Gerusalemme, 16 novembre
2004
Caro
Babbo Natale,
Siamo
due ragazzini di dieci anni,
molto amici. Io mi chiamo
Ibrahim ed il mio caro
amichetto Jonathan. Lui è di
origine israeliana ed io di
origine palestinese.
Abitiamo in un bellissimo
Paese che i nostri papà
hanno chiamato: "Repubblica
dei Popoli Fratelli " La
capitale di questo nostro
dolce Paese è Gerusalemme,
città santa e crogiolo di
razze e religioni. Vedessi,
caro Babbo Natale, quale
stima e quale rispetto si
portano gli abitanti di
Gerusalemme e dell’intero
Paese!Parlano lingue diverse
eppure come si capiscono,
come si amano! Il saluto più
ricorrente è : "Shalom!"
oppure "Salem!" che come tu
sai vuol dire "Pace !" E
così succede che due persone
si incontrano, si sorridono
e al saluto:" Shalom!"
l’altra risponde nella sua
lingua:"Salem!" ma tutto è
così naturale al punto che
il linguaggio diventa
secondario perché le due
persone sanno che nel loro
cuore alberga la Pace!
Che
bello vedere i bimbi giocare
felici negli spiazzi e nei
parchi delle nostre belle
città! E che bello vedere i
nostri papà e le nostre
mamme recarsi insieme a
pregare, a volte nelle
sinagoghe, altre volte nelle
moschee e adorare l’unico
Dio che, nella nostra
libertà e secondo le
tradizioni dei nostri padri
, chiamiamo Allah oppure
Jehovah e altri nomi ancora
che esprimono Amore,
felicità , voglia di volersi
bene l’un l’altro!
La
sera, tutti insieme, ci
raccogliamo intorno al fuoco
o, se è estate, stiamo
all’aperto sotto il cielo
stellato ed i nostri nonni
ci raccontano di tempi
lontani e tristi , quando
israeliani e palestinesi si
combattevano e morivano a
causa dell’odio e
dell’intolleranza.
Raccontano che gli
israeliani non amavano i
palestinesi , reclamavano la
loro terra e con la potenza
delle armi li
sottomettevano. I
palestinesi, dal canto loro,
avevano un’unica arma,
deplorevole: il terrorismo.
Pensa, Babbo, che dei
giovani uomini e perfino
donne e ragazzi come noi si
imbottivano di esplosivo e
poi salivano sugli autobus
degli israeliani e si
facevano saltare in aria e
morivano loro e tanti
israeliani! Era una
situazione tremenda! Gli
israeliani costruirono
perfino un muro altissimo e
lunghissimo per separarsi
dai palestinesi e impedire
che i palestinesi
uccidessero tante persone .
Ma dopo tanto dolore
successe qualcosa ed ora….
I
nonni terminano così il loro
racconto, con un largo
sorriso, ma tutti noi ci
accorgiamo che sono ancora
toccati da quei giorni
bruttissimi e più di uno di
loro l’ho visto con i miei
occhi asciugarsi una lacrima
furtivamente!
Quei
tempi sono lontani e voglia
Iddio che non tornino mai
più! La nostra bella terra
in cui viviamo in Pace ci
ospita tutti con materno
amore e ormai i nostri due
popoli , un tempo divisi e
pieni di odio, sono un
Popolo solo, un Popolo di
uomini e donne e bambini che
si amano tra loro!
Caro
Babbo Natale, ti chiediamo
soltanto un dono per questi
uomini, queste donne e
questi bambini: che tutto
ciò che abbiamo scritto in
questa lettera diventi
realtà!
Grazie
e…Buon Natale!
Tuoi
Ibrahim e Jonathan
(
Antonio Barbieri )