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versi a Giulia 1990 / 2002
valdobbiadene, 1 agosto 1990
Ci sono sì speranze sia di vita che di morte, c' è il sole
anno domine 1957. 22 novembre, dei morti nato.
Tra i notiziari della mia mente alla ricerca di una
giusta frequenza sintonizzandomi ancora con i canali che già conosco ed apprezzo...
Grazie per Giulia per l' amore lasciato per le mani proposte per il viso amato. Siamo delle vecchie sedie ancora da impagliare. Forse neppure le parole sanno essere di conforto, le cose sì. Uomo non uomo sto soffrendo dove ti promisi di crescere. Facce note che mi salutano facce note che mi chiedono dove sei! Ti cerchiamo per carezza presenza amore, noi gatti rossi neri gatti randagi! Nel mio vuoto non ricordo ciò che devono ancora dare le mie lacrime! La terra e l' angoscia madri non volute lasciano solo sangue lacrime per il buio perso della libertà.
di nascere l' infinito dopo la morte. Sento l' artigiano che per dovere adoperò questo legno. Sento la stessa voglia di creare per te e per il legno. Nadia per sempre forse Giulia sarà nel mare col sapore degli ulivi e di morte per sempre. L' orgoglio di passare per tuo padre che senza aver conosciuto stimo Più te ne vai più ti cerchiamo! Non sperare nel mio amore credici!
Abbiamo solo un nome che da solo non ci lascia andare... des che il nostro amore non finisca mai se non cade il sole.
di mio padre un pezzo di terra di Giulia. Salutamela. Gabriele 16.08.97
leggendo e pensando Leopardi
con
lo
Presente quando nulla nel suo nulla scompare. Presente quando tutto nel suo tutto assapora. Presente là dove ancora specchio ricordi e sai, e sembra. Quasi come cosa vera.
Sapersi di valere e vali. Momenti d di gioia e gioia. Raccontarsi di vivere e vivi. Compagna del sonno di notte, etereo stesso sogno di pace. Presente accompagna sempre, a volte qualche scarpone.
Lo so ho perso a sognare. Non svegliatemi addosso per questo, la verità della vita.
Manifestazione pelle sudore strane sensazioni.
Sai alle volte il senso del sale ti toglie il sapore della vita, rimane sempre il sale.
MIO PUGNO INSOLENTE VECCHIO COMPAGNO, PIU' VOLTE DERISO APPENA SCALFITO, PRONTO ALLA LOTTA Delle passate giovinezze e rivoluzioni a lei che nei momenti di maggior gioia e dolore o disfatta mi venne a cercare e ne avevo bisogno come due lancette guardano e incontrano le dodici. Belli come allora siamo!!!
ritrovati nella cartella delle illusioni di strano, maledetto poeta. Leggendo Bukowsky,Leopardi Carlo Marx le parole si mescolavano ai brani di
Lolli e De Andrè come Guccini mi cantava Bologna per
Feltre. La notte ed il vino aiutavano molto al ricordo. Epilogo? grazie ancora anche di queste poche ore dedicatemi belli come allora siamo.
Cerco di gioia momenti o di paure forse che vivano con noi.
Con i tanti cimiteri l' erba bagnata piazzali tra camion ricordo quella vecchia pompa di benzina noi due in piedi.
Di tuo padre di tua madre Giulia solo un pugno di roba,
Giulia di Cayenna madre di Geova.
Penso che da là dove stai Giulia si versino lacrime.
Ringrazio il tuo non esistere per aver dato corpo al mio corpo che lentamente per amore si consuma.
Rimangono le mani del nostro sangue che ci lascia porco dio solo un letto di terra.
Lascia quello che non hai cerca ciò che puoi l'avvenire nasce dal sangue delle tue radici!
Là tra quelle due stanche lapidi c'è una rosa rossa come nelle nostre case!
Ti avrei dato amore e lacrime come riservo solo a chi si ama Giulia ti voglio ancora vicino.
Rivivrai con la mia stessa rabbia di sempre non ti volevamo là.
Perdona, se tua madre dopo errore comune continua nell'ignavia sua lasciandoci persi figli di un dio non trovato per altri che non conosciamo.
Rimane ancora un pugno di roba senza più neppure le giuste lacrime solo il mio andare per strade che già conosciamo.
Rincorri parole gettate ai sassi per un bicchiere di vino o notte d' amore lasciata al tempo dei più.
Non hai padre non hai madre ma siamo credimi ancora per te!
Rosa di Giulia rossa di pensiero rossa d' amore rimani ancora tra di noi. . Giulia certa di tuo padre certa tra i morti di quella fine. mon amour...
un bacio che non ti ho potuto mai dare con lo stesso amore di quelli ricevuti dal ventre di tua madre.
Sali da quella terra che non conosci rincorri primavera che non hai asciuga il pianto che non volevo.
Solo col mio pianto amico ricevi dove sei maledizioni ed auguri che solo tuo padre ....
Senti ti salutiamo senza un fiore io, tua madre e chi non hai conosciuto.
Cayenna alcova d'amore resto dove lasciammo lacrime speranze. Trovo ancora amore.
Per lo più umane storie riferite a Giulia, nadia
e al mio triste esistere. Storie intrise d' alcool e
fumo. Paure di vissuti strani , di lavoro svolto , di
rabbia antica
che non trova libero e giusto sfogo né sentiero. Quando la mia meta non era più la nostra meta ed ero già vecchio e aspettavo con l' ansia che
neanche quella importava.... lele.io2002
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