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Michael Santhers

PENSIONATI TANZANIA
PAESE L'ULTIMO TRAPEZIO
PASSI SULLA NEVE DONAZIONI
CALA LA NEBBIA LUMACO'
ALBUM TRACCE DI ACROBATI
IN CERTI POSTI NOI POVERI
I PADRI LO SANNO POMERIGGI DI NOIA
FIRMA CALCATA ( CINISMO) LUNEDI' DI PASQUA
SENSI MIRATI VISITA IN OSPEDALE
GLI ALBERGHI DEL LUNGO SONNO DESAPARECIDOS
INCROCI GIOCHI D'ATTESA
IL MARCHESE DELLE VEDOVE MONSIEUR FRUSCELLA'
CENA DI BORGHESIA CALENDARI
IL MAGO FAGGIANO FARFALLE MORTE
ALCUNI PROFESSORI
PIOGGIA  

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Questa pioggia sottile
come il filo dell'esca
di pesci addestrati all'inganno
cade su vite a risveglio
su morti che chiudono trame
lasciando scorere sull'ultimo fiato
i titoli di coda
sullo schermo del tramonto
appeso alle macerie
degli anni passati
in punta di piedi
col solo rumore di idee
sempre intente a vegliare
scapestrati amori del cuore
 
Si bagnano i piedi
distraggono, attirano
le mire degli occhi
fusi col vuoto voluto
per ospitare i soli inquilini
le stanche illusioni aggiustate
e finite al cielo col fiato invettive
ora pianto di nuvole nere
che ravviva germogli
confonde chi esce per strada
e guarda in alto quest'olio di nervi
che riduce l'attrito
tra vento e sconforto
sperando che indenne
lasci filtrare
questo messaggio
positivo
.....di Dio...................
 

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ALCUNI PROFESSORI (secondo atto)

 
La mia mente
fin da bambino
aperta all'espansione cosmica
non si impegnò mai nello specifico
guidato
 
A scuola di ogni argomento
ne facevo l'imput per dilagare
nell'infinito stupore
 
Le invisibili certezze
del presunto premio di Dio
per la pole position al dolore
mi parvero tormento
e io piccolo e solo volevo riscatto
per gli ultimi che poi erano i primi
leggendo i loro nomi al rovescio
di lista di fogli
 
Nel duro scaltro, immane
gioco dell'esserci al fine di confermare
dubbie esistenze dell'anima
professori del campo specifico
impegnati a instradare su binari di vite
non oltre ghigliottine orizzonti
egoismi per il solo fine
del guadagno del pane
e il culto del corpo
 
Di quei professori
abituati ad allenare gli automa
serbo il disprezzo con l'applauso del tempo
impietoso al veloce declino
beffardo alle riconoscenze pretese
dilaniate nella casuale discussa combinazione
degli astri in contrasto con istrioniche preghiere
 
Divaga finalmente il pensiero
lontano da quelle figure
allattate da vermi
trasformate in carcasse
che in vita non lasciarono orme
tranne nel mio brutto ricordo


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Tornano la sera
nei loro alveari
che profumano
di follie addomesticate
 
Davanti al portone
gettano l'ultimo sguardo
ai lampioni che ridono nevrotici
 
Portano la mano alla tasca
in cerca di una pastiglia
per incantare il silenzio
stritolato dalle abitudini
 
Si aggiustano le mascelle
per le riluttanze di un bacio
 
Allenano le palpebre
per il vuoto degli occhi
a lasciare passare
una favola
tra i vapori di una cena
scontata
da digerire
stancamente
...nel letto

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Nefasta figura
truccata d'incanto
per i miei occhi
traditi dall'anima
puttana
che al prezzo
somma il gioire
di vanità
e sfuggi come farfalla
di vita breve
che attira e confonde
sguardi su stupri
di fiori
e io
come bambino
ti inseguo e scompaio
seviziato dai sassi
del fiume
e tu all'altra sponda
azzeri una vita
riparti nel gioco
ma ricordati
c'è sempre
un falco in agguato
mangia il fiore
col ripieno che trova
e di ogni carne
non bada al colore
-Gioisco alla morte del bello
preferisco l'anima grigia
lontano da sbalzi di gioia
ormai per me porta
di sciacalli assassini
e per te amore bastardo
spero che arrivi prima il falco
che io al tumulto del fiume


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Non ti sbilanciare
disse il mago Faggiano al mago Alveola
mentre si apprestava a far volare la ragazza
 
Mossa da fili invisibili
tra il rumore del silenzio
con un velo bianco e sottile
ruotò nel cielo come una colomba in amore
 
Volarono anche gli occhi e i desideri del pubblico
tra le forme e le movenze
 
Poi forse nello sbaglio di una luce
che ingannò una tenda
apparve il filo che legava le ali
e millle nasi come mirini puntarono l'errore
e dalle voci mescolate uscì fuori qualche minaccia
 
Il presentatore invitò al contegno
ma il vecchio col berretto a strisce gridò
...cialtrone ..hai smascherato la mia infanzia
 
Il mago ripulì lo sconforto
apparso in un sudore freddo
e con voce bassa risalì
 
Signori miei, la magìa è come l'amore
ha nella durata il suo difetto
e nel rischio il suo fascino
poi non è realtà ma solo un'emozione
che offusca gli occhi per far vedere il mondo
come non è
 
Il pubblico capì che la vera magìa era nelle parole
appena finite di ascoltare e si sciolse in un applauso
per quell'uomo che senza arrendersi sosteneva
la filosofia di far sognare ad occhi aperti
 

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CALENDARI

 
I venditori di ricotta
dettano centimetri
per misure di fianchi
nel cielo rovesciato
di allodole
attese da spiedi
e con piume corte
per corone di vanto
sulle ali di spari
verso bersagli
di conta veloce
in eventi meteora
-Cuori nati con emozioni
già vecchie
disertano volti
di pelle marmorea
su schiene date a progetti
a parole che vendono
a macelli di occhi
a pagine lustre
per sciogliere solitudini
roventi
con mani pensate
in estraneo possesso
Dopo
appendete pure
il calendario dei culi
al muro di esche
e come spago liberato
dal peso
si attorciglia il plagio
dei nervi
definitivo solo nel giorno
che muore
con un...ma......
nel sempre più arrapato
domani
condito di secca saliva
 

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CENA DI BORGHESIA

 
Parvero subito pubblico feroce
con alleanze d'invettive mute
e non commensali gli invitati
 
Feci la voce grossa e raccolsi
l'omaggio degli stupidi
col viso rosa-nero come catrame
sperimentale sotto il peso dei passi
della dignità in diserzione
che mi aveva promosso a riferimento
per le salme ideologiche
 
Nella cupa aria del voluto destino
illuminato da comete di sorrisi
si irritarono i megalomani
videro interrotta, forse dispersa
la linfa vitale della ruffianeria
costretta negli alibi di farse
e interruppero la cena tra il finto stupore
di occhi delle signore
coperte da vestiti consigliati
eccitate dal dissenso
con le labbra gonfie
separate da tagli di lingua a ruota
bagnata dal represso astio
del cuore anarchico, stanco di ricerche
impigrito di presenzialismi blasonati
nelle prigioni dell'etica
 
A tale accadere i malati di ipocondria
avvertirono l'impotenza degli organi
confinati sotto la cinghia
immobili nel raccogliere i messaggi
di allusive trasgressioni
 
Ospite al di sopra delle parti
l'unico cornuto rinsavito, giustificò
lo scontato abbandono come prezzo evolutivo
e trasferì a Dio l'incerto compito
di vegliare le anime a disagio
e al diavolo quello di esagerare
il tutto per una partita pari
poi da risolvere
allo scontro di rimando
 
Poi
la musica pagata intervenne
per dare dignità al compenso
e le note azzerarono le posizioni prese
dall'umanità evoluta
che allentò per l'abbandono
i corrotti istinti
assorbiti dalla vacillante arte
che recitò nella mediocrità
lontana dall'allietare i cuori
 

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MONSIEUR FRUSCELLA'

 
Era di Morcone
paese seduto in una valle stanca
sottomessa ai soprusi degli inganni
 
Spinto da incauti dispensieri
di gioie locali non bastate
e giustificate dal sorteggio della sorte
partì in cerca di un'altra vita
emigrò in Francia
esattamente a Parigi
 
Rovesciò il cappello
per farlo sembrare una barca
e lo poso sulla Senna
e gli disse
porta lontano i miei dolori
verso il mare d'Italia
 
Monsieur Fruscellà entrò nel sogno
trovò un'amore che parlava