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Rosa Alba Gambicchia

Dara ( vive ancora )

Luminosa invenzione

Rinascere
Quasi limerik
File-stroke
Mio padre
Verso

Le parole hanno forma

Sognavo di un uomo

La musica è una buona compagna

La terrazza

Trapani, "Trinacre"

Calendari

Il silenzio del mare

Il mio canto

Nel palmo delle mani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Nel palmo delle mani

Se il dolore ritorna

a immani ondate

per non sentirlo

conficcati le unghie

nel palmo delle mani

e non schivare la vita

 

Nel palmo delle mani

trattieni

acqua pura di torrente

che bevi

per rinfrescar la mente

 

Fragilità e dolcezza

di capelli di bimbo

appena nato

accarezzando

senti

nel palmo delle mani

 

 

Un'ultima volta

leggi

nel palmo delle mani

il caro profilo di tuo padre

partito leggero

per un'altra destinazione

portandoti

nel suo cuore sempre vivo

 

Nel palmo delle mani

accogli

il palmo delle mani

del tuo uomo

ti racconta

di terre sconosciute

di vele e sterne

che si offrono

ai potenti venti del nord

 

e ti abbandoni

stupita

alla semplice calda

corrente della vita

che fluisce attraverso

 

il palmo delle tue mani.

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Il mio canto

Il mio canto sa di mare

perchè è sale

che ti va negli occhi,

perchè è sabbia

che ti chiude la bocca

perchè è spuma

che si alza al cielo ardita

perchè brulica di vita

e non può essere

misconosciuto

perchè si apre un varco

tra le rocce più dure

e col tempo

e col finire degli uomini

vincerà fango e terra

e tornerà puro

perchè il mio canto

è voce del mio spirito

libero e vivo

che tende alla Luce.

 

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Calendari

 

Avrei voluto

ieri

restarti seduta

accanto

e dirti

col silenzio

che siamo uguali.

 

Ma il tempo

 

il tempo

 

forse amico

forse no

mi esalta

e mi annienta

ad ogni aprile

ad ogni giugno

ed in dicembre.

 

Nel calendario

della mente

è troppo poco tempo

per cominciare ad amarti

è troppo poco

il tempo

per continuare

a non viverci.

 

Ma il Creatore

delle cose invisibili

ci semplifica la vita:

al di là della mente

nel calendario

dell'anima

il nostro tempo

non esiste.

 

Tu permani.

 

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Il silenzio del mare

 

 

Non più orizzonte.

 

Cielo e mare uniti

in una luce

di grigio infinito

il silenzio

li vestiva di armonia.

 

La mia preghiera

si unì a quel silenzio,

 

dagli alberi vicini

un'unica foglia

cadde sulla mia spalla.

 

Che stupendo fragore

il tocco lieve

della celeste risposta

 

ma non ruppe

il silenzio

e mi parlò di Amore.

 

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TRAPANI, "TRINACRE"

 

Ho vissuto

in mezzo a luoghi comuni

di sole e di mare

di giallo secco

- càlati giunco,

ché passa la piena -

 

La realtà immondizia

la Libera Università

con vista sul cimitero

nasconde cani

zoppi e marci

di incuria millenaria.

 

Quanti luoghi comuni

che paradiso satanico

per finti ciechi

non voler vedere

bimbi per strada

con gli occhi da pappone.

 

Che luoghi comuni

natura cultura

le chiese barocche verminose

- e che ci possiamo fare -

il salnitro ci sgretola l'anima.

 

Tra il verde scuro delle foglie

arde la nuova coscienza?

Lordata da luoghi comuni

- sia fatta la volontà -

radice di mafia.

 

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LA TERRAZZA

 

Tu nuova Quijote

le pale ancora intatte

dei mulini irridono

come facce indifferenti

nella terrazza d'ombre.

 

Lancia spuntata

la tua parola viva

caduta

tra muri di muffa

e prigioni

e una gerbera

dal capo soffferente.

 

Balzelli a Narciso

e schietta menzogna

spacciati per amore

senti l'orrido

nero pozzo

vertigine nel Nulla.

 

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LA MUSICA E' UNA BUONA COMPAGNA

Quando facilmente ami

lo stomaco si espande

ad ammantare

l'universo intero,

galleggi

su lievi profumi

e velluto di sguardi...

 

e la musica è una buona compagna.

 

Ti getti poi nella mischia

dei sentimenti

raccogliendo i cocci

del non amore altrui,

mentre ti dicono:

- In amor vince chi fugge! -

triste sentenza:

a perdere è chi ama!

shh, è inutile piangere...

 

e la musica è una buona compagna.

 

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DARA (vive ancora)

 

Le grandi chiacchierate
fatte nella tua lingua,
io e te a quattro zampe
ci sfregavamo i nasi
rotolandoci per terra.

Potevi uccidere e amavi,
e riempivi l'aria
pezzetto per pezzetto
man mano che correvi.

-Ma come cammini bene!-
esageravi l'ancheggiare,
ti accosciavi sul mio sedile
sapendo
che era il mio,

lampo guizzante il tuo sguardo,
e capivo
che mi prendevi in giro

viva, feroce e dolce
unica e fedele
guardi i bimbi nel Limbo
e ami Dio.

 

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Luminosa invenzione

Io e il cane
stavamo ad ascoltare il tempo:
rotolava
su cuscinetti a sfera.
Noi costretti al mondo
ci affacciavamo
a quell'unico limite,
il parapetto dei pensieri
per vederci
capaci di amare,

scoprendo

IL SENTIMENTO

luminosa invenzione

che nessuno può toglierci
che ci fa liberi
al di là
di questo tempo
di questo spazio
della vita.
 

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Rinascere

Ho conosciuto il freddo
e la fame
e l'angoscia del domani,
ho conosciuto
la violenza il tradimento
di mio fratello
del mio amico
del mio compagno
di madre formica
che mette le uova
fuori dal formicaio
e le dimentica
fuori col temporale.

Ho cacciato via da me l'oblio,
non ho voluto
vegetare nell'anestesia
ed ho sentitoùla sofferenza
carne
era l'unica strada
per rinascere
io spirito e donna
affidandomi
all'Unico Affidabile.

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Quasi limerik

Questa è la storia di un
                       Circasso
Con gli occhi azzurri e la coda di
                                 tasso.
Triste per questo prese un
                         sasso
E si ruppe la coda di
                    tasso.
Da quel momento non mosse più un
                               passo.
E questa è la storia del furbo
                             Circasso

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File-stroke

C'era una volta un pettirosso
con il becco grosso grosso
che dal nido mai si era mosso.
Smanioso di volare
tosto si mette a pensare
così inventa un aquilone
sulle spalle se lo pone
ma fa solo un ruzzolone.
Dopo tutti questi mali
scopre alfin di aver le ali.
 

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Mio padre

 

Il tuo corpo ormai povera cosa

            Il tuo cuore si occupa del mio sonno perduto
A volte non capisci neppure di soffrire
           Baci l’aria per darmi l’onda calda del tuo affetto
Sei umiliato dal marcio del declino
          Il tuo spirito sano vive alto con gli angeli
 
                   Unico mio raggio di sole
                   getta l’ancora nella Luce
                        senza più paura
                        senza più dolore
                           vivi libero
                   nel tuo Porto sicuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



VERSO

Se solo metà
della tua tracotanza
si facesse fierezza,
ti spingeresti su,
verso la cima della mia umiltà.

Tu sei così,
e io scendo.

Un uccellino che nutri
è il ponte
tra la tua sponda e la mia,
ponte gettato
in quella dimensione
dove il sogno vive.

Tu sei così,
e io attraverso.


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LE PAROLE HANNO FORMA

Non amo parole di buio
non mi curo
di abissi dell'anima
nè di cercare la vita
nel grande brivido
cenere vuota

(anche le parole hanno forma).

Ma quanto mistero
nell'insondabile Grazia
quanto da conoscere
del giorno che nasce.
Voglio per te
cristalli armonici d'acqua
onde vibranti dolcezza
che sciolgano antiche paure.
E allora rivolgo al mare
domande nuove
e dal mare
le mie risposte arrivano
cavalcando brezze
profumate
di stelle marine
di voci di delfini
che mi narrano
il Cielo.


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SOGNAVO DI UN UOMO

Sognavo di un uomo:
dormendo la sua anima
fuggiva ad incontrare la mia
senza parole
mi raccontava di lui
meravigliose inconsapevolezze:

spirito inquieto e generoso
attraversava l'acre della vita;
grande sua forza era
la dolcezza ferma dello sguardo;
amare ancora
dopo avere odiato per amore
il suo grande coraggio.

L'uomo si accorse della fuga di notizie.
La sua anima fuggì dalla mia.
Non l'ho più sognato.

 

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