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Lory

Rispetto e onestà

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Siamo solo essere umani, ma quanto questo può giustificare il nostro comportamento?

Cattiverie, ferite inferte, colpe scaricate, falsità passate per vere, usi e consumi della vita altrui, prepotenza, arroganza, egoismo, IO IO IO IO IOOOOOOOOOOO solo e sempre IO.

Quanto di questo può essere modificato, quanto può essere attutito o cancellato da un buon esame di coscienza, da uno sguardo sincero dentro noi stessi, dal cercare per una volta di non negare l'evidenza e di non negare l'innegabile verità che si conosce in due?

Rispetto e onestà dovrebbero esserci sempre, perchè sono legati da un  filo doppio per se stessi e verso gli altri.

Cosa e come devo considerare io la mancanza di entrambi?

Cosa devo pensare se le vedo oggi più di ogni altro momento, e le ritrovo ovunque se mi guardo indietro?

Strana la mente umana... ti fa accettare cose che non avresti accettato mai in una condizione normale, solo perchè  c'è amore o solo perchè c'è bisogno di  trovare un sentimento... uno qualsiasi che ti tenga compagnia, che ti dia un  motivo per continuare a esistere in un modo "decente".

Ma come si fa a mentire a se stessi anche sulle cose fatte? Come si fa a trovare delle giustificazioni per tutto anche quando c'è una verità diversa ed incontestabile?

Quanto si può durare senza rispetto e stima e senza che queste mancanze portino ad odiare?

Troppe domande stamattina, non sono domande domenicali e nemmeno primaverili.... e forse non ci sono che risposte singole e soggettive (forse è giusto così).

Anche io nel mio piccolo mi sono nascosta alla grande, sopratutto a me... ma ci sono cose e situazioni che non posso negare, che non posso in nessun modo nascondere ne a me ne a chi le ha condivise con me.

Quanto si deve ancora cercare di capire o di giustificare quando non c'è più nulla che tenga insieme una verità?

Sto cominciando a pensare (ed è forse la prima volta che lo penso veramente) che non c'è niente di più importante dell'ammettere onostamente fino al sanguinamento una cosa vera; che non c'è niente di più importante che il potermi guardare negli occhi senza essere costretta ad abbassarli per non far vedere quello che so; niente di più importante che poter dire senza ombra di dubbio che ora non sono più disposta a cedere niente per avere qualcosa che dovrebbe essere spontanea, che non sono disposta a negarmi più niente di quello che ritengo mi sia dovuto, che non sono più disposta a sminuire o a fare cose che non ritengo giuste solo per compiacere o farmi amare.

Non sono più disposta a far prendere tutto da me da persone che non hanno niente da dare o da dire e che cmq e sempre mettono se stessi al primo posto, se stessi e le proprie esigenze, i propri egoismi, le proprie paure, le proprie rassicurazioni, il loro piccolissimo mondo nero.

Non c'è nessun motivo valido per cui io debba considerarmi alla losto stregua e diventare poi pian piano come loro, perchè non lo sono mai stata, nonostate tutte le storture del mio essere, e non lo voglio diventare ora anche se mi son nascosta così bene negli ultimi anni che quasi stento a riconoscermi.

Non ho bisogno di un riconoscimento universale per sapere che esisto e che valgo...

quello che mi serve è il poterlo dire da sola e il poterlo confermare ogni volta che mi guardo dentro, cose belle e cose brutte che vi siano sono parte di me e ci sono cmq nel rispetto e nell'onesta' che devo prima a me stessa e poi a tutti gli coloro che incontro o che amo, come e quanto fossero me stessi.

Si sono chiuse delle porte, una per volta pian piano con l'andare del tempo si sono chiuse tutte.

Ora  c'è solo una grande porta aperta ed un guardiano feroce fuori a controllare che non si rifacciano gli stessi errori e che non si prendano le stesse bugie per cose vere.

Buongiorno a tutti e buona primavera :-)

 

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