02-10-06

 

Abito il tempo
Abito il tempo che m'ha fatto crescere
nelle infinite corse della vita,
questa campagna avara di sorrisi
nebbie sbiadite, fiumi capricciosi.
 
Abito il mare che s'accosta a riva
come quell'onda che si fa risacca,
luci di stelle a colorar la notte,
raggi infuocati abbacinanti il giorno
 
Abito questa vita dai fianchi appesantiti
sempre in salita, camminando piano;
spremuta di ricordi e immagini riflesse
ritorta dentro i sogni appesi al corrimano
 
Abito i miei profumi e l'aria del mattino
quanto la notte che si fa coperta
abito il passo che mi porta a casa
come l'attesa di venirti incontro
 
Abito il tempo che mi è concesso,
ciuffo di violaciocca dipinto in un tramonto

 

Sogni d'altri tempi
Lentamente scende questa sera d'autunno
l'ultimo raggio di sole sbircia tra nuvole chiare
incurante del tempo e dei giorni
 
Al di là del buio, cesti d'uva matura profumano l'aria;
dentro il ricordo d'un tempo sfocato
vecchi dalle mani logore sfrondano la terra umida
e ascoltano, in silenzio, sogni d'altri tempi
per continuare a vivere.

 

Colori

 

In questa sera lenta come un soffio di vento
tra quei profumi svaporati dell'autunno
e la luce d'un giorno stanco che s'accquieta ,
una nuvola riflette l'unico raggio di sole;

spennella quel cielo ormai scuro d'un soffio di vita.
Due rondini col capo chino aspettano il silenzio

e l'idea di ripartire ancora dentro un nuovo sole
Cercando lo stesso silenzio,

come le rondini attendo i miei colori 

e pennellate di cielo a dipingere la vita

 

Lo avevo detto


Lo avevo detto, lascia stare, questa non è cosa tua,
non usare il mio nome a seminar zizzania,
non inchiodare ancora a questa croce
chi mi chiama col nome dei suoi padri.
Lo avevo detto a te come l'ho detto agli altri,
primo comandamento è - non giudicare -
senza il giudizio fugge la paura
quello che ho sempre chiesto è solamente amore.
Io te l'ho sempre detto, non essere di parte,
ricordati, ancor prima che cristiano,
sei nato nel mio nome e sei Ebreo.
Lo dico a te e ad ogni mio fratello
son forse morto gridando una ragione ?
ho forse maledetto il mio aggressore ?
giurato la vendetta o condannato ?
Rispondi, a te lo chiedo, qual'è il comandamento ?
non è che nella foga l'hai scordato?
Lo dico a te, ad ogni mio fratello
appeso per i polsi a questa croce
non tu ti stai portando il mio fardello,
lo porta insieme a me chi è senza pace !

 
L'assolo
Se solo si potesse camminare,
indifferenti in mezzo alle parole,
per vicoli di accenti e virgole distratte,
senza l'affanno d'essere perfetti.
 
Con ironia, con il sorriso in tasca, 
percorrere la vita a passo lento
senza nascondersi all'ombra di un pensiero,
fotografando attimi e silenzi,
 
Un sorso di caffè bevuto senza fretta
la sigaretta accesa, il fumo che distratto sale
un gatto innamorato alla finestra
e il cane che si appoggia al suo lampione
 
L'assolo di una stella contro il nero
rifrange sopra un battito di ciglia
il mondo dentro agli occhi è quello vero
in fondo, almeno un poco, mi somiglia

 

 
Papaveri

Li, al limite della strada, dove la fretta finisce;
 rossi di vita, quasi miraggio d'un mondo lontano
 quando tra i campi, a macchia, coloravano
 giorni di pianura sempre uguale.
 Voci di donne, spighe nel vento,
 cantavano il ritmo del giorno
 e in fondo, al riparo del gelso,
 grida di bimbi a giocare col niente.
 Il sole allo zenit segnava la sosta;
 il pane spezzato, protetto dal telo di lino,
 con l'acqua divisa dall'unica brocca
 era segno d'un po' di riposo e tanti infiniti racconti
 Sogni semplici, come papaveri alzati col vento,
 morivano al giorno vivendo del tempo e nel tempo
 

Senza guardare

 
Non ci potrà fermare questa notte opaca
e caro venderemo ogni  nostro sogno
Non resteremo senza guardare,
in questo primo sole che non scalda,
ogni piccolo fiore reciso e rinato
nel tiepido d'una primavera
Non ci fermerà la paura
respirata in questa umanità stracciona
dentro il tempo vigliacco d'un attimo
Continueremo, stupidi forse ma onesti, a lottare
passando oltre questa assurda non vita che travolge                                
                                 senza guardare
 

 

Sabbia, cedri ed oleandri

Sabbia, cedri ed oleandri

Naqui tra sabbia, cedri ed oleandri
nel tempo sofferente di mia madre
che tutto, tranne me, sognava della vita
Naqui ricco, d'una ricchezza inestimabile d'amore
e attraversando  strade polverose
l'ho sparso ai quattro venti, inutilmente.
Conobbi, sulla mia pelle, l'astio dei dottori,
saggi senza umiltà e senza fede
che tronfi d'una saggezza andata a male,
non seppero distinguere la vita.
Conobbi uomini dal viso segnato,
donne, con la condanna appesa per la vita,
umili pescatori dagli occhi color mare
vecchi, straccioni e ladri senza una via d'uscita.
Conobbi la paura e la vendetta,
l'assurda prepotenza dei sapienti,
l'inutile arroganza della legge
che tutto sa e non capisce niente.
Conobbi la stupidità bigotta,
l'indifferenza dell'aridità del cuore
la sciocca presunzione e indisponenza
d'uccidere la libertà nella parola
con quattro chiodi piantati nelle ossa
Conobbi , purtroppo ancora la conosco,
in questo mio perenne camminare
su questa terra che continuo senza sosta a calpestare
 

Mi ricordo

Mi ricordo di te e dei giorni
di strade da fare
Mi ricordo quel fuoco lento a morire
in un inverno che respirava aria
Mi ricordo
ed a volte fa male l'attesa
che il tempo mi cambi la vita
insegnandomi a vivere

 

Un silenzio chiuso fra due pensieri

Si ferma il mondo e scrivi
sulla lavagna tutta da riempire
su quello specchio dove riflesso è il nulla
dentro un silenzio rotto dai pensieri
oltre quelle pareti il mondo , i suoi rumori

Vecchia la storia , vecchie le battaglie
rimescolate di parole inutili
spruzzate controvento di lustrini
scirocco , cielo cupo , qualche goccia

Oltre, oltre il pensiero,
oltre quella monotonia d'abitudine
aria di mare, profumo di salsedine
ciuffi di viole dai colori fragili
squarcio di sole dentro un cielo livido

oltre, dentro un silenzio chiuso in due pensieri
pausa di vita dentro un sogno libero

Era la stessa notte

 
erano in pochi a cacciare le stelle quella sera
vuotavano un bicchiere disperato
mentre  la radio diceva.. è finita
Al ritorno  l'agguato e botte da spaccare le ossa.
Era la stessa notte di Roma liberata
e un boggie ballato per la strada
notte di sigarette americane e pezzi di cioccolato amaro
Era la stessa notte e qui ,
tra i muri sporchi e vecchi delle case
ancora inchiodavano un Cristo alla sua croce

 

Non è tempo

Ancora non è tempo
e ci tocca fuggire la paura d'un verbo
Non è tempo dentro questa sera di Marzo
fredda come una notte d'inverno
quando si ferma il buio e i suoni si fanno lontani
Sono queste le notti di lune nascoste                                                                                                                         Ci difende però quella pace appesa ad un chiodo di ruggine                                                                                      confuso tra rami di glicine abbarbicato al muro
Ci difende uno squarcio di cielo
e una foglia posata sul vento

Il tempo
 
E no, non torna il tempo
non passa quella porta che s'è chiusa
inventa nuove strade
scantona tra la folla dei pensieri
sogghigna degli errori
sfidando il sale dei capelli bianchi
 
Non torna la rugiada del mattino
che sgocciola da foglie color porpora
e nebbie che nascondono la vita
appesa al primo tram dei desideri
 
Se non lo segui , il tempo,
se non gli stai al passo
non puoi godere della vita che s'è fatta grande
nè puoi volare dentro un cielo libero
nè l'anima gelarsi di sferzate amare
 
se non lo segui,
se aspetti e torni indietro con il cuore
rimani immobile sul palco di finzioni
di una imperfetta storia senza la parola vita

Non torna il tempo
e al diavolo ,
che tornerebbe a fare !
 

Cambio stagione


 
Cambio stagione ,
cambio tutti gli anni che mi porto addosso,
cambio questa pianura lenta
con lo sciacquio d'un onda malandrina
e cambio quest'inverno ostile in primavere pigre di mimose
 
Affondo sulla sabbia l'impronta della vita
mi fermo qui,
seduta tra pezzi di conchiglie a leggermi il futuro
fumo di nuvole lontane e dentro gli occhi il sole
 

Io me li ricordo..


 
Me li ricordo gli inverni con la neve alle ginocchia
camminando tra montagne che la strada non si vedeva
Me li ricordo gli alberi dai rami piegati
e tra il bianco candido ciuffi di verde
a dar speranza di nuove primavere
M li ricordo si quegli anni di freddo
attaccati alla stufa che moriva lenta nella notte
e nonna Tita che si alzava a gettar carbone
 
Erano  anni di neve pulita e cieli tersi d'un inverno che respirava aria
 

Una nuvola a due piazze


 
otto anni , un volo interminabile
e sembra ieri ancora la speranza
Triste come un valzer di Sibelius
chiuso in una mano con l'addio
Ieri, un giorno dalla vita,
c'era un tramonto che toglieva il fiato
e il ghiaccio sopra ai tetti come allora
Se solo qualche volta
potessi riascoltare la tua voce
la sto dimenticando e non mi piace
Perde la mia memoria il timbro , la modulazione
pian piano stai partendo un'altra volta
Otto e  sei ancora giovane alla vita nuova
come lo eri in questa prima di partire.
Buon compleanno mamma guardiamoci stasera
il sole scendere pian piano e di rimpetto
la luna che si affaccia sopra il tetto
sedute su una nuvola a due piazze
raccontami la vita dall'alto senza più soffrire
l'ascolterò anche senza parole 
come la luce quando viene il sole
 

Blu di prussia


 
In questa notte che lenta sgocciola
cammino dentro un sogno blu di prussia
sospiro nel profumo di salsedine
e nuvole di fumo si dissolvono
 
Morbida è la brezza che accarezza
rimbalza la sua luce la girandola
appesa con i panni stesi al sole
al piccolo balcone contro il mare
 
Di rimpetto, nell'angolo scosceso della riva
barche di vecchi con la pipa in mano
mimano la bugia di un'avventura
e asciugano una lacrima di sale
 
Richiudo nel mio foglio spiegazzato
parole dal profumo di limoni
in questa notte che ruba al sonno un sogno
il bavero rialzo dentro al gelo

 

 

-2006-

Inseparabile

 
Eccole , si sono aperte al mondo tuo
immense e grandi , di piume d'amore son fatte.
Abbracciano il cammino della vita d'ogni giorno
sielnziose e discrete
Sono luce oltre la vita e gli occhi che guardano al futuro
non hanno gocce scese sul viso ma piccoli cristalli di luce
a rischiarar la notte
Sorride , d'un sorriso così chiaro , solo al tuo sguardo sereno
e se una nuvola di dolore si posa dentro al cuore ,
soffia , cacciandola lontano .
E' un mondo, quello, dove solo l'apparente silenzio
non ci permette d'udire ma se tendi l'orecchio e ascolti,
un battito leggero d'ali ti cammina al fianco e musica
è la voce che colma i silenzi del cuore.
Cammina piano, se il tuo passo è lento
corre, se la fretta ti divora
poi, seduto accanto a te aspetta che ogni giorno buio passi
e piano ti sussurra d'esser felice più d'allora
inseparabile da te per sempre.
 

E' mia

è mia la ragione come mio è il torto

e passo dopo passo , seppellire la quiete
tornando poi al riparo d'un raggio di sole.
Mia questa insaziabile sete di giusto
che mi confonde , a volte ,
d'una ragione che per tanti non ha valore
Mia la stanchezza di giorni irriverenti
indivisibile forse nei silenzi d'altri pensieri
 
E' questo il vivere assurdo
nascosto all'ombra dei cipressi 
in viali desolati ,immagine riflessa
d'un deserto nell'anima
Ma è mia la vita nei colori
in quegli spazi d'infinito esistere
che d'aria e di sole inonda
come mia è la strada decisa
che nulla potrà mai cambiare
 

 

Piccole stelle

Luci lontane

piccole stelle come miraggi

sono forse lo specchio

riflesso dei sogni

lago di luce che aspetta il domani

Alla riva mi siedo

aspetto il silenzio assoluto della notte

Mi ricordo di te e dei giorni

di strade da fare

mi ricordo 

giocando col passato

mi ricordo e fa male l'attesa

che il tempo mi cambi la vita

insegnandomi a vivere

 

Ti dirò

Ti dirò, in questo giorno inutile,

che sento ancora vibrare l'ali di farfalla
che vedemmo insieme
Leggere, sopra nuvole di fumo, sfioravano i capelli
e all'ombra di un sorriso poggiavano nel rosso di una rosa
 
Ti dirò, non ho mai smesso i sogni
e ancora torno , di tanto in tanto,
ad appoggiar la testa sul cuscino attenta al tuo respiro
Ascolto, rubando l'aria al silenzio
 
Ti dirò, quando rileggo pagine lontane
e con i tuoi confondo i miei pensieri,
che non c'è attimo nei passi della vita
che non percorrerei tenendo la tua mano
 
Forse si chiama amore o forse nostalgia
ma, ti dirò, qualunque nome porti
per me si chiama solo col tuo nome
 
 

Sentieri nella nebbia

Piano s'è dipinto l'autunno dalle tinte forti

Nei campi inondati di nebbia
l'irreale silenzio d'un mattino d'Ottobre
e la città assonnata si sveglia alle ore antiche 
Non c'è pace per i vivi avvolti nelle nebbie
non c'è pace !
Sfilano come soldati in battaglia i dubbi ,
i drammi , i perchè irrisolti
nascondono il capo tra i rovi umidi di brina
insicuri , su questa strada senza ritorno
Ancora di Elfi e di Fate è popolato il mondo
ancora di maghi e saltimbanchi ,
di giostre e zucchero filato è piena la piazza
...e spine di rose canine a graffiare il cuore.
Passo dopo passo m'arrampico , scivolo, cado
arranco a fatica e m'aggrappo ,
rialzo ancora la testa
Oltre le cime degli alberi uno squarcio di cielo
è il primo sereno scaldato da un raggio di sole
 

Aironi

All'argine s'affacciano timorosi gli aironi

tremanti sfidano l'acqua e
affondano il becco a cercar cibo
poggiando eleganti e cauti al fondo.
Un ramo strappato dal vento scivola 
e roteando sfiora i sassi consumati dal tempo
incolti canneti hanno rubato terra al fiume
e ondeggiano mossi dal vento 
All'orizzonte una nuvola d'ali compatta
cerca riparo dalla pioggia futura
sorvola la terra sfiorando le cime ancora frondose
e si tuffa d'un lampo tra stoppie di grano bruciato
 
L'estate finisce in turbini d'acqua
e nuvole scure spaccate da sferze di luce
 

Oltre quel cielo tu

 
Passi leggeri sulla ghiaia e la chiave che gira nella toppa...
il vento mi sveglia, sbattendo la persiana
un passero cerca di ramo in ramo cibo per i piccoli
e un'ape ronza insistente intorno al nespolo
La prima rosa sbocciata stamattina s'appoggia al muro di mattoni
e sembra che la gazza, messa a guardia del suo nido, la guardi
stupita della sua bellezza
Colori che si mescolano al giorno, il blu dell'iris , il giallo , il verde,
il bianco d'un ortensia che si accoccola nell'ombra
e un cielo terso spazzato delle nubi dal vento leggero di ponente
Più su oltre quel cielo tu e poco importa ormai
se i passi sulla strada non sono di una madre che ritorna
è li che vivi la tua vita e di dolcezza mi ricolmi i sogni
Così sull'ala di un pensiero , appoggio una carezza ed un sorriso
e in quell'amore che non è mai scemato mi perdo nei ricordi e nel tuo cielo
 
 

L'ultimo soffio di vento

 
Poggiata è la Parola sui legni di pioppo severo
leggero l'alito di vento sfoglia percorrendo l'antico cammino
all'ultimo soffio si chiude , segno che tutto è compiuto
 
Ora, nel silenzio della terra è di nuovo la vita
 

Non abbiate paura

Non abbiate paura anche se arriva la notte,

ci sarà un nuovo giorno a riempire i silenzi
non ne abbiate a parlare guardando negli occhi
e sorridere, nonostante le forze man mano si dileguino
Non abbiate paura a respirare gli attimi che separano dal buio
battiti d'ali di ciglia socchiuse
Non abbiate timore d'essere ciò che siete,
nelle mani di Dio poggiate le mani
lieve come carezza raccoglie la pena infinita
e nel silenzio degli angeli conduce alla vita
Non abbiate paura, mai.
 

C'è amore

Un volo di rondini e uccelli a cinguettare sul ramo
campane in lontananza suonano a festa
e le foglie ,mosse da un vento sottile, ondeggiano lente
Una farfalla vola leggera danzando qua e là mai stanca

C'è amore e di amore viviamo
annusando l'aria che profuma di primavera
e immersi nei pensieri della vita
raccontiamo il giorno e volte soffocato di paure

Seduta, ascolto il suono della vita
a un mondo fatto di parole che tu,
sorridendo dei sogni, vivi con me

 

Me lo ricordo
( nonno Carlèn )


me lo ricordo quando seduto all'ombra, bastone tra le mani,
mi dicevi  - va tutto bene è solo questione di pazienza -
ridevi come chi ha visto tutto nella vita e di paura è morto mille volte
E  mi ricordo gli anni duri della sofferenza
passando la mano sopra gli occhi e sulla fronte
lo sguardo perso ad implorare un Dio che non vedevi
Mi ricordo quel - mi dispiace non andare è un mio diritto
costato vite ,sangue, morte e un voto che ha il valore di una sfida -
Mi ricordo il letto fatto ogni mattina , l'acqua fredda per svegliarsi
meglio
e la cravatta anche a ferragosto
e in ogni giorno in cui la vita cerca di tirarti a fondo...
ricordo le parole , gli occhi , un gesto
d'un uomo mite che m'ha saputo amare


 

Brandelli di attimi

al silenzio e al suono dolce della brezza gentile
si placa il cuore trovando la sua pace
Guardando in volo rondini a cercare il sole
s'addolcisce lo sguardo duro per il troppo lottare
Raccogliendo zolle di terra e respirandone il profumo rallenta il respiro che nell'affano della corsa s'è fatto pesante
Giorno dopo giorno ,senza sosta, è la lotta
strappando brandelli di attimi, per vivere

Mondi separati

 

E siano ancora qui
a raccontarci il giorno appena passato
a vivere domandando ...come stai
Siamo qui dirimpettai in mondi separati
senza un confine a dividere l'amore
Siamo due gocce d'acqua che bagnano la stessa terra
unite evaporiamo al cielo guardando
ad occhi aperti
un mondo intorno alla deriva
Siamo respiro ,ancora ,
pure se il tuo è soffio d'una nuvola
e camminando per strade polverose
mi volto e vedo l'ala del tuo amore accarezzarmi
 

Un ricordo sbiadito

Ho di te un ricordo sbiadito
una voce lontana che ritorna flebile
Mi tormenta ,a volte, non saperti trovare
e dal tuo silenzio perdere il suono dolce d'amore
Gli anni che passano inesorabili e la vita
incendiano le immagini spruzzandole di fantasia
eppure, nel silenzio di una notte senza lumi,
in un solo lampo trovo il tuo sorriso
e d'amore , di vita e di morte
riprendo il filo dei pensieri


 

Immagino

girasoli a colorare l'orizzonte
ed acqua fresca e chiara rimbalzare tra i sassi
Foglie appena spuntate dal sonno e viole
ai bordi del sentiero della vita
Immagino una rosa arrampicarsi al cielo
e profumo d'erba fradicia di pioggia
Quiete d'un sogno vero
felicità negli occhi e in un sorriso

 

- 2005 -

 

Bambini

Immagini d'un mondo inghiottito

e l'eternità della paura è in un attimo
Sulla sabbia del tempo piccole impronte a cercare la vita
inghiottita tra schegge di morte
e noi, se guardassimo il mondo con gli occhi di un bimbo
forse ci vergogneremmo d'essere adulti
 

Gelo   
 
È arrivato Mago Gelo
con la sua bacchetta magica tra le mani
trasformando in brillanti di luce
i rami spogli del gelso
Il freddo pungente risveglia i pensieri
lo sguardo si perde
nel sogno di un tempo passato
e il ricordo ritrova sereno

 il cassetto segreto del cuore
 

l fantasma di natali passati

Il fantasma di natali passati
torna a passo lento tra immagini sbiadite
ha tra le mani fumo e pacchi di regali a richiesta
Cadente come un vecchio rozzo e malandato
incespica sull'uscio vomitando rabbia.

Lo guardo
senza la pietà che si deve ai vecchi
con l'indifferenza di chi
al male più non volge l'altra guancia
Lo guardo
- come nuvola di fumo si dissolve -
e aperte le finestre - il gelo della stupida arroganza -
soffoca osservando attonito
diventar calore queste quattro mura d'amore
 

La tua voce
 
cerco nella memoria la tua voce
ed è così lontana
volata dove non il tempo non è più tempo
dove non c'è rumore nè buio
e non servono i ricordi
cerco nelle parole mai dimenticate
nel ripetersi dei giorni
tra le cose lasciate
ma so che a un passo da me
è già infinito
 

Raccontami

Per gioco ho legato ad un filo i pensieri
scorrono come un fiume saltando tra i sassi della vita
spruzzano d'acqua chiara i ricordi e giocano
come bambini scivolando sui sorrisi.

Li riempiamo così i silenzi di tutti quei sogni che non fanno rumore
ma lievi si alzano e toccare di ogni giorno nuovo l'aurora
Raccontami,
raccontami i tuoi pensieri anche senza parole ,hanno sconfitto la notte
insieme ne faremo una coperta di sogni per riscaldare il futuro

***

Una voce che non da respiro
il silenzio scende, la paura prende

Camminare senza meta tra i pensieri
non distinguere più i falsi dai veri
Confusione e vorresti fuggire
e ti ritrovi inesorabilmente a soffrire
Forse non sai perché
o forse non lo vuoi sapere
vorresti solo continuare a camminare
 
Eppure basta un frullio d’ali d’un angelo nascosto
sussurra lasciami entrare, fammi un po’ di posto
Guarda con me quel cielo che sembra lontano
sorride al tuo sorriso ti prende per mano
e la malinconia che aveva invaso il cuore
cede pian piano il posto solo all'amore 
Guarda con me quel cielo lo sai,non è lontano
fai sorridere il cuore e stringi la mia mano

 

Respirando profumo di lillà e gelsomini

Non t'affannare se alla vita il tempo segna il passo
e stormi di uccelli migratori vanno dove solo ai sogni
è concesso di volare
Non ti curare di parole uscite dalla bocca degli stolti
l'anima non hanno e il