indisponenza
d'uccidere la libertà nella parola
con quattro chiodi piantati nelle ossa
Conobbi , purtroppo ancora la conosco,
in questo mio perenne camminare
su questa terra che continuo senza sosta a
calpestare
Mi ricordo
Mi ricordo di te e dei giorni
di strade da fare
Mi ricordo quel fuoco lento a morire
in un inverno che respirava aria
Mi ricordo
ed a volte fa male l'attesa
che il tempo mi cambi la vita
insegnandomi a vivere
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Un silenzio chiuso fra due
pensieri
Si ferma il mondo e scrivi
sulla lavagna tutta da riempire
su quello specchio dove riflesso è il nulla
dentro un silenzio rotto dai pensieri
oltre quelle pareti il mondo , i suoi rumori
Vecchia la storia , vecchie le battaglie
rimescolate di parole inutili
spruzzate controvento di lustrini
scirocco , cielo cupo , qualche goccia
Oltre, oltre il pensiero,
oltre quella monotonia d'abitudine
aria di mare, profumo di salsedine
ciuffi di viole dai colori fragili
squarcio di sole dentro un cielo livido
oltre, dentro un silenzio chiuso in due pensieri
pausa di vita dentro un sogno libero
erano in pochi a cacciare le stelle
quella sera
vuotavano un bicchiere disperato
mentre la radio diceva.. è finita
Al ritorno l'agguato e botte da
spaccare le ossa.
Era la stessa notte di Roma
liberata
e un boggie ballato per la strada
notte di sigarette americane e
pezzi di cioccolato amaro
Era la stessa notte e qui ,
tra i muri sporchi e vecchi delle
case
ancora inchiodavano un Cristo alla
sua croce
Non è tempo
Ancora non è tempo
e ci tocca fuggire la paura d'un verbo
Non è tempo dentro questa sera di Marzo
fredda come una notte d'inverno
quando si ferma il buio e i suoni si fanno lontani
Sono queste le notti di lune nascoste
Ci difende però quella pace appesa ad un chiodo di ruggine
confuso tra rami di glicine abbarbicato al muro
Ci difende uno squarcio di cielo
e una foglia posata sul vento
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Il
tempo
E no, non
torna il
tempo
non passa
quella porta
che s'è
chiusa
inventa
nuove strade
scantona tra
la folla dei
pensieri
sogghigna
degli errori
sfidando il
sale dei
capelli
bianchi
Non torna la
rugiada del
mattino
che
sgocciola da
foglie color
porpora
e nebbie che
nascondono
la vita
appesa al
primo tram
dei desideri
Se non
lo segui ,
il tempo,
se non gli
stai al
passo
non puoi
godere della
vita che s'è
fatta grande
nè puoi
volare
dentro un
cielo libero
nè l'anima
gelarsi di
sferzate
amare
se non lo
segui,
se aspetti e
torni
indietro con
il cuore
rimani
immobile sul
palco di
finzioni
di una
imperfetta
storia senza
la parola
vita
Non torna il
tempo
e al diavolo
,
che
tornerebbe a
fare !
Cambio
stagione
Cambio
stagione ,
cambio tutti
gli anni che
mi porto
addosso,
cambio questa
pianura lenta
con lo
sciacquio d'un
onda
malandrina
e cambio quest'inverno
ostile in
primavere
pigre di
mimose
Affondo sulla
sabbia
l'impronta
della vita
mi fermo qui,
seduta tra
pezzi di
conchiglie a
leggermi il
futuro
fumo di nuvole
lontane e
dentro gli
occhi il sole
Io
me li ricordo..
Me li ricordo gli
inverni con la
neve alle
ginocchia
camminando tra
montagne che la
strada non si
vedeva
Me li ricordo gli
alberi dai rami
piegati
e tra il bianco
candido ciuffi di
verde
a dar speranza di
nuove primavere
M li ricordo si
quegli anni di
freddo
attaccati alla
stufa che moriva
lenta nella notte
e nonna Tita che
si alzava a gettar
carbone
Erano anni di
neve pulita e
cieli tersi d'un
inverno che
respirava aria
Una nuvola a due
piazze
otto anni , un volo
interminabile
e sembra ieri ancora
la speranza
Triste come un valzer
di Sibelius
chiuso in una mano con
l'addio
Ieri, un giorno dalla
vita,
c'era un tramonto che
toglieva il fiato
e il ghiaccio sopra ai
tetti come allora
Se solo qualche volta
potessi riascoltare la
tua voce
la sto dimenticando e
non mi piace
Perde la mia memoria
il timbro , la
modulazione
pian piano
stai partendo un'altra
volta
Otto e sei ancora
giovane alla vita
nuova
come lo eri in questa
prima di partire.
Buon compleanno mamma
guardiamoci stasera
il sole scendere pian
piano e di rimpetto
la luna che si
affaccia sopra il
tetto
sedute su una nuvola a
due piazze
raccontami la vita
dall'alto senza più
soffrire
l'ascolterò anche senza
parole
come la luce quando
viene il sole
Blu di prussia
In questa notte che lenta
sgocciola
cammino dentro un sogno blu
di prussia
sospiro nel profumo di
salsedine
e nuvole di fumo si
dissolvono
Morbida è la brezza che
accarezza
rimbalza la sua luce la
girandola
appesa con i panni stesi al
sole
al piccolo balcone contro il
mare
Di rimpetto, nell'angolo
scosceso della riva
barche di vecchi con la pipa
in mano
mimano la bugia di
un'avventura
e asciugano una lacrima di
sale
Richiudo nel mio foglio
spiegazzato
parole dal profumo di limoni
in questa notte che ruba al
sonno un sogno
il bavero rialzo dentro al
gelo
Eccole , si sono aperte al
mondo tuo
immense e grandi , di
piume d'amore son fatte.
Abbracciano il cammino
della vita d'ogni giorno
sielnziose e discrete
Sono luce oltre la vita e
gli occhi che guardano al
futuro
non hanno gocce scese sul
viso ma piccoli cristalli
di luce
a rischiarar la notte
Sorride , d'un sorriso
così chiaro , solo al tuo
sguardo sereno
e se una nuvola di dolore
si posa dentro al cuore ,
soffia , cacciandola
lontano .
E' un mondo, quello, dove
solo l'apparente silenzio
non ci permette d'udire ma
se tendi l'orecchio e
ascolti,
un battito leggero d'ali
ti cammina al fianco e
musica
è la voce che colma i
silenzi del cuore.
Cammina piano, se il tuo
passo è lento
corre, se la fretta ti
divora
poi, seduto accanto a te
aspetta che ogni giorno
buio passi
e piano ti sussurra
d'esser felice più
d'allora
inseparabile da te per
sempre.
E'
mia
è mia la ragione come mio è
il torto
e passo dopo passo ,
seppellire la quiete
tornando poi al riparo d'un
raggio di sole.
Mia questa insaziabile sete
di giusto
che mi confonde , a volte ,
d'una ragione che per tanti
non ha valore
Mia la stanchezza di giorni
irriverenti
indivisibile forse nei
silenzi d'altri pensieri
E' questo il vivere assurdo
nascosto all'ombra dei
cipressi
in viali desolati ,immagine
riflessa
d'un deserto nell'anima
Ma è mia la vita nei colori
in quegli spazi d'infinito
esistere
che d'aria e di sole inonda
come mia è la strada decisa
che nulla potrà mai cambiare
Piccole stelle
Luci lontane
piccole
stelle come miraggi
sono
forse lo specchio
riflesso
dei sogni
lago di
luce che aspetta il domani
Alla
riva mi siedo
aspetto il silenzio assoluto
della notte
Mi ricordo di te e dei giorni
di strade da fare
mi ricordo
giocando col passato
mi ricordo e fa male l'attesa
che il tempo mi cambi la vita
insegnandomi a vivere
Ti dirò
Ti dirò, in questo giorno
inutile,
che sento ancora vibrare l'ali
di farfalla
che vedemmo insieme
Leggere, sopra nuvole di fumo,
sfioravano i capelli
e all'ombra di un
sorriso poggiavano nel rosso
di una rosa
Ti dirò, non ho mai smesso i
sogni
e ancora torno , di tanto in
tanto,
ad appoggiar la testa sul
cuscino attenta al tuo respiro
Ascolto, rubando l'aria al
silenzio
Ti dirò, quando rileggo pagine
lontane
e con i tuoi confondo i miei
pensieri,
che non c'è attimo nei passi
della vita
che non percorrerei tenendo la
tua mano
Forse si chiama amore o forse
nostalgia
ma, ti dirò, qualunque nome
porti
per me si chiama solo col tuo
nome
Sentieri nella nebbia
Piano s'è
dipinto l'autunno dalle tinte
forti
Nei campi
inondati di nebbia
l'irreale
silenzio d'un mattino d'Ottobre
e la città
assonnata si sveglia alle ore
antiche
Non c'è
pace per i vivi avvolti nelle
nebbie
non c'è
pace !
Sfilano
come soldati in battaglia i
dubbi ,
i drammi ,
i perchè irrisolti
nascondono
il capo tra i rovi umidi di
brina
insicuri ,
su questa strada senza ritorno
Ancora di
Elfi e di Fate è popolato il
mondo
ancora di
maghi e saltimbanchi ,
di giostre
e zucchero filato è piena la
piazza
...e spine
di rose canine a graffiare il
cuore.
Passo dopo
passo m'arrampico , scivolo,
cado
arranco a
fatica e m'aggrappo ,
rialzo
ancora la testa
Oltre le
cime degli alberi uno squarcio
di cielo
è il primo
sereno scaldato da un raggio di
sole
Aironi
All'argine
s'affacciano timorosi gli aironi
tremanti sfidano l'acqua e
affondano il becco a cercar cibo
poggiando eleganti e cauti al
fondo.
Un ramo strappato dal vento
scivola
e roteando sfiora i sassi
consumati dal tempo
incolti canneti hanno rubato terra
al fiume
e ondeggiano mossi dal vento
All'orizzonte una nuvola d'ali
compatta
cerca riparo dalla pioggia futura
sorvola la terra sfiorando le cime
ancora frondose
e si tuffa d'un lampo tra stoppie
di grano bruciato
L'estate finisce in turbini
d'acqua
e nuvole scure spaccate da sferze
di luce
Oltre quel cielo tu
Passi
leggeri sulla ghiaia e la chiave che
gira nella toppa...
il
vento mi sveglia, sbattendo la
persiana
un
passero cerca di ramo in ramo cibo
per i piccoli
e
un'ape ronza insistente intorno al
nespolo
La
prima rosa sbocciata stamattina
s'appoggia al muro di mattoni
e
sembra che la gazza, messa a guardia
del suo nido, la guardi
stupita della sua bellezza
Colori che si mescolano al giorno,
il blu dell'iris , il giallo , il
verde,
il
bianco d'un ortensia che si
accoccola nell'ombra
e un
cielo terso spazzato delle nubi dal
vento leggero di ponente
Più
su oltre quel cielo tu e poco
importa ormai
se i
passi sulla strada non sono di una
madre che ritorna
è li
che vivi la tua vita e di dolcezza
mi ricolmi i sogni
Così
sull'ala di un pensiero , appoggio
una carezza ed un sorriso
e in
quell'amore che non è mai scemato mi
perdo nei ricordi e nel tuo cielo
L'ultimo soffio di vento
Poggiata è la Parola sui legni di
pioppo severo
leggero
l'alito di vento sfoglia percorrendo
l'antico cammino
all'ultimo soffio si chiude , segno
che tutto è compiuto
Ora,
nel silenzio della terra è di nuovo la
vita
Non
abbiate paura
Non
abbiate paura anche se arriva la notte,
ci sarà
un nuovo giorno a riempire i silenzi
non ne
abbiate a parlare guardando negli occhi
e
sorridere, nonostante le forze man mano
si dileguino
Non
abbiate paura a respirare gli attimi che
separano dal buio
battiti
d'ali di ciglia socchiuse
Non
abbiate timore d'essere ciò che siete,
nelle
mani di Dio poggiate le mani
lieve
come carezza raccoglie la pena infinita
e nel
silenzio degli angeli conduce alla vita
Non
abbiate paura, mai.
C'è
amore
Un volo di rondini e uccelli a cinguettare
sul ramo
campane in lontananza suonano a festa
e le foglie ,mosse da un vento sottile,
ondeggiano lente
Una farfalla vola leggera danzando qua e
là mai stanca
C'è amore e di amore viviamo
annusando l'aria che profuma di primavera
e immersi nei pensieri della vita
raccontiamo il giorno e volte soffocato di
paure
Seduta, ascolto il suono della vita
a un mondo fatto di parole che tu,
sorridendo dei sogni, vivi con me
Me lo
ricordo
( nonno Carlèn )
me lo ricordo quando seduto all'ombra,
bastone tra le mani,
mi dicevi - va tutto bene è solo questione
di pazienza -
ridevi come chi ha visto tutto nella vita e
di paura è morto mille volte
E mi ricordo gli anni duri della sofferenza
passando la mano sopra gli occhi e sulla
fronte
lo sguardo perso ad implorare un Dio che non
vedevi
Mi ricordo quel - mi dispiace non andare è
un mio diritto
costato vite ,sangue, morte e un voto che ha
il valore di una sfida -
Mi ricordo il letto fatto ogni mattina ,
l'acqua fredda per svegliarsi
meglio
e la cravatta anche a ferragosto
e in ogni giorno in cui la vita cerca di
tirarti a fondo...
ricordo le parole , gli occhi , un gesto
d'un uomo mite che m'ha saputo amare
Brandelli
di attimi
al silenzio e
al suono dolce della brezza gentile
si placa il cuore trovando la sua pace
Guardando in volo rondini a cercare il sole
s'addolcisce lo sguardo duro per il troppo
lottare
Raccogliendo zolle di terra e respirandone
il profumo rallenta il respiro che
nell'affano della corsa s'è fatto pesante
Giorno dopo giorno ,senza sosta, è la lotta
strappando brandelli di attimi, per vivere
Mondi
separati
E siano
ancora qui
a raccontarci il giorno appena passato
a vivere domandando ...come stai
Siamo qui dirimpettai in mondi separati
senza un confine a dividere l'amore
Siamo due gocce d'acqua che bagnano la
stessa terra
unite evaporiamo al cielo guardando
ad occhi aperti
un mondo intorno alla deriva
Siamo respiro ,ancora ,
pure se il tuo è soffio d'una nuvola
e camminando per strade polverose
mi volto e vedo l'ala del tuo amore
accarezzarmi
Un ricordo
sbiadito
Ho di te un ricordo sbiadito
una voce lontana che ritorna flebile
Mi tormenta ,a volte, non saperti trovare
e dal tuo silenzio perdere il suono dolce
d'amore
Gli anni che passano inesorabili e la vita
incendiano le immagini spruzzandole di
fantasia
eppure, nel silenzio di una notte senza lumi,
in un solo lampo trovo il tuo sorriso
e d'amore , di vita e di morte
riprendo il filo dei pensieri
Immagino
girasoli a colorare l'orizzonte
ed acqua fresca e chiara rimbalzare tra i
sassi
Foglie appena spuntate dal sonno e viole
ai bordi del sentiero della vita
Immagino una rosa arrampicarsi al cielo
e profumo d'erba fradicia di pioggia
Quiete d'un sogno vero
felicità negli occhi e in un sorriso
Bambini
Immagini d'un
mondo inghiottito
e l'eternità
della paura è in un attimo
Sulla sabbia
del tempo piccole impronte a cercare la vita
inghiottita
tra schegge di morte
e noi, se
guardassimo il mondo con gli occhi di un bimbo
forse ci
vergogneremmo d'essere adulti
Gelo
È arrivato Mago Gelo
con la sua bacchetta magica tra le mani
trasformando in brillanti di luce
i rami spogli del gelso
Il freddo pungente risveglia i pensieri
lo sguardo si perde
nel sogno di un tempo passato
e il ricordo ritrova sereno
il cassetto segreto del cuore
l fantasma di natali passati
Il fantasma
di natali passati
torna a passo lento tra immagini sbiadite
ha tra le mani fumo e pacchi di regali a richiesta
Cadente come un vecchio rozzo e malandato
incespica sull'uscio vomitando rabbia.
Lo guardo
senza la pietà che si deve ai vecchi
con l'indifferenza di chi
al male più non volge l'altra guancia
Lo guardo
- come nuvola di fumo si dissolve -
e aperte le finestre - il gelo della stupida
arroganza -
soffoca osservando attonito
diventar calore queste quattro mura d'amore
La tua voce
cerco nella memoria la tua voce
ed è così lontana
volata dove non il tempo non è più tempo
dove non c'è rumore nè buio
e non servono i ricordi
cerco nelle parole mai dimenticate
nel ripetersi dei giorni
tra le cose lasciate
ma so che a un passo da me
è già infinito
Raccontami
Per gioco ho legato ad un filo
i pensieri
scorrono come un fiume saltando tra i sassi della
vita
spruzzano d'acqua chiara i ricordi e giocano
come bambini scivolando sui sorrisi.
Li riempiamo così i silenzi di tutti quei sogni
che non fanno rumore
ma lievi si alzano e toccare di ogni giorno nuovo
l'aurora
Raccontami,
raccontami i tuoi pensieri anche senza parole
,hanno sconfitto la notte
insieme ne faremo una coperta di sogni per
riscaldare il futuro
***
Una voce che non da respiro
il silenzio scende, la paura prende
Camminare senza meta tra i pensieri
non distinguere più i falsi dai veri
Confusione e vorresti fuggire
e ti ritrovi inesorabilmente a soffrire
Forse non sai perché
o forse non lo vuoi sapere
vorresti solo continuare a camminare
Eppure basta un frullio d’ali d’un angelo
nascosto
sussurra lasciami entrare, fammi un po’ di posto
Guarda con me quel cielo che sembra lontano
sorride al tuo sorriso ti prende per mano
e la malinconia che aveva invaso il cuore
cede pian piano il posto solo all'amore
Guarda con me quel cielo lo sai,non è lontano
fai sorridere il cuore e stringi la mia mano
Respirando profumo di lillà e gelsomini
Non t'affannare se alla vita il tempo segna il
passo
e stormi di uccelli migratori vanno dove solo ai
sogni
è concesso di volare
Non ti curare di parole uscite dalla bocca degli
stolti
l'anima non hanno e il | |