Le grandi chiacchierate
fatte nella tua lingua,
io e te a quattro zampe
ci sfregavamo i nasi
rotolandoci per terra.
Potevi uccidere e amavi,
e riempivi l'aria
pezzetto per pezzetto
man mano che correvi.
-Ma come cammini bene!-
esageravi l'ancheggiare,
ti accosciavi sul mio sedile
sapendo
che era il mio,
lampo guizzante il tuo sguardo,
e capivo
che mi prendevi in giro
viva, feroce e dolce
unica e fedele
guardi i bimbi nel Limbo
e ami Dio.
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Luminosa invenzione
Io e il cane
stavamo ad ascoltare il tempo:
rotolava
su cuscinetti a sfera.
Noi costretti al mondo
ci affacciavamo
a quell'unico limite,
il parapetto dei pensieri
per vederci
capaci di amare,
scoprendo
IL SENTIMENTO
luminosa invenzione
che nessuno può toglierci
che ci fa liberi
al di là
di questo tempo
di questo spazio
della vita.
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Rinascere
Ho conosciuto il freddo
e la fame
e l'angoscia del domani,
ho conosciuto
la violenza il tradimento
di mio fratello
del mio amico
del mio compagno
di madre formica
che mette le uova
fuori dal formicaio
e le dimentica
fuori col temporale.
Ho cacciato via da me l'oblio,
non ho voluto
vegetare nell'anestesia
ed ho sentitoùla sofferenza
carne
era l'unica strada
per rinascere
io spirito e donna
affidandomi
all'Unico Affidabile.
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Quasi limerik
Questa è la storia di un
Circasso
Con gli occhi azzurri e la coda di
tasso.
Triste per questo prese un
sasso
E si ruppe la coda di
tasso.
Da quel momento non mosse più un
passo.
E questa è la storia del furbo
Circasso
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File-stroke
C'era una volta un pettirosso
con il becco grosso grosso
che dal nido mai si era mosso.
Smanioso di volare
tosto si mette a pensare
così inventa un aquilone
sulle spalle se lo pone
ma fa solo un ruzzolone.
Dopo tutti questi mali
scopre alfin di aver le ali.
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Mio padre
Il tuo corpo ormai povera cosa
Il tuo cuore si occupa
del mio sonno perduto
A volte non capisci neppure di soffrire
Baci l’aria per darmi
l’onda calda del tuo affetto
Sei umiliato dal marcio del declino
Il tuo spirito sano vive
alto con gli angeli
Unico mio raggio
di sole
getta l’ancora
nella Luce
senza più
paura
senza più
dolore
vivi
libero
nel tuo Porto
sicuro.
VERSO
Se solo metà
della tua tracotanza
si facesse fierezza,
ti spingeresti su,
verso la cima della mia umiltà.
Tu sei così,
e io scendo.
Un uccellino che nutri
è il ponte
tra la tua sponda e la mia,
ponte gettato
in quella dimensione
dove il sogno vive.
Tu sei così,
e io attraverso.
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LE
PAROLE HANNO FORMA
Non amo parole di buio
non mi curo
di abissi dell'anima
nè di cercare la vita
nel grande brivido
cenere vuota
(anche le parole hanno forma).
Ma quanto mistero
nell'insondabile Grazia
quanto da conoscere
del giorno che nasce.
Voglio per te
cristalli armonici d'acqua
onde vibranti dolcezza
che sciolgano antiche paure.
E allora rivolgo al mare
domande nuove
e dal mare
le mie risposte arrivano
cavalcando brezze
profumate
di stelle marine
di voci di delfini
che mi narrano
il Cielo.
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SOGNAVO
DI UN UOMO
Sognavo di un uomo:
dormendo la sua anima
fuggiva ad incontrare la mia
senza parole
mi raccontava di lui
meravigliose inconsapevolezze:
spirito inquieto e generoso
attraversava l'acre della vita;
grande sua forza era
la dolcezza ferma dello sguardo;
amare ancora
dopo avere odiato per amore
il suo grande coraggio.
L'uomo si accorse della fuga di
notizie.
La sua anima fuggì dalla mia.
Non l'ho più sognato.
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