Home 
 

Michael Santhers

IL DOGANIERE CIVILTA'
NEL RIVEDERLA ATMOSFERE PERSE
FILOSOFANDO PROGRESSO
SOLO PER VENDICARMI VERSO L'INDIFFERENZA
CUORI AL POTERE
IL CIABATTINO CI SONO ANCH'IO
MEDAGLIE DI SGOMBRO AUTOBIOGRAFIA DI UN FANTASMA
GIORNI DI FINE ESTATE FARSE
L'ACROBATA AL CIRCO STATALE 17
MALEDETTA PENNA I BUROCRATI
TRAMONTO FESTA DI SANTA CRISTINA
LA TREBBIA RADICI
CINICO SPETTATORE INDICAZIONE SUD
LEZIONE ULTIMA CENA
LUCE D'INGANNO GRIGIORE
DECENZA UN POVERO CANE
   

1 - 2 - 3 - 4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 
Oggi mi sento
un povero cane
che tante volte
ha fiutato, scansato
il bastone
ma conservo
negli occhi
indelebili
le minacce
dei vicoli
 
Chiedo agli insetti
di sparecchiare
la tavola
ormai il pasto
è arrivato alle ossa
e io devo ancora
parlare
 
Spesso i passanti
nel gioco di pietre
hanno riso
al mio passo veloce
al mio sangue perduto
in buffi disegni
ma qualche volta
al  ringhiare
per mia estrema difesa
vigliacchi
senza il sostegno
del pubblico amico
hanno preso volentieri
il mio ruolo
sbalorditi
nell'impreco
nel rasento dei muri
e io li ho derisi
e solito fare
delle cosidette
umane figure
esternare coraggio
nelle corrotte vittorie
dell'impari lotta
con armi e in molti
contro uno solo
sorpreso
per non aver fatto
a nessuno...del male
 

Torna all'indice dell'autore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DECENZA

 
Il tempo
mago pirata
domatore fasullo
di ansie
questo nulla
invisibile
che materializziamo
col dolore
e lo giochiamo
nelle attese
amore
per farci del male
mentre ci guardiamo
il sangue che non esce
e volgiamo gli occhi
al cielo del Dio
che ci hanno insegnato
senza crederci
ma non si sa mai
è meglio non avere prove
la coscienza è variabile
nel dimenticare
nel pentirsi
e i giorni sono una spugna
sul viso corrotto dalle smorfie
che ci sono servite
per assorbire gli inganni
per ripartire dritti
verso dove già credevamo
di essere
 
Una ruga sul viso
si offre trincea
per fermare i morti risorti
i vivi che non se la sentono
....di continuare.....
mentre i ricordi
sono cadaveri nella moviola
nella memoria che si serve
appunto del tempo
per la lunghezza dei passi
 
Sai amore
in ogni secondo che passa
non siamo più noi
abbiamo già a portata di mano
il pensiero di come eravamo
e davanti il certo traguardo
che preferiremmo fare all'indietro
ma possiamo solo arrivare
meno sfiancati
con una presenza
magari
......decente.........
 

Torna all'indice dell'autore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GRIGIORE

 
Grigio il cielo
a novembre
elabora
l'amaro pianto
dei morti
infilzato
da uccelli in ritardo
che eludono
pallottole
sparate nel vanto
di miserie
d'animo
 
Le foglie
cadono
spogliano i frutti
e li vendono
a ingordigie
di gole
sotto occhi
premiati
dall'imbroglio
del tempo
 
A ogni forma di vita
che cede all'addio
c'è n'è una che arriva
lo conferma
un vagito di bimbo
che mano mano
con appena un dentino
copierà un sorriso
tra i mille colori
che quest'autunno
usa per truccare
ogni vita
sospinta
lieve
alla morte
 

Torna all'indice dell'autore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LUCE D'INGANNO

 
Con ombre
inquiete
trafitte
da luce
filtrante
da spazi
rubati
a finestre
imprecise
lenta
si spoglia
con giochi
d'inganni
in questa stanza
guscio violato
d'inerme animale
l'ultima pace
dell'anima mia
 

Torna all'indice dell'autore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ULTIMA CENA

 
Come saliva
che scompare
in bocche assetate
così il tuo silenzio
inghiotte il mio cuore
amore di un tempo
nell'odio di oggi
 
Vedo i tuoi passi
fiflessi
dileguarsi
sulla lastra di pioggia
in quest'autunno
che sembra
la sala d'attesa
di un mattatoio
e le foglie rosse
macchie di sangue
nei disegni del vento
 
Distante
dalle cose
che ho amato
coi coltelli degli anni
alle spalle
mi sento solo
mentre disertano
i più duri pensieri
 
Strappo la tua foto
dagli occhi
e irriducibile il disprezzo
lancia uno sputo
che si perde nell'acqua
 
Mi dico
si è suicidato anche l'odio
povero me
sono solo
sul banchetto degli anni
addobbato
coi fiori del male
nell'ultima cena
 

Torna all'indice dell'autore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEZIONE

 
Il cane abbaiò
e pensò di aver fatto
il suo dovere
 
Il padrone lo guardò feroce
per non averlo sentito
alleato nel suo dolore
 
Una rondine disse
vengo da altri mondi
dove gli animali
muoiono per liberarsi
 
Con pigrizia e dormiveglia
il gatto sussurrò
tra servo e padrone
un'alleanza ci può stare
ma le esperienze sono individuali
e diventano collettive
per puro caso
come la paura di un terremoto
 
Il padrone si indignò
e gli lanciò un martello
e...l'ho sempre saputo
che sei un traditore
 
Sia chiaro rispose il gatto
con te ci sto per convenienza
il tuo pasto mi giunge con poca fatica
e i miei topi posso cercarli altrove
 
L'uomo capì che l'affetto
non si ottiene col potere
e quello del suo cane
era un finto rispetto
 
Fu felice per averlo imparato
dagli animali
e non dagli uomini

 

Torna all'indice dell'autore