La
vecchia estate di San Germano
Quando l’alba
disperde le nebbie
rimbalzano i rintocchi
sulle selci dell’aia
e gli usci delle corti
scricchiolano
s’apre sul paese antico
il caldo dì.
Van verso l’acqua
allora con ampi cappelli
di paglia intrecciati
vestiti d’ameni colori
i pescatori di rane.
Punture d’insetti
e l’esca che deve durare
son brevi pensieri
per superare l’umida calura.
Silenzio e cicale
al tocco
invadono l’aria imbandita di sole.
Un po’ di vita
sotto gli archi bassi
fra il parlar d’anziani
e ciancicar di tabacco
le storie di giovani emigranti
Tornan ricurvi
da lungo le cascine
mondine e pescatori
col carico che non sa più gracchiare.
Rimbomba dalla torre
l’ora del vespero
e dopo il desinar s’apre la sera.
La fila di careghe dall’altana all'aia
per via delle zanzare
si fa in cerchio all’interno
ove il lume s’abbassa
e più picciol diventa il gomitolo di lana.
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La
duecentoquarantatrè
La luna è tornata
a lambire amore
trastullando i tuoi nei
e la mia bocca storta
da noi, elusi
ad una notte ladra
nauseabonda
ci ha proiettato giù
quello spiraglio
che non si storce mai
che segna sentieri e vie
a chi salpa nel buio
a chi s’incammina
fra montagne ardite
greve di trascorsi
affardellati d’amore.
Poi, un mattino di pioggia
ci ha scoperto pregni
di umori mischiati
a guadare le vite
a pescare il futuro
in paludi sublimi
d’una camera viola,
annientati da quel ciao
di amanti lontani, inzuppati
di silenzioso languore
con i sensi sconvolti
fra barbagli di luce
a contemplarci
le mani, a fiutarle
per ritrovare qualcosa
di noi strappati fuori
dalla duecentoquarantatrè
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Ai cavatori di
Carrara
Ai
Caduti per lavoro
Come meteore
illuminano i
cieli
e svaniscono
in un
bagliore surreale
nel mistero
delle stelle.
Però erano
uomini
e nessuno se
n’era accorto.
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La tigre di
cartapesta
( La
tigre di Giuseppe)
dedicata
al prof. Giuseppe Dell'Amico
Giuseppe, ho
sognato la tigre!
Nel tuo
giardino, e noi
seduti sul
marmo
della
vecchia casa.
Ho sognato
la tigre
nella cava
aveva occhi
di sangue
il bianco
dirupo!
la
teleferica rotta!
il filo
d’acciaio strappato.
Nascosto
dietro il
muro di casa
avevo
ascoltato tutto!
a te però
avevan detto
"..il babbo
è in Africa
è lui che
l’ha cacciata"
l’hanno
imbalsamata
per te….! ed
io,
io sono
stato zitto.
Ho rivisto
la
giardinetta vuota
sul capo di
due donne
un velo
scuro.
Due bimbi
uno biondo e
uno moro
stavan
giocando
d’uccidere
la tigre
amici per
sempre.
Avean
deciso.
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Pelle di luna
Arrivano così
come le rondini
sotto la nube scura
rincorrendosi
i pensieri selvaggi
cappelli neri, pesanti
nella sera
d'una giornata amara
non sincera.
Mi resti tu
dentro il letto
dolcemente a scivolare
liscia la pelle, chiara,
a ritrovare
l'anima distratta, poi
sul remoto ricordo
a levare
quel dolce bosco
l'auto blu
e nuda tu
sotto la luna.
La bimba
voluta così
come si cerca la fortuna.
Il muro dentro me
diventa carta
brucia lentamente
fino a domani
durerà a scaldare
quel che resta
d'un uomo
e del suo amore.
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METAMORFOSI
Ora il giorno è
distante.
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Solo con le stelle
Un pianeta dove il mare
Si scontra con il fuoco
Un?anima che si strappa
fra bene e male
dolore d?esistere
felicità di poter morire
un grande amore che
non m?è dato di vedere
Negli occhi ho il cuore
della bella dai capelli bruni
ho in tasca la ricchezza
che dà la povertà
nelle mie scarpe stanchezza
d?una vita dimenticata
all?occhiello una stella di primavera.
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Mendicante
Ho visto su strade che ridono
Mani stanche di chiedere vita
Polsi legati da catene invano
Strappare via di mano un aquilone
Corpi deboli sprecare anime forti
Giovani al capolinea ansare l'ultimo saluto
Amori morti appesi ad un lampione
Sulle strade che piangono ho visto
Cancellare un debito assassino
Occhi sognanti chiedere perdono
Tendere la mano ed offrire un po' di vino
Baciare spose sulla gradinata d'una chiesa
Dare quel pane quotidiano
Allattare sul tram un piccolino
Far l'amore come gatti
là sull'abbaino
M'illudo sempre della gente
D?un cane amico che mi lecca la mano
Vivo di quel che si può racimolare
in una strada che non è mai uguale
in un castello che pare di cartone
resto per quell'amore che rimane
convivo con un se condizionale
però Dio non mi muore dentro.
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Sui viali di Berlino
Lontano nel tempo
lontano dalla nostra città
in una breve corsa
la piega della tua bocca
come luna infelice
fra nuvole dominate
dai cieli freddi delle notti.
Sulla mia auto che delimitava
il confine del mondo
andava una vecchia canzone
?.Non rien de rien, non ....?
in mezzo ad infiniti viali
e spazi sconfinati
disegnati da luci disperse
fra sottili brume
come il non essere
?..non, je ne regrette rien??.
Son tornato volando
fra quella bruma
come angelo che piange da solo
ché non trova la sua anima
che non può dire.
Ho cercato sui volti
il dolce fantasma
davanti ad un?insegna
in mezzo ad un incrocio
al ristorante messicano
fra i grigi marciapiedi
ho dato corpo alle orme
di chi non ho avuto
ma che ugualmente ho perso.
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del mondo hanno
verniciato
la vetrinetta della
vecchia casa
lo sguardo innamorato
d’un uomo
intorno agli angeli la
vetrata d’una chiesa
delle tue piccole
ballerine un fiocco fra i capelli
nella serata magica in
cui t'abbiamo cercato
il cielo fra le stelle
e i sogni di tua madre.
I tuoi occhi azzurri
cangianti
come il sentir d'amore
e il mare
col vento giusto sanno
spumeggiare.
Donna che balli sotto
un riflettore
quelle tonalità mi
vivono dentro
guardando te, accendo
le luci dei ricordi.
Se provo a soffermarmi
t’ho per mano
a cavalcioni di vecchi
balocchi
fin sopra una cometa
blu.
Piccoli e grandi
amici, ci chiedono di salire
e noi…. noi li
facciamo venire, per far festa
per restare insieme,
per essere felici
Alzo gli occhi e tu,
torni sugli spalti
fra cobalto e celeste,
ed intorno quei volti;
di quando si volava in
cima a quella stella
…meno alcuni. Mentre
tutto brilla,
fra battere di mani,
languore e felicità.
Vorrei.. vorrei
ammirarti sempre
gustare in eterno
l’incantevole scenario
vorrei, che per
nessuno calasse mai il sipario
Fai che tutto sia blu
Signore
Ho atteso della notte
il silenzio più profondo
Il concerto dei grilli
nei campi vicini
Il cantico cupo del
mare in burrasca
e quello dell’upupa
che non va a dormire
per rubarti un sogno
d’amore e
quella musica che
fischietti sempre
che riposa sopra il
tuo guanciale
la ninna nanna alla
notte che avanza
con lei la canteranno
le stelle
parlerà di una
principessa
ma la notte vezzosa,
allora
la insegnerà agli
uccelli
che la vorranno
fischiare
sanno che la devono
portare
questa ninna nanna è
per te
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