Occhi
appannati
dei
vecchi
nel
mondo in bianco e nero
in
fila per una squallida pensione
dietro sportelli tecnologici
tra
lo spavento dei riflessi
di
rughe che non entrano
negli
occhiali di impiegate
col
cuore perso nei miti addormentati
Poi
tornano a casa
con
le ascelle sudate
nelle
fatiche di un braccio
coperchio di miserie da trasportare
in un
portafoglio
agenda con foto di morti
col
filo del richiamo
Ripongono al riparo
i
biglietti per il cibo
nella
morta periferia
impugnano una zappa
per
pettinare insalate riconoscenti
con
radici avvinghiate
a
raggrinziti profilattici
doni
sprecati a un progresso di anime
dietro teschi colorati
Si fa
sera
giorno aggiunto alla speranza
uno
in meno per l'abisso
in
compagnia di una fumante ciotola
offerta agli Dei
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AVARE
SCRITTURE
Ognuno
scrive come scrive
la sua
vita sulle pagine nere
della
terra
Il
sangue che poi
è
l'inchiostro
ce lo
mettono in pochi
e
quando manca
si fa
la magìa dei tramonti
si
muore sgozzati
su un
foglio per una virgola
della
storia
su un
opuscolo
nel
cimitero degli ignoti
appuntamento di fiori
per
corrompere il cielo
con
idiozie a mani congiunte
in
sprechi di silenzi
che
molte volte in vita
furono
condanne
per
avare scritture
che
specularono
su
pianto
Trema la
luce
delle
stelle
nelle
lunghe notti
d'inverno
si
aggirano
tra i
rimorsi
le anime
che rosicchiano
il
declino
i
pensieri giurano
sul
sorteggio dei Santi
nei
precari riquadri
di
calendari
che
chiedono giorni
per
smaltire divinità
in attesa
sognano
secche
solitudini
tra lo
sfogo di corpi
nel verso
di lupi
sfuggiti
a leggende
si
accumula il grasso
di voglie
respinte
senza
tatto le mani
non
sentono più
incanti
finti di amori
ci si
addormenta al mattino
dopo aver
versato
a ogni
incubo un vino
quattro
boccate di fumo
e
bestemmie in riserva
si
pongono ombre
alla luce
del sole
sotto
coperte
ormai cartelli abbattuti
di
capolinea d'arrivo
due piume
di rabbia
impigliate alle unghia
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in questa
vita
che ni fu
donata
per
l'egoismo
di
vedersi continuati
con
l'orgoglio del frutto
mi
insegnarono Dio
ho
portato il conto
dei
coltelli alla schiena
l'ignoto
il premio
finale
consegnato
da una o
forse più mani
col rito
di gesti
toccarsi
la fronte
il petto
e
picchiarsi le spalle
quattro
punti
simulare
una croce
che già
ho portato
per
strade
di amori
che mi
condussero
a specchi
per
contare le rughe
a
corrompere gli occhi
a stirare
la pelle
coperta-gabbia
di un
cuore nel rantolo
mi
attende un sicario
vestito
da corvo
magari
sotto un cielo sereno
quattro
spruzzi
a imitare
una pioggia
ma
stavolta
.... in
nome di Dio....
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Ha dato le
ali a tante anime
che
hanno volato sui folti alberi
sui
fiumi che non conoscono
Oggi stanco
di volare con ali finte
appesantito
dalle facce degli inganni
col
motore che spruzza incenso
va
a nascondersi veloce nel bosco
e
li porta tutti a morire
sotto
il cielo della Tainlandia
avranno
un dollaro di meno
e
affitteranno l'esile corpo
con
la maledizione di una mamma
che
li vede come un'ingombro
in
attesa di un'umiliazione
che
non conoscono ma credono
il
volo degli angeli artificiali
non
catturerà anime perse
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LA MIA FACCIA
La mia follia messa a tacere
dal pane che ho bisogno
di procurarmi
Il mio silenzio imposto dal potere
che non accetta che la fame
mi fa ragionare invece che delirare
La mia faccia arata dagli anni
ma che sa occultare
ancora le tempeste dell'anima
Gli amori mi hanno camminato a fianco
e si sono irritati per non avermi
mai visto rotolare nel fango delle suppliche
Ho visto anche troppa gente
considerare il dolore un fatto normale
e la gioia un'intrusa sorpresa
volta solo a cambiare collaudate difese
Ho avuto solo un amico
che non conosceva la gioia
ma una volta l'ho visto sorridere
per una gemma sfuggita a una gelata di
maggio
La mia faccia
sono milioni di pagine
che non interessano a nessuno
ma ogni tanto un cuore curioso
vi legge una storia che non capirà mai
e finirà a battiti insoliti
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Al mattino due fosse sui
cuscini
come mantello d'assassino
e ognuno vuole disfarsene
nella stanza piena di
profumi
consumati dal fumo delle
sigarette
Con lo sguardo di un animale
catturato
lei guarda la prima luce di
un mattino
pensa a quando il cuore le
si apriva
e volava come un aquilone
senza filo
ma bisogna vincere sui
ricordi
e gli si può dare anche un
volto
avrà il compito di dividere
la felicità
Poi penso a mio padre senza
denti
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