Anima
Anima,da rigetto di luna infuocata,
da eterna guerra grembo nel tuo grembo
fermati,se davvero desideri trovarlo,
là dove ingenerata corre senza fine
acqua che leva placare la tua sete
né gratitudine le importa né si cura
se in te leva in eterno al desiderio
stolta tua luna per giacersi al
cielo.
Dell'oscuro morbo che t'inserra,
anima,tu vivi e ripensi
quando di snelle caviglie e
blu-cobalto
avida ti gettavi bevendo
da immenso mare d'erba che coglievi-
ma un dio sorse dagli Inferi
di nero materiato
di nero e invidia per quel blu-cobalto
tua erba depredando e quel tuo grembo:
cibo il suo stupro eterno ti possiede-
ma quel vento,anima,ricorda
quel vento amante di chiome tue
caviglie
quell'acqua che rinnega la tua sete
quel vento e la parola per l'eterno
ad altri dei si levano gettandoti:
accanto a te perché alla tua esistenza
a lei persino renda quel tuo nome-
di sconosciuto e più lontano seme.
Di quanta luce hai fame e sete,grembo,
per dar parola ad anima
che insieme a te disperde-
ma non posso aiutarti,prigioniera
di carceri di cielo,di ossessione
se in azzardo non leva desiderio
e solo arranca
schivato da mia luna
che anoressica rigetta per l'eterno
offerta di tuo pane,esistenza,
se per l'eterno insisti
e non la cedi.
E
non dimenticare,
enorme minotauro che mi esigi:
c'è erba nel mio grembo
anima nel cielo
e poco importa se il corpo che io
cerco
di altro sazia mio cibo dispregiando-
un dio lieve di vento e la parola
infine leveranno a quel mio cielo
nel verde più intenso saziando
sete dei loro sguardi
nel mio grembo.