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Gerardo Sorrentino

Visioni

 Dimmi che lo vedi anche tu.

 Gocce in caduta libera
 Io vento
 L'ultimo gesto
Avamposto della mia ragione.
Il mio nome
Cannella e Vaniglia
UNA SPERANZA PERDENTE

 

 

 

 

 

Visioni

Vedo libellule dalle ali di cristallo
Zavorrate da pensieri lucidi di vernice
Sagome da luna-park
Bersagli cadenti. i miei sogni
Le unghie. delle tue speranze
Le dita. delle mie illusioni
Le mani. dell'indifferenza
Le braccia. della forza incompiuta
Ergersi verso l'alto e chiamar Dio
Per una nuova sceneggiatura
Le grida. le ultime bestemmie
Quelle di un cuore a chiazze rosse
Spiaccicato sulle mura della stanza.

Brandelli d'anima i superstiti,
gli ultimi ospiti sgraditi
di terre profane,
i pensieri come dita che graffiano
la lavagna della vita,
si percuote la vela del desiderio
in un ritmo funebre
d'alta scuola militare,
sanguina la memoria
nel dipingere ricordi
andati così come treni,
l'agonia sferza l'aria
trapassa con urla
il delirio dell'ultimo cammino,
così come preghiera cantata
per l'assassinio dell'ultimo Dio
scelto dalla umana vanità.

Le trombe s'alzano ad arco
annunciano l'ospite indiscreto
"Lodata la bianca maschera"
"Lodata la falce per la sera"
gli angeli in volo sputano fuoco
strazi di viscere colmano le strade
mansueta la carità chiude gli occhi
sul vecchio mondo e la terra
inaridita ruba spazio
ai semi del veleno quotidiano
in un miracolo di fede nella vita
un petalo governato da un vento gelido
è un sorriso per gli occhi dei sopravvissuti,
al macero le vecchie carcasse
pronte per concimare le vecchie terre
per i nuovi inquilini del mondo.
 

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Dimmi che lo vedi anche tu.



Dimmi che lo vedi anche tu
quest'orizzonte

dove le lacrime dei sogni

e dei desideri

possono confluire

in glorioso unire,

lo senti, è il mio cuore,

che ad ogni alito di speranza vibra

e sa amare anche una voce sconosciuta

e ora il silenzio che allontana

che compie il misfatto del dubbio

.parlare .tacere,

ma stasera le stelle fanno da falò

per le nostre divinità

sono dipinte sull'anima

che hai intagliato come una tela

per la mia fantasia,

per il tuo silenzio,

e ho cercato demoni e beffe della vita

per darmi una ragione,

una ragione per cui sempre sul più bello

è un miraggio,

e ora dimmi che la stella del desiderio

che è calata nei cristalli dei miei occhi

ha incrociato anche i tuoi.

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Gocce in caduta libera


Strade scoscese lungo la mente
la mia coscienza è perdente

e risparmiatevi dal mio sguardo

voi che di falso peccato fate baluardo

la vostra santità rinnega Maddalena

il vostro tradimento è da ultima cena.



La carta pretende far morale e giustizia

ed il potere solo soldi e milizia

ma in questo ballo in maschera

ci sono ancora gocce in caduta libera

e la storia lo ha insegnato

questo mondo ne sarà inondato.



L'arte vive in celle fastose

prostituendo le mani talentuose

non chiedendosi della disperazione

una bocca affamata rovina l'ispirazione

ormai i maestri allenano le loro lingue

per esibirsi in spettacolari lusinghe.



La vita rincorre la morte

in un gioco che sa di sorte

mentre il re-boia parifica i salmi

con una mano semina pace, con l'altra armi

e scopro dell'innocente l'ingiusta agonia

atroce sacrificio dell'immemore follia.



E il silenzio si fa confusione

dopo aver riscoperto l'acquazzone

gocce in caduta libera con determinazione

al di fuori d'ogni canalizzazione

e la storia lo ha insegnato

questo mondo ne sarà inondato.

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Io vento


Io, puledro sperduto in questa prateria
allagata dallo sputo di Bacco,

cosa potrò mai alleviare

a quest'umanità vagante,

come potrò mai concedermi tregua

se è la vita ad essere condanna.

Io vento, tempesta, uragano,

che apre le porte

per poi sbatterle all'uscita

come e cosa potrò fare

per scagionare e alleviare

il dolore che scaturisce ad ogni domanda

che aborto trova per risposta?

L'arguzia dell'ubriaco

potrà mai far spazio nella mente

come la breccia di un'idea sacrosanta?

Il concetto di valore

contrapposto all'interesse

oppure semplice immaturità

è la teodicea del mio agire?

Qual Dio se non il mio cuore

potrà mai condannarmi?


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L'ultimo gesto



Cerco nelle tasche dell'anima

un motivo degno

per non barcollare tra tristezza

e un'insana malinconia.



Avrei mille e più ragioni

per tirare la veste alla morte,

ma non sarà la cecità di un attimo

a far d'eternità un'intuizione.



Strascichi di ricordi

a far da guida a un'anima troppo stanca

ma la storia è troppo lunga per essere attraversata

dalla purezza di due ali senza artigli.



Mi chiedo con franchezza quale sarà l'ultimo gesto

degno di questo palcoscenico,

e avaro d'emozioni mi trafiggo

cuore ed anima per uno spunto che doni poesia.



Ma la poesia è magia,

è l'arcobaleno di mille colori

nel cielo dipinto senza colori,

e ancora una volta mi chiedo come, quando e perché,

ma che senso hanno mille domande che non trovan risposta.



Potrei chiedere in prestito alla fantasia mille parole,

sarebbero l'estremo tentativo di lasciare una traccia

su una spiaggia orfana di orme

cancellate dalla marea del tempo.



E ora son giunto alla fine

possa calare il palcoscenico con anticipo,

la fine come eterno tentativo

di una silenziosa eternità.



Forse è stato solo una puntata persa

quella di una vita spenta

tra un gargarismo stanco di un contreau

e un avanzo di pizza fra le dita.



Annaspo nel credere ad un'eguale possibilità

quella riconosciuta ad ogni uomo di vivere

e lasciarsi vivere secondo la propria morale

ma sconsolato m'accascio contro un muro

e m'accorgo che è pura illusione la libera espressione.





Ma la Poesia è magia,

è l'arcobaleno di mille colori

in un cielo senza più colori,

guardo e mi rattristo: un muro completamente bianco

mancano i graffiti degli ultimi Artisti di strada.



Vorrei un mondo colorato,

intriso dallo stridere dell'anima,

e a volte senti che una regola

è profondamente inadeguata,

perché semplicemente non sente il pulsare del cuore.



Spazzerei via ricordi e nostalgia

per poter ricominciare dalla purezza di un'anima

che non ha mai saputo conoscere

la convenienza di un compromesso.



L'orizzonte è lontano

ma quanti passi sono stati fatti per veder sorgere

il Sole che attendevo.

dov'è più quel sole?



Gelido scende lo scenario

di un'epoca senza più speranza

senza più pietà,

orfana di eroi e di idee.



Ma la Poesia è magia

è un pezzo di cielo rubato a Dio,

a un Dio orfano delle proprie speranze,

del proprio amore infinito

per suo figlio che non comprende più.



E mi verrebbe voglia di sputare in viso a potenti

e ai vili che assecondano il loro gioco di supremazia,

e alla fine so di aver sbagliato

ho preso lista dei mie fallimenti

ho lasciato sterile la mia voglia di comprendere.



Ma cosa volete che questo sia

se non il casino delle mie idee

il rigurgito annacquato di un nuovo pretesto

quello di coltivare sogni in un campo arido.



Ma cosa volete che vi dica,

siamo tutti il risultato di una vita

andata così senza un itinerario ben preciso,

abbiamo perso bussola e speranza ancor prima

che la sera delle stelle dei desideri potesse riconciliarci
con la vita.





E l'Anarchia di un mondo di uomini liberi e uguali

resta la proiezione di un mondo egualitario

dove non esista più la parola che possa diminuire

l'immensa dignità del miserabile

e della sua grande capacità di sognare.



Ma la Poesia è magia

è l'ultimo rantolo del ribelle

la fase di ricostruzione del grande spirito,

quello che pervade la gioia di essere un guerriero,

un guerriero dell'anima.

 

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Avamposto della mia ragione.


Mastico i resti di un'anima,

trasudo angoscia da ogni poro della mente

annaspo nell'inseguire chimere mascherate

cerco l'ultimo sigillo,

cerco uno scrigno dalle mille serrature

l'avamposto della mia ragione,

barcollo tra pseudo-certezze,

quelle dell'ultimo baraccone

quelle dell'ultimo palcoscenico,

recita regale per la regina del creato:

un manto nero

una maschera bianca

una falce fedele per amica.

Un campo di girasoli

dal capo riverso

mi sorride spavaldo,

mi vorrebbe raccontare di mille carcasse

che in quella curva hanno conosciuto

come un fiore può sgocciolare sangue.

Una nenia funerea mi stordisce

confonde le mille strade della verità

ma la verità è un'illusione

è una ricetta bella e pronta

per chi rinnega la forza del dubbio.

Ma la verità grida

grida fra corpi straziati dall'ignominia,

l'uomo ama ammazzarsi

ammazzarsi per una ragione,

ma il non senso di un assassinio

risiede nella precarietà del creato.

Tutta una vita è destinata al resoconto

di una decina di righe lette da un parroco annoiato,

la comunione, il sangue di Cristo, la benedizione,

e per favore ora andate in pace

senza scannarvi prima dell'uscita dalla chiesa.


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Il mio nome



I poeti che brutte creature

ogni volta che parlano è una truffa

(F. De Gregori - Le storie di ieri)



A volere tutto

troppo spesso si annaspa

tra un desiderio e un'illusione

forse solo il sudario di un'emozione,

ma se le stelle fossero amnesie di un Dio

orfano della propria creazione

allora saprei che il progetto ultimo

di queste mie parole

è dare colore ad un orizzonte

l'orizzonte di mille pensieri

troppo stanchi per girare

il mappamondo annacquato

di un viaggio verso l'agguato

di un ultimo ideale di vita

del poeta e i suoi versi che a memoria cita,

ma è la pazzia degli uomini savi

che governano il mondo.



Ho bevuto tanto vino

che se fossi un angelo

vedrei doppia la strada

che porta al dipinto

di un'anima,

affresco della notte

fatto di vita e morte

fatto di acqua santa e sangue

e volerei via lontano

lontano dove lo sguardo si perde

e si riconcilia con l'infinito,

lontano fra i frammenti di un sogno

e la spavalda arroganza

di chi osa guardare sempre oltre

anche quando il confine  della propria ombra

cade perpendicolarmente

sotto un cielo oscuro.



La mia libertà l'ho venduta

per un piatto di utopie

condite bene

ma alla lunga

troppo pesanti da digerire

e allora ho aggiunto l'acqua al vino

e qualche ideale l'ho dipinto sull'anima

credere in un mondo di fratelli

dove i colori non fossero più fardelli

credere in un mondo di uguali

e un mondo senza i suoi mali

ma poi ho ucciso la speranza

con le mie ali intrappolate

in una gabbia dalle sbarre di cristallo

e allora ho comprato un pappagallo

per farmi ripetere in un assurdo monologo

il mio nome da stronzo.

 

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Cannella e Vaniglia


Se avessi dato al destino
Un senso a cui poter donare
Una giustificazione al fallimento
Di una vita vissuta in bilico
Tra una lucida eresia
E una preghiera a Cristo uomo
Ora potrei darmi una ragione ontologica
Del mio dolore e delle sue paure
Paura di credere in un regista strambo
Che detta le scene dei nostri piccoli romanzi
Dall'alto di una nuvola a cinque stelle
Una di troppo me la stampo sullo zigomo.

Ma Dio avrà qualche hobby
Forse è troppo serio e triste
Per perder tempo ai dati
Le nostre vite - una pallina
Un giro di giostra
E niente va più,
gli strapperei un sorriso
con cui schiodare dalla croce suo figlio
eterno uomo condannato ad esser Dio
Divinità di miliardi di parole
Troppo spesso confuse
Nell'estremo tentativo di un addio.

E se anche l'odio fosse
una limpida forma d'amore
Un veleno lento che ti tiene in vita
Ora saprei dipingerti addosso
La tua cannella fatta di parole
Quella vaniglia che mal si addiceva
Al mio tabacco e agli itinerari
Dell'iperbole del mio fumo
Ma lasciamo una porta aperta
Al tuo miracoloso olfatto
E al mio desiderio d'incrociare
le stelle dei tuoi occhi.


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UNA SPERANZA PERDENTE


Il potere serpente
vomita locuste affamate
sulla strada dell'avvenire,
tutto è terribilmente ingiusto,
tutto si muove secondo logiche precostituite,
e in tutto questo mi sento solo
come solo è l'urlo delirante
in un bosco di betulle,
tutto marcisce al sospiro della verità
perché la verità è una dura incantatrice:
ti rapisce e ti lascia orfano
lungo le strade del destino.

Potrei fare dei miei dubbi
adeguata speranza su cui costruire:
è meglio una speranza perdente
intrisa di sogno
che un cinismo immacolato
che conosce solo la strada più semplice.

Alla fine mi ritroverò solo
come il rigurgito di un poppante
ad una festa popolare,
solitudine e silenzio sono fratelli
il silenzio è la magia donata dagli ultimi Dei
all'ultimo uomo.

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