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ONORA IL PADRE E LA MADRE
(Esodo 20, 12 )
A MIO
PADRE
Le forti braccia
accoglienti
Abituate alla fatica del
lavoro
Al tuo piccolo figliolo
Spalancavi teneramente.
Ed egli correva felice
Rispondendo al richiamo
paterno
E nell’abbraccio
trovava
Il vigore che dava
sicurezza.
Passeggiavi con lui,
mano nella mano
Nei campi, nei prati e
parlavi di montagne
E tra i ricordi che
narravano la Resistenza
Cresceva il tuo bimbo e
si faceva uomo.
Si infiammava il
giovane cuore
All’aura potente dei
tuoi Ideali:
“Fischia il vento,
infuria la bufera,
Scarpe rotte e pur
bisogna andar…
..A conquistare la
Rossa Primavera
Dove sorge il Sol
dell’Avvenir!”
E fremevi quando i
Popoli risorgevano
Per te già quel Sole
spuntava all’orizzonte.
Ma troppo presto
chiudesti gli occhi
E ti rapì la morte agli
affetti e alla vita
Morirono con te le tue
Speranze
Si sciolsero come neve
i tuoi Ideali.
Ma tuo figlio si è
nutrito alla tua mensa
Come tesori conserva le
tue parole sagge
Il riscatto dell’Uomo,
una vita più degna
Sono luce possente che
gli rischiara la Via!
A MIA
MADRE
O Madre, o Madre mia!
Fiore di campo, brezza
di primavera,
cinguettio di uccelli,
frinire di cicale,
tramonto di un giorno
di maggio,
volta stellata del
limpido cielo.
O Madre, o Madre mia!
Ventre fecondo che mi
generasti,
seno generoso che mi
nutristi,
grembo amoroso che mi
proteggesti,
mano vellutata che mi
accarezzasti.
Voce soave che mi
indicasti la Strada,
luce fulgida che
illuminasti come lucerna,
la via benedetta che
conduce all’Eterno,
mamma e sorella,
confidente e amica!
O Madre, o Madre mia!
Ti vegliavo nell’ultimo
giorno,
nella notte cupa
passasti di vita in Vita,
dal sonno passasti
all’eterno Risveglio,
e la tua carezza sfiorò
la mia guancia.
O Madre, o Madre mia!
Pur se sono solo so che
mi sei vicina,
il mio dolore nel
pensarti si fa gioia,
ancora al tuo seno mi
appresso bambino,
nel caldo tuo grembo
attendo la Luce!
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ADAGIO CANTABILE
L’Adagio cantabile di
una Sonata
riapre nel petto
vecchie ferite,
la donna da sempre
desiderata
risveglia in me delizie
sopite.
Quel viso bello che
dolce mi vinse,
quel corpo ardente come
un fuoco,
l’abbraccio che al seno
suo mi strinse,
l’amore grande che
sempre era poco,
ancora vive, brucia di
passione,
dei baci suoi le labbra
affamate,
l’essere mio tutto si
dispone
godere vuole le beltà
sue bramate.
Ma l’Adagio or ora
triste risuona,
rinasce in me un antico
tormento,
da me lei fugge, più
non si dona,
l’amor perduto piango
sgomento!
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SOGNO
DI VECCHIO
Oh Donna, il tuo seno!
Donna,
in te tutto ammiro,
ma la morbida rotondità
del tuo seno
tramuta la mia canizie
in sogni di bimbo.
Mia madre sogno,
mi accosta al petto
e teneramente mi
sorride,
latte di mamma
sgorga come sorgente
dai rossi acini maturi.
Mamma, invano cerco
il tuo petto, invano ti
sogno,
di te ho fame,
ma tu sei polvere
le tue mammelle di
miele
sono polvere amara.
Bimbo
destati,
destati dall’amato
sogno
ritorna vecchio canuto
soffoca lo sterile
pianto
di giovani mamme sogna
petti che allattano.
Oh Donna, il tuo seno!
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COME FIUME
Come
fiume che nasce mite ruscello
e zampilla
dalla terra, fresca sorgente
e pioggia e
neve lo rendono torrente,
il suolo fende
possente come coltello…
Come
albero che nasce verde arbusto
e dal fecondo
seme trae la vita
e la sua folta
chioma all’ombra invita,
alle radici
s’affida il forte fusto…
Come
tempesta che nasce lieve brezza
e dal respiro
di Eolo si forma appena
e alza il mare
e di salsedine olezza,
ulula il vento
e accrescer fa la pena…
Così
splendida donna sei diventata,
tu timida
ragazza, tu acerbo frutto,
famiglia e
amici, da tutti sei amata,
la vita è
generosa con te in tutto!
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IMMORTALE AMATA
(libera trascrizione
in versi delle tre celebri lettere di L. van
Beethoven
ad una donna rimasta
sconosciuta )
6 luglio (mattina )
Mio Angelo, mio tutto,
mio io!
Solo poche parole oggi,
scritte a matita,
la tua matita!
Perché dobbiamo
sprecare il nostro tempo prezioso
con le meschine cose
che impoveriscono la nostra vita?
Perché questa profonda
pena se è necessario che così sia?
Può forse il nostro
Amore esistere
a prezzo del sacrificio
e col non chiedere
tutto?
Puoi tu impedire che tu
non sia tutta mia,
che io non sia tutto
tuo?
Ah Dio, guarda la
splendida Natura e calma l’animo tuo
pensando a ciò che dev’essere!
L’Amore vuole tutto e a
ragione;
così avviene a me con
te,
a te con me!
Ma tu dimentichi
facilmente
che io debbo vivere per
me e per te!
Se fossimo
completamente uniti
sentiresti così poco
quanto lo sento io
questo dolore!
Il mio viaggio è stato
spaventoso:
sono arrivato qui solo
ieri mattina alle quattro.
Mi misero in guardia
dal viaggiare di notte,
mi si volle spaventare
ad attraversare un bosco
e difatti la nostra
carrozza si ruppe,
la tempesta
imperversava,
ma io lottai contro gli
elementi e il fato
e alla fine provai
piacere come sempre
quando supero
felicemente una prova!
Cara, presto noi certo
ci vedremo.
Anche oggi non posso
esternarti i miei pensieri,
ciò che provo lontano
da te , da te, mia vita!
Se i nostri cuori
battessero all’unisono,
se fossimo eternamente
vicini,
non farei simili
pensieri!
Ho l’animo pieno di
cose che ti voglio dire,
ma troppo spesso sento
che la parola è niente!
Sii piena di gioia!
Resta il mio prezioso,
unico tesoro,
il mio tutto come sono
io per te!
Il resto, ciò che per
noi dev’essere
e ciò che potrà essere,
debbono gli dei
deciderlo!
Il tuo fedele Ludwig
*************
6 luglio ( lunedì sera )
Tu soffri,
tu mio dolcissimo
essere,
tu soffri!
Ah, dove sono io sei
anche tu con me;
io parlo con me e con
te,
fa che possa vivere con
te!
Quale vita è vivere
senza di te,
seguito dalla bontà
degli uomini,
bontà che credo voler
meritare tanto poco
quanto poco credo di
meritarla.
La sottomissione
dell’uomo all’uomo,
mi addolora!
E quando mi considero
in confronto coll’universo,
cosa sono io
e cos’è Colui che si
suole chiamare il più grande?
Eppure anche in questo
c’è qualcosa di divino
nell’uomo!
Per quanto tu mi ami,
io ti amo d’un Amore
più forte.
Pure, non nasconderti
mai
dinanzi a me!
Buona notte! E’ ora di
dormire.
Ah Dio, così vicini,
così lontani!
Eppure il nostro Amore
lo ha voluto il Cielo
ed è così saldo come la
saldezza del Cielo!
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Buon giorno ! ( 7 luglio )
Ancora a letto i
pensieri corrono a te,
mia Immortale Amata,
ora lieti, ora
nuovamente tristi
aspettando dal fato che
voglia esaudirci!
Posso vivere o
interamente con te
o non vivere affatto!
Sì, ho deciso di
vagabondare lontano da te
fino al giorno che
potrò volare fra le tue braccia
e dirmi che il mio
posto è accanto a te,
ed inviare nel mondo
degli spiriti l’anima mia,
avvolta di te!
Sì, purtroppo dev’essere
così!
Ti rassegnerai e tanto
più
in quanto conosci la
mia fedeltà con te.
Nessun’altra potrà
avere il mio cuore, mai, mai!
Oh Dio, perché doversi
allontanare
quando ci si ama così!
Eppure la mia vita così
com’è ora,
è una ben misera vita!
Il tuo Amore mi rende
il più felice
ed il più infelice
degli uomini
ad un tempo!
Io, in questi miei
maturi anni
avrei bisogno di una
vita più tranquilla,
di un’esistenza più
regolata e calma,
ma i nostri rapporti
possono permettere ciò?
Angelo mio, debbo
chiudere in fretta la lettera,
affinchè tu possa
presto riceverla.
Sii tranquilla!
Solo con la serena
contemplazione
della nostra vita
possiamo raggiungere il
nostro scopo:
vivere insieme!
Sii tranquilla! Amami!
Oggi, ieri, quale
sensazione ho di te,
fino alle lacrime, di
te, di te !
mia vita, mio tutto!
Addio!
Oh, amami sempre,
non dimenticare il
fedelissimo cuore
del tuo amato!
Eternamente tuo,
eternamente mia,
eternamente noi!
Ludwig
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FUGGIRTI
PER RITROVARTI
Fuggirti!
Fuggire l’azzurro dei tuoi occhi
Fuggire il nero dei tuoi capelli
Fuggire il candore della tua pelle.
Fuggire la soavità del tuo profumo
Fuggire il fascino del tuo sguardo
Fuggire la quiete della tua voce.
M’accolga un luogo deserto e aspro
e
là dimentichi ogni tua beltà
e
là dimentichi ogni tua tenerezza!
L’anima mia con Dio riconciliata
contempli la bellezza del Creato
e
si confonda con il suo mistero!
Si perda nell’azzurro del cielo
Si perda nel nero cupo della notte
Si perda nel candore delle nubi.
Si perda nella soavità dell’Assoluto
Si perda nel fascino dell’Insondabile
Si perda nella quiete dell’Infinito.
Per ancora ritrovarti!
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MORNESE
Mornese,
colline e vigneti baciati dal sole,
campi di grano pronti per la mietitura,
chiazze di ginestre
abbarbicate su rocce di tufo.
Mornese,
fatto di silenzi e di profumi scordati,
di vecchi immersi in ricordi lontani,
di braccia forti contadine,
di grembi stanchi di partorire.
Mornese,
mollemente adagiato su due colli ameni,
come un’antica nobildonna romana,
come una collana di pietre di ambra scura
sui seni floridi della bella mietitrice.
Mornese,
terra calcata un tempo dalle orme paterne,
terra che risvegli ricordi di bambino,
terra che fai rivivere tempi sepolti
dall’oblio,
terra che ridoni gli affetti troppo a lungo
perduti.
Mornese,
terra avita, amata terra, ch’io mai ti
scordi!
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