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Alessandro Gioia

I  nostri migliori anni, Giulia

Il casolare

Finti giardini

 

dello stesso Autore ... Racconti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Finti giardini



Stentate speranze,

piacevoli sospiri,

attimi di euforia

e contrasti latenti

tra la gente.

Buongiorno

Signore,

questa è la vita.

Il mondo si affanna

e i giorni

con lui ancora,

simile

agli alberi

che il fogliare

delle proprie chiome

ostenta,

il giorno

presenta il

respiro nostro.

E ci si incontra

spesso,

tra i colori violetti

e porporini

dei giardini

in primavera,

tra le magnolie bianche,

ma  tra noi tacendo

come illustri sconosciuti.

Come il silenzio

del vento in mezzo

ai platani arcani.

Simile alla quiete

silente sorella.


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I  nostri migliori anni, Giulia.



I nostri giorni migliori

li abbiamo trascorsi tra

continue dormite, giocando a nascondino

nei cortili, andando a pesca

con canne usate.

Sognando, con la musica

dei Pink Floyd,

volevamo abbattere il muro.

Non è vero ragazza triste?

E le nostre ginocchia

sbucciate dalle cadute

sul cemento,

che per noi era come un verde prato,

le ricordi?

D¹estate viaggiavamo con la mente

verso  deserte spiagge,

con secchiello e paletta,

a costruire castelli di sabbia.

E tu eri la Regina,

io il tuo timido Re.

Non ricordi nulla vero?

Sei cambiata,

sei scomparsa

dietro una siringa usata,

e non vedi,

non vivi.

Respiri appena,

e con te il tuo sguardo,

maledettamente spento.
 

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Il casolare





Lungo i campi

d¹inverno e d¹estate

i miei sensi, le sensazioni,

si fondono con gli arcani petali,

con le erbe, con i sempreverdi,

e al richiamo di un vecchio casolare,

spesso mi soffermo.

Da lontano sembra piccolo,

bianco, dietro quel monumento contadino,

un mare di orizzonte lineare e vigile

ferma il mondo,

e le foglie disperse dalle stagioni

giacciono qua e là,

quasi a formare una piccola costellazione.

Una nuvola, dispersa in cielo

insegue le altre sue sorelle bianche,

tinte chiare in un cielo celestino,

tenue colore, e la pioggia color pianto,

all¹improvviso battezza il mondo,

e le sue creature improvvisate.

Alzo lo sguardo,

ed è già notte, oscurità,

madre

di una nuova alba, non ancora alba,

e i fiori,

già attendono rugiada nuova,

come i bambini, mai sazi, il cioccolato,

color sogno.
 

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