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Daniela Adamo

Scriccioli d'uomo

Le mie parole on-line

Una cartolina da Napoli

Mi hanno rubato il cuore

La roccia

Il fiume della mia vita

Sveva

La nostalgia

 

della stessa Autrice ..... Vernacolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scriccioli d'uomo

40 centimetri d'uomo.
Butta aria dalle labbra.
Dovrebbe essere musica di Napoli,
sono solo suoni
stanchi e imperfetti
accompagnati da un ricamo di fisarmonica.
Lo guardi e dici
"Come farà mai a suonarla così,
a quell'età?"
L'ha imparata dalla vita,
così come i suoi occhi hanno imparato
a chiederti pochi spiccioli.
Glieli dai
mentre ti chiedi
a chi andrà quella moneta.
Ma è un bambino
e il tuo cuore
non può rifiutargli
un gesto d'amore.
Tu speri
possa comprarsi
un panino o un piccolo ninnolo.
E se quei soldi
andranno invece al suo padrone.
Maledizione!
Come si può sfruttare
uno scricciolo d'uomo!
Lui ha diritto
al sorriso, all'amore,
al calore, al giocare.
non a lavorare!
Quanti scriccioli d'uomo
hanno perso l'innocenza
per essere nati
nel mondo sbagliato.
 

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Le mie parole on-line

Dormire
cullata dalle magiche onde
della poesia,
dal ritmo caldo
dei tuoi pensieri scritti.
Sognare
coccolata dai tuoi versi
declamati da un timbro forte
a tutta la platea,
applauditi con calore,
commentati con ardore.
Svegliarsi
accarezzata dalla lettura
delle tue parole
in linea con il mondo,
criticate ed applaudite.
Il tuo sogno
ora è qui.
A volte
le favole s'avverano.

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Una cartolina da Napoli

Il fascino della follia,
il richiamo del mare,
la fantasia della sua gente,
l'allegro vociare de' scugnizzielli,
la peculiarità della sua pizza,
le sue armoniose vedute d'incanto.
Questa è Napoli
e molto di più.

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Mi hanno rubato il cuore


E mentre andavo
tra i ricordi
apparve lui.
La sua voce,
il suo volto,
inondarono
i miei pensieri.
La sua figura,
il suo sorriso,
brillarono
nei miei occhi.
Ricordi di ieri,
ricordi di oggi,
ricordi sempre vivi,
ricordi solo miei.
I miei ricordi più cari
regalàti
ad una nuvola d'oro,
che mai potrà parlare,
che mai potrà tradirmi.
Lei
e lei sola
sarà mia confidente.
Lei
e lei sola
sarà mio diario segreto.
Mi hanno
rubato il cuore.

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La roccia

La guardavi nel tuo portone,
figura imponente
di donna sicura e così fragile,
una roccia per il compagno
baciato dal Dio degli stolti,
il suo bastone, la sua vita.
L'hai vista ieri sera,
distesa sul bianco,
con le mente spenta,
mentre andava via a vele spiegate.
La roccia è crollata,
non ha trovato un appoggio.

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Il fiume della mia vita


La vita
è un fiume che scorre
e noi lo navighiamo,
tra correnti agitate ed acque tranquille,
fin quando
l'ultimo reflusso
ci assorbirà.
Il mio fiume
- tranquillo e senza correnti -
è sempre stato
agli occhi di tutti,
per me sempre
troppo agitato
sotto la superficie.
Con te,
il mio fiume conobbe
l'acqua placida
ed io, stupita,
mi lasciai cullare.
D'improvviso,
sul mio fiume
si scatenò tempesta.
Tempesta d'acqua
e correnti minacciose
che m'avvolse
in una stretta di ghiaccio.
Una stretta
che non m'ha più dato fiato.
Poi, di colpo,
il mio fiume
s'è rasserenato
ed è tornato il sole.
Nuvole di pioggia,
flash assolati,
acque increspate,
seta di vento.
E' il fiume della mia vita.
E' la mia vita.
 

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Sveva

Sveva guardava il mare
Sveva guardava oltre,
guardava la linea indefinita
ove il cristallo del cielo
e il corallo del mare
si sposano
e danno vita
a quella perla di luce infinita.
E sognava,
sognava figure impossibili.
Seduta sulla gelida
sabbia invernale,
bagnata da poche gocce ghiacciate
che le spaccavano l'anima,
Sveva
fissava il suo pensiero
in quel che fu,
nel non più possibile;
rivedeva le sue pagine rosa
tra gocce di lacrime e pioggia
che la riportavano sulla sabbia.
Destò il suo sguardo
d'improvviso,
una briciola di cane
faceva feste nel suo grembo!
Spostò il suo sguardo
nella placida distesa azzurra,
un piccolo pescatore
tornava a riva
col suo carico di fatica.
Si voltò di scatto sul lato,
il palloncino d'un cucciolo d'uomo
la colpì.
Sveva sorrise.
Non era più sola,
la perla di luce era lì,
la vita era con lei.
Sveva non guardava più il mare,
non guardava più oltre.

 

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La nostalgia

Infilo il coltello
nella nostalgia
e la divido a piccoli pezzi.
Ne assaggio
poca alla volta
così da non finirla mai.
Non riesco a mangiarla tutta
e a rimanerne senza.


 

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