L'ho incontrato
ieri sera al
centro
commerciale, la
sua borsa di
plastica
con dentro gli
acquisti,povere
cose.Le sue
finanze non
permettono grandi
spese.
Una testa di
capelli bianchi,un
vecchio con l'aria
stanca che tiene
in mano
un coltello e
mangia da solo. Mi
sono seduta con
lui,gli ho chiesto
se gli
andava la mia
compagnia e
abbiamo mangiato
un boccone insieme.Ho
dovuto
lottare per
offrire quel
pasto,non voleva
accettarlo,non da
una donna. Gli
ho detto che non
ero una donna ma
Lucifero:un pasto
in cambio della
sua
anima.Ha sorriso e
si è convinto
anche se mi ha
detto che
difficilmente
poteva associarmi
a un diavolo,ma si
sa,i diavoli
ingannano,e poi
lui della
sua anima non
sapeva che
farsene.:-)
Lo conosco da
tanti anni.E'
vecchio,solo e
malato.
Solitamente
queste persone si
appoggiano ai
centri di prima
accoglienza e
assistenza, ma lui
è diverso, sta in
disparte e non
accetta quel
genere di
vita, gli piace
vivere all'aperto
e non parla mai
con nessuno. Mi
piace la
sua strana aria
meditativa e
triste,ma io lo
conosco bene ,è un
uomo che non
si arrende.Ha un
volto dolce
segnato dai solchi
del tempo con
occhi
sognanti che non
sognano,occhi che
vedono in
profondità.
I sogni di un
tempo si sono
infranti come
frammenti spezzati
di uno specchio
che non potrà più
riflettere la
luce,ma il
vecchio spirito
idealista non ha
mai cessato di
esistere, si è
limitato ad
assopirsi in
qualche recesso
della
coscienza.Una
povero vecchio con
una grande dignità
che sembra
godere di
una dote speciale,
che lo rende come
invisibile agli
occhi della
maggior
parte della gente.Ma
a lui sta bene
cosi...
Abbiamo
chiacchierato e
l'ho convinto
anche a bere del
vino.Acci...
voleva
la prescrizione
medica e allora ho
scarabocchiato su
un tovagliolo un
veloce
scritto:-)
Mi ha raccontato
tante cose della
sua vita,cose che
non sapevo.Era
bello
sentirlo
parlare...
Poi finita la cena
si è alzato,ha
ringraziato e con
la sua borsa di
plastica
si è avviato verso
casa.Non ha voluto
un
passaggio,scherzando
ha detto che
non voleva
alimentare
pettegolezzi in
paese.
Lo guardavo
allontanarsi e
pensavo a quale
mondi diversi
apparteniamo:io
sarei rientrata a
casa dove mi
aspettava un bell'appartamento
caldo e una
famiglia,lui
chissà..
Prima di salutarlo
gli ho fatto una
domanda:" Dura la
vita eh?" Mi ha
fatto
un mezzo
sorriso,forse
voleva rispondermi
qualcosa ma si è
girato e se ne è
andato.
L'ho visto
allontanarsi piano
piano,il suo
vecchio cappotto
sdrucito. la
gente indaffarata
non lo degnava di
uno sguardo,i loro
pensieri erano
troppo
occupati,le loro
agende troppo
fitte di impegni.
Avrei voluto avere
un po'
di polvere magica
per poterla
gettare in quella
borsa di plastica
e
trasformare quelle
povere
cose:trasformarle
in preziosi doni.
Buon Natale
vecchietto...