"Il mondo poetico
politico-sociale di MICHAEL SANTHERS"
Michael Santhers
è nato a
Cercemaggiore
(CB) e vive a
Campomarino,ha
pubblicato i volumi:
Piccoli
rumori dell'anima,
Vite contromano,
Amori scaduti di un essere qualunque,
Pensieri che non dormono mai,
Una farfalla all'ombra della luna,
Quando gli alberi si rifiutano di ospitare le foglie,
Le rose piangono al tramonto,
Normalità incondivisibili tra maschere clonate,
Un temporale acclamato con nuvole dirottate,
Poesie cialtrone e parole fredde.
Michael Santhers,
Poeta prolifico e virile, uno dei più sinceri del
«Web»,
che con altri tre della stessa forza poetica, forma il
«Poker d’Assi»
della poesia in questo pianeta innovativo, e non è
vero che internet faccia perdere l’odore della carta,
anzi, con un po’ di fantasia virtuale questo poker di
Poeti con la P maiuscola ci fanno dimenticare della
sua esistenza, tanto è vero che il sottoscritto pur
abituato alla vendita dei libri di poesia con l’ultima
raccolta sta facendo acqua, e l’editore stesso, non ne
incoraggia la pubblicità:
«tanto sono
soldi perduti»,
afferma.
Scusate la dissertazione e ritorniamo al nostro Poker
di Poeti. Perché poker? Perché ognuno di loro traccia
il solco con profondità inaudita e singolare. Ognuno
di loro parla del tema più consono al suo
«Mondo
Poetico»:
Santhers si allaccia al filone umanistico,
Saya a quello della denuncia sociale, come
Santamaria a quello, fortemente sentito dalla
maggioranza, della Pace, come Remil a quello
della rivoluzione sociale.
Santhers,
guarda al fenomeno socio politico, come la guardia
dell’Inferno dantesco guarda i cerchi: dell’alto. Come
non gli interessasse del medio inferno affidato a
demoni, le cui figure sono ispirate al Vate dalla
letteratura antica. Eppure il contenuto della sua
Poesia non è mai priva di una certa maestà; i versi
appaiono in una luce di prestigio anche nel momento in
cui la loro sconfitta di fronte alla ragione palesa la
sostanziale debolezza che si cela dietro le loro
apparenze crudeli, allora ironizza per nascondere il
pianto dell’anima.
Le parole con le quali Santhers
manifesta la volontà sua non polarizzano il lettore
nel dolore, non ribadiscono in loro, nel ricordo di
una condanna senza appello, la coscienza della loro
degradazione. Significativo, a questo riguardo, è un
raffronto tra il modo di reagire e il parallelismo di
un indubbio sapore ironico. Le effusioni che
avvenivano di notte non hanno permesso la caduta
dell’amore, anche se avrebbe potuto manifestarla
soltanto metaforica; perché la sua anima spera ancora
che la loro esistenza (degli emigranti) non somiglia
ad un annientamento totale, né consente alcuna
distinzione tra realtà interiore e realtà esteriore:
la luce è in quelle parole che lo convincono di non
aver smarrito la capacità di significare, quanto il
dettato poetico gli suggerisce e gli fa scrivere e
dire.
Un’intelligenza viva, capace di soste meditative,
trionfa con la sua incommensurabile saggezza. Il
segnale dell’odio che potrebbe scaturire, suggella
umanisticamente la momentanea vittoria del pensiero
primitivo sulla complessità di forme razionali e
tradizioni di alta civiltà che nella figura
dell’autore trovano la loro trasfigurazione poetica.
L’intuito della ragione, non la tiene in nessun conto,
in virtù dell’«Io creativo» per la
autorevolezza di una logica pienamente dentro alla
realtà della creatività poetica tutta travasata nel
concreto, di chi, come l’emigrante, cerca di salvare
la famiglia e la propria incolumità.
Reno Bromuro
Di Michael Santhers i suoi
scritti su: Poesia
- Caffe'
Letterario
Autori del mese 2004