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Buon Natale, vecchietto...

scritta da Michela Rastelli

 

 

 

 

 

 

 

L'ho incontrato ieri sera al centro commerciale, la sua borsa di plastica
con dentro gli acquisti,povere cose.Le sue finanze non permettono grandi
spese.
Una testa di capelli bianchi,un vecchio con l'aria stanca che tiene in mano
un coltello e mangia da solo. Mi sono seduta con lui,gli ho chiesto se gli
andava la mia compagnia e abbiamo mangiato un boccone insieme.Ho dovuto
lottare per offrire quel pasto,non voleva accettarlo,non da una donna. Gli
ho detto che non ero una donna ma Lucifero:un pasto in cambio della sua
anima.Ha sorriso e si è convinto anche se mi ha detto che difficilmente
poteva associarmi a un diavolo,ma si sa,i diavoli ingannano,e poi lui della
sua anima non sapeva che farsene.:-)
Lo conosco da tanti anni.E' vecchio,solo e  malato.
Solitamente queste  persone si appoggiano ai centri di prima accoglienza e
assistenza, ma lui è diverso, sta in disparte e non accetta quel genere di
vita, gli piace vivere all'aperto e non parla mai con nessuno. Mi piace la
sua strana aria meditativa e triste,ma io lo conosco bene ,è un uomo che non
si arrende.Ha un volto dolce  segnato dai solchi del tempo con occhi
sognanti che non sognano,occhi che vedono in profondità.
I sogni di un tempo si sono infranti come frammenti spezzati di uno specchio
che non potrà più riflettere la luce,ma il  vecchio spirito idealista non ha
mai cessato di esistere, si è limitato ad assopirsi in qualche recesso della
coscienza.Una povero vecchio con una grande dignità che  sembra  godere di
una dote speciale, che lo rende come invisibile agli occhi della maggior
parte della gente.Ma a lui sta bene cosi...
Abbiamo chiacchierato e l'ho convinto anche a bere del vino.Acci... voleva
la prescrizione medica e allora ho scarabocchiato su un tovagliolo un veloce
scritto:-)
Mi ha raccontato tante cose della sua vita,cose che non sapevo.Era bello
sentirlo parlare...
Poi finita la cena si è alzato,ha ringraziato e con la sua borsa di plastica
si è avviato verso casa.Non ha voluto un passaggio,scherzando ha detto che
non voleva alimentare pettegolezzi in paese.
Lo guardavo allontanarsi e pensavo a quale mondi diversi apparteniamo:io
sarei rientrata a casa dove mi aspettava un bell'appartamento  caldo e una
famiglia,lui chissà..
Prima di salutarlo gli ho fatto una domanda:" Dura la vita eh?" Mi ha fatto
un mezzo sorriso,forse voleva rispondermi qualcosa ma si è girato e se ne è
andato.
L'ho visto allontanarsi piano piano,il suo vecchio cappotto sdrucito. la
gente indaffarata non lo degnava di uno sguardo,i loro pensieri erano troppo
occupati,le loro agende troppo fitte di impegni. Avrei voluto avere un po'
di polvere magica per poterla gettare in quella borsa di plastica e
trasformare quelle povere cose:trasformarle in preziosi doni.
Buon Natale vecchietto...
 

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