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IL  DESIDERIO

di Annarita Petrino

  “Secondo me è morto.” disse Kyle

    “No, sta solo dormendo.” rispose Aria

    “Allora facciamolo vedere a Budd. Lui saprà dircelo.”

    Kyle e Aria corsero via in direzione della casa di Budd. Avevano dieci anni e vivevano per la strada da sempre. Non ricordavano di aver mai avuto una mamma e un papà. Erano sempre stati loro due e Budd, che avevano incontrato in seguito e che era diventato loro grande amico.

    Kyle saltò agilmente l’alto recinto del vecchio rifugio antiatomico dove Budd si era stabilito, mentre Aria passò dall’ingresso principale. Le giunture delle sue gambe non le permettevano di fare grossi sforzi.

    “Budd!” chiamò Kyle dal cortile ingombrato dalla neve

    Budd non voleva che nessuno mettesse piede in casa sua.

    “Che c’è?” rispose qualcuno dall’interno

    “Vieni Budd, abbiamo trovato qualcosa che devi vedere.” spiegò Aria

    “Arrivo!”

    Kyle e Aria attesero pazientemente che il loro amico uscisse di casa. Sapevano che aveva sempre bisogno di tempo per muoversi. Budd era un bambino nero di dodici anni con il torso incastrato in una struttura metallica a quattro gambe che gli consentiva di spostarsi. Rientrava nella lista degli esperimenti di genetica meccanica andati male. Viveva solo dall’età di cinque anni, cioè da quando era risultato ovvio che il suo sviluppo futuro avrebbe deluso le aspettative di chi lo aveva progettato.

    Avanzando sulle sue gambe meccaniche si avvicinò ai suoi due piccoli amici.

    “Vieni Aria.”

    La piccola gli salì sulle spalle. Budd si offriva sempre di portarla perché a lui non costava fatica e perché sapeva che, a causa di un’operazione mal riuscita, le gambe della bimba non funzionavano bene come quelle del fratello gemello. Anche loro erano frutto di un esperimento di potenziamento del feto, ma i dottori avevano sbagliato i dosaggi delle nanoparticelle tecnologiche e Aria e Kyle erano nati con tare genetiche più o meno evidenti. Quando si erano resi conto che Aria non avrebbe camminato avevano cercato di aggiustarla, riuscendoci solo in parte. Alla fine erano stati abbandonati come Budd e come tutti gli altri.

    “Cos’avete trovato?” chiese Budd mentre avanzavano

    “Lo vedrai.” disse Kyle

    Attraversarono la distesa di rifiuti coperti di neve che li separava dal luogo del ritrovamento.

    “Eccolo!” esclamò Aria che godeva di una vista privilegiata sulle spalle di Budd

    Quando arrivarono, Aria scese e si riunirono tutti intorno alla strana creatura, che indossava un giaccone con colletto di pelliccia bianca, un paio di pantaloni rossi e stivali neri. La faccia era coperta da una folta barba.

    “Allora?” chiese Kyle “Secondo te è morto?”

    Budd lo scrutò quindi lo scosse. L’uomo aprì gli occhi: “Ohi ohi che botta!” Quindi si mosse e cercò di mettersi in piedi mentre i tre spettatori indietreggiavano.

    “Hai visto?” mormorò Aria “Te l’avevo detto che stava dormendo.”

    Il grosso personaggio si alzò e si aggiustò il berretto. Quindi si guardò intorno per poi rivolgersi ai tre piccoli davanti a lui.

    “Dov’è la mia slitta?”

    Non sapendo cosa rispondere, Kyle, Budd e Aria preferirono tacere.

    “Oh beh…sarà da qualche parte. Rudolph se la sa cavare. Allora bambini, sapete dirmi dove mi trovo?”

    “Questo è il quartiere di Terminal City.” rispose Kyle

    “Bene, allora sono nel posto giusto, solo che non capisco che cosa sia successo. Stavo guidando la mia slitta quando qualcosa l’ha urtata e mi ha fatto precipitare.”

    “Dev’essere stato uno degli U-Boot di controllo.” spiegò Budd “Ce ne sono parecchi da queste parti. Servono a tenere lontano i curiosi.”

    “Oh! Grazie della spiegazione. Io sono qui perché uno di voi ha espresso un desiderio per Natale.” Kyle e Budd alzarono le spalle “Una certa Aria se non vado errato.”

    I due bambini guardarono la piccola che teneva gli occhi bassi.

    L’omone si abbassò: “Sei tu Aria?”

    “Si.” mormorò la piccola con un filo di voce

    “Hai chiesto una mamma, vero?”

    La bimba annuì, poi alzò gli occhi. Kyle e Budd la stavano guardando.

    “Aria! Non posso crederci! Hai davvero chiesto una mamma?” la rimproverò suo fratello

    Per tutta risposta la piccola iniziò a correre.

    “Ma dove vai?” urlò Budd

    “Presto seguiamola!” disse Kyle “Non può girare da sola. È pericoloso.”

    I due piccoli si lanciarono all’inseguimento e al grosso personaggio non rimase che fare altrettanto. Faticò non poco per star loro dietro e quando Aria finalmente si fermò ai confini di Terminal City aveva il fiatone. Un alto recinto elettrificato circondava l’intero quartiere e impediva alle sue creature di uscirne. Aria sapeva che non andava toccato ed infatti si fermò a pochi passi dalla rete, poi indicò un punto non molto lontano. Una strada affollata della città illuminata a festa dalle luminarie natalizie. C’era davvero tanta gente per le strade e tanti bambini con le loro mamme e con i loro papà.

    Kyle e Budd si guardarono.

    “Aria…” mormorò Kyle

    La piccola si girò con i lucciconi negli occhi: “Voglio anch’io una mamma Kyle! Tu non la vuoi?”

    La bimba scoppiò in un pianto disperato e l’omone la prese in braccio, cercando di consolarla: “Su piccola, non piangere. Hai chiesto una mamma per Natale ed io te l’ho portata.”

    Aria si staccò da lui e lo guardò con due occhi che non lasciavano scampo: “Davvero?”

    “Ma certo! C’è solo un piccolo problema.”

    “E quale sarebbe?” chiese Budd disposto a fare qualsiasi cosa pur di impedire che Arai dovesse piangere ancora

    “Tutti i doni sono sulla mia slitta ed io non so dove sia.”

    “Allora dobbiamo ritrovarla!” esclamò Kyle “Prima parlavi di un certo Rudolph, chi è? Un tu amico?”

    “Il migliore che si possa avere. È il capo delle mie renne e lo riconosci subito perché ha un grosso naso rosso.”

    “Come lo troviamo?” chiese Kyle

    “Un comunicato! Ecco come!” esclamò Budd “A casa ho un impianto radio, venite!”

    Il gruppo si mosse e raggiunsero il cortile della casa di Budd.

    “Possiamo entrare anche noi?” chiese Kyle

    Il piccolo nero ci pensò su un attimo e alla fine decise: “Si, venite dentro anche voi, ma niente domande.”

    Il gruppo entrò nel vecchio rifugio antiatomico il cui interno era tutto in disordine, come se fosse stato abbandonato di corsa. Kyle si guardò intorno. Su un tavolo vicino alla finestra c’erano diversi flaconi contenenti della pasticche bianche. Antidolorifici. Non doveva essere una cosa semplice entrare ed uscire da quegli arti meccanici. Budd si avvicinò ad una vecchia radio e la accese.

    “C’è nessuno?” chiese

    Una serie di scariche elettriche confermò che qualcuno era in ascolto.

    “Stiamo cercando una renna con un grosso naso rosso ed una slitta.” continuò Budd

    Ci fu una lunga pausa. Kyle pensò che chiunque stesse ascoltando doveva pensare che fossero completamente impazziti.

    “La renna è qui.” gracchiò la radio “Terminal City AC3.”

    Budd chiuse il collegamento e disse: “Andiamo!”

    Il settore AC3 non era molto lontano. Dopo l’impatto con l’U-Boot la slitta doveva aver proseguito per un po’ prima di precipitare. Aria andava avanti a tutti. Non appena aveva sentito quello che la radio aveva detto era scesa e aveva iniziato a camminare. Nonostante le sue gambe non funzionassero a dovere andava spedita seguita a ruota da Kyle e da Budd. L’omone cercava di non rimanere troppo indietro. Il settore AC3 era popolata di gente che per una ragione o per un’altra si era ritrovata a vivere per la strada. Gente che la città, troppo indaffarata per occuparsene, aveva allontanato sempre di più. Da qualche anno a questa parte, però, un gruppo di volontari aveva preso l’abitudine di portare a questa gente un po’ di conforto la Vigilia di Natale, insieme a coperte, cibo, legna per il fuoco e medicinali. Quell’anno nessuno aveva voluto mancare all’appuntamento nonostante avesse nevicato tutta la notte e l’accesso a Terminal City fosse diventato pressoché impraticabile.

    Aria scavalcò l’ultimo cumulo di rifiuti seguita da Kyle e Budd, ma prima che potessero rendersene conto si ritrovarono in mezzo ad una folla di gente benvestita che portava aiuto ai bisognosi, quella stessa gente dalla quale si erano sempre tenuti alla larga. C’erano tante luminarie e proprio al centro dello spiazzo un grande albero di Natale. L’atmosfera era di festa. Aria si fece strada tra la gente, ma quando giunse ai piedi dell’albero dovette fermarsi. Rimase a contemplarlo fino a che si accorse di una donna lì vicino che stava appendendo delle palline colorate.

    “Ciao,” disse la donna “vuoi appenderne una anche tu?”

    Aria annuì. La donna le porse la pallina e poi la prese in braccio, ma riuscì a sollevarla solo con grande fatica. Aria appese la pallina e la donna la rimise giù proprio nel momento in cui arrivarono Kyle e Budd.

    “Uff! Pesi parecchio per essere solo una bambina.”

    “Lei non è una bambina come tutti gli altri!” disse Kyle duro

    “E tu chi saresti?”

    “Suo fratello.”

    Solo allora la donna si rese conto della presenza di Budd. Lo guardò, ma non come il piccolo era stato sempre guardato, con paura, con orrore, ma come si guarda un bambino della sua età.

    “Allora, vogliamo passare alle presentazioni? Il mio nome è Maria e voi come vi chiamate?”

    “Io sono Kyle e lei è Aria, questo invece è Budd.”

    “Piacere bambini, avete fame?”

    I tre annuirono e la donna li portò dove facevano da mangiare. Solo dopo essersi riempiti la pancia si ricordarono del grosso personaggio, della slitta e della renna che dovevano trovare. Si guardarono intorno, poi udirono uno scampanellio sopra le loro teste. L’omone stava passando proprio in quel momento e li salutava con la mano. Una renna con un grosso naso rosso guidava tutte le altre che trainavano la slitta.

    I piccoli salutarono a loro volta, felici di trovarsi finalmente a loro agio in mezzo alla gente comune. Quello stesso giorno Maria li portò con sé in città. Maria Wallas era la fondatrice e direttrice del Centro Recupero Bambini, sorto con l’intento di trovare e riabilitare tutti i bambini nati in seguito ad esperimenti di genetica condotti  negli anni precedenti e bloccati da severi provvedimenti legali. Il desiderio di Aria, espresso in una buia notte di Dicembre si avverò, perché pochi giorni dopo Natale lei, Kyle e Budd trovarono una mamma…e anche un papà.

 

 

 

 
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