Memoria di te
Mi entrasti nel sangue,
infettasti
della tua follia
tutto il mio essere,
ma mai desiderai
d'esserti immune.
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Lunedì 25 Marzo
2002 - h 02.35
La mano trema,
ma non più di rabbia.
Amore incondizionato,
passione abbandonata
e libera d'essere.
Pianto, disperazione;
ancora rabbia...
Esplode in grida.
Rassegnazione.
La vita scorre,
più non la sento mia.
Immagini di anni lontani,
persi in se stessi.
Non torneranno.
Grandi emozioni,
mai provate.
Rimpianto.
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Un respiro
ansante,
il
movimento languido.
Una voce
sensuale
fa vibrare
ogni senso.
Il mondo
esterno
non esiste
più.
Solo pelle
bagnata,
sudore,
lacrime e pioggia.
Le ombre
dell’anima
sono
stregate dalla danza.
L’ultima
notte,
who’s gonna stop
the rain?
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Pensieri sparsi
“Attimi ispirati”
...È stato un anno strano...
In genere le somme si tirano
nel passaggio... anno vecchio, anno nuovo... Però questa sera ci
sto pensando. Sei mesi e mezzo di... Già... di cosa?
Apici di felicità misti a
tormente di disperazione... Ansie come nubi estive; in alcuni
momenti violente grandinate; altre volte miti temporali; spesso
piogge uggiose... E sono proprio queste le più catastrofiche.
Scendono lente, copiose... Senza che il corpo se ne accorga si
insinuano nell’anima. La levigano a loro piacimento. Non si può
decidere.
Certo, se fosse l’animo di
pietra lo si vedrebbe variar forma. Tuttavia... se fosse... che
so... d’acqua anch’esso? Allora... acqua che si fonde ad
acqua... fino a traboccare, a diventar tutt’uno con la mente.
La mente. Un turbine di pensieri. Già.
Un... tornado. Aria in vortici devastanti.
L’aria sospinge l’acqua. Crea
onde salate, che racchiudono la loro forza nel movimento.
Continuo, uguale, tedioso... ipnotico.
Ma… ecco una fiamma. Ad un
tratto, lì, nel più profondo. Fisicamente come un pugno allo
stomaco. Eccola che si leva. Crea forme illogiche, il suo colore
è passione, e sembra cancellare tutto il male. L’acqua evapora.
Il fuoco sta avendo il sopravvento.
Eppure è solo illusione… là
dove la linfa scompare... rimane terra arida. Terra che trema
alla scossa emotiva, al pensiero, all’istinto... Al respiro.
...È stato uno strano anno...
Perché è stato vissuto. Perché si è
lasciato vivere.
°*°*°*°*°*°*
Scritti dal Cuore - anno 2001
Rialzarsi
Come un eremita vivi la sofferenza,
come un fallito vivi le tue giornate,
nn hai mai trovato dentro di te
la carica per ricominciare.
Poi un giorno ti sei accorto che nn potevi
continuare,
ti sei alzato e hai cominciato a
camminare...
...dalla lettera che sto scrivendo a Lavy...
Sabato 10 Febbraio 2001
...è una roba che nn si può spiegare, ma
che nn si può nemmeno fermare; è come un fiume in piena che
pensavo di osservare da lontano, ma poi mi sono accorta di
essere sulla riva e ora... ho i piedi nell’acqua... ma ho paura
a lasciarmi trasportare dalla corrente...
(riferito alla allora nascente storia con
Alex)
*°*°*°*°*°*°*°*°
Amicizia.
Oggi è il 31 Dicembre 2000 ed io mi
ritrovo con Lavy a casa di Terry, che vive sola.
L’idea è di trascorrere insieme il più
piacevolmente possibile questi pochi giorni di festa che ci
rimangono.
Terry e Lavy sono le mie migliori amiche.
La prima già lavora, ha 18 anni, uno più
di me, e l’ho conosciuta sui banchi di scuola, quando ancora ero
convinta che un istituto turistico fosse la base per il mio
futuro.
Lavinia, invece, la conosco da sempre, ha
21 anni ed ha appena conseguito il diploma all’alberghiero.
Questo è l’ultimo Capodanno che passeremo
tutte e tre insieme.
Nell’aria si percepisce un misto tra
malinconia e rassegnazione.
Malinconia per tutto il tempo trascorso a
chiacchierare, a fare lunghe passeggiate; e che fosse in centro
tra le vetrine o un’escursione per paesini, comunque ridendo,
con l’animo leggero.
Rassegnazione alla vita che procede nel
suo cammino, e inevitabilmente separa le nostre strade.
Terry partirà con la fine delle vacanze
natalizie per Milano, dove l’attende la sua carriera
radiofonica.
Lavy partirà tra un paio di giorni per una
località sciistica.
Ora stiamo cenando ed è sceso uno strano
silenzio, rotto solo dal suono di dolci canzoni di Natale. Chi
l’ha messo su questo CD?
In realtà nessuna di noi sta mangiando.
Un orologio sul caminetto ci avvisa che
sono le 23.
Dovremmo essere già pronte, uscire,
prendere il taxi e raggiungere una festa in un rinomato locale
del centro… E invece siamo ancora qui, intorno al tavolo,
silenziose.
Quando i nostri sguardi si incrociano,
ognuna di noi si accorge che gli occhi delle altre sono pieni di
lacrime, che si sciolgono nell’abbraccio che, spontaneo, ci
unisce.
Finalmente ci sfoghiamo, siamo quasi
attraversate da un moto di rabbia, ma è ancora la rassegnazione
il sentimento più forte, ma rinnovata, e in meglio.
Perché, per quanto saremo lontane, per
quanto mai più nulla potrà essere come prima, il filo che ci
unisce è troppo forte per spezzarsi.
Con questa consapevolezza, ci sorridiamo e
corriamo a prepararci… Forse siamo ancora in tempo per il party
dell’anno.
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