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Dalirio

Solchi rossi
Dedica in ritardo
Pleurabissoceano

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Solchi rossi

La biro rossa ha lasciato dei lunghi

segni—solchi attraverso l’epidermide,

di carta fine, della Nuova Alleanza;

scavi di frusta alla carne del Cristo.

Perché, sorella, lettura non è

azione innocua: fruga dentro in cerca,

e di più, se il testo è Parola e Spirito

di Zõn, l’urticante viene urticato.

 

Note

sorella = un’amica nello Spirito

Zõn = il Vivente (in greco) = Dio

 

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Dedica in ritardo

Al “piccolo T-rex” che a noi è nato.

A tutti i gigli degli affetti, ai petali

di colore cangiante e forme inquiete.

Ai neotrovati succhi dello Spirito.

 

Note

“piccolo T-rex” = Luchino

 

 

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 Pleurabissoceano

Prima viene la Fonte, Pleura rossa

infinita d’Amore; Luce e Grazia.

Poi ecco un Uomo. Dalinico giovane,

con suoi gesti a spirale, e l’occhio a sfinge;

toccò l’Abisso, esplose verso l’Alto.

Infine l’Urto oceanico di Forza;

Energia vibrillante, Vita, e Guida.

Dei tre Ciascuno sarebbe già Dio:

basterebbe a quel ruolo la gran Fonte

da sola, o l’Uomo sceso al fondo cupo

e volato sù sù, il mare di Vita

– ma no, quelle tre cose insieme, grazie a

speciale rara preziosa Sostanza

che d’Uno agli Altri trapela, e li permea.

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