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AUTORE DEL MESE: gennaio 2005

Antonella Amelotti

presenta:

"Reno Bromuro"

 

 

Qualche tempo fa, quando decidemmo di rendere il giusto omaggio all'amico Reno Bromuro proponendolo come  Autore del mese, incominciai a preparare la presentazione ma la penna decise da sola un categorico rifiuto !
E' estremamente difficile presentare Reno, c'è un sano timore reverenziale ed un rispetto profondo, ma soprattutto c'è la consapevolezza di non essere all'altezza di un personaggio così, avendo avuto l'opportunità di leggere alcuni suoi racconti di vita ho creduto meglio far parlare Reno stesso .
In fondo chi sia e cosa in questi anni ha saputo trasmettere, in molti lo sanno quel che forse non si conosce è il Reno Bromuro capace di raccontarsi con semplicità....


 

          NAPOLI E NOTTURNO 6

Oggi è festa e per la festività doppia razione di poesie sperando che non siano "d'impiccio", vi racconto in breve la storia della nascita di queste liriche. Era l'ottobre del 1953, stavo per ritornar a Napoli «scornato», in altre parole vinto sotto tutti i punti di vista. Cardarelli che allora era direttore della «Fiera Letteraria», mi aveva preso a ben volere ed avrebbe voluto pubblicare sulla rivista da lui diretta qualche mia poesia, ma per una delle sue impennate, lasciò la direzione della rivista ed io rimasi appeso al desiderio di leggere le mie liriche assieme a quelle di Poeti laureati, licenziato anche dall'impresario perché mi presentai in teatro con una gamba ingessata; erano due giorni che non mettevo niente sotto i denti e dovevo ritornare a casa da mio padre, al solo pensiero di sentirmi la campana suonare sempre lo stesso motivo, le parole «te lo avevo detto, tu, invece...». 

Ero a Piazza Dell'Esedra, o della Repubblica, rimuginando nella speranza che mi venisse qualche idea, quando alzando gli occhi vidi di fronte a me la scritta «Università di Roma - Facoltà di Magistero», entrai nello stabile e sullo scalino più in cima tre uomini parlavano tra loro, quel signore al centro sembrava avesse l'aureola, ricevetti una spinta al centro della spina dorsale e salii in fretta le scale, mi avvicinai al signore al centro e gli dissi, tutto d'un fiato: «Scrivo poesie, gli amici dicono che sono belle, piacevano anche a Cardarelli, vorrei, se possibile, da Lei, un giudizio franco perché non mi conosce». Quel signore che poi seppi essere il Noto Filologo Enzo V. Marmorale, titolare della cattedra di latino al magistero, sorrise bonariamente: «Allora sei un poeta?» - disse;

- dovrebbe essere Lei a dirmelo se possibile, risposi. Presi il quaderno con le poesie che portavo sempre in tasca e glielo porsi, aprì, lesse qualche rigo, poi salutò le persone con cui stava parlando e mettendomi una mano sulla spalla mi domandò da quanto tempo non mangiavo. Non risposi. Mi guidò sotto la galleria, ci sedemmo al bar e ordinò cornetti e cappuccini;mentre attendevamo lui continuò a leggere. Dopo che mi fui rifocillato, mi disse:

«La poesia c'è e aleggia anche, è semplice, controcorrente oggi che l'ermetismo è al suo masimo fulgore».

Dopo qualche attimo di silenzio che a me parve un'eternità, però Napoli è troppo lunga (erano oltre settanta versi), hai bisogno di leggere i poeti contemporanei. Conosci Ungaretti, Montale, Quasimodo, Gozzano, Onofrio, Pavese, ecc... ecc...  Dissi che i miei poeti preferiti erano Baudelaire, Apollinaire, Dante, Leopardi e Petrarca.

M'invitò a casa sua e mi diede da leggere tutti i poeti che aveva enunciato, compreso un grosso libro di Flammarion che parlava d’Astronomia, dicendomi: «Leggi questi poeti, poi leggi le tue liriche e, se pensi che le tue possano stare insieme con quelle dei Poeti che leggerai, ti scriverò la prefazione.

Lessi quei poeti e feci tesoro delle loro opere, ritornai da lui dopo sei mesi circa con le liriche mutate, corrette, tagliate ai minini termini, tanto che Napoli diventò questa che ora leggete e dopo un mese, mi scrisse una espresso, andai da lui, giunsi in ritardo che già dodici persone mi stavano a spettando. Tra gli astanti riconobbi Ungaretti e cominciai a tremare, le gambe mi facevano «giacomo, giacomo!» poi mi presentò agli altri, tutte persone illustri sia nel campo giornalistico come Giovanni Ansaldo direttore de Il Mattino di Roma, Francesco Bruno critico letterario della terza pagina de Il Roma di Napoli, invitandomi a leggere le mie poesie che... dissi di non ricordare e di essere un ciuccio, secondo l'affermazione di Carducci e mi voltai verso di lui come per chiedere aiuto e fu allora che vidi sparsi sulla sua scrivania un libretto con la copertina bianca e la scritta in verde incorniciata da piccole foglie d'acanto: aveva fatto pubblicare il libro con la sua prefazione. Ero diventato afasico, ma Lui mi fece ritornare la parola e lessi tutte le poesie e alla fine della lettura s’iniziò un dibattito se la mia era poesia nuova oppure si poteva inserire in altre correnti letterarie del momento: Ungaretti disse, col suo sorriso, che non si riusciva a capire se facesse sul serio oppure scherzasse:«perché non me lo domandate nel duemila?» 

Anche oggi vi ho scocciato con un episodio della mia vita, ma lo faccio egoisticamente nella speranza che quando non ci sarò più, qualcuno di voi parlando di me dica delle cose vissute veramente da me. Un abbraccio con tutto l'amore di cui sono capace,

Reno

 

NAPOLI

 

Note arabescate

sullo sfondo azzurro del mare,

poeti che sognano

un mondo che domani

abbia un sorriso e una lacrima

per gli affanni di tutti.

 

NOTTURNO

 

Voci rivenditori

Malinconiche e tristi,

luci multicolori,

cuori innamorati in attesa,

nottambuli viandanti

per le strade illuminate

dalla splendida luna.

 

 

Di Reno Bromuro i suoi scritti su:  MomentiML  - Racconti - Poesie - Teatro

 

Autori del mese 2004   

 

 

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