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Antonio Barbieri

 

 

ONORA IL PADRE E LA MADRE
SOGNO DI VECCHIO COME FIUME
IMMORTALE AMATA FUGGIRTI PER RITROVARTI

MORNESE

ADAGIO CANTABILE

 

 

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 dello stesso Autore .... Favole  -  Racconti  - Poesie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                      

  

ONORA IL PADRE E LA MADRE (Esodo 20, 12 )

 

A MIO PADRE

 

Le forti braccia accoglienti

Abituate alla fatica del lavoro

Al tuo piccolo figliolo

Spalancavi teneramente.

Ed egli correva felice

Rispondendo al richiamo paterno

E nell’abbraccio trovava

Il vigore che dava sicurezza.

 

Passeggiavi con lui, mano nella mano

Nei campi, nei prati e parlavi di montagne

E tra i ricordi che narravano la Resistenza

Cresceva il tuo bimbo e si faceva uomo.

 

Si infiammava il giovane cuore

All’aura potente dei tuoi Ideali:

“Fischia il vento, infuria la bufera,

Scarpe rotte e pur bisogna andar…

 

..A  conquistare la Rossa Primavera

Dove sorge il Sol dell’Avvenir!”

E fremevi quando i Popoli risorgevano

Per te già quel Sole spuntava all’orizzonte.

 

Ma troppo presto chiudesti gli occhi

E ti rapì la morte agli affetti e alla vita

Morirono con te le tue Speranze

Si sciolsero come neve i tuoi Ideali.

Ma tuo figlio si è nutrito alla tua mensa

Come tesori conserva le tue parole sagge

Il riscatto dell’Uomo, una vita più degna

Sono luce possente che gli rischiara la Via!

 

A MIA MADRE

O Madre, o Madre mia!

 

Fiore di campo, brezza di primavera,

cinguettio di uccelli, frinire di cicale,

tramonto di un giorno di maggio,

volta stellata del limpido cielo.

 

O Madre, o Madre mia!

 

Ventre fecondo che mi generasti,

seno generoso che mi nutristi,

grembo amoroso che mi proteggesti,

mano vellutata che mi accarezzasti.

 

Voce soave che mi indicasti la Strada,

luce fulgida che illuminasti come lucerna,

la via benedetta che conduce all’Eterno,

mamma e sorella, confidente e amica!

 

O Madre, o Madre mia!

 

Ti vegliavo nell’ultimo giorno,

nella notte cupa passasti di vita in Vita,

dal sonno passasti all’eterno Risveglio,

e la tua carezza sfiorò la mia guancia.

 

O Madre, o Madre mia!

 

Pur se sono solo so che mi sei vicina,

il mio dolore nel pensarti si fa gioia,

ancora al tuo seno mi appresso bambino,

nel caldo tuo grembo attendo la Luce!

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ADAGIO CANTABILE

 

L’Adagio cantabile di una Sonata

riapre nel petto vecchie ferite,

la donna da sempre desiderata

risveglia in me delizie sopite.

 

Quel viso bello che dolce mi vinse,

quel corpo ardente come un fuoco,

l’abbraccio che al seno suo mi strinse,

l’amore grande che sempre era poco,

 

ancora vive, brucia di passione,

dei baci suoi le labbra affamate,

l’essere mio tutto si dispone

godere vuole le beltà sue bramate.

 

Ma l’Adagio or ora  triste risuona,

rinasce in me un antico tormento,

da me lei fugge, più non si dona,

l’amor perduto piango sgomento!

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SOGNO DI VECCHIO

Oh Donna, il tuo seno!

 

Donna,

in te tutto ammiro,

ma la morbida rotondità

del tuo seno

tramuta la mia canizie

in sogni di bimbo.

 

Mia madre sogno,

mi accosta al petto

e teneramente mi sorride,

latte di mamma

sgorga come sorgente

dai rossi acini maturi.

 

Mamma, invano cerco

il tuo petto, invano ti sogno,

di te ho fame,

ma tu sei polvere

le tue mammelle di miele

sono polvere amara.

 

 

Bimbo destati,               

destati dall’amato sogno

ritorna vecchio canuto

soffoca lo sterile pianto

di giovani mamme sogna

petti che allattano.

 

Oh Donna, il tuo seno!

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COME FIUME

Come fiume che nasce mite ruscello

e zampilla dalla terra, fresca sorgente

e pioggia e neve lo rendono torrente,

il suolo fende possente come coltello…

 

Come albero che nasce verde arbusto

e dal fecondo seme trae la vita

e la sua folta chioma all’ombra invita,

alle radici s’affida il forte fusto…

 

Come tempesta che nasce lieve brezza

e dal respiro di Eolo si forma appena

e alza il mare e di salsedine olezza,

ulula il vento e accrescer fa la pena…

 

Così splendida donna sei diventata,

tu timida ragazza, tu acerbo frutto,

famiglia e amici, da tutti sei amata,

la vita è generosa con te in tutto!

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 IMMORTALE AMATA

(libera trascrizione  in versi delle tre celebri lettere di L. van Beethoven

ad una donna rimasta sconosciuta )

 

 

                                                                                  6 luglio (mattina )

 

Mio Angelo, mio tutto, mio io!

Solo poche parole oggi, scritte a matita,

la tua matita!

 

 Perché dobbiamo sprecare il nostro tempo prezioso

con le meschine cose che impoveriscono la nostra vita?

Perché questa profonda pena se è necessario che così sia?

 

Può forse il nostro Amore  esistere

a prezzo del sacrificio

e col non chiedere tutto?

Puoi tu impedire che tu non sia tutta mia,

che io non sia tutto tuo?

 

Ah Dio, guarda la splendida Natura e calma l’animo tuo

pensando a ciò che dev’essere!

L’Amore vuole tutto e a ragione;

così avviene a me con te,

a te con me!

 

Ma tu dimentichi facilmente

che io debbo vivere per me e per te!

Se fossimo completamente uniti

sentiresti così poco quanto lo sento io

questo dolore!

 

Il mio viaggio è stato spaventoso:

sono arrivato qui solo ieri mattina alle quattro.

Mi misero in guardia dal viaggiare di notte,

mi si volle spaventare ad attraversare un bosco

e difatti la nostra carrozza si ruppe,

la tempesta imperversava,

ma io lottai contro gli elementi e il fato

e alla fine provai piacere come sempre

quando supero felicemente una prova!

 

Cara, presto noi certo ci vedremo.

Anche oggi non posso esternarti i miei pensieri,

ciò che provo lontano da te , da te, mia vita!

Se i nostri cuori battessero all’unisono,

se fossimo eternamente vicini,

non farei simili pensieri!

 

Ho l’animo pieno di cose che ti voglio dire,

ma troppo spesso sento che la parola è niente!

Sii piena di gioia!

Resta il mio prezioso, unico tesoro,

il mio tutto come sono io per te!

 

Il resto, ciò che per noi dev’essere

e ciò che potrà essere,

debbono gli dei deciderlo!

 

                                                             Il tuo fedele Ludwig

 

 

                                     *************

 

 

                                                                         6 luglio ( lunedì sera )

 

Tu soffri,

tu mio dolcissimo essere,

tu soffri!

 

Ah, dove sono io sei anche tu con me;

io parlo con me e con te,

fa che possa vivere con te!

 

Quale vita è vivere senza di te,

seguito dalla bontà degli uomini,

bontà che credo voler meritare tanto poco

quanto poco credo di meritarla.

La sottomissione dell’uomo all’uomo,

mi addolora!

 

E quando mi considero in confronto coll’universo,

cosa sono io

e cos’è Colui che si suole chiamare il più grande?

Eppure anche in questo

c’è qualcosa di divino nell’uomo!

 

Per quanto tu mi ami,

io ti amo d’un Amore più forte.

Pure, non nasconderti mai

dinanzi a me!

 

Buona notte! E’ ora di dormire.

Ah Dio, così vicini, così lontani!

Eppure il nostro Amore lo ha voluto il Cielo

ed è così saldo come la saldezza del Cielo!

 

 

                             °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

                                                                     Buon giorno ! ( 7 luglio )

 

Ancora a letto i pensieri corrono a te,

mia Immortale Amata,

ora lieti, ora nuovamente tristi

aspettando dal fato che voglia esaudirci!

 

Posso vivere o interamente con te

o non vivere affatto!

Sì, ho deciso di vagabondare lontano da te

fino al giorno che potrò volare fra le tue braccia

e dirmi che il mio posto è accanto a te,

ed inviare nel mondo degli spiriti l’anima mia,

avvolta di te!

 

Sì, purtroppo dev’essere così!

Ti rassegnerai e tanto più

in quanto conosci la mia fedeltà con te.

Nessun’altra potrà avere il mio cuore, mai, mai!

 

Oh Dio, perché doversi allontanare

quando ci si ama così!

Eppure la mia vita così com’è ora,

è una ben misera vita!

 

Il tuo Amore mi rende il più felice

ed il più infelice degli uomini

ad un tempo!

 

Io, in questi miei maturi anni

avrei bisogno di una vita più tranquilla,

di un’esistenza più regolata e calma,

ma i nostri rapporti possono permettere ciò?

 

Angelo mio, debbo chiudere in fretta la lettera,

affinchè tu possa presto riceverla.

Sii tranquilla!

Solo con la serena contemplazione

della nostra vita

possiamo raggiungere il nostro scopo:

vivere insieme!

 

Sii tranquilla! Amami!

Oggi, ieri, quale sensazione ho di te,

fino alle lacrime, di te, di te !

mia vita, mio tutto! Addio!

 

Oh, amami sempre,

non dimenticare il fedelissimo cuore

del tuo amato!

 

Eternamente tuo,

eternamente mia,

eternamente noi!

                                                                        Ludwig

 

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FUGGIRTI PER RITROVARTI

Fuggirti!

Fuggire l’azzurro dei tuoi occhi

Fuggire il nero dei tuoi capelli

Fuggire il candore della tua pelle.

Fuggire la soavità del tuo profumo

Fuggire il fascino del tuo sguardo

Fuggire la quiete della tua voce.

 

M’accolga un luogo deserto e aspro

e là dimentichi ogni tua beltà

e là dimentichi ogni tua tenerezza!

 

L’anima mia con Dio riconciliata

contempli la bellezza del Creato

e si confonda con il suo mistero!

 

Si perda nell’azzurro del cielo

Si perda nel nero cupo della notte

Si perda nel candore delle nubi.

Si perda nella soavità dell’Assoluto

Si perda nel fascino dell’Insondabile

Si perda nella quiete dell’Infinito.

Per ancora ritrovarti!

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MORNESE

Mornese,

colline e vigneti baciati dal sole,

campi di grano pronti per la mietitura,

chiazze di ginestre

abbarbicate su rocce di tufo.

 

Mornese,

fatto di silenzi e di profumi scordati,

di vecchi immersi in ricordi lontani,

di braccia forti contadine,

di grembi stanchi di partorire.

 

Mornese,

mollemente adagiato su due colli ameni,

come un’antica nobildonna romana,

come una collana di pietre di ambra scura

sui seni floridi della  bella mietitrice.

 

Mornese,

terra calcata un tempo dalle orme paterne,

terra che risvegli ricordi di bambino,

terra che fai rivivere tempi sepolti dall’oblio,

terra che ridoni gli affetti troppo a lungo perduti.

 

Mornese,

terra avita, amata terra, ch’io mai ti scordi!

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