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Massimo Montalbani

Dietro le quinte, nel bus

 

Il cielo di Novembre

  Il viaggio

Scienziato   Apnea
Pazzia  Canone inverso
C'era  Poeti
Il Re Solo Meraviglia
Diamanti Le praterie dell’anima

dello stesso Autore Racconti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Tra le vetrate e i profili fotogrammi di vita...
Cinepresa veloce e spietata il bus
raccoglie fasti e miserie della città che vive:
primedonne, comparse, reietti sono il cast del quotidiano film
E ad ogni fermata, un palcoscenico,
inconsapevoli attori ad entrar e uscir di scena.
 
Nell'inesorabile, afono scorrer del tempo
autisti distratti traghettano ombre
tra giornate in divenire
 

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Le praterie dell’anima

 

Non lasciatevi ingannare

da ordinarie apparenze:

l'occhio ignaro non coglie

le praterie dell’anima…

In lei è il the nel deserto,

le spezie d'oriente e l'aurora boreale,

la forza generatrice di dorsali oceaniche,

l'humus di alte praterie,

l’assenzio e l’incenso.

E’ nido d'uccelli,

dura corteccia,

fiore di loto

e impeto di vento.

 

La più alta vetta e il mio sogno proibito,

l'altezza che spaventa,

il seme che dà vita,

la fiamma che arde in una lacrima.

 

E’ la mia vertigine

il mio rifugio

il mio orizzonte raggiungibile

 

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Diamanti

 

L'ora venne

e il cielo lacerò le grigie vesti

per mostrare la sua pelle di diamanti.

Sparsi brandelli di nubi tra gioielli splendenti.

Ne fece cadere uno,

fertile seme per l'arcobaleno del domani.

 

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Il Re Solo

 

Ore che non dormo.

Ore che ti penso.

Il silenzio è alto tra le quattro mura amiche,

e nel buio della notte

chiudo gli occhi,

ma è come se li aprissi:

il ricordo di te è luce novella,

più soave,

sì che per un fiato d’infinito il sopor mi è dolce

come mai prima d’ora.

Vedo il volto tuo sereno

(ahimè come sembra veritier questo imago!)

i tuoi occhi fissi su di me,

due perle d’indicibile purezza,

tutto ciò che mi rimane di un oceano di dolore.

Sarei morto cento volte con gli occhi tuoi lucenti sopra i miei;

ora le mie lacrime bagnano un sepolcro,

e le mie labbra tremano di pianto

cercando inutilmente le tue.

 

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Meraviglia

 

Un albero:

(proprio lui fra tanti)

laggiù radici,

sotterraneo groviglio di vermi in crescita;

dalla corteccia,

vecchia, virile testarda torre di Babele,

rami,

sconcertanti arterie a cielo aperto,

e come fosse in cielo

- foglie foglie foglie in ogni dove -

un verde manto di riflessi dorati.

 

Quiete.

 

Tra foglia e foglia un merlo;

(macchia scura, canto solitario)

all’improvviso

un ramo vuoto oscillante

un ballo frenetico nell’azzurro

due occhi rapiti di un instancabile romantico.

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Il cielo di Novembre

Che meraviglia il cielo di novembre!
poesia senza carta ne' parole
e tutto l'universo innanzi a me.
Nelle sue stelle vedo gli occhi di tutte le donne del mondo
ed e' visione troppo grande per il mio cuore.
Mi guarda e non so dir niente
piccolo uomo stordito,
disperso nell'infinito.
Dopo il tempo del lutto
dell'errare perduto
è bastato, in quel cielo terso
un pensiero diverso
e scoprire che, in fondo,
non sei uscita dalla mia mente

Tu comunque il mio universo
Tu comunque il mio mondo
Tu per sempre presente
pensiero giocondo.
 

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Scienziato

Quando guardo il cielo
è l'occhio di Dio il mio occhio,
perchè è l'infinito ciò che vede.
Quando scruto curvo nel micromondo
mi ergo a Dio,
perchè infinitamente grande sono
per l'oggetto del mio vedere.
Quando cerco ansioso la soluzione ai guai della Terra
come Dio mi comporto
perchè grande è la misericordia
per le cose che mi circondano.
Ma quando indago, solerte, il fine ultimo delle cose
non vedo nulla,
perchè preclusa all'occhio bramoso
è la falsa soluzione:
Dio insondabile
Dio vietato
ciò che più cerco è più amara rinuncia.

Dio innanzi a me, sempre,
e non me ne ero mai accorto.
 

 

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Pazzia

Mai stato vero,
eppure presente, persistente...

Tu, amore, unica malattia dalla quale non vorrei guarire
tu amore, l'unico sbaglio che rifarei, l'unica bugia che mai svelerei
Oh tu, amore, che cosa sei ?
Menzoniero e ingannatore,
che ti cibi di promesse che non puoi mantenere...
Chi ti ha nominato per primo ?
Chi ti ha dato vita morendo per te ?
Tu sia maledetto.
Posso dichiararmi vincente gettandoti nell'oblìo,
o solo sarei un miserabile, senza un senso al mio esistere ?

Guardami!
non ho più chioma nè cranio sulla mia testa: è per lei il mio pensiero;
non ho più pelle nelle mie mani: batto i pugni per lei
(e stringo tra le dita una verità che non mi appartiene);
non ho palpebre sugli occhi:
il mio sguardo è la maledizione di un pazzo visionario;
non più costole nè petto nel mio torace - lo vedi ?
il mio cuore sanguina, pulsando per lei.

E se solo questo è il frutto marcescente di una malriposta speranza,
richiamo di fantasmi che affollano la mia mente e tormentano il mio cuore
(che vuole colei che non c'è, e che mai verrà)
sia la pazzia l'unica compagna
la sola ragione di un folle
che dall'amore è nato
e solo amore volle.
 

 

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C'era

Un cielo pastello
di pecore su tela azzurra
sulla citta' che vive

 

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Il viaggio

Ho riposato su giacigli di paglia
in teneri granai
Ho percorso vie inesplorate
battendo la strada senza vederne la fine
Mi sono rifugiato in golfi nascosti
dalle pieghe del mondo
e sono entrato ansimante nelle foreste del sud
esplorando umide grotte
alzando poi lo sguardo per incontrare cieli benevoli
spudoratamente azzurri
capaci di parlare
Ho respirato il  vento caldo della vita
e ho perso la testa
assecondando lisce colline
salendo e scendendo
scendendo e salendo
per addormentarmi stanco e felice
e svegliarmi all'indomani al cospetto di tutto
una volta ancora
e ancora
e ancora
e ancora

Si può viaggiare senza meta e bagagli
perchè tutto quello che cerco è sotto le mani
tra le mie braccia
strade piene di frutti che raccolgo
e un mondo che chiamo per nome

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Apnea

Senza fiato
respiro le labbra di un'estate calda
un fuoco travolgente
la passione di lei
per lei
con lei
nello spazio di un bacio
la verità di un fremito
senza fiato
nel suo fiato che è vita
amore che ho sperato
mi sciolgo di lei
e muoio
 

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Canone Inverso

Ti vidi allora, quella sera d'autunno:
il teatro, la gente, il pianoforte, e te
Quanta passione nelle tue dita scaltre ! e quanta dolcezza
in quello sguardo stranamente assorto.
Di te credevo di amare la musica soltanto
e invece la tua voce, melodia non pari a spartito alcuno,
dolce tormento che mai nessuna nota potrà placare.
E la tua bocca, frutto maturo e tentatore,
e gli occhi che sfidano la purezza dei cieli più limpidi,
e i tuoi capelli, oro colato che brucia il mio cuore,
ma lo arricchisce.
Non ho mai avuto sentore dell'amore prima di vedere il tuo viso,
e non ho mai compreso la pazzia prima di annusare il tuo profumo.
Puoi chiedermi di affrontare gli eserciti: lo farò.
Puoi lasciarmi in balìa delle tempeste: sopravviverò.
Puoi legarmi a un bacio e dannarmi per l'eternità:
è ciò che chiedo.
Ma non puoi costringermi ad andare,
perché  il desiderio è più forte di mille soldati,
il mio cuore batte al ritmo dei tuoni di marzo,
e non ci sarà dannazione più grande di una vita senza di te:

non è luce se non nei tuoi occhi
non è respiro se non nei tuoi baci
non è vita se non nel tuo amore.
 

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Poeti

Quali esseri straordinari
capaci di poesia
vivono silenziosi su un granello di cosmo…
Angeli inconsapevoli con anime alate,
microscopica miriade tendente all’utopia

 

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