|
In
punta di spillo
Non ha ali per volare,
stasera,
come carta velina, timida,
ondeggia,
come lombrico si contorce,
e scivola
fuori dal suo terreno.
Una goccia di sangue che cola
in punta di spillo.
Torna all'indice Autore
Jenevieve
Se tu pensassi,
solo un istante,
di bere inchiostro
in una notte
per morire,
noi moriremmo con te,
Jenevieve.
E non sia mai.
Torna all'indice Autore
La Via Crucis di
Madrid
Prima stazione Atocha.
In un lampo,
a pezzi,
finivano sacrifici
amor di famiglia.
Seconda stazione Santa Eugenia.
A mente fresca
ripassava la lezione.
Di colpo, nell’orecchio,
l’eco della campanella.
Terza stazione El Pozo
L’unica cosa che possedeva,
la povertà,
veniva crocefissa.
Torna all'indice Autore
Il poeta che non c’è
Non posso indossare
questa veste,
non chiedetemi di farlo,
chè la poesia è parte
del mio corpo,
è la mia pelle.
Non posso
anche se mi piace,
se vi piace.
Torna all'indice Autore
L’uomo della mia
terra
Cammina con l’ombrello
capovolto sotto il cielo
quando piove,
usa la stessa lama dieci volte
e la sua pelle è morbida
d’allume naturale.
Mostra un sorriso e vive
l’uomo della mia terra.
Torna all'indice Autore
Le cose semplici
E’ il
volo degli uccelli
che distende l’aria,
i pesci d’acquario
che regalano il mare
tra il cemento,
la bambina, con la borsetta
un cappello in testa
e il suo sorriso,
che riempie casa…
E’ il verso del poeta
che asciuga le nuvole
nel deserto.
Torna all'indice Autore
Parla il silenzio,
a sera,
quando le mani
hanno le dita
a pianoforte
e s’incrociano
sul ventre
a ristorar fatica.
Torna all'indice Autore
Nostra
Madre
Il mio cuore, a sera,
si propone buono
e tale non si sveglia
la mattina,
quando non comprende
neanche più le braccia
di sua madre.
Quelle che, da bimbo,
rapivano il suo pianto
nella culla,
al buio, solo .
e pieno di spavento.
Così ora cammina
umana gente,
si sente adulta
e lacrime non ha,
pensa di sbrigarsela
da sola
senza sua Madre
Santa Immacolata.
Quella nel cui grembo
dimorò la Luce
per nove mesi
e dopo venne fuori
a illuminarci vita
e vita e vita ancora .
Torna all'indice Autore
Fronte alta
pochi capelli
barba di splendor divino
sguardo sicuro
di sorriso in occhi forti
due angeli a mirarlo.
Santo,
che beveva Dio
ad ogni pozzo.
Torna all'indice Autore
E’ inutile cercare
laddove non cade
briciola di cielo,
uomo solitario
che tiri fuori te stesso
a farti compagnia.
Arriverai mai
dove il risveglio avviene
senza il giro delle lancette?
Dove la rondine non va e viene
seguendo la linea retta
dei raggi del sole?
dove scompaiono le rughe,
si appianano i calli,
le altalene dondolano
i cuori di leggerezza,
i rami sono sempreverdi
di linfa senza fine,
l’energia solare è forte
da mettere in fuga gli inverni
e le anime si uniscono
in sensazioni indescrivibili?
Ti guardi intorno
e vedi campi d’erba secca
sotto il pianto invano delle nuvole.
Se tornassi domani
con una manciata di fave
da ricoprir di terra,
non uno o due
ma mille come te
non avrebbero più fame.
Torna all'indice Autore
Mignèramara
Miniera
amara
Dhri
vagnùni nu sapìane la sorta Quei
giovani non conoscevano la sorte
quandu a iddhti sa perta dhra porta,
quando a loro si aprirono quelle
porte,
zzappàvane terra tuttu lu giurnu zappavano terra tutto il giorno
e na muddrìca scarfàvane allu furnu. e una
mollica scaldavano al forno.
A dhra mmiènzu putìane rispiràre, Nei
campi potevan respirare,
vidìre lu sole, sutàre e caminàre,
vedere il sole, sudare e camminare,
azzàre capu propriu nu mumèntu, alzare
per un attimo la testa,
sentìre profùmu te festeggiamèntu.
sentire il profumo della festa.
Tivantàra zappatùri a lu lumìnu
Diventarono contadini al lumicino
intra nu postu strittu, malandrìnu, in
un posto angusto, malandrino,
cchiù mmara te lu nfièrnu ìppera vita più
aspra dell’inferno ebbero vita
cu ràggia e valènu intra le tìciata. con rabbia e veleno tra le dita.
Quandu a casa loru so turnàti
Quando nella loro terra son rientrati
li pulmùni s’èrane cunsumàti i
polmoni erano ormai logorati
te lu carbòne e cassa te mignèra dal
carbone e grisou di miniera
ca nfànniciavane matìna e puru sera.
ansimanti la mattina e anche la sera.
E moi ci li pote cunsulàre?
E adesso chi può consolarli?
A figghi e mugghièri arrètu tare? A
figli e mogli restituirli?
Ca nu se pote cchiamàre micraziòne Che non
si può chiamare emigrazione
nu critu te tulòre, na passiòne. un grido di dolore, una passione.
Torna all'indice Autore
La Giostra dell’amore
Oh
Venezia d’incanto!
In questa
gondola
siede una
fanciulla,
che
tutto,
mi fa
rabbrividire,
con i
suoi occhi,
splendenti,
più delle
tue luci.
E sfuma
l’opera tua
dinanzi
al suo volto
Torna all'indice Autore
Mai più
Mai più
lampade accese
lasciate
sotto il candeliere,
mai più
cani,
quasi
nudi, uccisi e defraudati
del
vestito nei tempi della muta,
mai più
bruchi
calpestati nella terra
senza il
volo con le ali di farfalla.
Mai più
Torna all'indice Autore
E' Morto
E' Morto.
Nelle gocce d'inchiostro sciolte
sui campi di carciofi del Salento,
nei panni asciugati dall'alito scuro
dei pozzi del deserto,
nei pesci soffocati dai coriandoli
portati dal vento di Viareggio,
nel pane
quotidiano
lievitato dai veleni delle guerre,
nel mantello della terra
bucato da chiazze tumorali,
nella madre seppellita
dal rombo del pedale
schiacciato per passione,
dal sangue del suo sangue
infreddolito da polvere bianca,
nel profumo derubato di una donna,
nella lama non passata
sotto gli anni ruvidi del vecchio
Torna all'indice Autore
Ci sarò
Ci sarò,
ad
arrampicarmi sulla cima
con il
tuo fiato,
a rompere
le discese curve
con il
tuo coraggio,
a
spingere sui pedali
con le
tue forti gambe.
Ci sarò,
nella
stretta degli applausi,
a
tagliare quel filo
con le
tue braccia alzate
Torna all'indice Autore
Il tempo
E’ un
uomo, il tempo,
che ha
sempre tanta fretta,
mai una
volta si ferma
a
scambiar qualche parola,
ad
ascoltare.
Di giorno
è agile gazzella,
scattante
ghepardo,
di notte
è pipistrello,
sveglio e
sempre in volo.
Solitario
va,
e neanche
s’innamora.
Una
donna, la felicità,
lo
rincorre,
lo
vorrebbe suo sposo,
ma le
sfugge.
Per un
attimo lo afferra,
è
soltanto un attimo,
inesorabile
Torna all'indice Autore
Andrei
Nel
deserto spianato
da impeti tempestosi
andrei,
a muover i miei passi
tra le lingue dei cobra
e lavare il mio volto,
maschera che vanisce
nel breve girar del cerchio
Torna all'indice Autore
Il Bastone
di Mosè
Richiama
i tuoi messaggeri
dalla lingua biforcuta
che sputano veleno
nel mio sangue,
con l'inganno.
E' potente il mio anticorpo
è potente il mio Dio,
per sempre.
Torna all'indice Autore
L'amicizia
I miei
pensieri
i tuoi pensieri
percorrevano, per caso,
lo stesso sentiero,
e si sono piaciuti.
Ora abitano insieme
in uno spazio libero,
immenso.
Chiedono una terra più dritta
ed abbisognano di mille pensieri,
simili a loro,
per disegnarla.
Torna all'indice Autore
Il
nostro frutto
Quando riposerai, nuda,
su un letto di piume secche,
senza vita,
io sparpaglierò il nutrimento.
L'acqua di una stagione lo scioglierà,
fino ai tuoi piedi.
Allora indosserai il vestito nuovo
ed avrai la forza necessaria
per portarlo alla luce.
Torna all'indice Autore
Poesie
Mi
piacerebbe
andar per
i campi
a
raccogliere fiori,
d’ogni
colore,
|