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Michael Santhers

A UNA DONNA LA PELLE
IL CALABRONE
SENZA SCARPE
AMORI
IL MATTINO 24 DICEMBRE
FELICITA' IL SORTEGGIO
DON ARCIBALDO ABBOCCHIO PRIMA COMUNIONE
FILOSOFIE ANIMALI PUBBLICITA'
PERIFERIE GIUDIZIO
OGGI E' NATALE PANCHINA (d'autunno)
SI AFFACCIA LA LUNA AMORI VELOCI
CINQUE DITA TRA I DENTI
FESTA DI PAESE I MALVAGI
TERREMOTO CI SIAMO RIVISTI
SIMULAZIONI LINGUE MALEDETTE
L'INFERNO IL VENTO SI PLACHERA'
LA MIA FACCIA MATRIMONIO DI CONVENIENZA
VOLI IN TAINLANDIA IN NOME DI DIO
TREMA LA LUCE AVARE SCRITTURE
   

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Occhi appannati
dei vecchi
nel mondo in bianco e nero
in fila per una squallida pensione
dietro sportelli tecnologici
tra lo spavento dei riflessi
di rughe che non entrano
negli occhiali di impiegate
col cuore perso nei miti addormentati
 
Poi tornano a casa
con le ascelle sudate
nelle fatiche di un braccio
coperchio di miserie da trasportare
in un portafoglio
agenda con foto di morti
col filo del richiamo
 
Ripongono al riparo
i biglietti per il cibo
nella morta periferia
impugnano una zappa
per pettinare insalate riconoscenti
con radici avvinghiate
a raggrinziti profilattici
doni sprecati a un progresso di anime
dietro teschi colorati
 
Si fa sera
giorno aggiunto alla speranza
uno in meno per l'abisso
in compagnia di una fumante ciotola
offerta agli Dei
 

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AVARE SCRITTURE

 
Ognuno scrive come scrive
la sua vita sulle pagine nere
della terra
 
Il sangue che poi
è l'inchiostro
ce lo mettono in pochi
e quando manca
si fa la magìa dei tramonti
si muore sgozzati
su un foglio per una virgola
della storia
su un opuscolo
nel cimitero degli ignoti
appuntamento di fiori
per corrompere il cielo
con idiozie a mani congiunte
in sprechi di silenzi
che molte volte in vita
furono condanne
per avare scritture
che specularono
su pianto
 

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TREMA LA LUCE

 
Trema la luce
delle stelle
nelle lunghe notti
d'inverno
si aggirano
tra i rimorsi
le anime che rosicchiano
il declino
i pensieri giurano
sul sorteggio dei Santi
nei precari riquadri
di calendari
che chiedono giorni
per smaltire divinità
in attesa
sognano
secche solitudini
tra lo sfogo di corpi
nel verso di lupi
sfuggiti a leggende
si accumula il grasso
di voglie respinte
senza tatto le mani
non sentono più
incanti finti di amori
ci si addormenta al mattino
dopo aver versato
a ogni incubo un vino
quattro boccate di fumo
e bestemmie in riserva
si pongono ombre
alla luce del sole
sotto coperte
ormai cartelli abbattuti
di capolinea d'arrivo
due piume di rabbia
impigliate alle unghia

 

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in questa vita
che ni fu donata
per l'egoismo
di vedersi continuati
con l'orgoglio del frutto
mi insegnarono Dio
ho portato il conto
dei coltelli alla schiena
l'ignoto
il premio finale
consegnato
da una o forse più mani
col rito di gesti
toccarsi la fronte
il petto
e picchiarsi le spalle
quattro punti
simulare una croce
che già ho portato
per strade
di amori
che mi condussero
a specchi
per contare le rughe
a corrompere gli occhi
a stirare la pelle
coperta-gabbia
di un cuore nel rantolo
mi attende un sicario
vestito da corvo
magari sotto un cielo sereno
quattro spruzzi
a imitare una pioggia
ma stavolta
.... in nome di Dio....

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Ha dato le ali a tante anime

più o meno buone

che hanno volato sui folti alberi

sui fiumi che non conoscono

vendette

 

Oggi stanco di volare con ali finte

appesantito dalle facce degli inganni

col motore che spruzza incenso

di vita andata

va a nascondersi veloce nel bosco

e li porta tutti a morire

sotto il cielo della Tainlandia

che scompare

 

Oggi molti bambini

avranno un dollaro di meno

forse ruberanno un pasto

e affitteranno l'esile corpo

a se stessi

con la maledizione di una mamma

che li vede come un'ingombro

e guarderanno il cielo

in attesa di un'umiliazione

che non conoscono ma credono

li verrà a salvare

 

Oggi finalmente

il volo degli angeli artificiali

non catturerà anime perse

ma smaniosi  i bambini

aggiusteranno i sogni

per il volo successivo

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LA MIA FACCIA


La mia follia messa a tacere
dal pane che ho bisogno
di procurarmi

Il mio silenzio imposto dal potere
che non accetta che la fame
mi fa ragionare invece che delirare

La mia faccia arata dagli anni
ma che sa occultare
ancora le tempeste dell'anima

Gli amori mi hanno camminato a fianco
e si sono irritati per non avermi
mai visto rotolare nel fango delle suppliche

Ho visto anche troppa gente
considerare il dolore un fatto normale
e la gioia un'intrusa sorpresa
volta solo a cambiare collaudate difese

Ho avuto solo un amico
che non conosceva la gioia
ma una volta l'ho visto sorridere
per una gemma sfuggita a una gelata di maggio

La mia faccia
sono milioni di pagine
che non interessano a nessuno
ma ogni tanto un cuore curioso
vi legge una storia che non capirà mai
e finirà a battiti insoliti
 

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Al mattino due fosse sui cuscini

unti di finzioni

le lenzuola

come mantello d'assassino

e ognuno vuole disfarsene

nella stanza piena di profumi

consumati dal fumo delle sigarette

 

Con lo sguardo di un animale catturato

lei guarda la prima luce di un mattino

innervosito dai rumori

pensa a quando il cuore le si apriva

come un tulipano

e volava come un aquilone senza filo

ma bisogna vincere sui ricordi

far sembrare le due vite

sempre più normali

 

Poi verranno i figli

e gli si può dare anche un volto

del passato

 

Un rolex d'oro

avrà il compito di dividere la felicità

dai sogni

 

Poi penso a mio padre senza denti